non si può avere tutto

Stamattina sentivo alla radio un gran discutere su come far sì che le donne italiane lavorino di più, nel senso di lavoro salariato, dell’entrare nella forza lavoro. E perché le donne dovrebbero lavorare di più? Per la crescita economica, naturalmente. Però le donne dovrebbero anche fare più figli – anche questo per la crescita economica, sempre lei. Continua a leggere

Cecenia

Ogni volta che sento elogiare Vladimir Putin come ‘uomo forte’, o difendere le ragioni della Russia nei vari conflitti in cui è coinvolta, mi viene in mente la Cecenia. Continua a leggere

dati

Quello che devo dire non piacerà a molte persone o risulterà sgradevole, ma, brevemente, mentre l’Italia va in giro per l’Europa a illudersi che gli altri paesi “facciano la loro parte” nell’accoglienza ai migranti e richiedenti asilo, ci sono alcuni dati incredibilmente allarmanti che non vengono forniti e che secondo me sono imprescindibili nella discussione. Continua a leggere

il parmigiano in Canada (CETA)

Ieri mattina ho ascoltato la puntata di Tutta la città ne parla di Radio3 sul CETA, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada che è stato approvato dal parlamento italiano e, a larghissima maggioranza e senza che nessuno si preoccupasse di consultarci per paura della risposta, da quello europeo. Intervenivano, tra gli altri, il presidente di Coldiretti e il parlamentare PD pro-CETA Pietro Ichino. Condivido alcune mie osservazioni qui, sperando di indurre a riflettere sulla realtà che sta sotto alla retorica del Made in Italy da esportare a tutti i costi. Continua a leggere

poesia

Qualche giorno fa ho ricevuto nella posta una busta senza mittente né indirizzo (solo il nome del paese e il mio). Dentro c’era una poesia battuta a macchina, senza firma. Siccome mi è piaciuta e non vorrei fosse destinata all’oblìo, la condivido con voi. Continua a leggere

un’idea di libertà

Ultimamente ci viene detto molto spesso che dobbiamo temere il ritorno dei nazionalismi. Anzi: quando ci viene raccontato che il nazionalismo sta tornando, si dà già per scontato che ne abbiamo paura. Continua a leggere

non da sola

Alcuni di voi avranno visto il mini-reportage di Veronica Sauchelli e l’articolo sul Messaggero Veneto da esso tratto che si occupano di me e della mia vita quassù. Molti altri stanno leggendo ora questo post proprio e solo grazie ad essi: dopo l’articolo sul Messaggero, le visite al blog sono schizzate. Come ho avuto modo di notare negli anni, non c’è niente da fare: uno può organizzare presentazioni, raccontare la propria storia alla gente che incontra, apparire su media di ogni tipo, fare banchetti… ma non c’è niente come un articolo sul Messaggero Veneto. O suoi equivalenti. In una società mediatizzata come la nostra, esistono alcuni media che attirano l’attenzione di quasi tutti, subito, mentre altri, fossero anche migliori, funzionano pochissimo. Magari il fenomeno mediatico si esaurisce subito, mentre il resto rimane, ma intanto è così.

Avevo quindi pensato di scrivere un post per ringraziare per lo spazio ricevuto (parzialmente a mia insaputa, e anche questa sarebbe una storia interessante), o per rettificare alcune inesattezze. Ma stanotte, mentre stavo distesa a letto con una caviglia slogata, mi sono resa conto che c’è solo una cosa importante da aggiungere. Continua a leggere