Io sto con i palestinesi

Avete presente come adesso tutti sanno che quello che gli europei fecero agli indiani d’America era sbagliato, che certo, gli indiani non erano santi, erano divisi tra loro e commisero degli errori, ma nonostante questo la maggior parte della gente è d’accordo sul fatto che approfittare della debolezza relativa di un popolo, in quel caso una serie di popoli, data da una minore tecnologia e quindi capacità bellica, per accaparrarsi le loro terre, sterminandoli, terrorizzandoli, ingannandoli con trattati non rispettati e approfittando della loro buona fede, considerandoli inferiori, colonizzando tutti i loro spazi e privandoli delle loro risorse, e infine umiliandoli in tutti i modi nel tentativo di annientarli non solo fisicamente ma anche culturalmente, cercando di far sparire la loro stessa identità, tutto questo è sbagliato, è una delle cose peggiori che un gruppo di esseri umani possa fare ad un altro gruppo di esseri umani. Non importa se ci si è convinti che quelle terre ci sono state donate da Dio stesso (così pensavano, naturalmente), non importa tutta la propaganda di cui si è capaci per convincerci che non stiamo facendo del male: alla fine, magari quando è troppo tardi, qualcuno capisce la ragione dove stava. E se la ragione non è mai tutta da una parte sola, raramente è divisa in perfette metà. Gli indiani avrebbero accettato di convivere con gli europei, ma gli europei erano troppi, e avevano troppa fame di terra e di ricchezze. Dovevano far fuori tutti gli altri, e ci sono quasi riusciti.

Questo è quello che Israele sta facendo, da ben prima dell’Olocausto, ai danni dei palestinesi, e non smetterà finché non avrà preso tutto, nel caso non fosse ancora chiaro. Può farlo perché noi stati occidentali l’abbiamo sempre aiutata a farlo, con il sostegno diplomatico e generosissime donazioni militari (miliardi all’anno solo di aiuti militari dagli USA, ci credo poi che sono così forti…).

Non ho nessuna particolare simpatia o antipatia a priori verso ebrei o arabi, palestinesi, cristiani o musulmani in quanto tali, nessun pregiudizio che mi guida, semmai una sincera curiosità nei confronti di culture che non conosco e il desiderio che il mondo intero sia in pace. Le persone che ho conosciuto che venivano da quei luoghi mi sono piaciute tutte, ebrei o arabi che fossero. E certamente, ora che Israele c’è, è lì per restare, in qualche forma; chi è nato lì ha il diritto di rimanerci e vivere in pace. Detto questo, io prendo le parti dei palestinesi, finché le cose andranno avanti così. Non sopporto l’ingiustizia e la prepotenza, e queste agiscono principalmente in una direzione. Non vale tirare fuori i torti che gli ebrei subirono dagli europei, perché non ne sono colpevoli i palestinesi di oggi, e che senso ha aver sconfitto il nazismo, se poi adotti i suoi comportamenti, la sua prepotenza, il suo desiderio di espansione, il suo razzismo?? Qualcuno ha capito che ci sono molti tra gli ebrei israeliani che gli arabi proprio li odiano?

E non vale neanche dire: mi sto difendendo. Se uno arriva a casa mia, mi butta fuori, e prende tutta la mia roba, quando io cerco di riprendermi almeno una stanza è lui che si difende?? Assurdo che la gente creda a questa versione. Chi è che si è espanso e si continua ad espandere a spese di chi?

Siccome apprendo che il nostro ministro degli Esteri (per quanto mi riguarda, un poveretto su tutta la linea, e non certo solo per questo) ci tiene a condannare in maniera particolare il lancio di razzi di Hamas, io per quel che vale, che è niente ma è comunque la voce di una cittadina di questo paese fortunatamente libero, condanno anche i decenni di aggressioni, espropri, torture, uccisioni, razzismo, umiliazioni quotidiane, minacce, prepotenze, dispetti e cattiverie ai danni dei palestinesi con il sostegno di gran parte dell’Occidente. Discutere con un sostenitore aprioristico di Israele è inutile: ha già deciso da che parte stare. Ma io, che non sostengo nessuno a prescindere, mi sono documentata per anni su quello che i palestinesi subiscono, e dico: se siamo anche noi che lo rendiamo possibile, io non sono d’accordo.

E i palestinesi hanno tutto il diritto di difendersi.

[Ho leggermente modificato questo testo. Non vorrei dare l’impressione di non capire la sofferenza anche degli ebrei che vivono lì, molti dei quali non sono estremisti]

26 risposte a “Io sto con i palestinesi

  1. Sia gli israeliani che i palestinesi dono demograficamente in espansione. In 25-30 anni hanno raddoppiato la popolazione ed il territorio che condividono è chiuso e limitato. E’ un’aspetto della loro guerra che ci deve fare riflettere.

  2. C’è un capitolo proprio su questo nel libro Countdown / Conto alla rovescia di Alan Weisman, che non mi stancherò mai di consigliare.

  3. Da sempre (ad esempio v. qui) sostengo (anche ieri
    ) che
    o – tutte le guerre sono… guerre con cause ecologiche rivestite di ideologia
    o – 5000 palestinesi e 5000 ebresi potrebbero convivere pacificamente in quelle terre perche’ il solo organizzarsi per tentare di sopprimere o danneggiare gli altri non avrebbe alcun senso, sarebbe fallimentare dal punto di vista economico, del dispendio di energie, tempo e volonta.

    Il bubbone israelo – palestinese (in primis bubbone fuori controllo ecologico con deficit ecologici A BER RAN TI da entrambe le parti) insieme con quello degli SUA dove scoppia un inizio di guerra civile ogni qualche mese sono esempi evidenti che frantumano, picconano le stupide credenze della “intellighenzia” progressista globalista arcobalenga che si balocca da mane a sera con le favolette tanto buoniste quanto sceme del cercare di mischiare piu’ possibile reagenti incompatibili, con il culto acritico e fanatico del feticcio multietnico, multiculturale.
    Riformulando la metafora di Esther Perrel in La intelligenza erotica “La fedelta’ e’ un bastimento che piu’ affonda e piu’ vede le file di coloro che si imbarcano allungarsi”, direi che il culto demenziale adoratore dei miscuglioni multitutto, piu’ sono noti e frequenti i disastri, le carneficine che esso provoca, piu’ sono ribaditi e imposti.

    Come scrivevo ieri, in quelle terre si pone la REALTA’ fisica, concreta del controllo fisico del territorio (conflitto scaturito dalla espulsione di alcuni palestinesi dalle loro case, a Gerusalemme orientale) che smentisce decenni di stupide dottrine sinistre da annoiati salottieri al caviale contro i nazionalismi.
    Questi antinazionalisti (che sono sempre quelli cosi’ intelligenti che mescolano popoli incompatibili come mescolerebbero acido nitrico e glicerina) sono sempre quelli che hanno creato i bubboni che Tiziano Terzani (non certo un fascio!) ha descritto cosi’ bene nel suo Buonanotte signor Lenin.

    Alla fine di questo, cosa notiamo, oggi? Che il Draghi ha trombonato che “nessuno sara’ lasciato solo in mare” ovvero che la guerra migratoria neopunica nei confronti della Europa verra’ ampliata e ancora sostenuta dai massmigrazionisti cattolici e sinistranti nostrani, per portare nel minor tempo possibile il maggior numero possibile di genti ostili straniere nella scatola di sardine europea!
    Geniale, eh!?

  4. A me va benissimo che tutti vengano salvati in mare, anzi, sarei assolutamente contraria a lasciar morire la gente. Ci sono dei limiti che non vanno assolutamente oltrepassati, e la minima umanità è uno di questi.
    Però poi vanno subito rimpatriati nei paesi di origine (non in Libia, a meno che non siano libici).

  5. Gaia
    A volte siete cosi ingenua
    1 – i migranti, su istruzioni degli scafisti ONG e magrebini distruggono i propri documenti in modo che non possa esserne accertata eta’ e nazionalita’/provenienza
    2- gli stati di provenienza, in genere, NON ammettono il rimpatrio del propri cittadini e paesani o la ammettono con numeri di alcuni punti percentuali rispetto ai flussi di andata (e.g. proprio la Tunisia).

    Senza pressioni il rimpatrio e’, nella stragarende maggioranza dei casi, impossibile.
    Questo per i motivi procedurali accennati sopra e perche’ gli stati di destinazione delle migrazioni di massa NON VOGLIONO fare pressioni sugli stati di provenienza in quanto governati da castalie che politicamente apologizzano e implementaziono tali migrazioni di massa (la favoletta che “non si puo’ fare nulla’” e’ smentita da una miriade di stati nei quali alla volonta’ politica di difendere confini e territorio corrisponde una lotta efficace alle invasioni).

    Il rimpatrio come la famosa “distribuzione” del problema alla Europa fa parte di quel meccanismo propagandistico e politico che da una parte sostiene le migrazioni di massa e dall’altra inibisce sistematicamente ogni anche debole resistenza ad esse e che utilizza proprio questi artifici retorici (ad esempio gli inesistenti “rimpatri”, e’ del tutto scemo far arrivare invasori per poi rimpatriarli!) proprio per creare la poltica del fatto compiuto: eeeh, sono qui, li abbiamo “accolti”, ora per i diritti umani, etc. non si puo’ piu’ fare nulla…

    Si tratta di una guerra migratoria di fatto con la parte che la realizza che avvoca, del tutto in malafede, l’applicazione di procedure burocratiche da “tempi di pace” che sono impossibili proprio per i sabotaggi procedurali e da parte della magistratura sovversiva (e altri, come gli scafisti giusridici dell’ASGI) a tali meccanismi.

    Il conflitto israelo-palestinese ci ricorda a cosa porta tutto questa folle banlieuzizzazione dell’Europa.
    In un certo senso e’ un brutale ritorno alla realta’ che demolisce queste sinistre sofisticazioni e adulterazioni della realta’ per utli idioti e riporta al concetto di controllo fisico del territorio, fondamento storico di ogni stato.

  6. Io non ho detto che i migranti sono sempre tutti in buonafede. Ho detto che non ritengo moralmente accettabile lasciar annegare le persone. Spero di non essere in minoranza su questo.

    Esistono anche i rimpatri volontari, e nessun paese può impedire a un proprio cittadino di rientrare (diversi i casi in cui c’è una condanna di morte che pende, ma questi sono la minoranza). Basterebbe o non fare continue regolarizzazioni, o punire chi assume a nero o in modo irregolare, e molti individui oggi trafficati non troverebbero lavoro in Italia e rientrerebbero volontariamente, almeno in parte. Chiaro che se continui (come fa anche la Lega) a non far nulla davanti all’estremo e spesso illegale sfruttamento di manodopera straniera, continueranno ad arrivare persone, e restare.

  7. Il problema NON sono i migranti: quelli sono un arma biologica-umana usata da salvatori del mondo nuovo nella loro hybris e nel loro odio, livore antiitaliano, antiborghese, antiproletario, antieuropeo.
    Se questi neosacerdoti arcobalenghi invasati volessero aiutare quelle genti, si trasferirebbero nei loro paese in missionariato, ne condividerebbero l’esistenza.
    Questi fanatici invece vogliono lucidare il proprio ego ipertrofico, alimentarlo con la dolce presunzione di averli “salvati” ben felici di appiopparli a questi meschini e alle loro pulciose ed esplosive banlieue del caxxo.
    Considera che la maggior parte di questi zeloti sono
    o – pagati per alimentare e ampliare il fenomeno (e.g. ASGI finanziata da Open Society Foundation)
    e/o
    o – persone abbienti con notevoli sensi di colpa (vedere figlia di Padoa Schioppa) che si dilettano a sputare e a voler demolire il piatto da cui mangiano, ma sono migliaia i casi di ingombranti (VIP) al caviale di questo genere.

    Rimpatri volontari:
    io entro illegalmente, poi tu mi dai 3000€ per tornare in patria.
    Bene,cosa pensi che succeda ad implementare questa pantomima?
    Quanti ne vuoi? Un milione al mese (33k al giorno)? Vanno bene?

    E’ eticamente sbagliato: tu penetri a forza nella mia casa e io ti devo pagare perche’ tu esca (forse). Da questo disastro/ricatto/crimine non possono che venire peggiori conseguenze.

    Osservare bene la esplosiva macedonia multitutto in Israele-Palestina.
    Ora gli israeliani ebrei vengono attaccati anche dagli israeliani arabi.
    Ahh, che bello il multietnico!
    Ahh, che bello il multiculturale!
    Ahh che bello, cresciamo, cresciamo, sempre di piu’, tutti insieme appassionatamente.
    (del resto, le “sardine” sott’odio sono su questo pulpiti, potrebbero mancare nella elegia della scatola esplosiva pressata?!)

  8. Veramente uno dei motivi principali per cui c’è la guerra tra israeliani e palestinesi, tornando all’argomento del post che non è la migrazione in Italia, è che gli ebrei sionisti cent’anni fa circa hanno deciso di stabilire uno stato monoetnico *per gli ebrei* in una zona già popolata, già in difficile fase di transizione, che era multietnica da molto tempo con i suoi relativi equilibri. Gran parte dei problemi odierni deriva da qui, da aver voluto applicare una combinazione di terra promessa biblica e di stato nazione moderno a un’area in cui la prima non era più possibile e il secondo non c’entrava nulla.
    Il rancore degli israeliani arabi deriva principalmente dal vedere come sono trattati gli altri arabi e dall’essere cittadini di serie b in un sistema che è stato recentemente definito di apartheid.
    https://www.hrw.org/report/2021/04/27/threshold-crossed/israeli-authorities-and-crimes-apartheid-and-persecution

    In questo caso uno stato multietnico probabilmente sarebbe più pacifico. A meno di non sterminare un’intera parte della popolazione, ma oltre al piccolo particolare che si tratterebbe di genocidio, finora tutti quelli che ci hanno provato non ci sono riusciti, evidentemente.

  9. > motivi principali per cui c’è la guerra

    Ti ho risposto con una pagina, Gaia.

  10. La pagina che citi dice in realtà: “In 1914 Palestine had a population of 657,000 Muslim Arabs, 81,000 Christian Arabs, and 59,000 Jews.” Quindi gli ebrei erano circa il 7%.
    Il conflitto è iniziato non con la sovrappopolazione, ma con la minaccia di un nuovo equilibrio, per cui gli ebrei da minoranza tollerata si stavano trasformando in potenziale maggioranza dominante. Parte dei palestinesi di allora, cacciati dagli ebrei, finirono nei paesi vicini.
    Chiaramente poi più aumentano le persone e le aspettative di consumo, con le risorse sempre uguali o addirittura degradate, più peggiora la situazione.
    Come dicevo, Alan Weisman nel libro sopracitato approfondisce la questione demografica nelle sue dinamiche attuali.

  11. Si torna al
    problema numero 1
    le migrazioni di massa che sono dovute al / sono corollario del
    problema numero 0
    la sovrappolazione.

    Aggiungere il seguente altro problema: in un territorio gia’ sovrappopolato (“e quindi povero” e’ pleonastico) in seguito alla immigrazione massiccia e alle azioni egemoniche degli invasori (coloro che in-vadono) che prende demograficamente [e in questo caso anche tecnicamente, culturalmente} il sopravvento, cosa succede?
    Tirare i puntini e osservare cosa succede ovvero osservare il bubbone israelo-palestinese.

    Guardate che gli israeliani non sono piu’ cattivi dei palestinesi, piu’ cattivi degli arabi islamici con le loro stragi alla Atocha, alla Bataclan, etc., in Europa, le stragi tra di loro in Siria, le stragi tra islamici in Iraq, piu’ cattivi degli europei nelle Americhe con il genocidio delle culture native precolombiane, piu’ cattivi di quanto furono gli Hutu contro i Tutsi, etc. .
    La “cattiveria” e’ un costrutto moral(isticheggiant)e tanto sottile quanto fragile.
    Quando si arriva ai giochi a somma zero, si arriva all’eliminazione di una delle due parti o la tentativo di eliminare…

    La cosa raccapricciante e’ che il 99% delle persone NON vuole andare alle cause reali delle guerre perche’ cio’ richiama una serie infinita di scelleratezze che il 99% si rifiuta di vedere e preferisce, vuole ignorare o imputare ai piani ideologici coi quali decidono di spostarsi.
    E’ molto piu facile, consolatorio, distraente pensare che quelli sono cattivi e gli altri (e i “nostri”) sono buoni.
    Nel frattempo, qui al sinistro aumento della guerra civile gia’ presente e diffusa in Europa: qualche giorno fa hanno pestato un controllore su un treno perche’ aveva osato chiedere il bigletto ad un tale (in tutte le cronache hanno accuratamente omesso le generalita’, tecnica orami diffusa per nascondere qualcosa).

  12. La cattiveria, al limite, è una proprietà contingente, non intrinseca, di un gruppo umano rispetto a un altro.
    Sono d’accordo sul cercare le cause all’origine di questo grosso problema e di tutta questa sofferenza, cause tra cui va sicuramente citato che gli ebrei – o meglio una parte sempre più influente di essi – erano stufi di venire perseguitati dovunque andassero, e cercavano un posto in cui stare in pace e sentirsi a casa anziché alla mercè di qualcun altro.
    Sul perché fossero perseguitati, sono anni che me lo chiedo e mi sono data varie risposte, perché bisognerebbe sempre fare del proprio meglio per capire, per quanto sia possibile.

  13. Ijkijk, ti avevo approvato il link in nome della libertà di espressione, poi l’ho letto, sono arrivata a “idioti guidati da imbecilli”, e ho cestinato il tuo commento (non per te, ma per il link).
    Se si deve parlare di un conflitto complicatissimo, con infinite ramificazioni geopolitiche, storiche e morali, e in cui una parte è nettamente svantaggiata rispetto all’altra principalmente a causa delle disparità nelle alleanze (gli Stati Uniti sono più potenti dell’Iran, per esempio), bè, come minimo pretendo rispetto per chi cerca di decidere la cosa migliore da fare in una situazione del genere.
    La maggior parte della gente non è “idiota”, si trova in circostanze difficili in cui ogni azione ha un costo molto alto.

  14. Capisco che la strafottenza di Uriel sia un forte ostacolo alla sua lettura, del resto urta anche a me, ma a volte su molti argomenti riesce ad avere una visione molto originale.
    In questo caso mi ha reso piu chiaro quello che pensavo anch’io: tutto il caos in Palestina è organizzato da israele secondo una strategia a lungo termine. Io mi chiedo come sia possibile che Hamas disponga di migliaia di razzi quando Gaza è di fatto un carcere. Probabilmente è uno dei territori piu sorvegliati e spiati al mondo. Come è possibile fare entrare migliaia di razzi in un poto così? Evidentemente israele lo permette e si assicura che letalità delle armi introdotte a Gaza sia appena sufficiente per giustificare agli occhi del mondo una risposta armata organizzata e preparata da tempo.

  15. No, non è questione di strafottenza: è che se pensi che milioni di persone si comportano in un certo modo solo perché sono “idiote”, bè, mi dispiace, non hai niente da dire. Tutti hanno le loro motivazioni e i loro vari livelli di intelligenza, non è che se uno non vince una particolare sfida è perché è stupido. Nè mi sembra plausibile che un analista da tastiera (come me adesso, ma almeno io non ho questa presunzione) sappia cosa bisognerebbe fare meglio di milioni di palestinesi la cui sopravvivenza stessa dipende dall’imboccare la strada giusta e che le hanno provate tutte per decenni, dando prova di resistenza e creatività (adesso stanno provando con il BDS, Boycott, Divest and Sanction).
    Il fatto che Israele sia potente non significa che sia onnipotente. Gli Stati Uniti sono stati la più grande potenza militare del ventesimo secolo, eppure non sono riusciti a vincere in Vietnam. Israele non controlla tutto quello che succede; sono in molti a pensare che il governo israeliano e Hamas stiano facendo il gioco l’uno dell’altro, ma non dimentichiamo che entrambi i popoli hanno meccanismi per scegliere, almeno un po’, le proprie dirigenze. Se Hamas è così poco utile per i palestinesi, perché non fa la fine delle Brigate Rosse in Italia? Perché gli israeliani continuano a votare Netanyahu?
    Se per i palestinesi non è il massimo venire continuamente massacrati, anche gli israeliani non vivono bene con la minaccia costante di violenza, e due anni di leva obbligatoria per tutti i loro giovani. Perché allora continuano tutti così?
    Tornando a perché Hamas ha i razzi, leggevo che questi possono essere prodotti con semplici materiali di consumo quotidiano, facili da importare. Un po’ come le molotov, che qualsiasi manifestante un po’ agguerrito può procurarsi da lanciare contro la polizia. Chiaro che poi non ci vinci una guerra. Ma almeno tieni la polizia un po’ lontana. Oppure fornisci una scusa per una repressione ancora più feroce. Quale delle due cose? È un vecchio dibattito, e nessuno ha dimostrato in via definitiva che la non violenza vince sempre. Magari fosse così.

  16. Ecco qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Qassam_rocket#Rocket,_design_and_cost
    Li fanno con lo zucchero e i concimi. Farebbe quasi tenerezza. se non fossero armi potenzialmente mortali.

  17. Vorrei evidenziare la pessima sinergia tra
    o – sovrappopolazione
    o – immigrazione di massa e conseguente prima stravolgimento delle quote “etniche” quindi vera e propria sostituzione degli autoctoni da parte degli alloctoni
    o – ostilità secolari
    o – l’ignorare la storia nel quale questi conflitti ricorsero molteplici volte (qualcuno si ricorda la Kosackenland? il problema dei serbi in Kossovo? i Copti in Egitto, Aborigeni in Australia, nativi americani etc.).

    L’obiettivo e’ quella di prendere il possesso fisico della prima risorsa contesa che e’ il territorio e di ridurre prima e (in casi nei quali il conflitto supera una certa soglia di gravita’) di deportare e coinfinare o di eliminare i nemici/concorrenti sostituiti fino ad arrivare al genocidio, se necessario.
    Ritengo che credere che cio’ si possa evitare con lo spirito di responsabilita’ degli invasori con volonta’ egemonica sia parte del problema: arrivati a quei livelli di conflitto e’ la sola forza (nella sua accezione contemporanea) che conta (in realta’, in alcuni casi, ad esempio in Australia, deportazione e confinamento sono stati eseguiti anche senza un conflitto particolarmente rilevante).

    Infine, Gaia: Uriel Fanelli usa espressioni colorite ma… lasciamo perdere questi dettagli di registro/stile, cerchiamo di tenere il bambino e buttiamo via l’acqua sporca.

  18. Ribatto, non è una questione di espressioni o stile. La sua conclusione è che sia Hamas che i palestinesi sono tutti degli imbecilli (così dice). Io direi che se qualcuno prende la parola per dire qualcosa di nuovo su una delle questioni più dibattute di sempre, dovrebbe avere qualcosa di intelligente da dire. Altrimenti è meglio stare zitti. Ognuno sul suo blog può scrivere ciò che vuole nei limiti della legge, ma io sul mio cerco di fare selezione.
    Comunque evitiamo di ripetere le stesse cose all’infinito nei commenti.

  19. “Those with a strong connection to Israel scratch their heads at this, wondering why, of all the appalling things going on in the world, this is the one that cuts through – bringing huge crowds on to the streets of European capitals, filling up social media timelines. They note that people who have barely stirred at the detention of a million Uyghur Muslims in China; who have not so much as “liked” a tweet about the tens of thousands of Rohingya Muslims murdered by Myanmar; who rarely get agitated by the 200,000 civilians butchered by the Assad regime in Syria or by the 130,000 killed in Saudi Arabia’s war on Yemen; and who might be wholly unaware of the 52,000 estimated to have been killed in the Ethiopian-Tigray conflict since November, have nevertheless been filled with fury by events in Gaza.”
    https://www.theguardian.com/commentisfree/2021/may/21/israel-opinion-western-attitudes-middle-east
    Bella domanda.

  20. “clearly wanted as few Arabs as possible in the Jewish State”
    spiega tutto.
    E’ pure sensato, in un contesto di mors tua vita mia (gioco a somma zero).
    Quante distruzioni di culture invase possiamo contare nella storia?

  21. https://www.aljazeera.com/news/2021/10/17/settler-attacks
    Che bastardi

    Pensando a come reagivano i contadini pugliesi quando sono stati abbattuti gli ulivi, piangendo addirittura, mi rendo conto che l’ulivo non è un albero qualsiasi. Nessun albero è qualsiasi, tutti meritano rispetto, ma l’ulivo, così longevo, prezioso, possente, per chi raccoglie i suoi frutti è quasi un parente, un testimone, un antenato da onorare.

  22. Crimini orribili.
    Ci ricordano cosa succede quando c’è una guerra della quale stiamo perdendo memoria.

  23. È come una lentissima morte: ogni tanto qualche civile ucciso, un po’ di terra sottratta, un’incarcerazione, una tortura, un nuovo insediamento… a meno che non scoppi un grosso conflitto come quello di qualche mese fa, nessuno presta neanche più attenzione. E quando scoppia il conflitto nessuno si ricorda di tutte queste piccole e grandi umiliazioni e ingiustizie quotidiane che non finiscono mai e portano la gente all’esasperazione e alle armi, con cui comunque non può vincere. Finiti i razzi, distrutte le case, si ricomincia.
    Così, piano piano, i palestinesi perdono tutto, a cominciare dalle proprie fonti di sostentamento.
    È ora di smettere di finanziare Israele. È l’unica.

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