“The role of immigration in Italy’s recent election”

I curatori del blog The Overpopulation Project mi hanno chiesto di scrivere un post sul legame tra l’esito delle ultime elezioni in Italia (e sulla Meloni in particolare) e le questioni migratorie e demografiche. Qui potete leggere quello che ho scritto.

“I really hate cars”

Qualche settimana fa Nate Hagens di The Great Simplification (che non conoscevo) ha intervistato Kris De Decker di Low Tech Magazine, che per me è un mito. Anziché spiegarvi io cos’è Low Tech Magazine vi invito a darci un’occhiata voi stessi, se non l’avete mai fatto. Quello che rende il lavoro di Kris De Decker notevole sono principalmente due cose. Una è che i suoi scritti, oltre che scorrevoli e piacevoli da leggere, sono pieni zeppi di dati elaborati da lui stesso con competenza e sistematicità; dati che danno credibilità alle sue conclusioni, e che solitamente dimostrano due cose: che le nuove tecnologie salvifiche sono invariabilmente, conti alla mano, insostenibili (alghe per il petrolio, cibo coltivato nei grattacieli…); e che non esiste sostenibilità senza rinunciare a qualcosa di quello che oggi diamo per scontato, per lo meno noi che viviamo nei paesi ricchi. Kris De Decker ha anche il grande merito di sperimentare in prima persona le cose che dice – il che a sua volta gli permette di scrivere articoli pratici, illuminanti e onesti. Notate come a un certo punto nel podcast l’intervistatore dice: “sono stato in Europa 12 giorni e ho preso sei aerei”, mentre Kris De Decker dice: “per arrivare in Finlandia prendo treni e traghetti con i camionisti.” All’interno dell’ambientalismo c’è una divisione piuttosto netta e visibile tra chi fa quello che dice agli altri che andrebbe fatto, e chi dice e basta.

A un certo punto la domanda è: “se tu fossi un dittatore buono, e potessi fare una sola cosa, senza doverne rendere conto, per migliorare il futuro dell’umanità e del pianeta, cosa sarebbe?”

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Questo sabato (e domenica)

Il vestito medioevale è pronto, l’evento confermato: salvo imprevisti dell’ultim’ora da mezzogiorno di sabato 3 a domenica 4 sera sarò a Valvasone in compagnia di due pecore delle mie – e molti altri animali e artigiani medioevali – a dare dimostrazioni e a insegnare ai bambini come si lavora la lana.

Se qualcuno vuole prenotare lana o libri, me lo dica prima, altrimenti ci vediamo lì con chi vuole venire, e ve lo consiglio!

Saltare anche questo giro?

Siete stufi di sentir parlare di elezioni? Io no, perché l’ho evitato il più possibile fino adesso.

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Non ditemi brava

Ogni tanto, controllando i dati delle visite al mio blog, noto un picco improvviso. Aprendo la mia casella di posta, trovo qualche mail di persone che non conosco. Allora capisco: è andata in onda la replica della puntata di Eden di Licia Colò in cui c’è una parte sulla mia battaglia per salvare da una centralina il fiume vicino al paese in cui vivevo.

Cose simili sono successe in passato con alcune delle mie altre (rare e brevi) apparizioni mediatiche. Non pensate che io scriva queste cose per lamentarmene: se uno si fa vedere è perché vuole essere visto, e attirare l’attenzione o su di sè o su quello che fa o in cui crede. In realtà in nessuno di questi casi l’intervista era stata una mia iniziativa – io ho sempre e solo cercato, e questo con pochissimo successo, di pubblicizzare i miei libri, e soltanto perché ero costretta a farlo – ma ho comunque accettato di apparire. Mi fa piacere che delle persone abbiano ascoltato il mio messaggio e trovato qualcosa di bello anche per sé in ciò che hanno visto.

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Preparativi

Sarebbe una vera beffa se, dopo aver aspettato la pioggia tutta l’estate con ansia, poi disperazione e infine rassegnazione, questa decidesse finalmente di arrivare proprio i primi giorni di settembre, quando dovrei partecipare alla rievocazione medioevale di Valvasone (PN).

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(Non) piove, governo ladro!

Questa espressione è talmente nota e rappresentativa del popolo italico che ha pure una sua pagina su wikipedia. Da quanti secoli gli italiani sono così? Parecchi, sembrerebbe. Fa parte della nostra cultura individualist-cattolico-assistenzialista auto-assolverci sempre da ogni responsabilità (dite che non è vero!), dare la colpa al governo, ai politici corrotti, ai partiti, a quelli che dovrebbero risolvere i problemi ma non li risolvono, ma anche agli immigrati, al capitalismo, al gruppo Bildeberg, all’America, agli ambientalisti, al sindaco, addirittura a chi dovrebbe punirci ma non ci punisce, perché sappiamo che siamo facendo qualcosa di sbagliato, ma finché ce lo lasciano fare non è colpa nostra…

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“Apocalypse Wine”

Segnalo questo video che degli studenti si sono presi la briga di fare: bravi. Complimenti per l’iniziativa, l’approfondimento e soprattutto il coraggio.

Mi sono venute in mente parecchie cose guardandolo.

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Oh! Qualcuno se ne inizia ad accorgere…

https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2022/03/28/news/la_siccita_porta_un_conto_da_1_miliardo_allagricoltura-342684159/

https://www.corriere.it/cronache/22_giugno_10/siccita-emergenza-bacino-po-la-piu-grave-crisi-ultimi-70-anni-0de23f50-e8b8-11ec-a288-5db7a6019886.shtml

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/11/lestate-della-crisi-idrica-siccita-del-po-mai-vista-disponibilita-in-esaurimento-richiesta-di-stop-notturno-dellacqua-in-125-comuni/6622543/

Ma io continuo a vedere gente che lava i marciapiedi con l’acqua potabile o si irriga il praticello davanti a casa, mentre nei campi, nei fiumi, muore tutto, mentre la terra si secca, le foglie avvizziscono e le falde si abbassano…

Notare che nei media si parla quasi solo di problemi per l’agricoltura e l’idroelettrico, al massimo per il turismo. Praticamente nessuno si preoccupa di tutte le forme di vita non umane che hanno bisogno dell’acqua per sopravvivere, e che già prima ne avevano poca. La mentalità che ci ha portato fin qui non ci sarà di aiuto nell’uscire da questa situazione.

Volevo scrivere qualcosa sulla mia lotta personale contro questa tremenda siccità e delle mie strategie per il futuro, ma sinceramente non ne ho più voglia.

Palmanova

Per chi non la conoscesse, Palmanova è patrimonio Unesco e una città unica. Non perché sia particolarmente bella (anzi: a parte la Piazza Grande e qualche altro angolo speciale, potrebbe e dovrebbe essere meglio di com’è), ma perché è una città-fortezza a pianta perfettamente regolare e vista dall’alto ha la forma di una stella. Fu costruita dai veneziani nel ‘500 in un periodo in cui la Serenissima era in continua guerra con l’Austria e il Friuli ne faceva le spese (sempre per chi non lo sapesse, il Friuli fu a lungo colonia veneziana ed essere colonizzati non è mai conveniente).

E ora, dopo un’introduzione che nonostante le mie intenzioni è diventata polemica prima della seconda riga, vi annuncio con entusiasmo che domenica 5 giugno parteciperò per più ore possibile a un evento organizzato da Magia delle Mani proprio a Palmanova; con la solita corlete / gurlete, la lana, e i miei libri. Cercherò di portarne più che posso, ma se ne volete uno preciso potete chiedermelo prima perché attualmente ho la roba sparpagliata tra varie case e sono pigra.