The per capita fallacy

Segnalo l’uscita di un mio post su The Overpopulation Project. Si intitola The per capita fallacy. Spero lo troviate interessante.

5 risposte a “The per capita fallacy

  1. Hai messo molta carne al fuoco, con varie considerazioni condivisibili. Ma mi pare che manchi una riflessione sulle gravidanze indesiderate: ho letto cifre e percentuali considerevoli, hai dei numeri in proposito? L’istruzione femminile viene spesso indicata come un mezzo per ridurle, sei d’accordo?

    Un’altra cosa: Paesi come il Canada sono ancora un esempio virtuoso dopo la devastazione che hanno permesso per estrarre idrocarburi?
    https://insideclimatenews.org/news/21112021/tar-sands-canada-oil/

  2. Paolo, non è possibile in un solo post discutere tutto, e poi le gravidanze indesiderate non c’entrano con l’argomento che stavo trattando, quindi non era necessario includerle. Il blog in questione, come altri simili, ne parla spesso, come anche della questione dell’istruzione femminile. In poche parole, l’istruzione aiuta a ridurre le nascite ma non è così semplice e automatico, bisogna anche che siano disponibili i contraccettivi e che le persone desiderino meno figli. Riguardo alle gravidanze indesiderate, si parla di oltre cento milioni all’anno, ma l’espressione in inglese è “unplanned”, che è diverso da indesiderato. Sicuramente sono moltissime, ma è difficile fare stime, è difficile eliminarle del tutto, ed è difficile dire se una gravidanza indesiderata quest’anno non è semplicemente la gravidanza desiderata dell’anno prossimo.

    Riguardo al Canada, il discorso che faccio nell’articolo è un po’ più complesso, e riguarda la questione della densità di popolazione (molto bassa) e della disponibilità di risorse (più ampia rispetto a molti altri paesi). Il Canada fa schifezze ambientali da molto prima di questa storia degli idrocarburi: i loro progetti di mega idroelettrico nel Quebec, per esempio, hanno avuto impatti devastanti sull’ambiente e costretto i popoli indigeni della zona ad abbandonare i loro stili di vita tradizionali e le loro fonti di sostentamento.
    I meriti del Canada non sono assoluti, ma relativi, cioè rispetto a quello che fanno gli altri. Essendo un paese così grande e ancora così coperto di foreste, non è messo male come, per dire, l’Olanda o il Giappone. Poi ovviamente potrebbe fare molto di più, ma questo vale per tutti. Tanto più che gli idrocarburi, in qualche forma, ormai li utilizzano tutti gli uomini e le donne della terra, compresi gli indigeni dell’Amazzonia.

    Un’ultima cosa: è una mia fissa, ma non sopporto la parola “condivisibile” 🙂 Dovrei spiegare con calma perché, ma mi sembra un modo di mettere un perimetro al pensiero possibile, di dire: valuto quanto tu hai scritto non nel merito, ma in base a una mia non precisata e non motivata idea di quello che si può pensare e quello che non si può pensare. Quando uno dice “condivisibile” mi viene da chiedere: cosa condividi e cosa no, e perchè? E chi sei tu per decidere cosa è “condivisibile”?

  3. Scusa, non sono sceso nei dettagli perché davvero in questo periodo mi riesce difficile qualunque cosa, rispondo solo a questa domanda:

    >> chi sei tu per decidere cosa è “condivisibile”?

    Naturalmente il mio punto di vista è soggettivo, ma credo che molte considerazioni siano condivisibili dalle persone che si preoccupano del problema della sovrappopolazione. Poi magari mi sbaglierò, pazienza. Non ho mai avuto la pretesa di essere infallibile, grazie al cielo.

  4. Era una domanda retorica, non devi giustificarti personalmente 🙂

    Forse mi sono spiegata male, provo a spiegarmi meglio. È uno dei miei pallini su cose minori, ogni tanto mi fisso su qualche parola perché ritengo che il suo uso frequente riveli qualcosa di non esplicitato su un certo momento culturale. In particolare, le parole “condivisibile” e “provocazione” sembrano suggerire che esistano dei limiti a quello che si può o non può dire, che se uno va oltre sta solo provocando, se resta nei limiti, ma con un po’ di audacia, al massimo è “condivisibile”. Magari mi sbaglio, ma questa è la sensazione che provo quando leggo “condivisibile”. Infatti, se uno intedesse “condivisibile” PER ME, direbbe qualcosa come “sono d’accordo”, “la penso come te”, ma “condivisibile” è come “commestibile” o “gestibile”, cioè si riferisce a tutti. E siccome non possiamo tutti pensarla allo stesso modo, l’uso di questa parola sembra indicare che dovremmo.
    Magari sono pare mie, non è molto importante.

    Mi dispiace che sia un periodo difficile per te.

  5. Il procapite e’ una dimensione che puo’ avere importanza per gli esseri umani ma che non ha alcuna importanza dal punto di vista ecologico.
    La sostenibilita’ sociale, non solo ha importanza solo per alcuni insiemi di credenze (cattolicesimo, marxismo, etc.) ma e’ spesso antitetica gli equilibri ecologici.

    “Every country should take stock of what it has and plan accordingly.: parole SACROSANTE: l’unica giustizia che esiste e’ quella della sostenibilita’ di una popolazione sul territorio che la ospita temporaneamente.

    Ho letto solo una prima parte, devo tornare sul papero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...