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Il ricatto occupazionale

(Mi riservo di riutilizzare questo titolo in futuro, perché praticamente metà delle follie commesse da tutti i governi o si basa o si giustifica con questo)

Sono un po’ di giorni che rimugino su questa cosa e penso di prendermi un attimo per commentarla, ma cosa c’è da commentare che non si commenti già da sè nel fatto che la Fca (ex Fiat, per capirci) abbia chiesto una garanzia statale su un prestito da 6 miliardi quando

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Ecco piuttosto delle idee intelligenti per la montagna: https://www.studionord.news/franceschino-barazzutti-grande-idroelettrico-occasione-per-la-montagna/

Notare come il titolo che hanno messo all’articolo ne stravolge completamente il senso.

“Manifesto per la Carnia”

Stamattina mi è arrivata via mail la bozza di questo “manifesto per la Carnia” lanciato da Franco Corleone (già Sottosegretario alla Giustizia) e Luigi Cortolezzis (Sindaco di Treppo-Ligosullo). Ho dato un’occhiata e ho trovato tanta della solita retorica secondo me completamente fuorviata. Come mio solito, ho risposto con un testo polemico che nessuno mi ha chiesto, al limite dello sfogo… non credo che qualcuno mi darà retta, per cui lo pubblico sul mio spazio personale, almeno lo leggerete voi 🙂 Continua a leggere

misia

Oggi vi presento un progetto in cui sono stata coinvolta, con le mie poesie (quando un’amica di un’amica me l’ha proposto, ho pensato: evviva! Finalmente qualcuno che non vuole parlare delle pecore! 🙂 )

Anzi, il progetto lo lascio presentare all’ideatrice, Elena Tuan, perché io non sono capace e lei sì. Seguite i link.

misia

Mercatino virtuale dell’artigianato

Intervista a me (non ci sono solo io ovviamente)

Video

Tre milioni di euro per finire di distruggere questa valle

Non ho neanche più la forza di oppormi. Ho provato a parlarne in giro, tutti pensano che sia una follia, nessuno sembra avere intenzione di fare niente.

Stiamo vivendo una siccità spaventosa. Spaventosa. L’erba si secca nei prati. La terra sembra sabbia. Le nuvole si accumulano nel cielo, il vento le soffia via e non cade una goccia. Guardiamo in alto verso le montagne e ci accorgiamo che non hanno più neve. E siamo ad aprile. Dovrebbero essere bianche e sono marroni. Dopo il cielo, tutta l’acqua che scende scende dalle montagne. Se non ce la dà il cielo, e le montagne non ce l’hanno, da dove verrà l’acqua?

Ho sempre avuto una gran paura della siccità, come negazione di tutto quello che mi è familiare e rassicurante, come angoscia senza fine, come impossibilità di salvarsi da sè, come lenta morte di una speranza, graduale e atroce esaurirsi di ogni riserva, come essere in balia di forze che non solo non ti obbediscono, ma nemmeno ti ascoltano quando le supplichi. Credevo, da friulana, che la siccità non mi sarebbe mai toccata, così come quando si è sani non si pensa che si sarà malati e come quando si è giovani non si crede che si sarà vecchi. E invece eccola, la siccità. Ogni anno, sempre peggio.

E cosa fa la gente? Ho visto usare idropulitrici e lavare strade con acqua potabile in piena siccità. C’è chi si scorda l’acqua accesa, tanto non la paga. Tanto “l’acqua c’è”. Le case non hanno nemmeno i contatori, se ne può usare all’infinito e pagare un forfait. Tutti i fiumi e i ruscelli della valle sono prosciugati, piante e animali non hanno più niente da bere. Non ci sono più pesci. Vi immaginate, un’intera valle senza pesci se qualcuno non li butta? Ma tanto l’acqua serve a noi, non è mica loro!

E intanto la valle sta diventando secca. L’aria stessa è secca. Non piove perché non c’è niente da piovere. E quel poco che c’è si spreca: mi è stato detto che i tubi sono un colabrodo.

Sapete quale sarebbe una soluzione di buon senso? Aggiustare i tubi, obbligare la gente a mettere i contatori in casa, e ridurre il prelievo idrico per mantenere la valle un po’ fresca e umida e condividere quel poco di acqua rimasta con tutte le creature. E aggiungo anche: smetterla di falciare e diserbare così ferocemente, perché anche quella è acqua che evapora e va via, quando avremmo bisogno di immagazzinarla nella terra e nelle piante. Ci sarebbero così tante soluzioni ecologiche… E invece no, si fa il contrario. Si decide di prosciugare l’ultimo ruscello rimasto e spendere quasi tre milioni di euro per pompare l’acqua per cinque chilometri su e giù da un lato all’altro della valle in tubi di cemento e plastica.

E se ne vantano pure.

acquedotto

(Non c’è nemmeno erba per pascolare e tutti si comportano come se fosse colpa mia che non compro il fieno. Perché adesso i problemi si risolvono così: lasciando che tutto vada in malora, tanto finché hai una lira ti compri la salvezza da qualche altra parte. E se continua così, ci sarà ancora un posto dove cresce il fieno? E se finisce anche l’acqua, compriamo anche quella?)

Planet of the Humans

Se avete un’ora e quaranta a disposizione, e non l’avete già fatto, vi consiglio caldamente questo documentario, che ha già fatto un po’ di scalpore: https://www.youtube.com/watch?v=Zk11vI-7czE

Come si suol dire, un bello sputtano. Per quanto mi riguarda, conferma una cosa che penso già da un po’ di tempo, ma nessuno vuole nè dire nè accettare. Poi se volete ne parliamo.

Anatroccoli

Ho messo un altro video su Vimeo. Non abbiate aspettative eccessive, solo che ho visto che animali piccoli che vanno in giro mettono di buon umore. Non sono riuscita a riprendere scene più buffe perché la madre è iperprotettiva. Adesso leggermente meno, ma quando si stavano schiudendo le uova gonfiava le piume, apriva il becco e soffiava come un drago. Come strategia intimidatoria funzionava. La volta in cui non ha funzionato e mi sono avvicinata lo stesso, mi sono presa una bella beccata sulla mano. È incredibile come cambiano gli animali quando hanno i piccoli.