automobili nemico pubblico

L’ho già detto e lo ripeto, mi spiace per gli operai della FIAT in lotta ai quali va la mia solidarietà, ma l’automobile privata è uno dei più grossi problemi del nostro paese. Dal punto di vista sanitario, economico, sociale, ambientale, urbanistico, estetico, e chi più ne ha più ne metta, non ci sarebbe niente di meglio che eliminare le automobili. Sarebbe un paese incredibilmente migliore.
Le automobili uccidono. A parte gli incidenti tra automobilisti, pedoni, ciclisti, già di per sé allarmanti (più di duemila morti all’anno in Italia, per non parlare degli invalidi), le automobili inquinano così tanto che a Udine si stima (Ass, Arpa) muoiano circa cinquanta persone all’anno di malattie legate allo smog. Ora provate a immaginare che a Udine ci sia un gruppo che uccide cinquanta persone all’anno: faremmo finta di niente? No, è ovvio. Però quel gruppo alla fine c’è, e sono gli automobilisti, e nessuno fa niente, anzi guai a togliere un parcheggio. Ok, per onestà ammetto che anche il riscaldamento inquina. In entrambi i casi bisogna intervenire.
Le automobili costano. Ognuno può farsi due conti in tasca, ma tra il prezzo della vettura, la benzina, l’assicurazione, il parcheggio, eventuali multe e riparazioni, sono migliaia di euro ogni anno andati a puttane così. Uno dice: ma dovrò pur muovermi. E i piedi non ce li hai? E la bicicletta? E i trasporti pubblici? Ma delle alternative parlerò dopo.
Le automobili occupano un sacco di posto. Per quello quando sento gente parlare di auto ecologiche o elettriche o simili, spero siano abbastanza intelligenti da capire che sono nel migliore dei casi la soluzione per una minima frazione dei problemi causati dalle macchine, e nel peggiore controproducenti, se creano l’illusione che con loro si possa avere la coscienza a posto.
A parte il traffico, che è sotto gli occhi di tutti, le automobili richiedono parcheggi, che prendono il posto di qualsiasi altra bella cosa che si può fare nelle nostre città: parchi, aiuole, chioschi, marciapiedi, case, opere d’arte… Cari entusiasti delle macchine elettriche (vi odio): quelle non occuperanno strade rallentando i mezzi pubblici, non obbligheranno a fare garage invece di giardini, a ricoprire d’asfalto altra terra?
Poi. Le automobili impigriscono, perché scoraggiano a camminare e usare la bici. Anche se poi bisogna vedere se è vero. Mi piacciono i geni che vanno al Cittàfiera perché “c’è parcheggio”, e poi camminano di più per arrivare ai negozi di quanto farebbero prendendo che so l’autobus fino a Piazza Primo Maggio e andando a fare shopping a piedi…
Non ho finito! Le macchine individualmente possono anche essere belle, ma collettivamente, sono brutte. Provate a passeggiare per una città e immaginare gli spazi occupati dalle macchine vuoti, o coperti di verde, o di persone. La città è più bella. Pensate a Venezia -come sarebbe con le automobili? Andate in piazza Primo Maggio e togliete con gli occhi tutta quella lamiera. Uno splendido anfiteatro. Ora sembra solo il parcheggio di un centro commerciale.
Per non parlare di quegli stronzi che parcheggiano sulle piste ciclabili!! O in doppia fila!! E magari perché hanno un SUV si sentono in diritto di poterlo fare! Se questo gesto non minasse alla base il patto di convivenza civile su cui si basa la nostra società, credo che quei SUV li avrei già rigati tutti con le chiavi! Forse anche rigati a forma di bici, per far capire.
Le automobili costringono a costruire città a misura di automobile, cioè più grandi e brutte e scomode per tutti gli altri (vedi questa puntata di Report). Quanto sono belli i nostri centri storici? E quanto sono brutte le periferie? E non abbiamo ancora capito che questo c’entra anche con la dittatura dell’automobile? C’entra anche col fatto che tutti vogliono il proprio giardinetto e l’illusione di solitudine e i vicini fuori dalle palle, ma ne parlerò un’altra volta.
E impediscono la socialità, quando vengono usate dal singolo (guardatevi in giro, è quasi sempre così); e aggiungo anche che seduti su un autobus si ammira il paesaggio, o si legge un libro; in macchina da soli si guida o si bestemmia.
In fine: non dovreste volervi ubriacare, ma se proprio insistete, perché invece di lamentarvi dei controlli della polizia non vi lamentate del fatto che non ci siano altri modi di spostarsi la sera?
Ora vi dico gli altri modi possibili. Uno, è camminare. Non è così terribile. Poi c’è la bici, è veloce, è comoda, è economica, ed è ginnastica. Non dico neanche di cosa penso di chi va in giro in macchina, e poi si prende la cyclette per pedalare a vuoto a casa sua.
Uno obietterà: e se lavoro lontano? Allora sei un po’ scusato, però devi darci una mano a fare la battaglia per il miglioramento dei trasporti pubblici. Io anche ieri sono stata a una riunione tra ambientalisti, assessore Pizza e assessore Croattini. Si è parlato tantissimo di biciclette, e pochissimo di Trasporto Pubblico Locale, e siccome io sono talmente rompicoglioni che a queste riunioni posso andare solo a patto di stare zitta, non ho potuto dire niente fino alla fine*. Comunque il succo è che la Regione non sembra avere intenzione di scucire soldi per migliorare il trasporto pubblico -anche perché la gente non lo chiede. L’assessore Croattini alla fine ci ha raccontato questo: all’inizio dell’anno (mi pare) è aumentato il costo del biglietto SAF, e nessuno ha detto niente. Poi sono aumentati gli skipass e le proteste sono state tali che la Regione è dovuta intervenire. Per dire che amiamo l’ambiente solo quando è domenica e ci serve per divertirci.

Comunque, non ho finito. Ci sono situazioni in cui non si può prendere un autobus/corriera/treno perché non c’è, o si è troppo di fretta, ecc (emergenze, notte fondissima, gite al fiume…) Allora se la bici non basta: torniamo all’automobile, ma non a quella privata. Bisogna potenziare e rendere più economico il servizio di taxi, come nelle grandi città europee e non solo, e poi mettere a disposizione delle automobili in affitto per chi ha proprio bisogno. Per i pochi veri appassionati di auto (d’epoca, per esempio), sicuramente tutto lo spazio libero lasciato da chi usa la macchina per spostarsi e basta gli renderà più piacevole il loro inquinante hobby ma pur sempre hobby (sono dell’idea che se tutti rinunciano al superfluo, ci sia ancora spazio per delle passioni che vanno al di là del minimo essenziale, purché non siano troppe per persona).
Spero che siate arrivati a leggere fin qua, perché quello che volevo dire è che i residenti di Via Colugna e dintorni, e i loro referenti politici, hanno vinto la battaglia per estendere il servizio della linea 1 nella loro via anche le sere e i festivi, almeno per un periodo di prova. La sperimentazione dovrebbe partire a momenti, appena la Provincia lo autorizzerà. Io ho promesso che, per far sì che la prova funzioni, la sera mi siederò sull’uno per un’ora anche se non devo andare da nessuna parte, e farò numero.

*e alla fine però ho esagerato, ammetto, perché qualcuno ha raccontato di una professionista che lascia la macchina sotto il suo studio in centro anche se non potrebbe, e poi paga le multe, e visto che è ricca può violare le leggi impunemente e per lei è come pagarsi un parcheggio, e siccome c’è gente che queste cose le fa, e mi riferisco sia alle multe in centro sia all’inquinare/rompere le balle agli altri/violare le leggi perché tanto hai i soldi, ed è uno dei motivi per cui sono contraria alle disparità di reddito estreme, ho esclamato: “esproprio!”, e per fortuna hanno fatto tutti finta di non sentire.

(Ivan Illich sulle macchine)

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24 risposte a “automobili nemico pubblico

  1. Questo è uno dei motivi per cui amo vivere a Venezia…

  2. Hai pienamente ragione, su tutto quanto… inquinamento, stronzi sui suv, parcheggi, asfalto… non si può dire nulla perché è lampante che stai dalla parte del giusto (soprattutto gli stronzi sui suv)
    Si potrebbero chiudere i centri storici e “imporre” i mezzi pubblici, mostrare tabelle di incidenze di tumori, ragalare biciclette ecc ecc ma tanto vincerebbero la primizia e l’avidità.
    Il discorso sulla pigrizia è purtroppo una cosa che è applicabile a ogni aspetto della nostra moderna comoda vita, semplicemente ricollegandosi all’uso dell’auto pensa al basculante che garage che potrebbe essere manuale invece è elettrico, all’autolavaggio e così via… una marea di energia bruciata perché la gente ha il culo che pare possa essere mosso solo in palestra sborsando moneta sonante.
    L’avidità mi pare ovvio… immagina che chiudano il centro di udine e lo rendano pedonale, già immagino i piccoli untuosi bottegai che con aria da piccolo rivoluzionario della domenica si agitano sotto il palazzo del comune, devono pur mangiare (ancora) no?
    Oltre a questo non dimentichiamo la necessità di apparire, se non hai la macchina, eeeeeh, sei un pezzente e non sia mai che la gente ti veda come tale!
    A tal punto l’auto elettrica può diventare un compromesso accettabile per risolvere in parte l’inquinamento, penso l’unico ora solo pensabile.
    Per il numero delle macchine la storia ci insegna che l’unico modo di far muovere le persone è metter loro le mani in tasca: partendo dal presupposto che un auto per famiglia è necessaria ora come ora una tassazione mirata a colpire il possesso più auto potrebbe essere un’idea.
    Questo ovviamente parlando di auto moderne, le auto d’epoca sono quasi sempre in garage smontate e se si muovono 5 volte all’anno è tanto, infatti esistono già numerose agevolazioni (si, su questo tema sono di parte).

    ps: le passioni non so se possano essere mai troppe, ma questo è un altro discorso, se poi per hobby intendi il lancio pinguini nel petrolio o simili condivido pienamente

  3. riscritto di fretta e pieno d’errori, pazienza!

  4. incredibile: ho scritto un articolo tutto contro le automobili senza nemmeno nominare i problemi ambientali, geopolitici, sociali, ecc ecc, legati all’estrazione del petrolio. forse non serve neanche ricordarli
    le automobili elettriche, oltre a non risolvere tutti i problemi di cui sopra se non forse l’inquinamento (ma parte delle polveri sottili da quanto so vengono comunque prodotte per frizione, consumo di gomme etc), ne creano altri. l’energia come si produce, scusate? già siamo pieni di comitati sul piede di guerra contro megaelettrodotti, inceneritori, e via dicendo: vi sembra che si possa produrre e trasportare ULTERIORE energia senza creare problemi più grandi di quelli che crediamo di risolvere?? questa storia mi sembra quella dei biocarburanti che alla fine hanno causato deforestazione o fatto concorrenza all’uso del suolo agricolo per coltivare alimenti che dovrebbero sfamare la gente. il bello dell’ambientalismo è che inizi a vedere tutto come collegato. nessuna nuova tecnologia ci salverà se non siamo disposti a cambiare i nostri stili di vita

  5. dati del Messaggero Veneto di oggi: solo nel Comune di Udine, una media di più di ottocento incidenti stradali all’anno (426 feriti nel 2009).

  6. Quindi il bike sharing a Udine nessuno lo caga? Mi sono sempre chiesta se funzioni oppure meno…
    Concordo con quello che hai scritto riguardo all’abuso dell’auto e all’importanza di migliorare trasporti pubblici e costruire piste ciclabili, ma penso sia una tesi applicabile prevalentemete ad un contesto cittadino. Io vivo in un paese buco di culo e per spostarmi su distanze medio-lunghe devo per forza usare l’auto (per quelle medio-brevi pedalo): trasporti pubblici scarsi o nulli. Lo stesso problema riguarda anche il numero di auto per famiglia: se i componenti di una famiglia vivente in un piccolo centro lavorano in posti diversi sono quasi obbligati ad avere un auto a testa, a meno che non si lavori in centro a udine…

  7. il bike sharing un po’ di iscritti li ha avuti, adesso pensano di potenziarlo. non mi è sembrato un successone ma neanche un flop. tu hai ragione, infatti bisogna anche ripensare l’uso del territorio: aggiungere trasporti pubblici efficenti anche per i piccoli centri (prolungare i treni, per esempio, piccoli bus locali…), da un lato, e dall’altro riscoprire il fatto di vivere nei paesi, nel senso di non dover necessariamente andare in città perché in paese non c’è niente da fare (come è adesso). infine bisogna assolutamente ridurre la dispersione abitativa, che crea enormi costi per la collettività senza necessariamente portare i benefici che si immaginano

  8. Il bike sharing non ha preso il via (come ad esempio a Vienna) per tutta una serie di motivi che trovate qui:

    Friuli in movimento

    Udine, UD
    1,005 Cittadini

    Siamo persone deluse dalla politica dei partiti che però vogliono/possono impegnarsi in una maniera diversa e che non si sentono più rappresentate dal sistema dei partiti. Res…

    Check out this Meetup Group →

    principalmente legati alla poca diffusione delle stazioni.
    Sull’auto elettrica ci sono due o tre cose da dire.
    Ovviamente l’energia in qualche modo la devi produrre (petrolio, turboga, nucleare, ecc), ma di certo un unico motore termico che produce elettricità per poi trasferirla via cavo (perdite del 10% a causa della pessima rete di distribuzione italina) rende decisamente di più di migliaia di motori nelle auto (inoltre i filtri di una centrale funzionano decisamente meglio di una marmitta catalitica). Senza contare tutto il processo per la raffinazione e la distribuzione della benzina. Un buon motore elettrico ha rese di circa il 90%; l’unico vero problema delle elettriche sono le batterie, che non sono la cosa più semplice da smaltire e recuperare.
    Concordo sul fatto che ci sia un uso sconsiderato dell’auto, ma l’elettrica sarà il futuro volenti o nolenti.

  9. nelle questioni ambientali si fa sempre questo errore: si pone un’alternativa come l’unica possibile alla situazione attuale. auto elettrica, o a benzina? bisogna sempre invece porre la questione in termini più ampi. non c’è abbastanza energia per produrre, alimentare, e smaltire, tante auto elettriche quante ce ne sono a benzina, questo è evidente. non c’è neanche sufficente territorio. bisogna ridurre il numero delle auto drasticamente. poi possiamo anche farle elettriche, se volete, ne si parlerà. ma non è quella la battaglia da combattere

  10. Condivido il tuo punto di vista, ma purtroppo avrai sempre a che fare con l’uomo suv. Quindi sebbene tu possa sensibilizzare, incatenarti sotto porta Aquileia e protestare, a molti non gliene fregherà assolutamente di andare in giro in bici, ma forse potrebbero andare in giro con un auto elettrica. Bisogna trovare varie soluzioni a vari gradi perché una sola (sebbene possa essere la migliore), non potrà mai risolvere da sola un problema così complesso come quello della mobilità. E comunque bisogna fare assolutamente informazione nelle scuole, continua e sistematica!

  11. Io sono un’amante della bici e penso che il problema sia sopratutto culturale.
    A Udine, come in tante città d’Italia dove si potrebbe andare in bicicletta, non ci si va perchè non c’è ancora la mentalità di usare la bici come mezzo di trasporto comune.
    Quindi bisognerebbe fare una grossa campagna pubblicitaria, con incentivi notevoli per chi usa la bici; i ciclisti dovrebbero essere guardati come cittadini virtuosi e non come gente che sfida i pericoli delle strade (per cui molti non vogliono sfidarli) e che a volte si comporta in modo sfrontato nei confronti di automobilisti e pedoni.
    I ciclisti, e non gli automobilisti, dovrebbero essere considerati i padroni delle strade, come avviene nelle città del Nord Europa.
    La gente dovrebbe andare in bici in tutte le stagioni, come faccio io, che vado a lavorare d’inverno alle 7 e 30 al mattino, con una cuffia e dei guanti pesanti, quasi sempre in bici (a meno che non piova forte o non nevichi).
    A Stoccolma ho imparato che non fa mai freddo, si è solo vestiti in modo inadeguato!
    Inoltre i collegamenti bici+ treno dovrebbero essere sviluppati, bici e treno sono un’ottima accoppiata, ma mancano i treni su cui portare le bici.
    Se il Comune lavorasse in modo razionale per sostenere l’uso delle bici, i risultati ci sarebbero! Invece continua a pensare ai parcheggi: ne tolgo uno lì, ne faccio un altro di là..visione miope, accondiscendente ai voleri di commercianti e affini e senza futuro per il benessere della città.

  12. sui treni regionali si può portare. e comunque non si può parlare di bici senza trasporto pubblico: alle volte non è proprio possibile usare la bici (perché piove troppo, perché bisogna essere vestiti bene, perché le distanze sono troppo lunghe, perché si ha bevuto…), oppure ci sono persone tipo anziani che hanno difficoltà ad andare in bicicletta ma magari userebbero i trasporti pubblici. io poi metto il caschetto per andare in bici e in certe occasioni questo mi crea problemi, ma piuttosto che rinunciare al caschetto rinuncerei alla bici. non si può pensare che la bici sia l’unica soluzione, anche se sicuramente è indispensabile.

  13. OT: anche io uso il caschetto, ma l’ho regolabile e ci sta benissimo anche con il berretto di lana… te lo sei preso giusto giusto di misura?

  14. io il casco non lo uso, sono d’accordo con quello che pensa la FIAB che il casco va usato obligatoriamente solo sulle bici da corsa.
    In Olanda nessuno usa il casco se non appunto su bici da corsa!
    In bici ci potrebbero andare quasi tutti se fossero attrezzati, ad es. per la pioggia sono in vendita a poco bellissime mantelle colorate che coprono integralmente (consiglio quelle colla visiera sul cappuccio, per evitare che piova in faccia).

  15. quando piove la strada è pericolosa. e in olanda non so come sono gli automobilisti, ma visti quelli italiani pedalare in città è molto più pericoloso che correre fuori

  16. Ciao a tutti!
    E’ la prima volta che leggo il tuo blog, e ti faccio complimenti.
    Per il casco, mi dispiace che nessuno vede cosa sta veramente dietro alle proposte di renderlo obbligatorio:
    Di chi sono le industrie che con il plusvalore degli operai farebbe i caschi???
    E’ la classica truffa dei ricchi capitalisti.
    Io il casco non lo uso per principio, e se diventerà obbligatorio me ne produrrò uno da solo:
    magari non sarà fatto bene come quello di fabbrica, ma almeno non sarà sporco del sangue della fatica e degli operai.
    Altrimenti finirà che anche in bici o si pedalam o si bestemmia!
    Su una cosa non sono d’accordo con te: se uno che parcheggia in sosta vietata e si frefga delkle mutlke che tanto può pagare perchè è ricco, è meglio, non è impunemente§: se coi soldi che ne vengono fuori si finanziano progetti sociali, allora anche un ricco sborone diventa un bene per la società.
    Ciao, e al prossimo post.
    G.

  17. Gaia, vorrei chiederti una cosa un pò difficile: l’inquinamento da polveri sottili e idrocarburi incombusti va ridotto a zero per annullare il numero dei morti o è sufficiente che non raggiunga una certa concentrazione? Cioè: un pò possiamo tollerarne?
    Un discorso a parte è per l’anididride carbonica, che noi tolleriamo bene ma causa l’effetto serra.

    Enrico

  18. questa domanda andrebbe fatta a un medico. comunque sostanze cancerogene, anche “naturali”, sono ovunque ed è impossibile liberarsene del tutto. è una questione di livello di esposizione, oltre un certo livello non è più accettabile. poi appunto, non ho le competenze per rispondere a questa domanda (ammesso che qualcuno le abbia)
    giorgio: e le biciclette non le fanno gli operai?
    (cmq grazie dei complimenti)

  19. Giorgio, ma che discorso fai? Mha… (inoltre un casco deve essere omologato, altrimenti potresti farti più male che bene con una cosa casereccia…)
    Io il casco lo metto per il semplice fatto che la mia ragazza è stata presa sotto (50% colpa sua 50% automobilista) e da quella volta ho preso paura e viste le occasioni in cui ho rischiato la vita per un soffio, preferisco avere un minimo di protezione. (Molte volte un centimetro fa la differenza tra la vita e la morte, tra un botta ed una lesione permanente). Io non lo renderei obbligatorio, ma consiglio caldamente di utilizzarlo, anche perché una sfortunata caduta accidentale è potenzialmente pericolosa, basti pensare agli angoli vivi dei marciapiedi. Per le polveri sottili, ad una conferenza dei medici per l’ambiente, avevano un grafico dove l’aumento di patologie respiratori aumenta esponenzialmente all’aumentare dell’inquinamento. Quindi il rischio c’è sempre, dato che la cosa in parte è anche soggettiva dovuta alle proprie difese immunitarie. Però meno è inquinata l’aria, e meglio si vive.

  20. Sostanzialmente d’accordo. Ma se non ci fossero le automobili questo film di canzone non esisterebbe. E sarebbe un dramma. Delle 500 di Rolling stones, questa dovrebbe essere al numero 1.

  21. A Parigi hanno fatto una scelta radicale. Questa è senza dubbio una notizia che dà molta speranza, perchè la città non è piccolissima, e se funziona lì, mi chiedo quali scuse potranno mai accampare da noi…

  22. gaiabaracetti

    Vediamo cosa farà Marino a Roma, che sembra avere buone intenzioni.
    Approfitto per invitare tutti a firmare questa petizione: http://it.30kmh.eu/
    Mi viene da ridere a pensare che a Parigi il 7% degli spostamenti si fa in auto e a Udine, che è molto più piccola, la percentuale è circa dieci volte tanto e l’ambiziosissimo obiettivo dell’amministrazione è arrivare a un misero 50% di spostamenti in automobile nel 2025!!!

  23. Pingback: Morte alle auto | Giorgio Jannis

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