(Non) piove, governo ladro!

Questa espressione è talmente nota e rappresentativa del popolo italico che ha pure una sua pagina su wikipedia. Da quanti secoli gli italiani sono così? Parecchi, sembrerebbe. Fa parte della nostra cultura individualist-cattolico-assistenzialista auto-assolverci sempre da ogni responsabilità (dite che non è vero!), dare la colpa al governo, ai politici corrotti, ai partiti, a quelli che dovrebbero risolvere i problemi ma non li risolvono, ma anche agli immigrati, al capitalismo, al gruppo Bildeberg, all’America, agli ambientalisti, al sindaco, addirittura a chi dovrebbe punirci ma non ci punisce, perché sappiamo che siamo facendo qualcosa di sbagliato, ma finché ce lo lasciano fare non è colpa nostra…

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“Apocalypse Wine”

Segnalo questo video che degli studenti si sono presi la briga di fare: bravi. Complimenti per l’iniziativa, l’approfondimento e soprattutto il coraggio.

Mi sono venute in mente parecchie cose guardandolo.

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Oh! Qualcuno se ne inizia ad accorgere…

https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2022/03/28/news/la_siccita_porta_un_conto_da_1_miliardo_allagricoltura-342684159/

https://www.corriere.it/cronache/22_giugno_10/siccita-emergenza-bacino-po-la-piu-grave-crisi-ultimi-70-anni-0de23f50-e8b8-11ec-a288-5db7a6019886.shtml

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/11/lestate-della-crisi-idrica-siccita-del-po-mai-vista-disponibilita-in-esaurimento-richiesta-di-stop-notturno-dellacqua-in-125-comuni/6622543/

Ma io continuo a vedere gente che lava i marciapiedi con l’acqua potabile o si irriga il praticello davanti a casa, mentre nei campi, nei fiumi, muore tutto, mentre la terra si secca, le foglie avvizziscono e le falde si abbassano…

Notare che nei media si parla quasi solo di problemi per l’agricoltura e l’idroelettrico, al massimo per il turismo. Praticamente nessuno si preoccupa di tutte le forme di vita non umane che hanno bisogno dell’acqua per sopravvivere, e che già prima ne avevano poca. La mentalità che ci ha portato fin qui non ci sarà di aiuto nell’uscire da questa situazione.

Volevo scrivere qualcosa sulla mia lotta personale contro questa tremenda siccità e delle mie strategie per il futuro, ma sinceramente non ne ho più voglia.

Palmanova

Per chi non la conoscesse, Palmanova è patrimonio Unesco e una città unica. Non perché sia particolarmente bella (anzi: a parte la Piazza Grande e qualche altro angolo speciale, potrebbe e dovrebbe essere meglio di com’è), ma perché è una città-fortezza a pianta perfettamente regolare e vista dall’alto ha la forma di una stella. Fu costruita dai veneziani nel ‘500 in un periodo in cui la Serenissima era in continua guerra con l’Austria e il Friuli ne faceva le spese (sempre per chi non lo sapesse, il Friuli fu a lungo colonia veneziana ed essere colonizzati non è mai conveniente).

E ora, dopo un’introduzione che nonostante le mie intenzioni è diventata polemica prima della seconda riga, vi annuncio con entusiasmo che domenica 5 giugno parteciperò per più ore possibile a un evento organizzato da Magia delle Mani proprio a Palmanova; con la solita corlete / gurlete, la lana, e i miei libri. Cercherò di portarne più che posso, ma se ne volete uno preciso potete chiedermelo prima perché attualmente ho la roba sparpagliata tra varie case e sono pigra.

Sono spesso tentata di tornare sul tema della guerra in Ucraina, perché l’atteggiamento di una buona parte degli italiani, sotto la guisa del “pacifismo”, della “diplomazia”, dell’evitare l’escalation, e di altri apparentemente nobili sentimenti, è completamente fuori strada e neanche così disinteressato come vorrebbe apparire. Si basa in realtà su un misto di vigliaccheria, di mancanza di valori, di egoismo, di cinica diffidenza e di quella meschina deferenza nei confronti del più forte che costituendo il substrato profondo della mentalità italiana ha permesso forse più di ogni altra cosa l’ascesa e poi il crollo del fascismo, e probabilmente anche della mafia, le nostre due grandi esportazioni del Novecento (dopo secoli di “Franza o Spagna purché se magna”…). Il sottomettersi al prepotente pur di sopravvivere; il vendicarsi non appena appare indebolito (da altri).

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Dove sono tutti?

C’è un luogo comune sui friulani, che avrò sentito ripetere dozzine di volte, che recita più o meno così: “all’inizio sono gente chiusa, ma quando li conosci / si aprono, sono amici sinceri e per la vita”. Questa cosa all’inizio dev’essermi parsa vera; forse l’avrò ripetuta anch’io – ma più ci penso, più mi sembra un luogo comune che sembra semplice e vero, quasi consolatorio, senza però corrispondere se non per caso alla realtà.

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Manifestazione a Somplago

Purtroppo avevo già preso un altro impegno e quindi non ci sarò, ma invito tutti coloro che possono a partecipare.

La valle in questione (quella che si attraversa in autostrada per i molti che ci passano e magari non ci hanno mai riflettuto, è quella del pesciolino rosso appeso sulla roccia, si vede tra la N e la E!) è uno di quei posti di grande bellezza e valore che per loro sfortuna si trovano in posizione “strategica” e quindi vengono devastati da un progetto dietro l’altro – autostrada, oleodotto, centrale idroelettrica… e adesso anche una centrale a metano! La val Susa, molto più grande, è un altra valle di questo genere.

Un aspetto interessante di questa battaglia combattuta da tempo e su molti fronti è che non è solo una battaglia del ‘no’ (e non ci sarebbe niente di male), ma formula anche proposte per restituire al lago un po’ della sua antica bellezza e delle sue funzioni – ricordiamoci ad esempio che un lago è fatto di acqua, che nell’acqua vivono i pesci, che i pesci si possono mangiare e che chi riesce a produrre cibo localmente ha un po’ meno bisogno di importazioni e infrastrutture per le importazioni.

Partigiani

Mi è capitato, anni fa, per scrivere il mio libro Che male c’è, di fare ricerche sulla Resistenza negli archivi di Udine. Uno dei temi importanti nei documenti che leggevo era la richiesta di armi da parte dei partigiani – armi chieste agli inglesi, agli americani, armi che servivano sempre, non bastavano mai… Armi che arrivavano, ovviamente. In una di queste consegne di materiale bellico da parte degli alleati, l’aereo atteso dai partigiani si schiantò su uno dei monti più alti della Carnia. Morirono quattro britannici e un neozelandese.

Quando mi sono trasferita in Carnia, sempre per continuare le mie ricerche, era proprio quella la montagna che vedevo ogni giorno da casa mia. Quella montagna era tante cose; era anche un pezzo di storia.

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Ricerche accademiche

Mi è stato chiesto di segnalare / condividere, e lo faccio:

https://custodians.online/

We have the means and methods to make knowledge accessible to everyone, with no economic barrier to access and at a much lower cost to society. But closed access’s monopoly over academic publishing, its spectacular profits and its central role in the allocation of academic prestige trump the public interest.

Non è un tema che conosco benissimo, ma rimanda a un argomento già discusso qui a proposito dei vaccini – investimenti pubblici nella ricerca, profitti privati; mancanza di accesso da parte della popolazione a un bene creato con i soldi di tutti.

Se vi state per caso chiedendo allora perché non rendo disponibili anch’io i miei testi gratuitamente, vi rispondo subito. Intanto, lo faccio, su questo blog. Ma io, a differenza dei ricercatori, non percepisco uno stipendio per il lavoro che faccio, per cui devo guadagnare direttamente dai lettori. Il discorso per gli accademici di professione è diverso, dato che sono già stati pagati per le loro ricerche ma gli scritti vengono monopolizzati e resi inaccessibili (perfino agli stessi ricercatori!) dalle case editrici accademiche e dai loro monopoli.

Copie dei romanzi

I traslochi hanno la funzione psicologica di farci capire quanta roba abbiamo e chiedere se ci serve davvero. Se non fosse così stressante e dispendioso, sarebbe salutare farne uno ogni lustro. Come quelle purificazioni rituali o cancellazioni dei debiti che ogni società ha a intervalli più o meno stabiliti. Rispolverare, conservare, donare, ricordare, eliminare, farci un esame di coscienza sul peso che lasceremo ai nostri discendenti, se sarà una buona eredità o robaccia da smaltire…

Io non ho ancora cominciato ma mi sono accorta che ho un sacco di casse dei miei libri (nel senso dei libri che ho scritto io), che i libri occupano un sacco di spazio, eccetera (come l’altra volta). Se potessi darne via un po’ risolverei una parte dei miei problemi di spazio e di fatica nello spostarli da dove vivevo a dove vivrò (che ancora non si sa dove sia).

Quindi, se stavate pensando di comprare qualcuno dei miei romanzi, per favore prendeteli da me. Se lo chiedete posso anche fare “lo sconto”. Avevo pensato di fare un’offerta, tipo romanzi a 10 euro, ma queste cose si fanno per roba avanzata che nessuno prende, invece i miei libri sono belli e ho sempre paura che chi li compra li lasci in un angolo senza leggerli. Nessuno mi fa un piacere a comprarmi un libro se sa già che non lo leggerà. Uno spreco di alberi, e un’umiliazione per i miei libri.

In particolare ho un sacco di copie di Che male c’è (libro primo, secondo e terzo). E poi degli altri due romanzi: Dove si sta bene e La fuga e l’addio. Saggi e poesie mi disturbano meno, perché sono piccoli e leggeri. Ma se volete anche quelli chiedetemeli.