“The role of immigration in Italy’s recent election”

I curatori del blog The Overpopulation Project mi hanno chiesto di scrivere un post sul legame tra l’esito delle ultime elezioni in Italia (e sulla Meloni in particolare) e le questioni migratorie e demografiche. Qui potete leggere quello che ho scritto.

17 risposte a ““The role of immigration in Italy’s recent election”

  1. Gaia, direi un punto di vista equilibrato e comprensivo delle poliedriche sfacettature di questo ultimo giro di elezioni.
    Presensare FdI come estrema destra e’ buffo e mi fa sorridere: una democristiana un po’ disallineata rispetto ad alcune tendenze fondamentalistiche progressiste. Peraltro, come detto ripetutamente, la destra in Europa e’ morta decapitata colla rivoluzione francese: si tratta di sinistra sovranista.
    Infine un’ovazione per la questione delle questioni ovvero la maledetta sovrappopolazione dell”Italia e … d’Europa.

  2. Quindi secondo te il fascismo è di sinistra?
    La Meloni è chiaramente una nostalgica fascista, ma per fortuna non sembra aver intenzione di sovvertire il sistema democratico. Però i suoi valori sono molto vicini a quelli fascisti, escluso l’antisemitismo (che comunque non ne era un componente fondamentale) e l’imperialismo espansionista (che lo era).

  3. Non possiedo un televisore da ventidue anni.
    Una volta ero a casa di un conoscente e, alla TV, c’era un programma (quelli basati su discussioni/scontri) e, da una citta’ toscana (vado a memoria, potrebbe essere stata Livorno) intervistarono
    o – prima un esponente/portavoce di un gruppetto di Casa Pound
    o – quindi un esponente/portavoce di Potere al Popolo.
    Direi che un 75% di contenuti e lessico erano gli stessi: sconcertante!

    Gentile Gaia, dovreste ricordare che Mussolini fu capo dei socialisti. Non era certo uno della destra (aristocratica, terriera).
    Tecnoteismo, crescitismo, una certa demagogia “socialista” appunto, statalismo, una certa avversione al capitalismo, una netta avversione alla salute del bilancio… sono comuni,
    Si differenza l’orizzonte, nella sinistra sovranista e’ nazionale, in quella arcobalenga e’ globalistico.

    E’ noto che e’ impossibile etichettare e allineare su un semplice asse sinistra – destra la complessita’ della realta’.
    Tuttavia e’ un errore evidente il fatto che la sinistra sovranista venga etichettata come… destra.
    Putroppo la sinistra ex marxista e ora arcobalenga crede che tutto che cio’ che non e’ allineato e ortodosso alle proprie (ondivaghe e mutevoli) credenze sia… fascista/destra.
    E’ un errore grossolano!

    Ci sono pochi temi etici (quel 20, 25% di differenza nei programmi) di natura etica, morale, qualche intenzione sulle migrazioni di massa.
    Ad esempio, in politica estera, cosa differenzia FdI dalla sinistra non sovranista? Direi nulla: sono entrambe russofobe e atlantiste senza se e senza ma.
    Prendete Unione Popolare e FdI e chiedete cosa debba essere del (baraccone crea-deficit) ex Alitalia e otterrete le stesse non-soluzioni stataliste (da una parte diranno di proteggere un’azienda di importanza nazionale e i suoi lavoratori, dall’altra citeranno solo i lavoratori… differenza praticamente insignificante).

  4. Sottolineo, inoltre, la cofusione di termini tra democrazia e liberalismo.
    Ci sono regimi autoritari estremamente democratici e stati apparentemente liberali e sedicenti democratici che sono condotti da oligarchie ristrette.
    Una democrazia non necessariamente deve essere liberale.
    Anzi, se vogliamo vedere, la tradizione della “sinistra” e’ antidemocratica, tutte le faccende del centralismo democratico per cui la volonta’ popolare va bene ed e’ sopportata (a fatica) solo se coincide con le decisioni qualche comitato centrale (soviet), altrimenti e’ (fioccano i buffi agettivi come… antidemocratica).
    Non per nulla i peggiori regimi di sinistra (Le vite degli altri e’ un capolavoro del cinema che spiega cio’ che esse furono) devono infilare “democratico” nella nomenclatura ufficiale.

    Il sistema demcoratico viene sovvertito da coloro che affermano che se la volonta’ popolare non e’ conforme a certi dettami, essa e’… antidemocratica.
    Spero che esista ancora qualcuno che noti la contraddizione!

  5. Non dire stupidaggini. Un regime autoritario non è democratico per definizione. Se devi usare la violenza contro il dissenso evidentemente c’è un largo malcontento. Se non permetti (entro certi limiti, più larghi possibile) il dibattito, il dissenso, la libertà di espressione, le persone non possono informarsi abbastanza per prendere delle decisioni.

  6. Su certi temi estrema destra ed estrema sinistra convergono, questo lo hanno capito tutti. Ma quasi tutti quelli che votano Potere al popolo o simili aborrono Fratelli d’Italia, perché le cose su cui si differenziano per loro sono fondamentali.
    Mussolini *era* socialista. Poi ha cambiato idee e bandiere. E ovviamente sì, il fascismo era dalla parte di grandi proprietari e industriali, perché ha contribuito a reprimere i movimenti di lavoratori e contadini con la violenza squadristica prima e con la repressione poi. Dal punto di vista di molti di quelli che lo sostenevano pur non condividendo tutte le sue idee, la sua funzione era quella di argine al comunismo.
    Non puoi venire qui sul mio blog e sparare cose a caso solo per fare provocazione. Altrimenti si può dire tutto e il contrario di tutto e la gente poi non capisce niente. Auto-controllati di più.

  7. Della questione della sovrappopolazione e del “sempre di più” (quello che chiami “the spell of more”) non si parla mai abbastanza, peccato che finiamo per raccontarcele come al solito tra noi quattro gatti.

  8. Penso che le nuove generazioni siano più sensibili a certi temi. La cultura deve cambiare, anche se lentamente.

  9. Il fatto che la sinistra socialista/marxista abbia odiato quella fascista derivo’ dal fatto che la seconda non aderi’ in alcun modo alle tendenze marxistiche, appunto. Anzi, per evitare di cadere nel comunismo gran parte della popolazione italiana aderi’ al fascismo come una sorta di extrema ratio.
    Il fatto che tra sinistra sovranista e quella arcobaleno/marxista si detestino (eufemismo) e’ la innumerevole manifestazione di una fenomeno che in ecologia e’ noto come la competizione (probabilmente la piu’ feroce) per una stessa nicchia ecologica.
    Non c’e’ peggior nemico del gambero di acqua dolce europeo del gambero della Lousiana. Ci sono centinaia di casi noti in ecologia di queste competizioni “a somma zero”.

    Ovviamente le due sinistre si distinguono chiaramente e radicalmente per alcuni punti (ho citato, ad esempio, l’orizzonte, ma anche alcuni temi etici, etc. ). Ma se coincidessero anche su questo su cosa diavolo si distinguerebbero? Persino all’interno dei singoli partiti ci sono correnti.
    Gaia, mi potrebbe, per cortesia, indicare quali sarebbero le affermazioni sbagliate?
    Non ho alcun intento che non sia quello di rimarcare questa distinzione artificiosa che, peraltro, potrebbe essere utile al voto con “finta scelta” ovvero a partiti che si distinguono su poche questioni.
    Peraltro io non ho particolari simpatie per la sinistra in genere, essendo libertario o, come dicono alcuni, eco-reazionario, forse anarco-naturalista (sono etichette che lasciano il tempo che trovano).
    Tendo a detestare pure il nazionalismo che considero solo meno peggio del globalismo.
    I programmi delle due ipotetiche alternative non sono identici solo in politica estera: voglilao parlare di opere come il TAV in Val Susa o le grandi opere tipo “ponte sullo stretto”?
    Oppure della demagogica politica pensionistica?

  10. Alcuni errori li ho segnalati sopra. Chi mette in discussione concetti assodati da tempo deve fornirne le prove, non viceversa. Mi chiederesti di dimostrare che la Terra non è piatta?

  11. Il termine “sovranità alimentare” appariva sul sito di Campi Aperti, se ricordo bene, e di altri della (poca) sinistra non anti-contadina.
    Ora è stato inserito nel nome di un ministero del governo “Meloni”.

    Certuni inizieranno a dire che la sovranità alimentare nostra non è la loro, etc. .

  12. Cerca “horseshoe theory”, teoria del ferro di cavallo, potrebbe interessarti.
    Ovviamente le cose su cui i due estremi comunque si dividono sono per entrambi dirimenti. Per quello non si alleano mai, se non in assistenza ad altri.

  13. Io mi limito ad osservare la contiguità in molti aspetti della politica.
    Peraltro la metafora del ferro di cavallo è proprio quella della piegatura, della deformazione che pretende di ridurre la sfera politica ad un asse sx – dx.
    Le faglie su molteplici aspetti (crescita – decrescita, immigrazione – identità, statalismo – liberismo, vaccinismo – naturalismo, autonomia – globalismo, Russia – NATO&Ucraina etc.) attraversano tutte le forze politiche.

  14. Io personalmente vorrei superare la distinzione destra-sinistra, che secondo me non ci aiuta più. Ma non vedo niente del genere all’orizzonte.

  15. firmato winston

    “Un regime autoritario non è democratico per definizione.”

    Non necessariamente, non credo, non oggi: purtroppo man mano che il potere dello Stato dilaga fin nei recessi della vita sociale*, la democrazia e’ sempre piu’ intesa come “dittatura a tempo”: cioe’ che chi vince le elezioni per il tempo che sta al governo puo’ anzi deve “governare le bestie”, deve fare il pastore. Il fatto che cambi il governo e il pastore basta per definire la presenza della democrazia, ma non l’assenza dell’autoritarismo.

    Il fatto che si voti ogni tot anni non implica automaticamente il rispetto delle liberta’ economiche e civili individuali e delle minoranze, ce l’abbiamo davanti da decenni tutti i giorni. E’ una condizione magari necessaria, ma non sufficiente.

    * Il pangiuridicismo im-positivo dilaga non solo per volonta’ di dominio dall’alto, ma a furor del popolo spaventato e reso pavido dai millemila collassi, disonesta’, disastri, crolli di ogni genere istericamente auto-amplificati dal pettegolezzo e dai media: ne consegue invocare l’uomo, la donna o il governo “della provvidenza” che, come si dice oggi, “salvi il pianeta”: magari con ampio uso della galera e del buttare via la chiave, quante volte lo sentiamo nei discorsi della gente per strada, di qualsiasi tendenza ideologica essa sia? Ognuno ha qualcun altro da mettere in galera e buttare via la chiave: nel periodo oggettivamente piu’ florido, sano e pacifico della storia d’europa di sempre. Figuriamoci se le cose andassero male sul serio.

  16. Firmato Winston, hai risposto al contrario di quello che ho detto. Stavo parlando di regimi autoritari che quindi non possono essere democratici, non di regimi democratici che non lo sono davvero.

  17. firmato winston

    ah ok allora siamo tutti d’accordo 😉

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