Tutto sbagliato

Mi scuso per il titolo disfattista; non si riferisce però alla gestione della crisi, sulla quale non ho molto da dire, per fortuna, perché questo non è il momento. È il momento, invece, di pensare a come aiutare la gente a non morire di fame, adesso, e poi al dopo, che si preannuncia, per chi ci sarà ancora, molto duro.

E allora mi chiedo: ma com’è che nessuno ha niente da parte? Né istituzioni, né singoli, né famiglie? Sì, lo so, già prima era dura, si faceva fatica, però ci credo poco: siamo uno dei paesi più ricchi al mondo, che gode collettivamente di un tenore di vita mai visto nella storia dell’umanità, e dopo un mese di fermo neanche totale abbiamo già bisogno di soldi perché sono finiti?

Mi viene in mente il confronto con la generazione dei miei nonni e bisnonni, capace di mordere il freno, non concedersi qualche piacere in più che si sarebbe sicuramente potuta permettere, pur di mettere qualcosa da parte per i momenti difficili. Non per accumulare chissà quali ricchezze, né per investire e guadagnarci, solo un gruzzoletto familiare per il futuro, perché non si sa mai. La generazione dopo e quella dopo ancora, invece, sono state condizionate da un martellante invito al consumo, prima come opportunità, poi quasi come dovere (bisogna spendere! far girare l’economia!), e da un contesto in cui, in realtà, non sembrava mai mancare davvero niente, per cui rinunciare a viaggi, serate fuori, nuove tecnologie superflue, palate di vestiti, gadget, ristrutturazioni di case perfettamente a posto e poi anche seconde case, giri inutili in macchina, hobby costosi, abitazioni giganti e inutilmente moderne, abbonamenti a questo o a quello, animali da compagnia di ogni sorta, e insomma chi più ne ha più ne metta, per risparmiare, sembrava addirittura impensabile.

E adesso, come le cicale della storia, siamo disperati perché è arrivato l’inverno e non abbiamo niente.

Sì, i nostri salari, come giovani, sono bassi, ma non parlo solo di giovani poveri; anche di gente che ha pensioni e stipendi buoni. E poi, lo vedo adesso facendo il raffronto con la mia situazione, conosco anche tantissimi giovani che “guadagnano poco” ma hanno comunque infinitamente più di me ogni mese, eppure lo spendono tutto in cose in buona parte futili.

Il problema è che siamo abituati, condizionati, direi addirittura spinti al consumo e al debito anziché al risparmio e ai progetti per l’avvenire*. Questo è grave quando lo fanno i singoli, ma pericolosissimo quando lo fanno gli stati. Sono sgomenta nel vedere tutti questi litigi dei nostri politici con l’Europa che, spietatamente ma io direi del tutto giustamente, non vuole che ci indebitiamo ancora. Perché non ci abbiamo pensato prima? Perché, quando le cose andavano meglio di adesso e si poteva almeno immaginare che sarebbero andate peggio, non abbiamo pensato di ridurre il debito, avere qualcosa di più da parte, per fronteggiare una crisi come questa?

E invece ci stiamo comportando come chi, senza aver risparmiato nulla, fa un mutuo per comprarsi una casa faraonica e un’auto di lusso, poi perde il lavoro e va a minacciare il suicidio davanti alla banca. O alla mamma. O a chiunque si impietosisca. Solo che adesso non si sta impietosendo nessuno. Per fortuna. E io penso: sì, algidi nordici, duri e senza cuore, voi-che-non-avete-capito-a-cosa-serve-l’Europa, brutti e cattivi, per favore, continuate a non impietosirvi!! Avete ragione voi, siamo degli sciagurati!**

Mi vergogno di questo spettacolo dell’Italia che sta facendo la scena di battere i pugni ma in realtà sta supplicando. Che vergogna. Un paese grande e prospero… ridotto a implorare che gli si lasci pregare qualcuno di prestargli soldi.

Tutti, da Draghi a Rifondazione Comunista (sì, esiste ancora), da Conte a Salvini a Pinco Pallo che scrive sul giornale, dicono che la soluzione è fare debito. Ancora?

Per me la soluzione sarebbe piuttosto rinunciare una buona volta alle enormi spese non necessarie su cui per qualche motivo tutti si sono incaponiti (TAV e F35 mi vengono in mente per primi) e iniziare a tassare di più i ricchi. Il fatto che questa crisi sia particolarmente grave nella regione più ricca d’Italia in questo senso potrebbe aiutare. Se c’è un nesso tra la malattia e il disastro ambientale che ha permesso di accumulare questa ricchezza, poi, ancor di più. Ma questo è un altro tema.

(Io non credo che la gente si renda conto di cosa è la Lombardia)

Proprio stamattina sentivo Federico Fubini, un giornalista del Corriere della Sera esperto di economia, che questa settimana rispondeva agli ascoltatori su Radio 3, dire che in Italia la tassazione è particolarmente sbilanciata a favore del capitale, facendo come esempi la non tassazione sulla prima casa, la cedolare secca sugli affitti, la bassa tassazione delle rendite dei titoli di stato, e la bassissima tassazione sull’eredità.

Ricordiamoci, come dovrebbe sapere ognuno di noi addirittura da esperienza personale, che il debito va ripagato con gli interessi. E questi interessi per l’Italia ammontano a una cinquantina di miliardi l’anno – avete presente quanti medici si potrebbero assumere, quanti respiratori comprare, con una somma del genere? E invece la scialaquiamo solo per ripagare gli interessi sul debito. E la soluzione che ci viene in mente? Più debito!

Tutti matti. Matti da legare.

Sperano che la crescita riparta. Ma quale crescita? Dopo settimane passate ogni giorno a studiare una funzione esponenziale, non hanno ancora capito cos’è una funzione esponenziale??

È la stessa cosa: così come la malattia non può continuare a crescere allo stesso tasso per sempre perché prima o poi esaurisce le persone da contagiare, così l’economia non può crescere per sempre perché prima o poi esaurisce la materia su cui (checché se ne dica) si basa. Inoltre, direi che continuare a scommettere sulla crescita quando questa non solo dopo svariati tentativi ancora non si materializza, ma addirittura sta lasciando il posto a un crollo, non sia proprio furbissimo. E se provassimo qualcos’altro?

È ora di pensare a un’economia al servizio delle persone, e non viceversa, che sappia darci le risorse per fronteggiare le difficoltà senza chiederci di uscire di casa per produrre cose inutili durante un’epidemia o indebitarci fino al collo per un’emergenza prevedibile.

È ora di chiedere a chi ha di più, a chi fino adesso si è arricchito ben oltre il necessario, di contribuire per salvare il paese da una situazione difficilissima. Se sei italiano quando le cose vanno bene, sei italiano anche quando c’è bisogno. E poi, come dicevo, la nostra tassazione è già troppo generosa con i ricchi e severa con chi lavora.

Vi segnalo un paio di post che ho scritto in passato su questo tema, che approfondiscono, con dati, quello che penso. Altre cose si trovano sparse su questo blog.

Perché dobbiamo finanziarci con il debito?

Tassare la ricchezza non il lavoro

In tanti stanno cercando di fare la propria parte, come possono; io mi sono chiesta quale può essere la mia parte, e penso che, da quel punto di vista, forse posso avere un ruolo anch’io: scrivo, per chi ha voglia e adesso anche tempo di leggere, e produco cibo, che servirà sempre e forse più di prima (e non fatemi parlare di questa storia insensata per cui se non si fanno entrare centinaia di migliaia di braccianti in Europa in piena pandemia, nessuno avrà frutta e verdura mai più nella vita, come se questo fosse il momento adatto per spostare masse di persone, e come se gli europei non avessero il pollice opponibile che serve per raccogliersi i pomodori da soli… ah, ma il problema forse non è quello, è che non lo fanno per un millesimo di euro al mese con un negriero dietro alla schiena che li frusta se rallentano…)

Spero sia utile. Ho scritto molto su questi temi e penso che le mie considerazioni rimangano valide, anzi a maggior ragione, in un momento come questo.

 

* Mi permetto di suggerire che, oltre al risparmio, sarebbe utile costruire relazioni cui appoggiarsi in caso di difficoltà, e questo lo facciamo, e poi imparare a fare ciò che potrebbe servire in caso di emergenza. Non solo non abbiamo niente, ma non sappiamo neanche fare niente. Per fortuna vedo, dato il progressivo esaurimento di cose tipo farina manitoba o lievito per dolci nei supermercati, ci siamo messi a cucinare anziché trovare tutto pronto, ma nessuno sa fare vestiti, riparare le cose da solo, produrre cibo, detergenti o addirittura elettricità in casa? Ci toccherà reimparare un sacco di cose.

** Stamattina alla radio sentivo addirittura dire, e non è la prima volta, che il Nord Europa ci dovrebbe aiutare in cambio di tutti i giovani che abbiamo formato a nostre spese e adesso vanno a lavorare nei loro paesi. Eh? Come se non potessero fare lo stesso giochetto ruba-laureati con qualsiasi altro paese al mondo che è più povero di loro.

Fosse per me, piuttosto, sequestrerei le lauree di chi vuole andare a lavorare all’estero e le restituirei solo dopo che il detentore ha ripagato tutto quello che l’Italia ha speso per formarlo, ma per fortuna di tutti non decido io.

107 risposte a “Tutto sbagliato

  1. Marcosclarandis

    Gaia, ora abbiamo la dimostrazione che molta di questa svanente abbondanza era solo una maligna cuccagna.
    Un saluto,Marco Sclarandis.

  2. gaiabaracetti

    Bè, dipendeva da noi. Abbiamo deciso noi di trasformare ricchezza e guadagno in cuccagna anziché in protezione e scorte per il futuro.

  3. Devo candidamente ammettere che io sono una formica, quindi non mi ritrovo nella situazione che hai descritto (ho anche fatto una piccola donazione alla protezione civile). E come me conosco molte persone qui che non hanno problemi (per fortuna). Inoltre in generale gli italiani, soprattutto del centro nord, hanno molti risparmi, quindi in proporzione sono una minoranza (forse un decimo) a non passarsela bene dal punto di vista economico (ok sarebbero comunque sei milioni di persone).
    Tra l’altro il cosiddetto debito nazionale per metà è in mano agli stessi italiani (qui non ho idea della proporzione), quindi non è vero che gli italiani sono poveri. A me viene più da pensare che agli italiani piace piangersi addosso e appena possono approffittarsi degli aiuti statali. Quindi ben vengano le iniziative per aiutare chi VERAMENTE si trova nella necessità, ma non condivido le idee di molti politici (da destra a sinistra) di elargire a tutti in modo indiscriminato aiuti economici.
    E aggiungo, anche se un po’ fuori tema, che questo sarebbe il momento propizio per stanare un po’ di quella feccia criminale che dilaga soprattutto al sud e che istiga alle rivolte popolari. Mai come in questo momento si potrebbe schierare l’esercito e utilizzarlo a tale scopo.

  4. Mille Ottantanove

    Buongiorno Gaia, ti faccio i miei complimenti per il coraggio di aver pubblicato questo post che, in tempi come questi, credo ti costerà qualche critica o contestazione in più dai tuoi detrattori.

    C’è una parte del post su cui concordo pienamente (quella storica, relativa alle cause della nostra situazione), e ce n’è un’altra sulla quale mi trovi un po’ meno d’accordo (la necessità contingente ora di fare ulteriore debito).

    Io leggo tutta la storia del nostro paese dal boom economico in poi – da quando abbiamo in qualche modo sposato il modello culturale americano – come intrinsecamente permeata da 2 sentimenti molto marcati: quello di vedere/curare esclusivamente i propri interessi personali; e dalla cronica e costante incapacità di autoregolarsi. Il primo aspetto ha avuto come conseguenza principale quella di rendere flebile, quando addirittura nullo, il senso di appartenenza allo Stato o alla nazione (fatta debita esclusione in occasione di eventi sportivi: con senso di appartenenza ad una nazione non intendo la sterile ostentazione di bandiere, alimenti o magliette con su scritto “Italians do it better”; bensì il porsi in relazione con lo Stato riassunto dal motto kennediano “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”). Avendo qualche anno in più ai tuoi, ricordo bene tutta una serie di fenomeni a carattere “nazionale” dove alcune classi di cittadini si sono visti elargire specifici benefici a danno dell’intera comunità: in tanti casi erano gruppi imprenditoriali e persone “notabili”; in tanti altri però erano proprio comuni cittadini. Elargizioni di concessioni, baby-pensionamenti, pensioni di invalidità a pioggia, enti pubblici utilizzati come ammortizzatori sociali, carrozzoni statali, finanziamenti a fondo perduto, salvataggi di aziende decotte – per non parlare di istituti di credito dalle operazioni finanziarie di dubbia legittimità -, casse integrazioni incomprensibili, condoni a go-go, scudi fiscali, concessioni edilizie, cattedrali nel deserto, e così via: come se lo Stato fosse un pozzo senza fondo a cui ognuno potesse attingere denaro e risorse illimitatamente, ognuno secondo la propria necessità del momento: signori, facciamo ora così solo per sanare questa situazione, da domani si cambia registro. E ogni anno si ricominciava mutando solo i beneficiari e il tipo di problematica ed emergenza. Mi sono sciroppato per anni interminabili dibattiti accademici su quali fossero le teorie economiche migliori da applicare per salvare il paese; sulla redistribuzione del reddito; sul mercato del lavoro; sulla nuova dimensione del tempo coll’introduzione delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro; sulla questione meridionale; su: finanziamento vs economia. Ma nel frattempo non cambiava nulla: l’ambiente peggiorava inesorabilmente, il lavoro perdeva diritti, dignità e utilità, e veniva ad essere considerato come merce o mero costo di produzione, lo Stato si indebitava esponenzialmente, la società si frantumava. Però nessuno diceva niente, tutti impegnati a guardare solo il proprio ombelico. Nessuno (tranne rare eccezioni: tu, Mujica) a chiedersi: signori, vogliamo per un attimo fermarci e vedere dove stiamo andando tutti? Non sarebbe forse il caso di domandarsi se c’è qualche aspetto del nostro sistema che andrebbe cambiato o rivisto? Ma ancora no, perché la macchina infernale è questa: tutti devono avere soldi, perché tutti devono comprare, perché altrimenti si ferma l’economia. Poco importa se si spende più di mille euro per un cellulare, o se per produrlo consumiamo risorse ambientali che nessuno potrà mai rinnovare, l’importante è il tasso di crescita delle stock-options a fine mese o quadrimestre.
    Non è importante se, andando in pensione prima, indebito di più il paese: è un problema loro; non importa se evito di pagare questa tassa: è un problema dello Stato; non me ne frega se mi condonano l’abuso: vuoi vedere che il problema dell’Italia sono proprio io? Lo Stato diventato un ente astratto, da cui si pretendono in tempi rapidi servizi: welfare, sanità, istruzione, assistenza sociale, e così via; contro cui invece scagliarci se questi servizi non arrivano, oppure hanno scarsa qualità, o se ci viene chiesto di fare la nostra parte (ad esempio pagando le tasse, o rispettando certe regole).
    Nascondere i problemi sotto al tappeto non è mai una tattica vincente: alla fine diventano una montagna, e il tappeto si alza così tanto che non riesci a raggiungere l’altro lato della stanza. Ora siamo arrivati proprio a questo punto: e ci esplodono in faccia tutti i problemi che non abbiamo mai avuto il coraggio o la forza di affrontare in 50 anni di storia. Una delle cose che più mi intristisce del nostro ultimo trentennio, è che tutte le misure di correzione di nostre politiche o abitudini sbagliate, siano tutte arrivate da fuori, imposte dai mercati o dall’Europa: non ci si arriva mai da soli, abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci obblighi. Davvero ho il sangue agli occhi quando sento le persone che dicono: è colpa del governo che non ha imposto da subito il divieto di non fare passeggiate! Ma perché, se hai la capacità di comprenderlo che è sbagliato uscire, non puoi farlo tu anche se non te lo chiede formalmente un dcpm? Ci deve essere per forza un’autorità esterna che te lo imponga, non puoi gestirti da solo? Non ci riusciamo proprio a pensare in autonomia?

    Spero che alla fine di questo triste periodo della nostra storia nazionale, le persone capiscano che lo Stato non è un ente astratto, ma sono gli ospedali dove ti salvano la vita quando vai in apnea covid19, i centri di ricerca che studiano come arrestare virus e pandemia, le amministrazioni locali che ti sanificano la città o distribuiscono gli alimenti a chi non riesce più a permetterselo, giusto per dirne qualcuna. Forse, a pensarci bene, qualcuno potrebbe arrivare a capire che è tutto sommato utile: 1) non cercare di fottere lo Stato; 2) pensare bene quando si vota a chi mandare alla guida di una nave sulla quale siamo imbarcati tutti; ma vabbè, questa è un’altra storia.

    Relativamente all’ultima misura del governo di sostenere le (purtroppo) molte situazioni di precarietà presenti nel paese, pur dandoti ragione – perché ultimamente per caso sto incredibilmente scoprendo persone che ritenevo abbienti e che invece a quanto pare hanno l’acqua alla gola pur avendo un lavoro fisso -, se la situazione si protrarrà nel tempo, a meno di non voler aggiungere catastrofe umanitaria a quella sanitaria, non credo si potrà fare diversamente.
    La speranza, anche in questo caso, è sempre quella che alla fine di questa triste storia, le persone forse imparino che è più saggio tenere da parte una somma minima con cui affrontare emergenze, piuttosto che comprare telefonini, auto nuove e fare abbonamenti da migliaia di euro per palestre, oppure andare a passare i weekend all’estero, per poi ritrovarsi col conto che langue e senza soldi neppure per fare la spesa (qui aprirei un altro confronto con tutti coloro che sostenevano fino a qualche mese fa che potevamo uscire dall’euro perché «l’Italia ha una ricchezza patrimoniale più alta degli altri paesi», supportati peraltro dagli stessi autorevoli maître a penser che, a dispetto degli allarmi degli epidemiologi, fino al 28 febbraio invitavano ad uscire e fare turismo in Italia, oppure a non lasciarsi sopraffare dalla paura, ma venire in Italia – altro plastico esempio di chi se ne frega di quello che succede al paese, ma pensa soltanto al profitto di un’unica classe sociale -: hanno subito avuto la prova sperimentale della nostra proverbiale solidità patrimoniale).

    Come bonus per tutti coloro che hanno avuto la forza (e lo stomaco) di arrivare fin qui, posto il collegamento ad un grafico che mostra con una semplice animazione la curva del rapporto tra nuovi casi e casi confermati, e dovrebbe darci con buona approssimazione l’idea di quando si avrà la fase di superamento del picco dell’epidemia (è davvero un utile parametro). Qui c’è la spiegazione della logica e dei limiti di questo metodo di controllo.

    Buona domenica a tutti, e resistete ragazzi!
    µĸ

  5. gaiabaracetti

    Tulkas, il fatto che una parte consistente del debito dello stato italiano sia in mano a italiani non significa che non ci siano italiani poveri; significa che questi italiani più poveri devono o pagare più tasse o rinunciare a una parte di servizi per pagare gli interessi del debito ai loro connazionali ricchi che lo detengono. Se lo stato si finanzia con il debito, e quel debito è comprato da chi può permettersi di farlo (quindi non chi arriva a fine mese con l’acqua alla gola), questo significa che una parte dei soldi raccolti dallo stato verranno poi direttamente girati a queste persone che non ne hanno bisogno, a spese di coloro che di bisogno ne hanno, o di servizi quali la sanità. Questo è uno dei motivi per cui finanziarsi con il debito è regressivo, non progressivo, dal punto di vista delle diseguaglianze economiche.
    L’Italia è un paese dalle consistenti diseguaglianze, non un tutt’uno omogeneo.
    Riguardo al dare a chi ha bisogno, il problema è come determinare chi ha bisogno. Ogni volta che si prova a stabilire dei criteri, il risultato è sempre lo stesso: più burocrazia, più truffe e più ingiustizie (qualcuno che dovrebbe avere resta fuori dai criteri inevitabilmente arbitrari, quello che sa come rientrare ci rientra anche se non ha bisogno). Questo però è un tema ampio che ho affrontato nei post sul reddito di cittadinanza, quello vero, non questa roba di adesso che esclude un sacco di gente e incentiva a non lavorare.
    Riguardo alle rivolte popolari, a parte che non mi piace il termine “feccia”, perché sempre di persone stiamo parlando, io prima di dire cosa bisognerebbe fare vorrei capire se si tratta di gente che veramente ha fame o di approfittatori. Guardando al passato, difficilmente l’esercito a sparare sulla folla in rivolta risulta poi essere stato dalla parte giusta della Storia…

  6. gaiabaracetti

    µĸ, io non penso che non bisognerebbe aiutare le persone adesso che hanno bisogno. Bisognava pensarci prima, ma comunque il problema si pone. Mi chiedo solo: non c’è proprio proprio alternativa ad aumentare ulteriormente il debito?
    Esempio: la TAV costerà, più o meno perché queste cifre sono controverse, 20 miliardi. È chiaro che fermandola non si risparmierebbero tutti subito, ma mi sembra strano non pensare di usare quei soldi per necessità più importanti e urgenti (e infatti non ci ho pensato solo io).
    (Tra l’altro, se già prima si basava su previsioni sovrastimate, con la situazione attuale rischierebbe di essere solo un comodo tunnel per cinghiali..)
    Altro esempio: gli F35. Una veloce ricerca su internet mi informa che l’Italia ci spenderà 14 miliardi di euro. Fate voi i conti in mascherine.
    Non solo: di questi soldi che il governo vuole elargire, quanti andranno alle banche? Alle aziende più grandi che poi li gireranno a manager o azionisti? Sentendo i proclami e conoscendo la storia di questo paese, temo proprio che finirà così.
    In molti invocano una patrimoniale. So che si tratta di una tassa difficile da digerire, e dovrebbe essere pensata bene, ma io voglio vedere chi, adesso che la situazione è così disperata, si rifiuterebbe di contribuire sulla base delle proprie possibilità. Oltre a una patrimoniale si potrebbe pensare a una maggiore tassazione dei redditi e delle pensioni medio alte, e, meglio ancora, a una riforma del sistema fiscale che prelevi di più dai ricchi.
    Uno dirà: non è questo il momento. E invece forse è proprio adesso che bisogna farlo, quando l’opporsi a una cosa del genere sarebbe davvero indifendibile.

  7. Scusa Gaia, ma il termine, se non si fosse capito, era rivolto ai mafiosi (e non alle persone sfruttate da questi). Così come l’invito di usare le forze armate contro i mafiosi, che in questo periodo sono molto arrabbiati perché non possono continuare a fare i loro porci comodi “disturbati” dalle forze dell’ordine occupate a fare i dovuti controlli. E quindi cercano di smuovere più persone possibili contro farmacie, supermercati e via dicendo per creare scompiglio. E non sono mie supposizioni, ma fatti concreti.

  8. gaiabaracetti

    Hai prove di quello che dici? Può essere che sia vero, forse è persino probabile, ma qualcuno lo deve dimostrare.

  9. gaiabaracetti

    Grazie. Non resta che sperare che gli aiuti del comune vengano distribuiti in modo equo e capillare, e nessun bisognoso resti senza; la mafia prospera dove lo stato latita.

  10. @Gaia: d’accordissimo con te, ora che siamo arrivati al redde rationem, superato i 10.000 decessi e con l’economia in ginocchio, nessuno si potrà nascondere più dietro un dito o alla polemica politica. Siamo in emergenze sanitaria ed economica? Se tale è la situazione, scalano di priorità o si interrompono per sempre tutte le attività NON indispensabili, tra cui quelle da te segnalate. Voglio pure continuare a fare debiti (perché io considero il debito pubblico anche un debito mio) e purtroppo lasciarli ai miei figli, ma almeno non per fare arricchire la Lockheed, Impregilo e i soliti noti.

    Altra considerazione: serviranno un sacco di persone per fare i lavori più umili e mal sopportati. Vuoi il reddito di cittadinanza? Non hai un lavoro? Io Stato ne ho tanti da offrirti, per cui al reddito contraccambia con le prestazioni che ti chiedo, altrimenti vuol dire che non ne hai bisogno. Sono principi semplici da definire, ma difficili da mettere in campo concretamente. Però, visto che adesso siamo in emergenza e pare si vogliano snellire i processi burocratici – e confidando in una risposta emotiva _positiva_ del paese, che non siano i balletti e i karaoke sui balconi – io spero che tutti ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo (finalmente!) una ricostruzione di questo benedetto paese.

    A mio avviso è l’ultimo treno che ci è rimasto, l’ultima occasione: se non cogliamo la palla al balzo adesso non la coglieremo più, e finiremo peggio dell’Argentina della fine degli anni ’90, o della Grecia del 2009.

  11. Ah, e un’altra considerazione: sarei anche contento se, in analogia a quanto successo in molti altri paesi, tutte le persone coinvolte in questo disastro a causa della loro posizione di responsabilità, avessero il buon gusto di dimettersi per le condotte sbagliate e/o omissive che hanno causato un così alto numero di morti. A cominciare dai big che usano facebook come megafono e hanno detto: non vi preoccupate, è solo un’influenza, passerà, non chiudiamo nulla, etc.; sia nostrani che stranieri.

    Forse avere anche un po’ di dignità non guasterebbe di fronte a +10.000 morti.

  12. “la mafia prospera dove lo stato latita”
    Appunto, quale migliore momento per intervenire in aiuto a chi ne ha bisogno ed eliminare il problema mafia alla radice. Difficilmente si presenterà un’occasione migliore di questa.

    Questo articolo è ancora più chiarificatore:
    https://www.palermotoday.it/cronaca/coronavirus-assalto-lidl-supermercati-indagine-mafia.html

  13. gaiabaracetti

    No, questa dignità non ce l’hanno e non ce l’hanno mai avuta.
    D’altronde, con un popolo che perdona e dimentica così facilmente, a cosa gli servirebbe?

  14. E’ tutto sbagliato.
    Sì, Gaia, sei andata al nocciolo della questione.

    La hybris tecnoprogressista, l’insofferenza l’odio per i limiti (compresi quelli nazionali), le patologie sinistre come la varia cacca LGBT, gli ugualismi, l’omologazione (si pensi all’abominio dell’aver mercificato la fabbricazione e la vendita di piccoli umani prodotti da subumane schiave per il baloccamento e i capricci di costellazioni bislacche di diversamenteincongruamentesessuali), l’apologia dello sradicamento, i dirittismi per babbei, etc. sono anche peggio.
    Le persone vivono in modo viziato, marcio, con pseudo valori di merda in testa. Ovviamente la testa bacata e il corpo bacato vanno insieme, come si erano accorti i romani.
    In questa robaccia c’è anche le pandemieehoilculoperterrainduesettimane.
    Ora si alzeranno i soliti marxisti con la testa piena del loro oppio i proletari, i ceti meno abbienti e la loro solita e faziosa, tossica litania.
    Ci sono anche persone con un reddito buono o altro che dissipano fino all’ultimo euro, che non risparmiano una cippa, col culo per terra.
    E la società liquida di tubi digerenti semoventi in cui la parsimonia, il risparmio è visto come fumo negli occhi (poi, anche se tu risparmiassi, arriva qualcheduno a dirti che il tuo gruzzolo è borghese, sei capitalista, hai sfruttato e te lo requisisce).
    E’ tutto sbagliato.
    Una delle conseguenze della furiosa rottamazione di tutto che il tossico sessantotto ci ha lasciato, rovine e distruzione, inquinamento mentale, ideologico, spirituale.
    Parsimonia, risparmio, previdenza, sono i nuovi tabù, sono robaccia “borghese” o peggio, del ciarpame contadino reazionario.
    Prego!

  15. gaiabaracetti

    Sono andata a rivedere un vecchio post che ho scritto sul risparmio per controllare se ci fossero contraddizioni rispetto a quanto scritto oggi. Non in modo particolare, anche se quella volta pensavo che quasi bastasse costruire delle reti e darsi una mano a vicenda nei momenti difficili, mentre ora mi rendo conto che, come le patate in cantina, anche i soldi in banca per un certo periodo possono essere utili (anche per aiutare gli altri nelle reti di cui parlavo).
    C’è un risparmio che è investimento, che è lucrare senza far nulla sul lavoro altrui, che è sperare di arrivare un giorno a smettere di lavorare (potendolo fare) e vivere sulle spalle degli altri. Quello non va bene.
    C’è poi il risparmio che permette di andare avanti un po’ di tempo, in caso di emergenza, senza dover rubare o morire di fame, e questo sì, andrebbe reimparato, come abitudine e come valore.

  16. Marcosclarandis

    C’è un’economista, che abbiamo per troppi decenni, se non secoli, tenuto in disparte, ascoltato con sufficienza e pure zittito, ma che ora ha preso la parola con un fatto che adesso ci toglie letteralmente il fiato:
    E’ Madame Biosfera.
    E’ con lei che ora dobbiamo fare i conti, e per la quale tutto il nostro denaro può diventare valuta fuori corso in qualsiasi momento.
    Siccome l’attenzione è da sempre ma oggi più che mai una merce preziosa, anche più dei metalli rari, dico solo, per concludere il commento,
    che Madame B. questa volta intende portare i libri contabili in tribunale, ma quello della Storia, dove lì non é stata abolita la pena di morte, anche per reati che considereremmo minori.E prima dell’esecuzione é consentita anche la tortura.(La morte per COVID19 può diventare un atroce calvario di soffocamento).
    Figuriamoci quale condanna ha previsto per una specie terrestre che ha consapevolmente modificato il clima del pianeta suo ospitante.
    Non per assoluta ed inevitabile necessità comunque.
    Forse, Madame B.,considerate tutte le più inimmaginabili attenuanti, avrà per noi un minimo di clemenza, e ci eviterà la pena capitale.
    Parola, “capitale” beffarda, considerato il suo significato nell’ambito economico.Vedremo, il processo è alle prime battute.
    Qualcuno conosce un buon avvocato difensore?

    Marco Sclarandis

  17. Guarda, Gaia, a un certo punto ho smesso di leggere, perché secondo me stai un po’ troppo facendo i conti con cose non tue sulle quali non puoi accampare pretese.

    Mi limito a segnalarti una contraddizione stridente. Scrivi “tassare chi ha di più”, riferendoti in particolare alle ricchezze accumulate. Poco prima sostieni che non sia ammissibile che si viva cicalescamente, dissipando quel che si guadagna. Eh. Non ti viene il sospetto che tra chi “ha” potrebbe anche esserci qualcuno che “ha” non perché ha guadagnato chissà che, bensì perché ha fatto la formichina evitando di dissipare per una vita?

    Te lo ripeto: dopo una vita di differimento del godimento del mio reddito, non sono disposto a sentirmi dire che quel che ho messo da parte è lì in modo indebito. Quei risparmi, pochi o tanti, sono il corrispettivo che mi è stato riconosciuto nei decenni per il lavoro che ho svolto (da dipendente con un normalissimo stipendio, non immaginarti chissà quali attività imprenditoriali). Quel corrispettivo l’ho speso solo in parte, vivendo nella parsimonia. CHI LO TOCCA E’ UN LADRO. SE LO FA CON LA FORZA (anche quella che gli deriva da una carica) E’ UN GRASSATORE. SE ISTIGA I LADRI O I GRASSATORI E’ UN COMPLICE. In altre parole, stiamo parlando di pezzi di merda, non di persone.

  18. gaiabaracetti

    Ugo, ti ho risposto a questa stessa obiezione non so quante volte su questo blog, non insistere: non siamo d’accordo, amen.
    Comunque, visto che non vuoi che dei “ladri” tocchino quello che hai, la prossima volta che ti ammalerai, che ovviamente spero per te sia più tardi possibile, spero che tu non vada a farti curare dai “ladri” che ti hanno tassato i guadagni per costruire l’ospedale o pagare il medico che ti cura.

  19. Gaia, Ugo sta narrando con le sue parole “La cicala e la formica” di Esopo.
    Sono passati 2600 anni è non è cambiata una fava. Non è che gli si possa dare torto no!?
    Sai cosa mi dicevano alcuni kompagni intellettuali (?): che la formica è… disumana. Sigh!
    Cornuta, mazzata, derisa, sfruttata. Alla fine pure depredata.
    La sovversione morale, etica si riveste dei già citati valori di merda storti che stanno nella crapa de lagggente, compresa quella che sa scrivere parole più sofisticate, più “intellettualose”.

  20. gaiabaracetti

    Se vogliamo andare a fondo con la metafora, la formica è un animale sociale subordinato alla collettività, per cui lavora e da cui dipende. Il grano non lo accumula per sè; lo accumula per tutti e assieme a tutti. Ogni formichina fa la sua parte per mandare avanti il formicaio.
    Inoltre, resto dell’idea che non gettare un tozzo di pane a chi sta morendo di fame, anche se è colpa sua, sia disumano.

  21. Marcosclarandis

    Il cosmo allora è disumano.O forse solo apatico.
    Miliardi di anni-luce cubici, sostanzialmente vuoti, e, per i pignoli, é vero, pieni, ma di vuoto quantistico, del quale in questo momento ce ne facciamo ben poco, e ben poco ce ne facevamo anche prima che una cosa nanoscopica come il COV19 ci costringesse a recluderci nei nostri cubicoli.
    Noi abbiamo un’affinità particolare con il numero due.
    Voglio terminare qui il mio commento, non per divertirmi, ma voglio vedere
    se la mia sibillina affermazione produrrà qualche effetto.
    E dato che adoperare il tutto maiuscolo in un commento, è una maleducazione da evitare, preferisco non ribattere a chi la usa nella stessa maniera, pur comprendendo la sua ragione.
    Un ultima banalità:
    Ormai siamo tutti ciurma, pusillanime ed appestata, naufraghi con un residuo di fede speranzosa di approdare su qualche terraferma che non sia peggio della liquida e salsa distesa idrica.
    Se buttiamo a mare la carità, che sia pelosa, cristiana, di patria, o di qualunque specie e sottospecie, potremmo poi pentircene amaramente.

    Un saluto a tutti.

    Marco Sclarandis

  22. gaiabaracetti

    µĸ, ho letto che in Cina alimentarsi di animali selvatici / bizzarri era diventato una specie di status symbol, qualcosa di cui vantarsi sui social… ma la questione va anche oltre, perché il governo aveva incoraggiato l’allevamento di queste povere bestie come fonte di reddito per i contadini. A quanto pare stanno invertendo la rotta. Non so se avrò il coraggio di vedere il video perché non sopporto la sofferenza degli animali. Sono gli innocenti per eccellenza.
    Se vogliamo proprio dirla tutta, poi, dietro all’estinzione di moltissime specie selvatiche, dal pangolino alla vaquita, dagli elefanti alle tigri, c’è sempre la solita “medicina tradizionale” cinese, corredata di superstizioni varie secondo cui quel pezzo di quel tale animale donerebbe fertilità o potenza sessuale, per cui i poveracci del mondo intero fanno a gara ad ammazzare animali rari e stupendi per estrarne una parte, probabilmente inutile, e venderla ai nuovi ricchi cinesi. Che rabbia!
    Per quanto riguarda il tuo primo commento, l’ho anche copincollato per usarlo in una corrispondenza privata. Purtroppo questa mentalità da assalto alla diligenza permea anche la sinistra, fino alla più radicale: i soldi “ci sono” sempre, la scarsità è un’invenzione del capitalismo… sigh.

  23. Marcosclarandis

    Stampare soldi può diventare malvagio, ma stampare polli e maiali come se fossero banconote, ormai sappiamo che è diventato diabolico.
    (un autistico, potrebbe non capire questo commento, come io non capisco l’arabo e il cinese e mai riuscirò ad impararlo, ma l’ho scritto per chi non vuole capire che la dismisura dell’allevamento animale è colma e trabocca da tempo,capitasse per caso qui a leggere.
    Un saluto.
    Marco Sclarandis.

  24. Mille Ottantanove

    @Gaia: il video è molto violento e credo che con la tua sensibilità ne soffriresti a vederlo; è per questo che ho preferito segnalarlo.
    Due cose, tra le tante, mi hanno fatto veramente cadere a terra la mascella per lo stupore: la prima è vedere interi grattacieli costruiti per…. i maiali. Maiali condotti in ascensori piuttosto larghi, e poi dislocati in gabbie in allevamenti verticali. Non sapevo che esistessero cose del genere, sono rimasto allibito da quello che sono riusciti a inventarsi per produrre milioni di animali al mese: è pura follia.

    La seconda è uno studio condotto solo qualche anno fa dall’istituto Robert Koch di Berlino che valutava il rischio di una pandemia: come al solito si parte da un caso di studio, per cui ipotizzavano un nuovo evento pandemico. Conosco non benissimo il tedesco per la mia parte di famiglia crucca, e – poiché nel video mostrano le pagine del documento – sono riuscito però a leggere le righe delle specifiche. Sono rimasto basito: i tedeschi hanno descritto esattamente quello che succede ora fin nel dettaglio, sbagliando solamente il mese (hanno ipotizzato che cominciasse ad Aprile, ma poi hanno centrato l’origine, il virus, la sintomatologia – febbre > 38.5, tosse, spossatezza, affanno -, e infine pure la patologia e il decorso: ci mancavano solo i nomi dei pazienti).

    Un simile livello di dettaglio in ambito scientifico vuol dire che gli esperti conoscono bene il fenomeno: quindi i board tecnico-scientifici di supporto ai governi non si può dire che non sappiano, e quindi anche i governi non si può dire che non sappiano. Un ricercatore de «La Sapienza», nel corso del documentario, fa anche un calcolo di massima e dimostra che curare post-evento quello che è successo con la peste suina, ad esempio, costa in termini economici infinitamente di più di quanto costerebbe prevenire ante-evento. Non lo si fa, sempre per il discorso della corsa al mercato: ci sono mercati da saturare, per cui si costruiscono quanto prima questi mega-allevamenti da cui bisogna produrre il maggior quantitativo di carne possibile; solo poi, eventualmente (una volta conquistato saldamente il mercato), ci si pongono problemi su come fare meglio e in sicurezza.

    In sintesi: c’è un’industria dell’allevamento e della distribuzione finalizzata soltanto al profitto, che non si cura né delle condizioni degli animali, né dei danni che può causare all’intera popolazione mondiale. E ci sono i governi che, pur avendo a supporto istituti scientifici che sanno tutto, non hanno nessun potere/voglia/intenzione di cambiare modello di produzione e sviluppo.

    A pensarci bene, è un film già visto infinite volte; ma nella mia proverbiale dabbenaggine, pensavo che questa pandemia fosse solo un nuovo caso di zoonosi, non che l’uomo avesse forzato tanto in tal senso. A questo punto, anzi, mi meraviglio di come questi eventi si verifichino in numero non così frequente (anche se, al termine del filmato, viene riportato il dato secondo il quale le ultime nuove epidemie importanti di tipo virale sono dovute per il 70% al salto di virus da animali selvatici all’uomo).

    Questo è un altro tema su cui spero che, una volta finita la pandemia, si apra un serio dibattito, perché non è giusto che viene fatta fuori un’intera generazione di persone, solo perché l’oligopolista X della Cina o dell’India deve accumulare più soldi di quanto non sia in grado di spendere, e nessuno gli si opponga. Peraltro, giusto per concludere, stiamo letteralmente stuprando il pianeta e numerose specie animali che fino a ieri vivevano tranquille nei loro ecosistemi, veicolando virus a cui erano immuni, e di cui ora si infettano le nostre mani lorde di sangue.

    Di tutti gli esseri viventi, siamo il peggiore, e ora ne ho le prove.

    Scusami lo sfogo, un abbraccio.
    µĸ

  25. gaiabaracetti

    Non è “solo” l’oligopolista che deve arricchirsi – magari! Ci sono anche i cinesi meno poveri di prima che vogliono mangiare cibi prima di lusso in quantità industriali, o cibi esotici; ci siamo noi, che ficchiamo prosciutto dappertutto*, ci sono i nostri antenati che si sono riprodotti fino a portare la popolazione ai livelli attuali, e + popolazione + benessere + voglia di carne con meno spazio… ecco il risultato.
    E poi ci sono le persone che hanno bisogno di lavorare, e magari trovano posto solo a macellare carne, e lo fanno, o che hanno bisogno di mangiare, e pur di non risparmiare sulla benzina o sulla birra risparmiano sul cibo, comprando quella roba lì, fatta in veri e propri lager per animali…
    Non sai quanta gente conosco che sa benissimo quali siano i mali dell’allevamento intensivo, eppure continua lo stesso a comprarne i prodotti.
    E poi ci sono le associazioni di categoria, che come ho scritto nella serie sui contributi chiedono sussidi proprio a quei tipi di allevamento, e i politici, che noi votiamo, che glieli danno…
    E allora, con chi ce la prendiamo?
    Cominciamo a prendercela con noi stessi. Senza di noi, l’oligarca non fa una lira.

    * Per esempio sulla pizza. Ma perché devi mettere il prosciutto sulla pizza! Non so a Napoli cosa ne pensino, ma qui gran parte delle pizze (come nei Balcani, sulla base della mia esperienza) ha la carne, ma che senso ha, dico io, una volta che trovi un cibo che è già buonissimo senza…

  26. gaiabaracetti

    Espandendo il discorso del mio ultimo commento: mettiamo che io sia (come mi piacerebbe tanto essere) l’anti-oligarca di quelli che dici tu, una che non vuole anteporre il profitto ai suoi valori e che sta bene anche guadagnando poco. Prendo dei terreni, ci metto dei maiali belli comodi a razzolare a piacimento, facendo vita di gruppo e naturale, bagnetti se ne hanno bisogno, dieta varia, poche malattie, quando è giunta l’ora li macello con calma e riducendo al massimo le sofferenze, e vendo la carne, che è buona perché allevando così gli animali viene bene.
    Tralasciando i problemi nell’ottenere le autorizzazioni dalla asl per l’allevamento, la localizzazione, le strutture, il trasporto, e ulteriori rogne per ora non prevedibili, facciamo finta che io riesca davvero a fare tutto questo. Il problema, però, è che la carne così prodotta costa di più: più manodopera, accrescimento lento, nei pascoli vivono altre specie a differenza delle monoculture in cui si producono i mangimi in cui c’è solo soia o mais per chilometri… secondo te quanta gente di quella che si indigna per il maltrattamento degli animali (che già è una minoranza) sarebbe disposta a pagare di più la carne e mangiarne meno?
    Mi sono già fatta un’idea con la lana: quando faccio le presentazioni tutti applaudono molto, ma sono pochi quelli che la comprano.

  27. Assolutamente d’accordo con te… E’ proprio come dici tu: i piccoli allevamenti davvero non industriali producono capi di grande qualità, ma a prezzi alti, riservati ad una clientela d’elite; per il resto della platea, che è tanta perché la carne deve costare poco, c’è il maiale industrializzato.
    Un tempo si comprava con oculatezza: ciò che compravi doveva essere qualcosa di utile, di qualità (doveva durare, o essere sano), anche perché il budget era limitato e ciò che spendevi per qualcosa, sottraeva risorse ad altri acquisti. Adesso invece si compra di tutto, prestando attenzione soprattutto al prezzo: perché si dà per scontato che la merce non durerà molto, che sia di qualità appena accettabile, e che tanto verrà immediatamente sostituita dall’acquisto successivo, per cui non ha senso spendere molto.

    Dovremmo essere noi – come dici tu – a rifiutare questo paradigma; ma se penso ai conoscenti che cominciano a comprare su amazon anche i detersivi o i vestiti (ho fatto un affarone!), la cosa mi sembra piuttosto lontana.
    E’ davvero un problema culturale; e non hai idea quanta rabbia mi faccia, quando fanno passare queste oscenità per «progresso». Progresso dovrebbe significare andare avanti, ma loro – furbescamente – non indicano dove.

    Cavolo, dovresti tenere delle lezioni da qualche parte. Hai mai pensato a qualcosa tipo i TED Talks (giusto per cominciare)?

  28. Gaia: “Comunque, visto che non vuoi che dei “ladri” tocchino quello che hai, la prossima volta che ti ammalerai, che ovviamente spero per te sia più tardi possibile, spero che tu non vada a farti curare dai “ladri” che ti hanno tassato i guadagni per costruire l’ospedale o pagare il medico che ti cura.”

    Gaia, ti faccio notare che dopo tanti anni che “verso” cifre da capogiro per il sistema sanitario senza averne usufruito se non in minimissima parte (zero-virgola… quanto?), si tratta solo di avere indietro, di vedere restituito quel che ho “messo lì”. I miei accantonamenti, peraltro, sono già stati tassati alla fonte, e vengono regolarmente falcidiati dall’inflazione (che non è quella che ci raccontano). Anche solo per questo poche considerazioni, sono un CREDITORE netto, e lo sarei anche se non avessi un euro da parte, perché ho “versato” nei decenni quantità di denaro delle quali hanno già abbondantemente usufruito (e alcuni continuano ad usufruirne) altri. QUANDO VIENE IL MIO TURNO? Pensa al caso INPS — al momento, misurandoli spannometricamente, dovrebbero avere “in pancia” già qualcosa come 450.000 euro ricevuti dal sottoscritto. Poi devo sentirmi dire che “non ci sono i soldi”? Ma maledetti pezzi di merda, PER CHE COSA LI AVETE SPESI IN TUTTI QUESTI DECENNI? Perché è abbastanza noto che alle casse dell’INPS sono stati attinti denari per pagare qualsiasi cosa oltre alle pensioni (tipo, per dire, quei “regali” agli amici degli amici chiamati “CIG”, oppure le pensioni sociali ai famigliari anziani degli immigrati, entrati in Italia per quelle schifosissime leggi sugli avvicinamenti famigliari). Per la sanità vale lo stesso discorso. E potrei continuare.

    La verità è che ancor oggi esistono i GRASSATORI. Mi ripeto: persone di merda — “in alto” quelle che decidono le grandi cifre, “in basso” quelle che sbocconcellano le piccole. Tu dove vorresti stare? Perché dai discorsi che fai…

  29. P.S. Il maiuscolo non è da intendere come strillo, ma come una semplice forma di evidenziazione.

  30. gaiabaracetti

    Questa volta te lo passo, ma se continui a usare questo tono e scrivere quelle che i bambini chiamano “parolacce”, non ti passo più i commenti.

  31. A Scalandris, invece, che fa il sostenuto ergendosi contro i “disumani egoisti”, ricordo com’è andata con un altro valore della solidarietà: l’ospitalità. Com’è il mito? “Ah! La calda ospitalità delle genti del Sud! Gli aridi polentoni del Nord!”. Già. Si osanna quell’ospitalità finché fa da scudo per ottenere ospitalità col ricatto morale, salvo poi alzare le barricate quando gli stessi Meridionali vogliono tornare a casa. Dico, TORNARE A CASA. Ed erano… quanti? poche centinaia? alcune migliaia? Ah, quanta calda ospitalità! Devo dire che mi ha commosso.

    Ecco, con questa cosa della “carità”, del “condividere”, ecc. siamo di fronte allo stesso fenomeno: c’è da prendere? “Solidarietà!” “Umanità!”. C’è da dare? Se a dover dare siete VOI anziché gli altri? Su le barricate, con mille pretesti. E’ tutto molto umano (e non è un complimento).

  32. “Ue, Portogallo: discorso del ministro delle Finanze olandese
    Roma, 27 mar. (askanews) – La richiesta avanzata dal ministro delle Finanze olandese, Wokpe Hoekstra, di mettere sotto inchiesta quei Paesi come la Spagna che non hanno le risorse di bilancio per far fronte all’epidemia di coronavirus è “ripugnante e contraria allo spirito europeo”: lo ha dichiarato il premier portoghese, Antonio Costa.
    “Si tratta di un’assoluta incoscienza, una meschinità ricorrente” che “mina completamente lo spirito dell’Unione Europea e che rappresenta una minaccia per il futuro dell’Unione Europea”, ha ribadito Costa al termine del vertice in teleconferenza dei capi di Stato e di governo dell’Ue.
    “Se l’Unione Europea vuole sopravvivere è inaccettabile che qualsiasi dirigente politico, di qualunque Paese, possa dare una risposta di questo genere di fronte a una pandemia come quella che stiamo vivendo”, ha continuato il premier portoghese: “Se manca il rispetto reciproco e se manca la comprensione che davanti ad una sfida comune dobbiamo avere la capacità di rispondere collettivamente, allora nessuno ha capito nulla di che cosa sia l’Unione Europea”.
    Ecco una breve introduzione per capire chi siano questi virtuosi del Nord….per intenderci gli olandesi, mentre fanno le pulci agli altri, sono alle prese con una crisi bancaria da derivati (ovvero speculazione pura) in procinto di esplodere, mentre chiedono posti letto agli stati confinanti perchè non hanno posti in terapia intensiva….
    Gaia, vai a vedere la propensione al risparmio (inteso come indebitamento delle famiglie) di sta gente, o dei danesi, e poi dimmi chi sono le cicale!
    Quanto all’Italia senti cosa diceva quindici anni fa Padoa Schioppa:
    “Nell’ Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità. Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l’ apprendistato di mestiere, costoso investimento. Il confronto dell’ uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna.”
    Capisci chi e perchè taglia la sanità?? Non è, mi spiace, Ugo che non vuole pagare le tasse, è che tu Gaia devi, come diceva il buon Tommaso, provare la DUREZZA DEL VIVERE. Altro che sanità gratuita! Eh già, perchè anche quella, che a te piace, aumenta il debito pubblico, e non di poco!
    Vuoi ridurre il debito? Fatti curare da Emergency! questo ti sta dicendo Padoa Schioppa.
    Sul debito ti consiglio di dare un occhio ai dati sintetici qui esposti, almeno ai saldi dello stato: in attivo dal 1992!
    Altra cosa, guarda come è salito il debito negli anni del risparmioso Monti.
    Ultima cosa. hai notato come lo spread si fosse impennato pochi giorni fa per le dichiarazioni della Lagarde, e subito dopo rientrato? se lo spread determina l’interesse sul debito, non è che questo dipende in larga misura non dallo stato ma dalla BCE, controllata per puro caso da tedeschi e francesi??
    www://scenarieconomici.it/studio-esclusivo-litalia-ha-pagato-3-900-miliardi-di-interessi-dal-1980-219-del-pil/

    Secondo me ci hanno detto talmente tante volte (gente tipo Fubini, eh!) che siamo un popolo di cazzari, coglioni, poltroni, corrotti, ecc ecc che ci crediamo senza battere ciglio! Non ci viene neppure in mente che possa essere diversamente!
    Naturalmente che gli ALTRI italiani sono tali, noi ci escludiamo e ci consoliamo di una magra vittoria morale sui nostri connazionali.

  33. Marcosclarandis

    Signor Ugo, credo che scrivere le sue imprecazioni su questo blog sia desolatamente inutile, sia per lei che per tutti.
    Scriva una lettera all’INPS e al suo datore di lavoro, se ancora lavora per qualcuno.Tenga congo, però, che il suo “stile”, diciamo così, potrebbe risultare sgradevole al destinatario, onde per cui oltre a non ottenere una risposta positiva potrebbe averne una dalle conseguenze molto spiacevoli.
    Saluti
    Marco Sclarandis

  34. gaiabaracetti

    Ugo, ospitare è un conto, accogliere a braccia aperte qualcuno che consapevolmente sta venendo a contagiarti di un morbo orribile, è un altro. Se avessero avuto un po’ di senso di responsabilità, quelle persone sarebbero rimaste dov’erano.

  35. gaiabaracetti

    Marco, chiedo scusa a tutti per aver permesso a questa discussione di degenerare. Evidentemente la moderazione dei commenti non è il mio forte.

  36. gaiabaracetti

    Mauro, tu usi spesso questa tecnica per argomentare: siccome una data cosa che dico io è stata anche detta da un altro che è in malafede / incoerente / stato in torto in passato, allora la cosa è sbagliata in sè. Discuti la mia argomentazione nei suoi meriti, non ricordandomi altre persone che ne hanno adottata una simile (simile, non identica).
    Riguardo agli altri due punti, ho già risposto più volte in passato: la sanità è sacrosanta, ma è ben lontana dall’essere l’unica voce di spesa, per cui ce ne sono tante che si potrebbero ridurre senza toccare la sanità, oppure si potrebbero aumentare le tasse ai tanti molto ricchi che ci sono; per quanto riguarda lo spread, ho già spiegato che se ti metti nella situazione di essere dipendente da quello che pensano i tuoi creditori, indebitandoti fino al collo, poi non puoi lamentarti se questi creditori danno retta alla Lagarde o alle stelle o a Satana piuttosto che a te. Una volta che ti sei messo nelle mani dell’usuraio, è l’usuraio che detta legge.

  37. Marcosclarandis

    Gaia, per me non devi scusarti di nulla.
    Entro certi limiti, lasciare che la conversazione degeneri è quasi necessario, utile ed inevitabile.Svela e rivela molte cose interessanti.
    Io, a mie spese, che ho potuto sostenere fortunatamente, ho imparato che ad un certo punto bisogna tacere e ignorare definitivamente l’interlocutore.
    Altrimenti è come cercare di togliere un chiodo continuando a battere e ribattere nel punto dove l’abbiamo piantato.
    C’è una battuta che è perfetta a proposito:
    “Non continuare a discutere pubblicamente con uno che ti pare sia un imbecille, gli altri potrebbero non accorgersi della differenza fra voi due”.
    Ah, il tuo titolo!
    Contiene un errore.
    Manca un avverbio:
    Quasi.
    Un caro saluto.
    Marco Scalandris, oh, che svista, Sclarandis, Sclarandis.

  38. @Marcosclarandis
    Anche la seguente frase (che non è rivolta a nessuno dei presenti) spesso è molto appropriata (se mai dovesse servirti e se già non la conosci):
    “Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza” (O.W. )

    @Gaia
    Non mi pare che la discussione sia poi degenerata: semplicemente diversi punti di vista. Finché non si rischia di insultarci reciprocamente non vedo il problema.
    Poi, per quanto riguarda il video, concordo con Mille Ottantanove: meglio che non lo guardi, altrimenti rimani traumatizzata.
    Sul discorso aiuti economici mi trovo in una via di mezzo tra il tuo pensiero e quello di ugo. Disposto ad aiutare anche economicamente, purché in percentuali accettabili e che venga visto come un anticipo delle tasse da versare, non come uno esproprio.

    P.S. Avete visto in India gli ammassi di persone che fuggono dalle città?

  39. gaiabaracetti

    Tulkas, riguardo agli “aiuti”: quello che io in realtà propongo è di cogliere l’occasione per una revisione della spesa pubblica: più tasse a chi è molto più ricco degli altri, alla rendita improduttiva e alla proprietà (da media in su), meno spese inutili o dannose (esempi sopra), meno debito possibile.
    Ovviamente, è assai più facile a dirsi che a farsi.

  40. Marcosclarandis

    Grazie, tulkas 72, metto nel magazzino degli aforismi utili 😉
    “P.S. Avete visto in India gli ammassi di persone che fuggono dalle città?”
    Sì.
    E mi fanno pensare alla visione dell’apostolo Giovanni che conclude la Bibbia.
    Un saluto, Marco Sclarandis

  41. Antonio Massaro

    invece l’italia e’ uno dei paesi dove si risparmia di piu:

    “I numeri d’altronde parlano chiaro. Lo Stato italiano ha un debito pubblico molto elevato ma anche una ricchezza privata tra le più alte al mondo. Il patrimonio netto delle famiglie italiane, calcola l’Ocse, è pari 5,56 volte il reddito medio disponibile. Meglio di noi ci sono solo Stati Uniti, Giappone, Belgio e Olanda.”

    il sole24ore, 2018 (https://www.ilsole24ore.com/art/rischio-paese-e-ricchezza-privata-se-fossero-cittadini-salvare-stato-AE92J2SG)

  42. gaiabaracetti

    Risparmio e investimento non sono la stessa cosa. A parte le questioni morali, l’investimento è più difficile da sbloccare e spendere subito. Sentivo in radio un venditore ambulante lamentarsi di come lui e molti suoi colleghi hanno investito in un fondo pensione e adesso non riescono a farsi dare i soldi. Può darsi che questo spieghi la crisi di liquidità di tanti.
    Ho sentito anche un ascoltatore in radio (scusate, è una delle mie fonti principali) ipotizzare un nesso tra tutta questa ricchezza accumulata e l’evasione fiscale. Non sarà sempre così, ma può essere che ci sia anche quello come contributo.
    Comunque, questo enorme patrimonio accumulato e/o investito andrebbe messo a servizio del paese, non chiedendo “per piacere comprate i titoli di stato se vi va”, ma tassando chi ne ha tanto. Non farlo adesso mi sembra ingiustificabile.
    (Non lo faranno)

  43. gaiabaracetti

    Ah, un’altra cosa: il fatto che in Italia ci sia molto “risparmio” privato in totale non dice nulla sulla sua distribuzione. Può darsi che sia concentrato in poche mani (mi permetto di sospettare quelle che ora stanno facendo di tutto per tenere aperte più fabbriche possibile nonostante l’epidemia).

  44. Il contante sta per sparire, coronavirus aiutando (banconote e monete fanno schifo, pagate con cellulare o smartphone). Io avevo previsto la scomparsa del contante al più tardi nel 2025, ma questo benedetto virus cade proprio a pennello per accelerare i tempi (a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca – diceva Giulio buonanima).
    Poco male? È molto più pratico ed elegante pagare con la carta di credito? Davvero? Ma perché vogliono abolire il contante? Per dare scacco matto all’evasione fiscale? Ma per favore!
    Quando tutto il denaro sarà elettronico e nel sistema banche e Stato vi esproprieranno a piacere. Lo Stato invocherà l’emergenza e chiederà oro per la patria, le banche ne faranno una questione di sopravvivenza e di bilanci e esigeranno il vostro contributo (non vi chiederanno nemmeno il permesso per fregarvi i soldi). Attualmente i tassi negativi più alti sono praticati dalla Banca nazionale svizzera (-0,75%), ma detta banca vorrebbe aumentarli all’1%. Ma è solo l’inizio. Ieri in un quotidiano serio qualcuno diceva che gli interessi negativi potrebbero arrivare anche al 10%. Per evitare l’esproprio non resterà che spendere. Chi tiene soldi sul suo conto corrente è un eversivo e va punito. Comprate, hijos de puta, comprate, maledetti – se no è la fine, bisogna consumare, la volete capire o no? Sembra che la spesa comune (cibo, mobili, elettrodomestici, elettronica, auto, vacanze ecc.) costituisca circa il 60% della spesa globale. Dunque ci conviene comprare, anche scemenze, se no è crisi (economica, sociale, magari anche spirituale). Anche le piccole spese contano. Per es. non potreste comprarvi un nuovo ombrello? Quello vecchio fa pietà. E poi rifare la cucina, il tinello, concedersi qualche sfizio, che diamine, si vive solo una volta.
    Curioso, gli attivisti del clima sono spariti, non si sentono più.

  45. gaiabaracetti

    Il fatto che non si senta più parlare degli attivisti del clima potrebbe non essere colpa loro ma del fatto che i media abbiano altro di cui parlare. Uno può essere attivo finché vuole, ma se nessuno lo dice, è dura farsi notare. Aggiungerei anche il fatto che è dura fare manifestazioni quando c’è una pandemia in corso e uscire è proibito.

  46. Intanto rendiamoci conto dove ci ha portato la riduzione della spesa pubblica, in base al mantra di ridurre il debito causato da un popolo che ha voluto vivere “sopra le prprie possibilità”:

    Volete ritrovarvi in questa situazione? Auguri!!

  47. gaiabaracetti

    Questa obiezione non ha nessun senso. È come se a uno venisse detto di mettersi a dieta perché è obeso, ma quello anziché ridurre zuccheri e grassi smette di mangiare frutta e verdura e sta peggio di prima: la colpa non è della dieta, è lui che è vizioso!

  48. gaiabaracetti

    Detto in altre parole: quello che ha portato ai tagli alla sanità non è stato il generico desiderio di ridurre la spesa pubblica (che infatti è sempre altissima) ma la volontà di privatizzare la sanità e contemporaneamente di spendere in cose che non fossero la sanità.
    In Veneto e Lombardia, ad esempio, si sono costruite un sacco di strade inutili solo per far piacere alla lobby del cemento. Si sarebbero potuti spendere quei soldi in sanità, E tagliare la spesa pubblica.

  49. Trovo gli interventi di Ugo in un certo senso duri, schietti, non ha usato parafrasi o lubrificanti retorici ma ha indicato la realtà con termini precisi, non offensivi. Può essere che urti varie “sensibilità”.
    Allora paesi del Nord con casse pubbliche messe meglio e senza risparmi privati (o anche con privati indebitati), Italia con casse pubbliche sfasciate e risparmi privati cospicui.
    Come si risolve il problema?
    Chiedendo ad un paesebassese di metterci denari? Quali? Presi dove?
    Vedo che anche qui la mentalità sìglobal imperversa.
    Insomma, Tizio con la sua Lamborghini privata e il conto pasciuti e Caio con il suo X6 nuovo di trinca e la villa a Ibiza non pagano le spese condominiali. Arriva la crisi, il tetto del condominio indebitato va a fuoco.
    Allora il condominio in assemblea decide di chiedere “solidarietà” a quello del civico accanto. Pare che questo abbia conti condominiali messi bene anche se Sempronio e Pipponio che vi abitano e che hanno pagato le spese condominiali sono indebitati.
    Beh, non male come etica, direi!?
    Allora io sono Caio e vado a chiedere “”solidarietà” a te, Sempronio, e vediamo come reagisci.
    E’ talmente grottesco o no che questo paese sia il primo mercato in Europa per le Mercedes e abbia le casse pubbliche con una voragine non più contabile, teraliardi di debito, o no!?
    Fosse per me altro che olandesi o aiuti cinesi o… il mondo dovrebbe gestirsi “quasi autarchicamente” su tutto, cibo, rifiuti, casse pubbliche, acqua potabile, OSPEDALI, … su entità territoriali corrispondente alle nostre province.
    Io trovo aberrante, scusate, non sostenibile, che dal mio Hummer chieda i soldi per gli ospedali a una comunità che vive a migliaia di km di distanza.
    Una nota linguistica, anzi due.
    1 – Chiagni e fotti
    2 – In tedesco (se ricordo bene anche in olandese) debito e colpa sono la stessa parola.

    Buondì

  50. Gaia, sia Esopo che il kompagno “intellettuale” hanno antropizzato cicale e formiche, pure io.
    Le formiche hanno un’etologia collettiva, non esiste la formica Caio che fa il uichend a Malindi e non paga le spese condominiali.
    Quindi torniamo a osservare le comunità umane, gli individui, e come si rapportano internamente e con le altre.

    Ancora una nota: i debiti finanziari sono il segno di debiti ecologici.
    Paesi Bassi, Italia (e Germania e Grecia e …) sono gravemente sovrappopolati ovvero gravemente in deficit e debito ecologici.

  51. gaiabaracetti

    Uomo in Cammino, è proprio per reazioni come quelle di Ugo che i politici hanno paura di far pagare le tasse a chi potrebbe permetterselo: appena accenni un minimo di tassazione redistributiva la gente inizia a ringhiare e abbaiare – “no!!!! i miei soldi non li tocchi bastardo!!”
    E allora vai con i suv e seconde case e sanità allo sfascio.

  52. Marcosclarandis

    Leggere e capire (cercare almeno di) un articolo come questo, (non abbiano scusa quelli che non sanno l’inglese, ormai ci sono i traduttori automatici e sono molto buoni) rende certe discussioni più futili delle ciance da bar e da saloni di bellezza, per maschi e femmine.
    https://www.quantamagazine.org/biodiversity-may-thrive-through-games-of-rock-paper-scissors-20200305/
    Un saluto, Marco Sclarandis.

  53. Marcosclarandis

    Aggiungo:
    Due, tre cifre, ora più significative che mai:
    Territorio italiano, trenta milioni di ettari, il doppio circa se contiamo i mari.
    Superficie terrestre: cinquantuno miliardi di ettari, oceani e terraferma.
    Stima popolazione odierna: sette virgola sette miliardi, circa.
    La Casalinga di Voghera ne calcolerebbe, con carta (retro di una busta ) e matita che cinquantuno diviso sette virgola sette (miliardi ovviamente) fa
    sei virgola sei.
    “Sei virgola sei cosa?” si chiede il cittadino qualunque che smanetta sullo smartphone per trastullarsi incessantemente con mille gingillate.
    “Ettari pro capite, di Pianeta Terra, caro”.
    “Pianeta Terra?”
    “Eh si , quello dove siamo tutti noi in questo momento”.
    “Eh,ma di Terre ce ne sono tante, in giro per l’Universo”
    “Sì caro, quando mi trovi un’astronave pronta per emigrarvi, dimmelo”
    “Scusi, scusi ma devo rispondere ad una chat……”.

    Un saluto, Marco Sclarandis

  54. > tassazione redistributiva

    Qui arriviamo al vulnus.
    Nell’esempio sopra Sempronio non e’ per nulla d’accordo nel dover “ridistribuire” al condominio vicino con il tetto incenerito.
    Quanto dista o quanto e’ vicina la “redistribuzione” all’ugualismo?
    Beh, la mia vicina ha fatto una gran bella vita da giovane, India, Osho, viaggi, etc. non avendo alcuna pre-videnza.
    Ora io devo essere “schiavo” del fiscoglebainps perche’ “redfistribuiscono” i denari del mio lavoro a lei per la sua pensione minima e a moltitudini di altri.

    Prego osservare che la maggior parte delle categorie di lavoratori piglia di pensione molto di piu’ di quanto hanno versato.
    Ancora, eticamente, non ci siamo! “redistribuzion” un bel paio di ciuffoli!
    Ancora, solo comunita’ relativamente piccole possono stabilire localmente delle forme solidaristiche del tutto TEMPORANEE.
    Altrimenti si passa allo sfruttamento secondo il quale molti gravano per tempi lunghi o addirittura per sempre su altri.
    La “redistribuzione” puo’ essere ed e’ spesso assai immorale, ingiusta.
    L’assioma e’ che… ci sono differenze, NON SIAMO UGUALI. Se fai delle scelte assumi i pro e pure i contro.
    Poi si aprirebbe la questione dei presunti diritti.
    Io me ne vado a far la bella vita, con lo Hummer e poi a Ibiza, oppure ‘sto a casa in malattia, oppure … oppure … oppure vado in pensione a 45 anni oppure … oppure …. quando torno, perche’ ho la polmonite interstiziale da CV, avvoco i miei presunti diritti di essere curato in ospedale.
    Diritti!? I diritti…. non esistono.
    E neppure le redistribuzioni secondo le quali tali “diritti” doverebbero essere implementati.

    A proposito: la figlia no-border di tale Schioppa ciato qui sopra (l’agio e’ stato, in effetti una fantastica arma di ottundimento collettivo e mentale e, peggio,spiriturale, delle coscienze) e’ una di quelle razziste anti che, in maniera sinsitra, vorrebbe estendere la fanfaluca berlusconiana “Piu’ tutto per tutti” a “Piu’ tutto per piu’tutti” importanto i “piu’tutti” da ogniddove, soddisfacendo il proprio livore al caviale contro italiani ed europei, il proprio razzismo al contrario.
    Secondo la rampolla rivoluzionaria e le sue teorie storte ella sta realizzando “redistribuzione”. Ovviamente con i soldi e le vite degli altri.
    Ehhh, beh,… gran cosa la “redistribuzione”.

  55. gaiabaracetti

    Mi sa che hai invertito i termini della questione: è chi se l’è spassata e ha vissuto di lusso adesso che dovrebbe dare a chi ha lavorato e risparmiato, non viceversa! Le diseguaglianze di reddito sono tali e talmente ingiuste in questo paese, e in tutto l’Occidente, che, per tornare alla metafora, sono le formiche che stanno mantenendo ricchissime cicale, non viceversa.
    Molti, quando parlo di redistribuzione, pensano che stia parlando di loro e del loro modersto risparmio, perchè non conoscono l’enormità della ricchezza privata in questo paese e l’ingiustizia del modo in cui viene accumulata.

  56. Marco, molto interessante l’articolo, grazie.
    Riguardo agli ettari, avevo inserito un conteggio simile in uno dei miei post sui contributo all’agricoltura, ma mi è stato fatto notare che è poco convincente come strategia retorica: uno può sempre dire: accipicchia, quanto spazio! Se non spieghi bene quanta terra serve a sostenere un essere umano, e già è difficile, e il valore intrinseco delle altre forme di vita, non convincerai nessuno.
    Non sai quante volte ho sentito gente indicare il verde attorno a sè, e dire: “guarda quanto spazio c’è per tutti” (intendendo persone). Puoi passare una vita a cercare di convincerli che si sbagliano…

  57. Marcosclarandis

    Basta ignorare il fatto che la cuccagna (maligna) sfrenata, di pochi ha comunque permesso la cuccagna (altrettanto maligna) più contenuta, di molti. Allora tanti ragionamenti sbagliati, inappropriati, carenti, superficiali,
    fallaci, incompleti, incomprensibili, falsi, e “neanche sbagliati” * e la guerra tra più o meno miserabili o in corso d’immiseramento diventa desiderabile
    e addirittura necessaria.
    * cercare il famoso aneddoto relativo a Wolfgang Pauli
    Un saluto, Marco Sclarandis.

  58. Marcosclarandis

    “uno può sempre dire: accipicchia, quanto spazio! Se non spieghi bene quanta terra serve a sostenere un essere umano, e già è difficile, e il valore intrinseco delle altre forme di vita, non convincerai nessuno”

    La penso diversamente.
    “Contro gli stupidi nemmeno gli Dei possono combattere”
    (e anche contro gl’istupiditi, forse)
    Un saluto, Marco Sclarandis.

  59. L’altro giorno ho deciso di provare a non considerare nessuno stupido. Non è facile (anche perché qualche volta trovi qualcuno che sembra essere stupido veramente), ma spesso chiamiamo stupidi quelli che non capiamo o che non la pensano come noi. Non è giusto né costruttivo.

  60. Marcosclarandis

    Preciso:
    Tutti siamo capaci d’essere stupidi.
    E,nascere stupidi non é una colpa.
    E’ bearsi di stupidità, che superato il limite diventa disastroso e potenzialmente catastrofico per tutti.
    Un esempio per tutti:
    Certi comportamenti sui voli di linea, che degenerano in risse ad alta quota.
    Un saluto, Marco Sclarandis.

  61. Complimenti Gaia per il post che condivido pienamente!Io sono di un’altra generazione rispetto alla tua e sono una formica,pur non avendo difficoltà economiche.Mia madre mi ha insegnato a non sprecare.Oggi i giovani vanno lontano in vacanza,comprano auto grosse e di lusso,hanno vestiti alla moda,escono tutti i giorni e spendono,spendono.Non rinunciano a nulla!Se non hanno ci sono genitori e nonni che li finanziano.Ora con questa crisicorona non so che succederà.Speriamo bene e buon pomeriggio.

  62. Gaia, ho citato categorie di lavoratori (ad esempio ferrovieri, gli addetti delle forze armate, …) e non categorie di riccastri.
    La vulgata che sia colpa dde’ ricchi la lasciamo ai demagoghi.
    I 18 miliardi di euro di deficit del solo INPS non le fanno le pensioni di Ferrero o di Briatore o di Giuliano Amato. Li fanno milioni di persone che hanno versato 20 e prendono 80 o 100 o 120.

  63. gaiabaracetti

    Olgited, ti ringrazio. Non so di quale generazione di preciso sia tu, ma, sulla base delle mie osservazioni su un campione piuttosto ampio, la generazione più consumista di tutte è quella più o meno dei miei genitori (dai baby boomers in giù). Sono quelli per cui rinunciare a comprare qualcosa sembra essere più difficile, quelli più ossessionati dal guadagno e dallo shopping, quelli che viaggiano di più, quelli che, con stipendi più alti dei loro genitori, hanno dato di meno ai propri figli.
    Ti faccio notare, anche se ovviamente ci sono eccezioni, che questi giovani che spendono e spendono di cui parli tu, e anche a ragione, in gran parte però non hanno una casa perché non se la possono permettere e nessuno gli dà un mutuo. I loro genitori la casa ce l’hanno, e spendono altrettanto. Sia gli stipendi che i valori, per loro, sono diversi dai nostri.
    Inoltre, vedo che i discorsi sulla decrescita, soprattutto nella pratica, attecchisono più sui trentenni e dintorni che sui più vecchi.
    Ovviamente ci sono eccezioni, e anche tante, ma la mia esperienza è questa.

  64. gaiabaracetti

    Marco, io gli aerei non li prendo da molti anni, da quando ho capito il devastante impatto che hanno sull’ambiente. Dovrei pensare che è stupido chiunque ci salga, indipendentemente da come si comporta a bordo?

  65. io ho 73 anni,buona serata!

  66. gaiabaracetti

    Non volevo obbligarti a rivelarlo 🙂

  67. non è un segreto!

  68. firmato winston

    “la TAV costerà, più o meno perché queste cifre sono controverse, 20 miliardi”

    E’ un’opera probabilmente equivalente al tunnel ferroviario sotto la manica, che e’ un assoluto fallimento dal punto di vista dell’utilita’, prima ancora che economico. Non serve a niente, leggevo che vi viaggiano praticamente solo i politici che vanno (per niente) da parigi a londra, perche’ non pagano il biglietto di tasca propria. Ma nessuno, nella foga delle reciproche ragioni sulla TAV, che si sia ricordato di tentare di imparare dalle esperienze precedenti citando questa.

    Uno dei problemi e’, ragazzi, ma siete mai stati in un fabbrica di quelle con gli operai veri? Di norma e’ gente che non va per il sottile ed e’ sempre sul punto di fare la rivoluzione e appendere ai lampioni i titolari se solo gli arriva lo stipendio con un giorno di ritardo, e quando sanno che la ditta e’ in serissima difficolta’ finanziaria, la prima cosa che pensano e’ sempre che il padrone si e’ portato la fortuna all’estero, anche quando si tratta di un poveraccio pieno di debiti che non potrebbe permettersi neanche la corda per impiccarsi, e non pensano mai che la loro ditta va male perche’ producono stronzate che nessuno vuole o per la loro inutilita’ o per il prezzo esoso. Mai. La colpa e’ sempre di qualcun altro.

    Quindi tenere l’ordine pubblico in un paese gia’ iperlitigioso e di mai contenti, nonche’ abbastanza ignoranti come il nostro, e’ molto difficile, e il voto di scambio, “votami in cambio di questo favore che ti faccio, magari assicurandoti un lavoro inutile forzosamente pagato con le tasse di tutti gli altri”, e’ la norma. Da cui l’immane casino normativo e fiscale che abbiamo e che neanche in questo caso si perde l’occasione per incasinare ancora di piu’ nel tentativo di fare in modo che ognuno abbia lo zero virgola di giustizia perfetta e personalizzata che gli spetta. E’ la nostra cultura, e’ inutile dare colpe a destra e a manca, che fra le altre cose crede di autolegittimarsi per il semplice fatto di aver fatto i conti con lo zero virgola, nel senso ampio del termine (vale anche per le leggi dettagliatissime e mai abbastanza, che abbiamo). Il calcolo ultrapreciso, pseudomatematico, diventa di per se’ fonte di verita’ e giustizia, in teoria economica siamo martoriati da questo trucchetto, che infatti alla fine non funziona mai in pratica.

    Per quanto riguarda quel commento che dice che sulla terra c’e’ un essere umano ogni 6 ettari, ma in italia ce n’e’ uno ogni mezzo ettaro, uno ogni 5000 metri quadrati! Un’enormita’, specie se si pensa che in quel poco spazio, che comprende le zone impervie e inabitabili, non ci sono solo le case e i campi che forniscono il sostentamento alimentare, ci sono le moltissime strade, fabbriche, zone commerciali, scuole, chiese, palestre, campi sportivi, piazze, ultime arrivate le piste ciclabili da mezzo milione di euro al km… Non per nulla dal momento, circa nel 1400, che sono stati scoperti nuovi continenti gli europei hanno cominciato a dilagare nel resto del mondo cominciando a travolgere e distruggere anche li’, con la semplice forza del loro numero e del loro moltiplicarsi, tutto cio’ che incontravano.

    Ultima cosa riguardo quelli che dicono che siamo in guerra col virus: ma quale guerra, il virus e’ il mezzo col quale il resto del mondo biologico sta solo tentando di difendersi dalla soverchiante invadenza distruttrice della nostra specie, e lo fa con lo stesso mezzo con cui contiene da sempre tutte le specie diventate troppo invasive, animali o vegetali: con le malattie, che si sviluppano piu’ rigogliosamente e in modo del tutto naturale dove il brodo di coltura e’, appunto, piu’ denso e abbondante. Api domestiche comprese. Il meccanismo e’ molto semplice e collaudato. Tant’e’ che le nostre megalopoli impilate magari di “boschi verticali” e i nostri allevamenti intensivi di animali o vegetali (qualsiasi campo coltivato in grado di sfamare miliardi e’ un “allevamento intensivo”) non esistono in natura e non esisterebbero neanche nella “tecnosfera” se non usassimo dosi sempre piu’ massicce di pesticidi per combattere le “avversita’ biologiche” (dal nostro punto di vista ma non del resto del mondo) che vi prospererebbero, compresa la super efficace medicina moderna, dall’invenzione dei vaccini (1800 circa) in poi (infatti da li’ comincia ad esplodere la popolazione del mondo, cosa di cui almeno fino a ieri era di moda attribuire solo al carbone, e piu’ in generale all’energia). Ma questa lotta contro le avversita’ biologiche le seleziona anche sempre piu’ potenti: il periodo di grazia che abbiamo avuto dall’ultimo dopoguerra di sostanziale cessazione delle pandemie avverse a noi o alle nostre fonti di sostentamento, potrebbe essere giunto al termine, puo’ darsi che stia semplicemente tornando l’ordine naturale che c’e’ sempre stato in ambito biologico.

    Se arrivasse un virus cattivo tipo l’aviaria dei polli o la peste suina ma che attacca l’uomo, data la quantita’ di uomini al mondo e la loro prossimita’ resa possibile dalle tecnologia dei trasporti, e la loro rara uniformita’ genetica rispetto a tutte le altre specie checche’ ne dicano i razzisti ad oltranza, ci sterminerebbe tutti nel giro di un mese prima ancora che ci si renda conto di cosa sta succedendo.

    Siamo stati fortunati, finora, noi nati e vissuti in occidente dopo l’ultimo dopoguerra: fortunati nonostante si sia riusciti lo stesso, pur nella grande abbondanza e sicurezza mai vista prima nella storia dell’umanita’, a renderci reciprocamente la vita squallida e intollerabile, per la nostra proverbiale incontentabilita’ che ci fa somigliare cosi’ tanto anche da adulti ai nostri bambini piccolissimi durante il cosiddetto periodo dell’onnipotenza (Piaget), quando cercano di afferrare, rompere e portare in bocca tutto cio’ che riescono a raggiungere. E si sa che la caratteristica fondamentale dell’uomo rispetto agli altri animali e’ la neotenia, cioe’ di mantenere i caratteri infantili anche da adulto (vedi il gioco e la guerra, che sono strettissimi parenti fra di loro).

  69. Marcosclarandis

    Gaia, é stupido chi li prende potendone benissimo farne a meno, ma si lamenta del degrado ambientale cui l’aviazione contribuisce con una parte di una certa importanza.( considerandola compessivamente, credo che
    una stima realistica sia quasi il dieci per cento).
    Devo fare un elenco dell’ovvio? Basta un solo esempio
    Una volta ho trovato per caso in rete un taglia-pizza a rotella con puntatore laser,e tuttora esiste ed é in vendita.
    Ci può essere un aggeggio più stupido di questo?
    (ovvio che per chi riesce a venderlo è una genialata)

    Dai un’occhiata a questa pagina, se già non conosci l’autore del libro.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Allegro_ma_non_troppo_(Cipolla)

    Un saluto, Marco Sclarandis.

  70. “Detto in altre parole: quello che ha portato ai tagli alla sanità non è stato il generico desiderio di ridurre la spesa pubblica (che infatti è sempre altissima) ma la volontà di privatizzare la sanità e contemporaneamente di spendere in cose che non fossero la sanità”
    Scusa Gaia, ma altissima….rispetto a cosa??? Rispetto alla musina della nonna??
    Come non c’è volontà di ridurre la spesa pubblica! Ma scusa il pareggio di bilancio in Costituzione, le lotte infinite per un 0,1% di disavanzo con l’Europa da cosa sarebbero determinate altrimenti, se non dalla necessità di tagliare per rientrare all’interno di parametri che ci siamo imposti aderendo a dei trattati?
    Il passaggio che ti manca è che questo aderire ai trattati, queste manovre e tagli conseguenti sono assolutamente favorevoli ai grandi agenti economici (io li chiamo i Berluscones) perchè dal conseguente ritirarsi e venir meno dell’azione statale loro guadagnano a manbassa. Trattasi di americanizzazione della società, con l’unica differenza che lì Trump, quando ha bisogno di 2000 miliardi di dollari, li fa creare dalla Fed senza tanti scrupoli (così creano i soldi necessari loro, con un clic, mica vendendo i lingotti di Fort Knox…).
    Per esempio, quando Prodi negli anni 90 vendette Autostrade, lo fece, così si disse, per ridurre i debito già allora montante. A vantaggio dei Benetton, che ora fanno 4 miliardi di utili in 6 anni a fronte di 5-600 milioni di diritti pagati alo stato.
    Ancora, quando la BCE nel 2011 scrisse all’Italia che erano necessarie riforme strutturali in campo del diritto del lavoro per rilanciare la competitività, vuoi che i Berluscones non fossero contentissimi? Ecco dopo qualche tempo trovato il guappo che ti fa il Jobs Act mandando avanti la precarizzazione del lavoro,,,,,che avvantaggia i datori di quel lavoro.
    La scusa del così detto vincolo esterno per realizzare riforme impopolari (che poi andranno a vantaggio dei soliti noti) era del resto chiara sin dall’inizio dell’avventura italica nella UE, come dichiarava Guido Carli (ex Banca d’Italia), in questo estratto che ho copiato dal blog di Barra Caracciolo:
    “La nostra scelta del «vincolo esterno» è una costante che dura fino ad anni recentissimi, e caratterizza anche la presenza della delegazione italiana a Maastricht.
    Essa nasce sul ceppo di un pessimismo basato sulla convinzione che gli istinti animali della società italiana, lasciati al loro naturale sviluppo, avrebbero portato altrove questo Paese.”
    Solo che sti vincoli esterni, Egregia Gaia, li paghiamo tu, io, UUIC ecc ecc, per il motivo che noi siamo nei panni dei “voi” di questa famosa battuta di Sordi:

    Tu dici “Risparmiamo sugli F35!!!! Spendaccioni spreconi!!!”. ma Gaia, quelli dobbiamo comprarli perchè siamo una specie di colonia americana e si deve fare quello che vogliono gli USA….magari con uno sconticino, ma non si scappa. Sei un politico? Vuoi rimanere al potere? bene, meglio se non rompi le scatole a Washington, chiaro? Se non tieni conto d questo “fattore esterno” allora sì siamo degli spreconi….

    Quanto agli amici Nord europei, loro i soldi ce li danno! Nessuno ha mai detto che non ci aiuta! Solo che è un aiuto un po’ peloso….
    Sintetizza bene la situazione Rizzo, dai minuti 19 a 22:
    https://www.byoblu.com/2020/03/31/mario-draghi-cambiano-teatro-e-costumi-ma-limpresario-e-sempre-quello-marco-rizzo-byoblu24/

  71. gaiabaracetti

    Mi arrendo, davvero. Se dopo tutto questo tempo ancora non sono riuscita a spiegarmi, vuol dire che proprio non sono capace.

    (Spesa altissima rispetto alle entrate, comunque, cos’altro? Ma se davvero tu pensi che i soldi nascano dal nulla con un clic, alzo bandiera bianca)

  72. firmato winston

    Mauro, l’italia e’ il paese che spende di piu’ in pensioni dell’intero occidente, e non di poco, a parte, fino a qualche anno fa, la grecia, ed e’ invece uno di quelli che spendono meno in sanita’ e scuola, che sono dei settori super-efficientissimi e di altissimo livello mondiale rispetto a come vengono finanziati, perlomeno nel nord italia, grazie alla dedizione e capacita’ degli operatori.

    Quindi, se come paese abbiamo semplicemente e liberamente scelto, a partire dal circa 1974 con le baby pensioni, di destinare piu’ risorse alle pensioni, MOLTE piu’ risorse, rispetto agli altri settori ovvero sanita’ e scuola (per ragioni peraltro meramente elettoralistiche e di egoismi di settore, in un paese di pensionati e di vecchi se solo sfiori le pensioni non vincerai MAI le elezioni), poi non ci puo’ lamentare se gli altri settori ne hanno meno, e’ per forza cosi’, e’ semplice.
    E’ stata una nostra libera scelta (come comunita’).
    Poi non ci si puo’ lamentare!

    Ed e’ una scelta che continuiamo a confermare e reiterare con le varie “quota 100”, che hanno vanificato pure i grandi sacrifici della dolorosa riforma Fornero, a questo punto fatti per nulla, e si ricomincia daccapo. Ogni volta. E non ne usciamo MAI.

    Sono 50 anni che andiamo avanti cosi’, finito il vero periodo storico anomalo per l’italia che non e’ stato il ventennio prima della ultima guerra persa, e’ stato quello dopo, con forti ragioni di supporre che fu solo perche’ quella guerra l’abbiamo persa, per cui per un paio di decenni siamo stati buoni e non siamo riusciti ad esprimere appieno il nostro solito “spirito nazionale”.

    Oltretutto, grazie alla ottima sanita’ che abbiamo rispetto agli investimenti, e al centro-nord (da esclusa roma in su’) ottima anche in senso assoluto, ci ritroviamo con una larga fetta di popolazione molto anziana, che riscuote la pensione da 40 anni e piu’, non raramente ben oltre i limiti dell’accanimento terapeutico, che basta un soffio perche’ muoia.
    Anche di questo, quando arriva il “soffio” sotto forma di nuova epidemia, non ci si puo’ lamentare, succede come frutto di un grande successo e sforzo collettivo, non di un fallimento.

    Comunque, vi raccomando di guardare fino alla fine questo breve video ogni sera prima di andare a dormire, chissa’ che almeno a qualcuno, messo di fronte a un’evidenza che non ha nemmeno bisogno di parole, lasci qualche traccia e disturbi un po’ il sonno:

  73. gaiabaracetti

    L’Italia è diventata, da una repubblica fondata sul lavoro, una repubblica fondata sulla pensione. È incredibile come l’intoccabilità del sistema pensionistico unisca tutti, dall’estrema sinistra all’estrema destra al centro.

  74. Mauro, in questo luogo pregevole Gaia spiegò molto bene come deficit e debito, che sono nei mantra dei demagoghi della sinistra sovranista, di quella liberal, dei nazionalpopolari, dei comunisti dirittisti, etc. sia il miglior modo per impoverirsi ulteriormente.
    Quello che non entra nella testa della maggior parte delle persone è che più deficit e più debito significa chiedere a coloro che ti prestano i denari di stringere un poco più il nodo scorsoio con il quale ti “governano”, sognifica diventare PIU’ POVERI.
    L’unico piano serio sarebbe di rientrare a colpi di a 2 o 3% all’anno di utile netto, in 30/40 anni, dal colossale debito accumulato.
    Senza la autonomia finanziaria non saremo autonomi su nulla.

    Ecco il collegamento a quella pagina.
    Perché dobbiamo finanziarci col debito?

    In quanto al sistema marcio delle pensioni (INPS con 18 miliardi di deficit all’anno) è un classico esempio di cortocircuitazione al peggio delle democrazie demagogiche ovvero demagogie democratiche per cui i politicastri promettono ciò che non è sostenibile e per tale “droga” vengono votati.
    Ogni paese ha le casse pubbliche e le finanze che si merita.

  75. Noi abbiamo gli invasori SUA che nella narrazione del tutto ipocrita cattocomunista vengono chiamati “alleati” con le loro basi, con un po’ di bombette nucleari tanto per farci capire chi ha l’ultima parola, quelli che tirano giù il Cermis per gioco, e l’invasione dal basso, implementata da sinistra dai razzisti anti, no-border, arcobalenghi, verdognolastri cocomeri.

    Gli F-35 servono per bombardare la democrazia a coloro che non si adeguano alla nuova ortodossia liberal globalista.
    A noi servirebbero motovedette e confini marini presidiati, confini che siano tali, programmi di rimpatrio degli invasori, leggi e pene draconiane contro i collaborazionisti, scafisti come l’ASGI, le organizzazioni sovversive e antidemocratiche come la Open Societ Foundation, un rinnovo della magistratura e della sua azione sovversiva sistematica contro le leggi nazionali (un colpo di stato antidemocatico nel quale il potere giudicante si impone a quello legislativo).
    E’ tutto sbagliato!

  76. gaiabaracetti

    UomoInCammino, sì, però per fortuna esiste ancora la libertà di pensiero e associazione finché non si commette un reato dimostrato.

  77. Marcosclarandis

    Questa conversazione, pur civile, mi pare che sia virando al surreale.
    La “roba” materiale come uova o calzini, o lezioni di mandarino la cui sostanza é più immateriale, può generare soldi, ma non sempre vale l’inverso.
    Anzi, abbiamo visto che un cospicuo armamentario termonucleare, costato triliardi di dollari,non si é riusciti a trasformarlo rapidamente in attrezzatura per combattere il COV 19.Non mi dilungo per non annoiare.
    E poi visto che il denaro dell’intero circutito finanziario planetario, praticamente una colossale bisca, per certi aspetti, non corrisponde a nulla di utile e di reale, a che scopo tritare e ritritare certi argomenti?
    Alcune (molte in verità) pensioni, pur onestamente accantonate, sono il frutto di un’economia impossibile da mantenere d’ora in poi.
    Vale sempre per tutti, l’esempio del taglia-pizza con puntatore laser.
    Ma se vogliamo continuare a produrre roba del genere, allora questa pandemia é il mezzo che spazzerà via una genìa umana inadatta a restare sul pianeta Terra.

    Un saluto, Marco Sclarandis.

  78. Egregia Gaia,
    mi spiace, ma le banche centrali creano moneta…dal nulla! La BCE, quando fa i così detti QE, mica ha soldi nella musina o riserve auree…li stampa o li accredita !
    Voi parlate di tagli alla spesa, ma a me sembra che siate propensi a tagliare le spese che non vi fanno comodo….ora! Cioè le pensioni. Bei risparmiatori! E a 65 anni cosa farete? Siete sicuri che non piangerete miseria?
    E se invece facessimo come ha suggerito qualche economista, e chiedessimo un contributo del 20% sugli stipendi dei dipendenti pubblici come solidarietà verso le altre categorie? Non sono dei privilegiati anche questi, quanto a condizioni contrattuali e stipendi medi? Io sono un dipendente privato….potrei trovarmi anche d’accordo!
    Tu Egregia Gaia, per esempio, richiedendo una sanità pubblica di buon livello e gratuita, non vuoi forse esattamente quello che le vecchie generazioni hanno avuto o hanno? e quindi non sei forse anche tu spensieratamente causa di spesa pubblica e debito? E il trasporto pubblico lo tagliamo o ne vuoi di più?
    Io vi sto solo dicendo di fare attenzione al mantra, caro UUIC, di comprimere la spesa con grande allegria come soluzione di tutti i mali, dato che l’esperienza di Monti (se avete visto l’incremento del debito) vi dimostra che è un’operazione che può risultare controproducente. Perché? Perché se metti a dieta una persona già deperita e debole forse gli fai tirare le cuoia.
    Un esempio? Io mi occupo di forniture alla PA. Ora, per risparmiare sui costi, le basi d’offerta dei prodotti che trattiamo sono diventate così basse che nessuna ditta italiana (o europea) sarebbe in grado di fabbricare prodotti a tali prezzi. E allora? Li compri in Cina! Ergo, la PA contribuisce, per risparmiare, a far fuori aziende nazionali, magari aggravando situazioni aziendali che poi innescano altri costi, gli ammortizzatori sociali. Il tutto coronato da qualche bel premio per il dirigente pubblico che ha istruito la pratica.
    Dato poi che le due prime voci di spesa sono sanità e pensioni, logicamente alla fine lì dovrai tagliare (oltre che sugli stipendi della PA, se il caso greco ci insegna qualcosa). Ora, se le prestazioni di queste due branche scendono sotto un ceto livello di servizio, cosa dovrai fare se vuoi essere curato o avere la pensione? Rivolgerti al privato (i Berluscones), che non per niente, dai suoi giornali, ha sempre caldeggiato sia i tagli di spesa che applicazioni immediate di regole europee che spesso lì andavano a parare. E’ la stessa gente che per anni ha screditato la politica, che è il mezzo principale con cui il popolo può cercare di dire la sua sul governo del paese, fino a spingerci a scegliere dei dilettanti allo sbaraglio come salvatori della patria. L’interesse di questi Berluscones è di farci buttare via il bambino del welfare redistributivo assieme all’acqua sporca degli sprechi, che certamente ci sono stati e immagino ancora ci siano.
    Ora, Egregi, potreste acquistare da qualcuno di questi Berluscones una polizza sanitaria privata decente? Io sì. Se non potete, allora vi invito attentamente a riflettere sulle implicazioni del mantra del taglio debito, perché, allo stato attuale della gestione politica, se ne farà carico solo la gente comune sacrificando le prestazioni statali essenziali.
    UUIC, so anche io che aumentare il debito non è conveniente e che, come dice Rizzo, non dobbiamo finire a prendere soldi a strozzo, ma ti faccio presente che tutti gli stati spendono per uscire dalla crisi. Tutti fessi? Anche Draghi, personaggio per molti versi deprecabile, lo ha espressamente sostenuto sul FT. Non so se hai presente la marea di casse integrazioni, la situazione delle partite iva….cosa dobbiamo fare? Dire che si arrangino e mangino brioche? Leggevo che è a rischio anche la logistica dei trasporti di alimentari….
    Anche perché l’altro mezzo per far calare il debito è, ahimè, produrre! Generare ricchezza.

  79. gaiabaracetti

    Mauro, tu puoi sì stampare denaro dal nulla, ma se non corrisponde a ricchezza reale, non vale niente! Cosa ci compra la gente se nel frattempo beni e servizi a disposizione sono diminuiti e sempre più contesi?
    Certo, puoi stampare denaro (debito, di fatto) sperando che faccia crescere l’economia, ma sono anni che ci stanno provando e non funziona granché: arricchisce chi ha soldi da prestare, e basta. Se invece funzionasse, questa crescita sarebbe a spese dell’ambiente, e non andrebbe bene lo stesso.
    Per cui meglio far calare il debito risparmiando dove si può, anziché aspettando una crescita del pil che non arriva e se arrivasse sarebbe peggio.
    Per quanto riguarda le pensioni, tagliare non significa azzerare. Ci sono vari modi per ridurre la spesa pensionistica senza negare a chi è vecchio una vita decente: ridurre gli importi partendo dai più alti, incentivare la gente a restare al lavoro più a lungo, o, il mio preferito, incoraggiare il part-time, soprattutto dopo una certa età, oppure il cambio di lavoro per chi ne fa uno usurante. Per quanto riguarda me, non ho nessuna certezza di arrivare a quell’età e penso che di sicuro non vorrei arrivarci pesando sugli altri; adesso, invece, che avrei bisogno di denaro per i miei progetti, lo squilibrio di generazioni frena me e tantissimi giovani in modo irrecuperabile. Perché sacrificare così tanto la giovinezza di tutti per la sontuosa vecchiaia di alcuni?
    Infine, tu chiedi: tutti fessi? Ti rispondo con una domanda: i teologi del Medioevo, che passavano le loro vite a disquisire su questioni di dogmi che a noi paiono superate, irrilevanti o assurde, erano tutti fessi? No: spesso erano gli uomini più colti e intelligenti del loro tempo. Semplicemente, una grande cultura e intelligenza esercitata su basi sbagliate o superate produce risultati assurdi.

  80. Mauro, sì, per uscire dalle crisi, per le cose di valore, è necessario il sacri-ficio. E’ tuttavia è sempre possibile non fare nulla, fare cose peggiori, etc .
    Un elefante in una stanza fa comunque dei disastri.
    I privilegi del settore pubblico dono dovuti al fatto che essi, a differenza di noi del settore privato, NON sono esposti alla competizione globale. Tra le cose più aberranti del settore pensionistico, i presunti “diritti” verso 10 e prendo 100, molte di queste perle vengono proprio dal pubblico.
    Tutto trasuda deficit e debito.
    Non può funzionare.
    Non solo, più l’accanimento terapeutico si protrarrà più le conseguenze del crollo saranno gravi.
    I pseudo sovranisti italici… tornare a stampare beni, materiali prime energia, competenze a botte di TIR di lirette. Prego!
    Voglio vedere, andranno in Cile: vorremmo 7000 tonnellate di rame, vu mandiamo un paio di TIR di banconote fresche fresche nuove di poligrafico.
    Sì sì. Riceveranno una bella stampa a colori su buona carta di Fabriano di in bel mercantile carico di rame! 🙂

  81. Marcosclarandis

    Appunto, Unuomoincammino, la decrescita felice, quella auspicata da Serge Latouche un’era fa, ormai, è arrivata, ma più che felice è inevitabile e quindi coatta, ma per tutti, se non altro.
    Che tipo il Serge, che ho avuto il piacere di incontrare di persona un anno fa durante una cena fra amici toscani e non toscani.
    S’é quasi rischiato l’incidente eco-diplomatico Italia-Francia, ma con un po’ di vino e cucina italiana e la presenza di spirito di Jacopo Simonetta, tutto s’é risolto per il meglio.
    Io comunque non riesco a capire come si continui ad adoperare frasi come
    ” Tutto trasuda deficit e debito.” nella sola accezione monetaristica (mi pare) e non ecologica. (Forse sono maligno).
    Ecologica nell’accezione autentica del termine, ovviamente.
    Non quella della famosa pubblicità del bianco mulino ital-popolare.

    Un saluto, Marco Sclarandis

  82. Gli Stati Uniti possono stampare moneta a go-go perchè tutti vogliono i dollari, sia perché sono garantiti da un’economia forte, sia perché sono una moneta di scambio o che è utile avere da parte (per ora). Lo stesso si potrebbe dire dell’euro, ma nell’area euro c’è un po’ di tutto, e i paesi messi meglio hanno paura che i paesi più indebitati / che crescono meno rovinino la loro moneta.

  83. Marcosclarandis

    ……………..(per ora).
    Ecco, appunto, per ora.
    Vedremo se quest’ora sarà dei canonici sessanta minuti, che poi sono pure tremilaseicento secondi, oppure di sessanta settimane, o così tanto da arrivare a metà secolo e addirittura oltre.
    Per tirarmi su il morale mi sono letto:
    Devorah baum, La barzelletta Ebraica,
    sottotitolo;
    Un saggio con esempi (meno saggio, piùesempi)
    Da notare il sottile gioco di parole tra “saggio” aggettivo e “saggio” sostantivo.

    Tre ore di arguzia penetrante.

    Ciao! (tanto per cambiare)
    Marco Sclarandis

  84. > ” Tutto trasuda deficit e debito.” nella sola accezione monetaristica (mi pare) e non ecologica.

    A casa mia (e anche in questo diario di Gaia in forma di commenti, anche nel commento sopra del 2 aprile) scrissi piu’ volte che il deficit di bilancio e’ una rappresentazione di un deficit piu’ ampio, anche di quello ecologico.

    Gli SUA se non prendi i loro pezzi rettangolari di carta verdi e non consegni loro petrolio, rame, materie prime, etc. o ti bombardano oppure ti fanno un colpo di stato in casa, mettono su un loro amico ben ingrassato e oliato che fornisca loro cio’ che gli SUA vogliono alle loro condizioni.
    Anche questo si evolve.
    Ora c’e’ Soros e le castalie liberal progressiste che agiscono in forma piu’ subdola, a partire dal lavaggio del cervello “culturale e valoriale” con le armi tipo la OSF con la sua azione sovversiva e di destabilizzazione sistematica contro le democrazie locali e con la guerra biologico- migratoria a base di decine di milioni di migranti. Riescono a convincere le masse sostituende che assecondano il loro annichilimento giulivamente, orgoglionamente. Non devono neppure usare i bombardieri, le stragi arrivano dopo, da parte dei gioiosislamicifratellidipace, di nocenze, di crimini, piccoli, grandi e medi quotidiani. invece di oliare i ditttatori oliano personaggi come la Bonico, gli scafisti giuridici dell’ASGI, magistratura “democratica” … tutto molto piu’ soft.
    Come diceva Massimo Fini, mettertelo nel culo col tuo consenso.
    Tafazzi era cosi’ stupido?

  85. Marcosclarandis

    Io direi, -sopratutto-, di quello ecologico, di deficit.
    E allora, per me,il resto viene di conseguenza.Tutto il resto.
    Certi paradigmi sono per me ormai obsoleti per trovare un minimo rimedio alla catastrofe incombente.
    La Storia sta archiviando senza pietà alcuna, quelle visioni del mondo che alimentano tanti “ismi” che cercano di sopravvivere invano
    Perché di catastrofe si tratta, non di dramma, sciagura, tragedia e sinonimi più o meno affini.
    Sebbene la parola catastrofe significhi originariamente: capovolgimento.
    E, appunto, l’economia intera sarà capovolta.
    Se non entro questo decennio, entro il prossimo.
    Sono pronto a scommettere.
    Non denaro, Vita.

    Marco Sclarandis

  86. Una volta che il Pd ha un’idea di sinistra, gliela bocciano tutti: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/10/coronavirus-il-pd-propone-un-contributo-di-solidarieta-per-2-anni-a-carico-di-chi-ha-redditi-sopra-gli-80mila-euro-gettito-di-13-miliardi/5766621/
    Tra l’altro, contrariamente a quanto si legge nell’articolo, non sarebbe una patrimoniale, perché sarebbe una tassa sul reddito, non il patrimonio, mi par di capire. E ottanta mila euro all’anno, anche se lordi, sono davvero tanti. Ma cosa dovrebbe farci uno di tutti quei soldi?

  87. Egregissima Gaia,
    rispondo con molto ritardo ai vostri post, causa la mia pigrizia. Forse quello che dirò è già emerso in altri post o superato, Amen, apprezzate il mio sforzo erculeo per scrivere il pistolotto che segue….:-)
    Concordo sul fatto che stampare arbitrariamente moneta sia, in un certo senso, folle e sicuramente alla lunga controproducente, ma questo è il sistema in cui ci muoviamo volenti o nolenti, allo stato attuale.
    Sono d’accordo con te sul fatto che è meglio fare un po’ di economia pubblica, certo ci sono sprechi in molti settori e anche nelle pensioni, ma temo che non basterebbero i sacrifici evocati da UUIC, ci vorrebbe un vero e proprio harakiri che alla fine ucciderebbe il paese, se consideriamo il tirare la cinghia l’unica soluzione. Si farebbe come certi medici dei secoli scorsi, che uccidevano il malato a forza di salassi “curativi”. Soprattutto, temo, si genererebbe una guerra tra poveri intenti a spogliarsi a vicenda di spesso magri benefici in nome della riduzione del debito. Chi è l’untore responsabile del debito? La nonna con la minima che non vuole schiattare? Gaia che vuole la fisioterapia gratuita? L’impiegato statale UUIC che cazzeggia alla macchinetta del caffè?
    Ad esempio, nel tuo addebitare agli anziani lo stato presente dei giovani (e soprattutto nella tua “abominevole “ idea di un altro post, che apposta non ho voluto commentare…) trovo un esempio di questa guerra tra persone che invece dovrebbero unirsi, essendo tutti alla fine dei poveracci nella stessa barca. Considera che le riforme del lavoro che hanno progressivamente precarizzato le condizioni contrattuali e retributive dei giovani sono avvenute parallelamente alla riduzione dei regimi pensionistici (Dini, Fornero), come dire che si è voluto sottrarre sia alle nuove che alle vecchie generazioni . I giovani non hanno avuto perché si è voluto che non avessero opportunità adeguate, e certo si vorrebbe che gli anziani non avessero analogamente possibilità di ritirarsi dignitosamente (come comunque avverrà a breve penso).
    Credo che accapigliarci tra noi ci sia controproducente e occulti buona parte del problema.
    Pensa al coronavirus. Cosa ti hanno detto insistentemente i media fino a ieri? Che il contagio è colpa di Gaia che va a fare la passeggiata! di UUIC che fa jogging! Droni di monitoraggio nei cieli, software spia anti-assembramento! Tutto per stanare il colpevole che è sempre l’uomo comune…
    Sulle fabbriche aperte nonostante tutto, sui contagi negli ospedali perché non ci sono risorse e quello che c’è è gestito a cazzo da burocrati e politici inadeguati….poco si è detto e fatto.
    E guarda come si ripete la stessa storia in altre situazione: il debito pubblico? Colpa del cittadino medio, di Gaia che vuole un po di welfare redistributivo! Il sottosviluppo dell’Africa: colpa di quella sfruttatrice occidentale di Gaia, che impoverisce il continente tramite le sue (?) multinazionali!
    Insomma, per contare poco e niente, per potere quasi nulla, ne abbiamo di responsabilità, come persone comuni! A me del tutto questo tipo di retorica non quadra!
    Dall’altra parte, le elite, chi decide, comanda e dovrebbe guidare il paese, si sottrae sempre di più alle sue responsabilità con la complicità dei media controllati da sappiamo chi. Si parla in questi giorni di uno scudo giuridico che avrebbe il compito di proteggere i medici da cause legali indebite durante il periodo del coronavirus. Sembra che si preveda l’estensione anche agli atti amministrativi e burocratici. Come dire: in ogni caso nessuno risponde di nulla in questo disastro, salvo prove di dolo volontario….
    Questa fuga delle elite dalle loro responsabilità penso sia un fatto generalizzato. Un mio amico che vive in Nuova Zelanda mi diceva che alcuni grandi capi della Silicon Valley si sono comprati mega-fattorie nel sud dell’isola. “Sai” mi spiega “sono zone al riparo da cambiamenti climatici impattanti, da fall-out nucleari…”
    Spett.le UUIC: di valute non sono esperto, ma guarda il cambio Euro su dollaro negli ultimi anni…da 1,43 alla parità di cambio a breve..e oltre! I tuo rame lo paghi in dollari, mi sa che con la liretta non andavi molto peggio, e avevi anche un vantaggio competitivo della svalutazione.
    Guarda poi i paesi UE dell’est che hanno ancora la loro valuta ….li vedi precipitarsi per entrare nell’Euro? Certo, solo noi abbiamo il Professur bolognese amicone di De Benedetti …..

  88. Marcosclarandis

    Mauretto, lei ha mai fatto due conti alla maniera della Casalinga di Voghera (scritto in maiuscolo apposta) sul retro di una busta, per capire da dove derivi tutto il potere dell’ élite (ma ce n’é più di una).
    Deriva, nel meglio e nel peggio, dalle folle, dalle masse, dagli assembramenti di brava gente con le braccia tese e il palmo aperto o il pugno chiuso, dai medesimi inginocchiati e adoranti (ma adoranti chi o che cosa non è facile da stabilire).
    Le dirò di più, provi a cercare chi coniò questa definizione
    “Il Sommo Fascista”,avrà una bella sorpresa.
    Visto che domani é Pasqua, anche se non per tutti, pensiamo alla pecedente esiziale scelta fatta da quel popolo in quella terra di fronte alla cruciale domanda, pronunciata dall’élite:
    Chi volete liberare, Gesù o Barabba?.
    Un saluto da Marcolino (ancora così mi chiama chi mi conosce fin dalla mia infanzia).

    Marco Sclarandis

  89. Mauro, a un certo punto la questione diventa una disputa tra giudizi di valore:, quello che per me è inaccettabile evidentemente per te va bene. Io non ho mai detto che un vecchio non deve vivere dignitosamente nè che il problema sono i vecchietti con la minima; questo lo dici tu, non io. Continuo a trovarmi, però, circondata da persone che prendono due, tre, e più mila euro di pensione, spesso avendo pagato molto meno in contributi e smesso di lavorare prima dei sessant’anni, soldi che adesso non prendi neanche lavorando, e io continuo a non capire a cosa ti servano tutti quei soldi quando hai la casa di proprietà, la sanità gratis o quasi e sconti su tutto, hai avuto tutta la vita di tempo per risparmiare e comprare già le cose che ti servono, hai preso pure la liquidazione e solo con quella ti compri un’altra casa, e non devi crescere bambini. Puoi dire quello che vuoi, ma la mia idea non cambia. È assurdo e ingiusto. Se poi si riesce a partire dalle pensioni altissime, ridurre quelle, e non toccare le più basse, e così mettere a posto i conti, meglio.
    Riguardo al fatto che pensionati e lavoratori dovrebbero unirsi, sì, ma solo nei casi in cui entrambi pretendono qualcosa che secondo me è giusto. Non me ne frega niente invece di fare battaglie per far andare la gente in pensione a cinquantotto anni per poi passare la mia vita circondata da pensionati in vacanza che mi guardano lavorare per pagargliela. Col cazzo, scusa eh. Ed è già così.
    Guardala da un punto di vista aggregato: l’Italia consuma, sia in senso ecologico che economico, svariate volte più di quello di cui dispone e che produce. Una parte del problema si può risolvere andando a togliere ai ricchi e lasciando stare gli altri, come io propongo da sempre; devo però dirti che il mio concetto di “ricchi” è diverso da quello della maggior parte della gente. Siamo quasi tutti più ricchi di quello che potremmo essere da un punto di vista della sostenibilità a lungo termine, e il fatto che non vogliamo ammetterlo non significa che non sia così. Possiamo strillare “no!!! non è vero!!” fino al duemila e cento, ma è vero.
    Riguardo alle “persone comuni”, sì, tanta responsabilità ce l’abbiamo, collettivamente, perché siamo così tanti che, anche se il potere di ciascuno è limitato, sommato è enorme, e abbiamo accettato anche noi questo sistema, nessuno ci ha puntato la pistola alla testa. Siamo tutti complici. Questa storia delle “elite”, nuovo capro espiatorio di tutti i problemi che esistano, elite inafferrabili che ci impongono tutto e noi poverini che subiamo e basta mi sembra tremendamente autoassolutoria: le elite le abbiamo messe noi o mal che vada le abbiamo sempre tollerate, voleva dire che o ci faceva comodo o eravamo troppo pigri per cambiarle, e allora lamentarsi e fare le vittime mi sembra quanto meno disonesto.
    Ho dedicato gran parte di questo blog a sostenere questo, ma se non sono stata convincente finora, dubito che lo sarò in questo commento.
    (Medici: guarda che ci sono già avvocati avvoltoi che vanno a cercare le famiglie di morti di Covid per fare causa ai medici, che non si sa mai… questo, oltre a essere ingiusto, è un fenomeno in atto da anni che sta spingendo i medici a lavorare “peggio”, non meglio, rifiutando qualsiasi rischio, anche se potrebbe salvare vite, per paura di una causa. È un argomento che conosco bene. Meno male che si fa uno scudo giuridico per il Covid, direi che come categoria hanno già pagato abbastanza
    Valuta: se svaluti la lira poi il rame lo paghi il doppio)

  90. Come si gestisce il deficit/debito?
    o – distribuendo l’entropia/problema a coloro che sono messi ancora benino
    ⇒ pandemia debitoria
    o – con la panzana demagogica di eliminarlo facendo più deficit/debito
    ⇒ prima o poi bancarotta
    o – baloccandosi con l’illusione della sovranità di stampa (monetaria)
    ⇒ spirali inflattive, mancanze di materie prime (non compri il rame con rettangoli di carta), prelievo indebito interno e trasferimento parassitario di risorse dalle formiche alle cicale
    o – con un piano polidecennale di rientro a tassi di UTILE (altro che pareggio) di bilancio dello 1 o 2 % all’anno.

    Qualcuno conosce/propone altro? Solo il 4o punto, il rientro polidecennale (peraltro già realtà in paesi come Svizzera e Germania -mica scemi!?) è guarigione e, per quanto impegnativo, evita i collasso che è la destinazione certa delle altre “strategie” insane.

    Gaia, tu eri piccola oppure ancora lassù a svolazzare in cielo sopra la Carnia: non si paga il rame, i fosfati, il gas, il palladio, etc. con la carta stampata in quantità doppia. Quando l’Italia aveva le lire, quasi quotidianamente i mezzi di comunicazione di massa riportavano i bollettini sullo stato delle entrate di valuta pregiata (turismo,esportazioni), a quel tempo dollari statunitensi, franchi svizzeri, marchi tedeschi. Non per un gioco statistico ma perché esse servivano (non le lirette di carta) a procurarsi le materie prime da trasformare e l’energia per farlo.

  91. Marcosclarandis

    C’è un elenco redatto nei secoli con immensa fatica e ingegno, di decine voci, che andrebbe consultato prima di lanciarsi in improduttivi strali contro i potenti di turno e i sottomessi consenzienti o riottosi.
    Si chiama…………….no lo dico alla fine.
    La seconda voce si chiama Elio.
    Ma non è il nome di una persona, e tanto meno di quel musicista molto fantasioso.Ci siamo capiti.
    E’ quel gas che continuiamo a sprecare incoscientemente
    per celebrare feste, lutti, sacri di per sè certamente, e amenità di altro genere.Contribuendo pure a impestare le acque dolci e salate di materiale indigeribile per le faune aquatiche e avicole.
    He, a differenza di H di O di Fe , Al, Si, non ne abbiamo milioni e tanto meno miliardi di tonnellate a disposizione, neanche pagando.
    Se poi si sa o si scopre a che cosa serve l’Elio, allora invece di far svolazzare palloncini a grappoli, ci si limita a farlo come se capitasse un Giubileo, e con moltissima parsimonia.
    Come mai il Tantalio venne chiamato così?.
    Bisognerebbo chiederlo a molti economisti per capire quanto le loro
    arti ragionieristiche siano più che altro traballanti supposizioni.

    Ah……….si chiama “Tavola periodica degli elementi”.

    Marco Sclarandis

  92. In quanto alle castalie, Gaia, come puoi affermare che non esistano?!
    Sono così numerosi i fatti destabilizzanti, sovversivi e antidemocratici decisi da elite autoreferenziali che mi stupisco come tu ne possa negare l’esistenza.
    o – Renzi e Bonino che vanno a Bruxelles e senza alcun mandato decidono che tutti i migranti, centinaia e centinaia di migliaia, sarebbero stati sbarcati e sarebbero rimasti in Italia
    o – adesione all’euro senza alcuno straccio di legittimazione popolare
    o – TTIP
    o – MES
    o – …

    C’è un problema estremamente grave: la costituzione imposta dai cattocomunisti esclude esplicitamente la sovranità popolare dai trattati internazionali. Questo sotterfugio è diventato il meccanismo, la chiave di volta di un disegno per cui ogni nefanda e criminale decisione che viene progettata dalle castalie cosmopolite viene imposta con meccanismi che partono proprio dall’esterno: hanno disegnato un colossale buco nelle difese democratiche e lo usano alla grande per i loro scopi e piani
    Si pensi anche ai fatti recenti  della magistratura rossastra “democratica” (sì, come lo era la DDR!) che si impone al potere esecutivo e parlamentare annullandone leggi e decreti adducendo presunti sovraordinamenti di leggi e trattati internazionali.
    E’ un meccanismo usato sistematicamente per inibire ogni resistenza alla guerra migratoria che la sinistra marxista e liberal progressista sta attuando nei confronti delle nazioni e delle genti europee. Un colpo di stato de-facto (incostituzionale sarebbe plenastico) attuato adducendo la… costituzione, il trattato sui diritti dei plutoniani, l’accordo Piripallo stabilito a DAvos in seduta plenaria del 45/11/1987, etc. .
    Esiste pure un ordine e un’importanza negli articoli e nei capitoli della costituzione. Ma i sinistranti – ohps – se lo scordano. E’ tutta, ripeto, tutta robaccia di fatto anticostituzionale e quindi illegale.(purtroppo anche la costituzione, come ogni manufatto umano, ha pecche, falle, difetti e questa del buco antidemocratico sui trattati internazionali è una stortura estremamente grave e, ora, stridentemente anacronistica).

    Mauretto 🙂
    Lavoro in un azienda privata e sono esposto alla assai dura competizione internazionale (non sono un privilegiato del pubblico protetto). Non solo. come mi fa presente _rio, amico anarchico NoTav, “lo stato usa i miei denari [di schiavo del fiscoglebainps] contro di me [farcendomi la vita di criminali e di islamici, balordi alloctoni di ogni sorta che hanno reso i treni della notte che prendevo treni da guerra civile, un esempio dei paradisi multietnici applicati da questi contro la mia incolumità personale]” (tra parentei quadre il mio completamento al pensiero di _rio qui però egli ed io iniziamo a litigare).
    Ahimè non faccio corsa.
    Sono da tempo guarito dalla sinistrite cocomeriana-cittadinesca che mi ammorbava.

  93. Uomo in Cammino, io non nego che esistano delle elite, dico solo che, alla lunga, nessuno può essere governato senza il suo consenso. Un popolo stufo può sempre provare a fare una rivoluzione. Noi, poi, fortunati, abbiamo anche le elezioni a disposizione per cambiare classe dirigente, e ci è persino permesso di candidarci a nostra volta. Solo che è tutto molto rischioso e faticoso. E allora diamo la colpa a “quelli lassù” e non facciamo niente per cambiare le cose.
    Per quanto riguarda le politiche che secondo te ci vengono imposte, ti faccio presente comunque che moltissime persone le sostengono sinceramente, innanzitutto a livello politico, e poi pratico. L’immigrazione, ad esempio: se gli italiani davvero non la volessero, non assumerebbero stranieri, non li sposerebbero e ci farebbero famiglie, non farebbero progetti di integrazione, eccetera. A qualcuno fa piacere e sembra una cosa buona o doverosa, a qualcun altro fa comodo, ma fatto sta che moltissime persone sono favorevoli all’immigrazione, anche se con varie sfumature, e che quindi io non credo sia una vera e propria “imposizione”. Mi fanno particolarmente ridere / nervoso quelli che votano Lega e poi hanno la badante moldava, il muratore albanese, il pizzaiolo marocchino, la fabbrica piena di africani e magari vanno anche a puttane (ci sarà qualcuno che lo fa). Protestano contro i barconi, ma poi non assumono italiani perché costano troppo.
    Preferisco chi è apertamente favorevole alla situazione attuale, ma con rispetto e coerenza e magari per nobili motivi, anche se non necessariamente li condivido.

  94. Marcosclarandis

    Gaia, tempo fa rispondevo ad un tizio che si firma Robertok 06.
    Poi, per mia fortuna ho capito quanto fosse inutile e financo dannoso.
    Certi ragionamenti per certe persone sono impraticabili, per ragioni emozionali, e per altre sentimentali e per altre ancora cognitive.
    Anche per malafede, ma era sottinteso.
    Pensa, il tizio, è un dipendente del CERN di Ginevra.
    Eppure quando l’argomento è il cambiamento climatico, ma antropogenico,
    è come parlare di cordami in casa d’un impiccato.

    Non so perché le foto di famiglia
    fino a ieri uno ieri lungo quanto un’era
    le tenevamo dentro la scatola di latta
    che sia perché la luce non abbronza
    ma sbiadisce quelle antiche carnagioni
    per il formato fra le due molto congruente
    per quell’alone di segreto e di mistero
    che quei bauli in miniatura esalano
    non importa altro m’intriga e attira
    un’idea ossessiva insopprimibile grandiosa
    sempre quel cofanetto metallico scatena
    cioé ch’esista l’Albero Genealogico Assoluto
    radice tronco e fronda di tutto l’esistente
    il mio si chiama ideal conteneva gelatina
    istantanea e in quattro minuti pronta
    dentro ne ibernano meno d’un migliaio
    quelle immagini di vite in atto o terminate
    ma milioni di altre richiamano alla mente
    in un’attimo un’epoca resuscita un miracolo
    non c’è confronto con i virtuali archivi
    più sterminati di biblioteche di Babele
    la scrittura fatta con la luce e quelle
    quelle scatolette congegni di lenti e di pulsante
    sono come le strade percorse in bicicletta
    un unicum di perfezione imperfettibile
    come le Pasque e le Pasquette celebrate
    con le funzioni in cattedrali e uova sode
    sull’erba sgusciate innamorati della vita.

    Buona Pasqua.

    Marco Sclarandis.

  95. Buona Pasqua a tutti quanti! Spero che, nonostante le limitazioni, la passiate con le persone con cui desiderate.

  96. Quello che intendevo: https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/apr/11/south-korea-beating-coronavirus-citizens-state-testing
    Se un popolo vuole essere governato bene, deve imparare a pretenderlo.

  97. Un aggiornamento sulla necessità di cambiare urgentemente le nostre politiche relative agli allevamenti animali intensivi e allo sfruttamento dell’ambiente – e anche sulla gestione delle informazioni, molto manchevole in questo settore: la diffusione pandemica negli allevamenti avicoli di un nuovo virus, che potenzialmente potrebbe prepararsi al salto di specie: la nuova pandemia dei polli (H5N8).

    Dopo Sars-CoV-2, fare finta di niente è semplicemente criminale.

  98. Grazie, ora leggo (se riesco a reggere). Colgo l’occasione per ricordare a tutti che questi tipi di allevamento, oltre a non essere ancora stati proibiti come dovrebbero, ricevono continuamente e in varia forma generosi sussidi pubblici. Associazioni di categoria quali Coldiretti e simili si premurano di fare lobby affinché questi sussidi non vengano mai meno, e i politici obbediscono.
    Il problema non sono solo i consumatori.

  99. Se leggi i numeri di uccelli che ci sono in un singolo allevamento, vengono veramente i brividi. Ammazzati a decine di migliaia per volta, ancora sani.
    Queste dovrebbero essere notizie da prima pagina.

  100. Ho appena visto la foto di un allevamento di oche (presumo per il fois gras). Terribile. Bloccate in gabbiette singole. Dalla foto sembra che non possano nemmeno girarsi. Ma come si fa a trattare degli esseri viventi così????? Ma che mostri siamo???

  101. Dopo la Francia, ora anche l’India. E, a differenza del covid19 che ha un indice di mortalità relativamente basso (tra lo 0,3% e l’1,4% fino all’8% per gli over 80), il ceppo primario del virus originario (H5N1) viaggiava in passato in media al 60% di decessi, che è abbastanza impressionante.

    Negli allevamenti non trattano gli animali come esseri viventi, ma come un set di tessuti biochimici costituenti la materia prima per la lavorazione industriale dei prodotti alimentari. Se fornire loro spazio riduce la capacità di stoccaggio, è poco efficiente dal punto di vista produttivo: conviene aumentare la densità di capi per metro cubo. Perché non dare spazio libero in magazzino a materie prime come rame o carbone, e darlo invece a polli o maiali? Tanto finiscono tutti nell’ingranaggio.
    La cosa che più mi disturba di tutta la faccenda, è che i termini in cui se ne parla sono principalmente economici. Queste pandemie sono considerate un problema principalmente perché obbligano gli stabilimenti intensivi all’abbattimento di numeri spropositati di capi (solo in Corea del Sud furono abbattuti 18,4 *milioni* di uccelli per arginare H5N6: moltiplica per il costo medio di un capo di allevamento, e valuta la perdita economica). Arriva la zoonosi, gli istituti zooprofilattici ad un certo punto non possono più fare finta di nulla perché cominciano a morire anche altri animali selvatici intorno all’allevamento, e vengono decise le aree radiali di abbattimento per limitare i contagi. Si contratta anche sul costo degli abbattimenti (sterminare milioni di animali ha un prezzo) ed in passato, per risparmiare, sono state praticate azioni davvero abominevoli, come sotterrare più di 3 milioni di maiali vivi (sempre in Corea del Sud) per mitigare la peste suina [non guardare il video se ti disturbano immagini esplicite; i versi di agonia dei maiali sono da inferno dantesco].

    Se questo è un uomo, scriveva Primo Levi.
    Già, se questo sia davvero un uomo, mi domando io.

    Ribadisco il pensiero espresso nell’altro post precedente: spero che almeno le persone che purtroppo abbiano sofferto un lutto in famiglia a causa della pandemia – almeno loro – comincino ad interrogarsi e a chiedersi se sia umano/conveniente fare pagare un prezzo così alto agli animali, e ora anche all’uomo, soltanto per avere al supermercato i nuggets di pollo a 1,50€ o le costatelle di maiale a 2, magari buttate dopo 4 giorni tra gli invenduti perché la data di scadenza sulla confezione non piace più a nessuno.
    Vedendo tutto il processo nella sua interezza dall’esterno mi viene in mente una sola immagine: follia.

    P.S.
    Ricordo a tutti che non sono vegano, né appartenente ad altre ortodossie derivate.

  102. E nessuno parla di quanti animali sono stati uccisi o comunque costretti a sofferenze indicibili per trovare questi vaccini di cui siamo così contenti.

    Purtroppo sì, questo È un uomo. Studiando la storia vedo che i maltrattamenti a danno di animali sono una costante totale da sempre. Ho appena letto la testimonianza di un americano bianco che viveva con gli indiani tra Ottocento e Novecento: parla continuamente di cavalli, e li trattavano come oggetti, c’è poco da fare. Adesso gli indiani raccontano di avere un rapporto speciale, spirituale con i cavalli, e magari qualcuno ce l’aveva già allora, ma erano eccezioni. Se li rubavano a vicenda, li costringevano a obbedire con la forza, li ammazzavano per motivi futili…

    Avevo letto la storia, ma non ricordo l’episodio esatto, di un esercito (quindi umani) seppellito vivo dai suoi nemici, in Cina. Non so se trattiamo peggio gli animali o ci trattiamo peggio l’un l’altro.
    Ho appena finito di vedere la serie SanPa (che consiglio, per quanto io sia anti-Netflix), e mentre si discute approfonditamente dei pro e dei contro di Muccioli e dei suoi metodi, in video si vedono più volte maltrattamenti di animali su cui nessuno commenta. È normale.

    Io ho deciso, mi verrebbe da dire purtroppo, ma non lo so: non voglio mettere al mondo un essere umano. Per quanto la maggior parte non arrivi a tali estremi, il mio disgusto per la nostra crudeltà arriva a tanto. Se qualcuno si vuole prendere la responsabilità di lanciare la moneta, e mettercela tutta per crescere un figlio di san princìpi, ci sono sicuramente tanti buoni motivi per farlo; per me non compensano il rischio.

    Nessun altro animale, a quanto sappiamo, è così crudele. L’unico che ci si avvicina, guarda caso, è lo scimpanzè. Il più simile a noi.

  103. La maggior parte delle persone non ha cognizione della questione “ordine di grandezza” di una realtà ovvero scala di un problema.
    Sovrappopolazione, crescita demografica, urbanismo: sono i tre pilastri del problema (la grande distribuzione organizzata un corollario).
    L’umanità ha industrializzato le vite, gli approvvigionamenti, i metodi.
    Cibo scadente, tossico, a basso prezzo venduto e consumato nella plastica.
    Le zoopandemie sono imprevisti, accidenti, in questa macchineria industriale, gestite con metodi industriali, macchineria che produce effetti (disastri compresi) a livello industriali, globali.
    L’urbanismo, patologia, è effetto e causa, produce tutto ciò e pure altre patologie come il veganismo che invece di guardare alla luna (i tre pilastri) guarda al dito e cerca di risolvere erbivorizzando gli onnivori esseri umani, patologia su patologia.
    Non pochi di questi infuriati vegani sono di “sinistra”, favorevoli senza se e senza ma a migrazioni di massa verso nazioni sovrappopolate nelle rispettive città.
    Devo dire che anche il signor mukappa ha avvocato, alcune volte, l’apertura dei porti e quindi la migrazione di massa verso la scatola di sardine (molte sott’odio) italica.
    Come divverranno gli allevamenti industriali intensivi europei per fornire cibo a milioni e milioni di mandibolatori alloctoni che si sono aggiunti e si aggiungeranno a quelli autoctoni?
    Osservare la gestione industriale del problema peste suina in Corea del Sud, le deforestazione industriali in Amazzonia per la realizzazione di Fleischfabriken per export di carne verso il resto del pianeta.

    Il progresso verso la barbarie industrializzata ha molti aspetti e cause, alcune meno evidenti, alcune tabù.

  104. > Non pochi di questi infuriati vegani

    Il furbofono ha distorto inurbati in infuriati.
    Forse, però non ha tutti i torti. 🙂

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