Non voterò – ma voglio fare qualcosa lo stesso

Ho sempre criticato la scelta di non andare a votare, soprattutto nel momento in cui chi non ha votato poi si mette a criticare gli eletti, i politici, il sistema in generale, ma non ha fatto nulla per cambiarlo. Se i partiti più grandi non convincono, e sono quelli che occupano quasi tutto lo spazio pubblico dei media e delle conversazioni tra cittadini, bisognerebbe sforzarsi di dare una possibilità ai partiti più piccoli, anche per segnalare che è un dovere concedere spazio a tutti quelli che si presentano, non solo ad alcuni. A chi obietta: “non c’è nessuno che mi rappresenti!”, sono solita rispondere: “allora candidati tu!” Troppo facile criticare chi fa, e poi non fare niente (abitudine molto diffusa in vari campi, tra l’altro). Continua a leggere

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M’illumino di meno – Basiliano – 23 febbraio

Sono stata invitata a Basiliano in occasione dell’iniziativa M’illumino di meno, a cui l’amministrazione comunale aderisce.

L’evento si terrà venerdì 23 febbraio 2018 alle ore 20.30 nella Sala conferenze del Centro civico di Villa Zamparo (Via Roma, 11) a Basiliano. Mi intervisterà Adriano Venturini, Consigliere del Comune di Basiliano.

quello che manca è un partito della decrescita

Credo di non essere l’unica a non sapere chi votare alle prossime elezioni – anzi, a provare un senso di disperazione all’idea della “vittoria” di uno qualsiasi dei candidati. Continua a leggere

L’estate di San Martino

Alla fine il quadro non l’ho trovato. L’ho cercato dappertutto ma non l’ho trovato. Mi sono dovuta rassegnare a fare un’altra copertina (ma spero ancora che quel quadro prima o poi salti fuori).

Annuncio quindi che è uscita la mia terza raccolta di poesie, dal titolo L’estate di San Martino:

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Come al solito, chi la volesse può chiederla direttamente a me, spedizione compresa, ordinarla dal sito della casa editrice, in una libreria, online (non da Amazon preferibilmente), o, se si trova a Udine, andarla a prendere alla libreria Friuli dopo l’8 dicembre. Costa 10 euro.

Non ho in programma una presentazione, anche perché ne sto preparando un’altra di tutt’altro genere che spero di riuscire a fare, nel qual caso la annuncerò sul blog.

Non aggiungo altro perché so che chi non è interessato alle poesie/alla poesia non sarà convinto, ma qualcuno che le legge c’è, e non vedo l’ora che legga queste.

Rho – L’artigiano in fiera

Giovedì 7 e venerdì 8 dicembre (la prossima settimana) parteciperò alla fiera dell’artigianato di Rho, in Lombardia, con la mia lana. Porterò dei gomitoli e mostrerò come filo (altre porterano ricami e scarpez). Non sono mai stata ma dicono che sia molto bella. Se venite cercatemi nel padiglione Italia, Friuli Venezia Giulia.

(E cercherò di portare anche qualche copia dei miei libri)

On pasture: an open letter to George Monbiot

Un paio di settimane fa ho letto sul Guardian questo articolo di George Monbiot, un giornalista inglese che si occupa di ambiente, in cui sostanzialmente auspicava la fine totale dell’allevamento degli animali. Ci sono tante cose di cui si potrebbe discutere, ma questa al momento mi sta molto a cuore. Gli ho scritto e ho provato a scrivere anche al Guardian, che è più difficile di quanto si potrebbe pensare; siccome come immaginavo non ho ricevuto risposta, ho deciso di mettere la lettera sul blog. Ovviamente è in inglese. Continua a leggere

plastica

Forse perché non riesco a capire quale potrebbe essere una soluzione né come potremmo adattarci, la plastica mi fa più paura persino del cambiamento climatico. Si sa che sta uccidendo uccelli e pesci e che finisce in quello che mangiamo. Si sa che non sappiamo ancora come biodegradarla. Si sa che assorbe sostanze tossiche. Adesso salta fuori che ce la stiamo persino bevendo.

Ogni giorno cerco di fare qualcosa per eliminare la plastica dalla mia vita, persino raccogliendo i minuscoli frammenti che l’incuria altrui lascia in giro*. Ma è come svuotare un mare con un cucchiaino (bucato, perché la plastica mi si sbriciola nella borsa). E poi sapete che vi sto scrivendo da un computer fatto con la plastica.

*Aneddoto. L’altro giorno ero in un locale a Udine e ho chiesto alla cameriera se poteva darmi da bere in un bicchiere riutilizzabile anziché in uno usa e getta. Lei mi ha acidamente chiesto: “perché?”, lamentandosi che poi doveva lavarlo lei. Io ho detto che sono ambientalista (mia sorella mi ha già sconsigliato questo termine, quindi evitiamo di insistere sul punto nei commenti) e che se voleva glielo lavavo io. A quel punto due che hanno sentito la conversazione mi hanno chiesto: “e quello, di cos’è?”, indicando il mio portafoglio. Ho dedotto che secondo loro non ci si può dichiarare ambientalisti e avere oggetti in pelle. Io ho detto che non lo sapevo dato che era di seconda mano, e che comunque è meglio la pelle che la plastica, dato che la plastica uccide molti più animali, resta nell’ambiente, eccetera. Loro hanno alzato il sopracciglio con marcata perplessità. Gli ho detto che allevo animali e non mi faccio scrupolo a ucciderli se necessario (in realtà non li uccido io, perchè non ne ho il coraggio, ma era per enfasi. Inoltre mi faccio scrupolo ma so che lo devo fare). Mentre la cameriera mi dava il bicchiere riutilizzabile, ho detto: “se volete ne parliamo”, poi sono andata a sedermi. Uh, quanto li ho aspettati. Non sono venuti.

(E a Roma, quando chiedi un bicchiere di carta, ti danno un bicchiere di plastica. È incredibile. Per loro i bicchieri di plastica si chiamano di carta, quindi suppongo che il problema non esista)