dati

Quello che devo dire non piacerà a molte persone o risulterà sgradevole, ma, brevemente, mentre l’Italia va in giro per l’Europa a illudersi che gli altri paesi “facciano la loro parte” nell’accoglienza ai migranti e richiedenti asilo, ci sono alcuni dati incredibilmente allarmanti che non vengono forniti e che secondo me sono imprescindibili nella discussione. Continua a leggere

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il parmigiano in Canada (CETA)

Ieri mattina ho ascoltato la puntata di Tutta la città ne parla di Radio3 sul CETA, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada che è stato approvato dal parlamento italiano e, a larghissima maggioranza e senza che nessuno si preoccupasse di consultarci per paura della risposta, da quello europeo. Intervenivano, tra gli altri, il presidente di Coldiretti e il parlamentare PD pro-CETA Pietro Ichino. Condivido alcune mie osservazioni qui, sperando di indurre a riflettere sulla realtà che sta sotto alla retorica del Made in Italy da esportare a tutti i costi. Continua a leggere

poesia

Qualche giorno fa ho ricevuto nella posta una busta senza mittente né indirizzo (solo il nome del paese e il mio). Dentro c’era una poesia battuta a macchina, senza firma. Siccome mi è piaciuta e non vorrei fosse destinata all’oblìo, la condivido con voi. Continua a leggere

un’idea di libertà

Ultimamente ci viene detto molto spesso che dobbiamo temere il ritorno dei nazionalismi. Anzi: quando ci viene raccontato che il nazionalismo sta tornando, si dà già per scontato che ne abbiamo paura. Continua a leggere

non da sola

Alcuni di voi avranno visto il mini-reportage di Veronica Sauchelli e l’articolo sul Messaggero Veneto da esso tratto che si occupano di me e della mia vita quassù. Molti altri stanno leggendo ora questo post proprio e solo grazie ad essi: dopo l’articolo sul Messaggero, le visite al blog sono schizzate. Come ho avuto modo di notare negli anni, non c’è niente da fare: uno può organizzare presentazioni, raccontare la propria storia alla gente che incontra, apparire su media di ogni tipo, fare banchetti… ma non c’è niente come un articolo sul Messaggero Veneto. O suoi equivalenti. In una società mediatizzata come la nostra, esistono alcuni media che attirano l’attenzione di quasi tutti, subito, mentre altri, fossero anche migliori, funzionano pochissimo. Magari il fenomeno mediatico si esaurisce subito, mentre il resto rimane, ma intanto è così.

Avevo quindi pensato di scrivere un post per ringraziare per lo spazio ricevuto (parzialmente a mia insaputa, e anche questa sarebbe una storia interessante), o per rettificare alcune inesattezze. Ma stanotte, mentre stavo distesa a letto con una caviglia slogata, mi sono resa conto che c’è solo una cosa importante da aggiungere. Continua a leggere

ecocentrismo

Ho deciso di firmare questo: http://www.ecologicalcitizen.net/statement-of-ecocentrism.php Mi sento già meglio!

Intanto oggi leggo la notizia della scoperta che il bruco della tarma della cera è in grado di biodegradare un tipo di plastica, il polietilene. Erano stati trovati anche dei batteri che mangiano il PET. È una bella notizia (ogni tanto!), sia per il pianeta che per noi, ma soprattutto ci ricorda che non ci siamo solo noi a questo mondo, e che i nostri compagni sulla Terra riescono persino a risolvere i problemi che noi creiamo e che noi non sappiamo risolvere.

agnelli a Pasqua

È un po’ che vorrei scrivere una serie di post sulle mie pecore, non da esperta ma da persona che sta cercando di imparare, e poi esito perché la storia è lunga e io (anche perché le pecore sono molto impegnative, tra le altre cose) non ho tanto tempo e non so se me la sento di imbarcarmi in una cosa del genere. Solo che adesso è partita questa sceneggiata degli agnelli a Pasqua: dal Fatto Quotidiano al Messaggero Veneto, da Berlusconi alla Boldrini, tutti hanno a cuore il destino di questi cuccioli carini e vogliono salvarli a tutti i costi. Ho visto che ci sono due metodi: uno è fare poster e video che facciano sentire in colpa chi li mangia, e l’altro è adottarli. Premetto che io rispetto la scelta vegana, non mangio quasi mai carne e men che meno agnelli a Pasqua (cerco di non mangiare mai animali molto giovani), e penso sia positivo che ci si ponga questi problemi etici. MA NON COSÌ. Questa mania di salvare gli agnelli, che probabilmente passerà di moda non appena si scontrerà con la perdita di interesse collettivo o coi suoi limiti fisici, è semplicemente ridicola, stupida e completamente ignorante. Sì: questi finti animalisti dell’ultima ora che si spupazzano pubblicamente gli agnellini “salvati” a beneficio dei fotografi sono degli ignoranti e qualcuno deve dirlo. Adesso vi dò alcuni motivi che giustifichino la mia affermazione: Continua a leggere