In prospettiva

  1. Ho appena finito di leggere, e vi consiglio, questo articolo sulla storia climatica della Terra. È molto lungo e richiede attenzione; io l’ho stampato per leggermelo con calma. Ovviamente tratta, e in breve, solo alcuni episodi, per capire cosa succede quando variano i livelli di CO2 nell’atmosfera, e perché la frase che usiamo per liquidare la questione (“il clima è sempre cambiato”) non è poi così rassicurante. L’articolo è molto ben scritto e pieno di immagini suggestive di un un pianeta che è lo stesso sui cui viviamo noi oggi ma che ci appare, così tanto più caldo o più freddo, quasi irriconoscibile. L’unica bella figura che l’essere umano può fare in tutta questa faccenda è nell’essere riuscito a ricostruire una storia così avventurosa con tanta precisione – sappiamo, o siamo sicuri di sapere, cose che sono successe quando nessuno di noi era lì a vederle. Per il resto, stiamo facendo un macello.
  2. A proposito di cose lontane, continuo a seguire le vicende in Myanmar. La violenza che l’esercito sta scatenando sulla popolazione è implacabile e spaventosa – immaginate le cose più crudeli che si possano fare – massacri, torture fino alla morte, artiglieria pesante su povere case, villaggi di palafitte o addirittura chiese che accolgono sfollati, stupri e torture sessuali, incendi di cibo e medicine destinati ai profughi, uccisioni di bambini, blocchi dell’acqua potabile, gente bruciata viva, rappresaglie sui civili, rapimenti, razzie e furti… questi soldati non si risparmiano niente. Un vero regno del terrore, che dura da settant’anni. Non hanno legittimità, competenze, non sanno neanche governare; ma sono così ben armati (da Cina, Russia e India) che il loro male vince sulla resistenza, la solidarietà, il coraggio della popolazione. E perché fanno tutto questo? Perché è l’unico modo per una cricca ai vertici di mantenere ricchezza e potere. I loro scagnozzi o sono dei sadici invasati, o hanno anch’essi da guadagnarci. Le famiglie di molti soldati sono praticamente ostaggio dell’esercito, così che anche chi vorrebbe disertare ha paura. I paesi vicini, davanti a questo orrore, non fanno niente perché questa giunta svende le risorse del paese alla Cina o alla Tailandia, permette a Singapore e India di investire e far soldi, e quindi facciano pure come gli pare, purché non si fermino gli investimenti (gli occidentali, incredibilmente, stanno avendo un po’ più pudore, ma i paesi asiatici sono potenze economiche, non si fanno problemi a subentrare al nostro posto). Ogni tanto mi chiedo quanta storia europea sia in realtà stata proprio così, seguendo proprio questo copione, e non ce ne rendiamo pienamente conto perché le vittime hanno lasciato molte meno tracce della propaganda dei carnefici, fossero questi le legioni romane, la cavalleria medioevale o le armate mercenarie del rinascimento. Ora, invece, anche i contadini e gli schiavi hanno uno smartphone. Di nuovo: sapere è la nostra unica consolazione.

Nessuno è abbastanza disperato

Fra tutti gli argomenti che potrei trattare forse non è il più importante per i destini dell’umanità, ma per chi si è interessato alla mia vicenda agricola, un piccolo aggiornamento. Al campo tutto procede, nel senso che l’erba cresce, con sgomento di tutti quelli che la vedono (solo a me piacciono le erbacce), una buona parte degli alberi sopravvive, il principio di laghetto fa filtrare tutta l’acqua che ci piove dentro con aria quasi di sfida, e le questioni di confini, passaggi, usicapioni e rapporti con i confinanti – ogni versione viene regolarmente smentita dalla persona successiva che interpello – sono così intricate da avvicinarsi al giallo d’autore. Credevo di trovare sollievo dalla Carnia e dalle continue liti per i confini – ora capisco che la Carnia era solo il riscaldamento. Purtroppo alcune delle cose più divertenti non posso raccontarle qui perché riguardano persone che non mi hanno neanche lontanamente autorizzata a farlo.

Ci sono comunque un buon numero di coccinelle e graziose farfalline azzurre che fanno ben sperare. Ma la terra fa fatica a riprendersi dall’agricoltura intensiva.

La ricerca di personale non va benissimo. Ho cercato sulla bacheca di Ruralpini, ma non ho trovato nessuno che fosse già residente in regione – in compenso ho trovato un sacco di gente che non dice chi è o di dove è, o che fa progetti di migrazione su larga scala con bambini e cani che io non posso assecondare. E tutti amano la natura e vogliono cambiare vita. Ma io non trovo nessuno!

Ho incontrato un ragazzo contattato tramite gli annunci di subito, ma la fabbrica in cui lavora paga meglio di quello che io potrei offrirgli (e forse di quello che chiunque potrebbe offrire nel mio settore, perché con la scusa che è bello lavorare in campagna l’agricoltura rende pochissimo tranne che per i possidenti. E con la schiavitù come prassi, la mafia dei contributi e l’importazione dall’estero, i prezzi probabilmente resteranno bassi ancora un bel po’).

Ho sentito un’agenzia interinale ma ancora non c’è un candidato per me.

Allora ho detto quello che dico ogni volta che il medico mi consiglia una visita privata: eh no, c’è un servizio pubblico per cui paghiamo le tasse, usiamolo! Ho chiamato il Centro per l’impiego. Le persone con cui ho parlato sono state tutte molto gentili, anche se c’è stato un po’ di rimpallo tra Udine e Tolmezzo per decidere chi avrebbe dovuto occuparsi di me. Alla fine mi hanno trovato un curriculum (uno), ho incontrato una persona che però al momento non può lavorare con me per motivi di salute. In compenso ho dovuto compilare un modulo e adesso devo compilarne un altro, anche se non ho combinato niente.

Altre idee non me ne sono venute. Mio padre, impietosito, l’altro giorno mi ha detto: “se ti serve una mano chiamami.”

Io sto con i palestinesi

Avete presente come adesso tutti sanno che quello che gli europei fecero agli indiani d’America era sbagliato, che certo, gli indiani non erano santi, erano divisi tra loro e commisero degli errori, ma nonostante questo la maggior parte della gente è d’accordo sul fatto che approfittare della debolezza relativa di un popolo, in quel caso una serie di popoli, data da una minore tecnologia e quindi capacità bellica, per accaparrarsi le loro terre, sterminandoli, terrorizzandoli, ingannandoli con trattati non rispettati e approfittando della loro buona fede, considerandoli inferiori, colonizzando tutti i loro spazi e privandoli delle loro risorse, e infine umiliandoli in tutti i modi nel tentativo di annientarli non solo fisicamente ma anche culturalmente, cercando di far sparire la loro stessa identità, tutto questo è sbagliato, è una delle cose peggiori che un gruppo di esseri umani possa fare ad un altro gruppo di esseri umani. Non importa se ci si è convinti che quelle terre ci sono state donate da Dio stesso (così pensavano, naturalmente), non importa tutta la propaganda di cui si è capaci per convincerci che non stiamo facendo del male: alla fine, magari quando è troppo tardi, qualcuno capisce la ragione dove stava. E se la ragione non è mai tutta da una parte sola, raramente è divisa in perfette metà. Gli indiani avrebbero accettato di convivere con gli europei, ma gli europei erano troppi, e avevano troppa fame di terra e di ricchezze. Dovevano far fuori tutti gli altri, e ci sono quasi riusciti.

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Turismo

Da ormai anni sto cercando di scrivere un saggio sugli effetti del turismo in generale e soprattutto nella mia regione. Il motivo della limitazione al Friuli Venezia Giulia è pratico, economico/ecologico, e di principio. Se siamo un “piccolo compendio dell’universo”, bè, deve valere per tutto! E in effetti qui ci sono anche troppi esempi utili per approfondire l’argomento.

Questo libro è un progetto molto ambizioso, forse troppo. Non prometto niente. E non posso neanche dire esattamente quali tesi intendo sostenere, perché temo che se lo facessi metà delle persone che vorrei intervistare si rifiuterebbe 🙂 Ma, se per caso volete segnalarmi qualcosa che secondo voi meriterebbe di essere incluso, sarei contenta di riceverlo. Per esempio: testi particolarmente illuminanti sul tema, progetti controversi, e, forse questo più di tutto, ricordi di com’erano le località turistiche prima di venire sviluppate. Sto ancora cercando di capire, ad esempio, cos’aveva trovato Hemingway in Lignano.

Lavoro

Ci sono quasi… mancano ancora dei passaggi pratici, burocratici, economici, logistici, legali e amministrativi, ma fra poco dovrei essere pronta per assumere un collaboratore. Ho trovato il modo di fare anche il corso di primo soccorso. È stato interessante, e in realtà ho pensato che è meglio se preciso che io non sono contraria all’obbligatorietà dei corsi che effettivamente sono utili (antincendio e primo soccorso in particolare), ma penso che, dato che li devono fare quasi tutti ormai, dovrebbero essere offerti gratuitamente a spese dello stato. A tenere i corsi di primo soccorso di solito sono medici e infermieri, meglio se con esperienza sul campo, per cui la formazione potrebbe essere parte del loro lavoro. Mi dà invece fastidio che, come in molti altri casi, siano i privati ad arricchirsi come conseguenza di un obbligo imposto al cittadino, non di una sua scelta. Per capirci, ognuno di questi corsi obbligatori costa dalle decine alle centinaia di euro, e ce n’è tanti da fare, con aggiornamenti pure, anche se hai un’azienda piccolissima.

Comunque, punto a trovare qualcuno per l’inizio di giugno. Non so quanto facile sarà trovare una persona adatta – potrebbe essere che ci sia la fila, ma anche che mi mandino tutti a quel paese appena sentono cosa voglio. Se siete interessati o conoscete qualcuno che può esserlo, contattatemi.

Buon Primo Maggio a tutti!

Vittoria?

L’altro giorno stavo preparando l’accensione del fuoco (quello sì una fonte di energia rinnovabile…) aiutandomi con carta di giornale, quando mi è caduto l’occhio su questo articolo. Se vi state chiedendo perché ho così tanto Sole 24 Ore da bruciarlo, sappiate che viene da una scuola pubblica superiore di Gemona in cui arrivano pacchi e pacchi di giornali che nessuno legge e che, almeno nel caso di questi, finiscono direttamente nel cassetto di uno spolert. Chi è responsabile di questo spreco? Chi paga? Comunque, ho sorriso perché tutte le cose che l’indignato giornalista elenca come scandalose e negative sono per me ottime notizie. Non si può leggere tutto l’articolo gratuitamente online, ma già l’inizio ne indica il tenore. Per me è una vittoria, non una sconfitta, che amministrazioni locali, tribunali e comitati riescano a fermare almeno alcuni degli scempi al paesaggio e all’ecosistema rappresentati dalla gran parte dei progetti di produzione di energia rinnovabile. Certo, questo significa che dovremo vivere con molta meno energia e fare un discorso serio sul costo dell’industria come metodo di produzione. Comunque, anche il rio Pecol potrebbe essere uno di questi progetti bloccati da comitati, burocrazia e cattivi vari: dopo essere stati autorizzati, i contributi pubblici alla centralina sono stati tolti. O almeno questo dovrebbe significare la dichiarazione di non conformità che trovate qui. Spezza il cuore vedere quanti progetti, invece, siano stati dichiarati conformi. È cominciato un assalto ai corsi d’acqua italiani che non si è mai visto prima d’ora e che probabilmente prosciugherà irrimediabilmente le nostre montagne e ne ridurrà enormemente la bellezza.

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Il progetto

Innanzitutto, sto cercando in tutti i modi di proseguire l’iter per poter legalmente assumere una persona. Non ce l’ho ancora fatta. Manca ancora almeno un mese e una spesa di minimo altri circa cinquecento euro. Cercherò di aggiornarvi appena avrò novità (per ora mi limito a sottolineare per l’ennesima volta l’assurdità che ci vogliamo mesi di preparazione e migliaia di euro di spesa per avere solo il permesso di fare una cosa semplice come pagare qualcuno per lavorare per te).

Nel frattempo, voglio spiegarvi qual è il mio obiettivo e perché mi sto torturando in questo modo 🙂 Sono cose già dette, e parte di quello che sto facendo infatti è spiegare nei dettagli tutto quello che imparo, scopro, scoperchio persino, a beneficio non solo mio ma anche di chi è interessato e ha voglia di seguirmi nelle varie vicende.

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Una finestra sul mondo

Innanzitutto, auguri di Buona Pasqua a tutti.

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Appello Ultime Acque

Sono tra i firmatari di un appello, scritto con la collaborazione di molti ma nato dall’iniziativa dell’instancabile Franceschino Barazzutti, in difesa delle acque delle nostre montagne. Ho fatto diversi tentativi infruttuosi di inserirlo in un post (è in formato pdf), non ce l’ho fatta e mi arrendo. Vorrei che lo leggeste e anche lo vedeste, perché è molto ben fatto e include foto di cosa ci tocca vedere tutti i giorni, per cui vi invito ad andare sul blog Non solo Carnia la cui autrice è stata più brava di me ed è riuscita a incorporare il file per intero! La lista dei firmatari è lunga e comprende un paio di nomi che forse conoscete (non il mio: io sono presente come comitato). Sono contenta che la battaglia dei comitati non sia solo difensiva (basta centraline!), ma anche volta a riprendere il controllo pubblico e locale delle centrali esistenti, e soprattutto a ripristinare il più possibile la naturalità dei corsi d’acqua. Non solo limitare i danni, ma riparare a quelli fatti e migliorare l’ambiente!

Ecco il link: http://www.nonsolocarnia.info/da-franceschino-barazutti-appello-salviamo-le-ultime-acque-della-nostra-montagna/

europarlamentari

Ovviamente nessuno mi ha risposto. Allora ho pensato che avrei potuto scrivere ai nostri europarlamentari, e ho compilato un modulo sul sito del Parlamento Europeo chiedendo i contatti, che non riuscivo a trovare. Non ho avuto risposta. (La risposta mi è arrivata oggi 23 marzo, con informazioni anche su quello che la UE sta facendo – vedete sotto) Alché mi sono detta: hai una laurea, forse puoi arrivarci da sola. Evidentemente la mia idea che bisognerebbe rispondere alle domande altrui, anche a quelle cretine, non è molto condivisa nel mondo.

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