“I really hate cars”

Qualche settimana fa Nate Hagens di The Great Simplification (che non conoscevo) ha intervistato Kris De Decker di Low Tech Magazine, che per me è un mito. Anziché spiegarvi io cos’è Low Tech Magazine vi invito a darci un’occhiata voi stessi, se non l’avete mai fatto. Quello che rende il lavoro di Kris De Decker notevole sono principalmente due cose. Una è che i suoi scritti, oltre che scorrevoli e piacevoli da leggere, sono pieni zeppi di dati elaborati da lui stesso con competenza e sistematicità; dati che danno credibilità alle sue conclusioni, e che solitamente dimostrano due cose: che le nuove tecnologie salvifiche sono invariabilmente, conti alla mano, insostenibili (alghe per il petrolio, cibo coltivato nei grattacieli…); e che non esiste sostenibilità senza rinunciare a qualcosa di quello che oggi diamo per scontato, per lo meno noi che viviamo nei paesi ricchi. Kris De Decker ha anche il grande merito di sperimentare in prima persona le cose che dice – il che a sua volta gli permette di scrivere articoli pratici, illuminanti e onesti. Notate come a un certo punto nel podcast l’intervistatore dice: “sono stato in Europa 12 giorni e ho preso sei aerei”, mentre Kris De Decker dice: “per arrivare in Finlandia prendo treni e traghetti con i camionisti.” All’interno dell’ambientalismo c’è una divisione piuttosto netta e visibile tra chi fa quello che dice agli altri che andrebbe fatto, e chi dice e basta.

A un certo punto la domanda è: “se tu fossi un dittatore buono, e potessi fare una sola cosa, senza doverne rendere conto, per migliorare il futuro dell’umanità e del pianeta, cosa sarebbe?”

La risposta è: “semplicemente abolirei l’automobile.”

Ora, stavo per approfittare di questa affermazione che è stato fantastico leggere per tornare sull’argomento e ri-raccontarvi di come sono una decina d’anni che non salgo su una macchina, di tutti i mondi fantastici che si aprono solo facendo questo senza neanche viaggiare lontano, di come l’automobile ha trasformato le nostre strade da luoghi di gioco per bambini e d’incontro e festa in posti così pericolosi che un attimo di distrazione può costarci la vita, di quanto è stato uno shock trasferirsi da un paese in cui i genitori possono lasciare che i figli piccoli girino liberamente per le strade ed entrino nelle case a uno in cui venivo insultata da perfetti sconosciuti perché attraversavo sulle strisce (e alle volte non puoi nemmeno parlare perché il rumore dei motori copre tutto, ma questo anche in montagna), di come ci lamentiamo sempre della spesa bellica che paradossalmente non fa neanche un morto all’anno nel nostro paese, mentre pretendiamo addirittura il sostegno pubblico all’auto che ne fa migliaia…

Ma poi ho pensato: le ho già scritte queste cose, tante volte, e le leggono più o meno sempre le stesse persone. Quindi, se pensate che il mio messaggio sia interessante, aiutatemi piuttosto a diffonderlo. Così come io vi sto segnalando un podcast che ha fatto conoscere a me un progetto e a molti altri un autore, segnalate i miei scritti, fatemi presente ad autori di podcast se ne conoscete, a riviste e a biblioteche… può sembrare una richiesta presuntuosa ma so di vivere in un paese rigido e poco meritocratico (con i miei scritti in inglese non ho mai avuto questi problemi), per cui vi chiedo una mano ad arrampicarmi tra questi sassi.

19 risposte a ““I really hate cars”

  1. I post di Kris dovrebbero essere fatti studiare nelle scuole.
    L’auto è il male.
    http://ravennapensa.blogspot.com/2014/01/auto-alla-sbarra.html

    Tu forse non hai vissuto le domeniche senza auto del 1973, ma senza auto davvero, senza eccezioni. Io le ricordo come un’assaggio del paradiso, strade piene di bambini, pace e gioia.

  2. Purtroppo una volta che introduci le auto le persone preferirebbero rinunciare a mangiare che alla benzina. Io faccio la mia parte, invitando gli altri a fare altrettanto, e sperando che il futuro abbia più buon senso del presente.

  3. “le ho già scritte queste cose, tante volte, e le leggono più o meno sempre le stesse persone”
    In effetti è proprio così.

    Dovresti ormai esserti resa conto che è molto difficile trasmettere agli altri il proprio messaggio , un diverso modo di vedere e vivere le cose di tutti i giorni.
    Io sono giunto alla conclusione che è impossibile comunicare questo tipo di messaggio agli altri, a meno che non abbiano già una certa predisposizione per questo tipo di cose.
    Come hai riportato sopra, sono tutti bravi a dire cosa bisogna o bisognerebbe fare, ma (quasi) nessuno che poi le mette in pratica.
    E forse anche perché non hanno alcuna intenzione di farlo.

    Ogni tanto mi viene da pensare come gli altri mi possono vedere, giudicare il mio stile di vita, che (ormai dovresti saperlo) si avvicina alla famosa decrescita felice, potrei dire da sempre, da quando sono nato, riesco quasi a mettere in pratica le 8R del pensiero di Serge Latouche [https://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Latouche], ma poi dico: e chi se ne frega, io mi trovo benissimo così, tant’è che se mi guardo intorno vedo solo persone stressate, preoccupate di lavorare 11 mesi su 12 per cercare di andare in ferie due settimane all’anno.

    Tornando al tema del tuo post, non odio la macchina nel senso stretto, ma cerco di usarla il meno possibile (dove vivo io senza macchina sei praticamente fermo), più che altro per andare (quando andavo) al lavoro, pensa che da quando l’ho cambiata (gennaio 2021) ad ora ho macinato meno di 4 mila km (circa 3800 km). Ah, aggiungo che non ho mai preso un aereo in vita mia, e molto probabilmente continuerò a non farlo.

  4. Bravo 🙂

  5. Comunque io non credo che sia difficile convincere le altre persone. Io ho cambiato idea su parecchie cose nella mia vita, per vari motivi tra cui il confronto con gli altri, anche se sensibilità e valori rimangono più o meno costanti.

  6. Io non ho un’auto, non guido, ma a volte devo far ricorso a un taxi o all’auto di un amico. Ho un piede malconcio e posso camminare per poco. Questo mi fa sentire molto limitato e poco adatto alla vita che si prospetta con la fine dell’era dei fossili. Vedremo come si metteranno le cose.

  7. Mi dispiace. Con la bicicletta come ti trovi?
    Anch’io, nonostante mi capiti spesso di camminare per ore, ho un problema di salute per cui spesso questo mi pesa. A quanto pare il mio trisnonno, da cui forse l’ho ereditato, quando non riusciva più a camminare andava con il carro. Chissà a noi cosa toccherà…

  8. Purtroppo col mio piede ho problemi anche con la bici; in più le strade della mia città sono piene di dislivelli, salite faticose, senza contare le buche e la quasi totale assenza di piste ciclabili. Per non parlare della mancanza di disciplina degli automobilisti, che costituiscono un costante pericolo per i ciclisti. Ci vorrebbe una città più a misura di bici e pedoni.

  9. Su questo ti dò ragione!
    Hai mai pensato alla bici elettrica, magari ammortizzata?

  10. Sì, ma rimarrebbe il problema degli automobilisti indisciplinati. Non lo dico tanto per dire, sono infatti rimasto un po’ traumatizzato da un incidente nel quale sono stato coinvolto anni fa.

  11. Non sai come ti capisco. È stato abbastanza uno shock tornare a vivere a Udine e, oltre al rumore e al traffico continuo, dover pure sopportare gente che mi riempie di insulti perché mi sono azzardata ad attraversare sulle strisce. Oltre ad averci privato di spazi pubblici e a farci vivere in uno stato di pericolo costante, le automobili tirano fuori il peggio dalle persone. Uno dei tanti motivi per cui le detesto.

  12. L’Italia sembra essere il paese più motorizzato del mondo. Ricordo di nuovo che nel 2000 circolavano in tutto il mondo “appena” 550 milioni di auto. Vent’anni dopo saranno presto due miliardi. Ancora non ho sentito che l’auto è un diritto umano, ma la mobilità sì. Per fortuna miliardi di esseri umani sono bloccati nei loro paesi (per mancanza di soldi, di mezzi). Leggevo una volta che se tutti i cinesi avessero la macchina non ci sarebbe più terra da coltivare (perché occupata dai parcheggi).
    Sì, ricordo anch’io le domeniche senza macchine nel 1973, che bello. Allora – che ingenuo – mi chiedevo: ma che ne faremo delle autostrade? Potrebbero forse servire per tratte ferroviarie superveloci. L’auto è stata il feticcio dell’umanità, specie nel dopoguerra. Ma forse qualcosa cambierà. Però intanto vogliono sostistituire le macchine a benzina con quelle elettriche. A parte lo spreco per sostituire il parco auto mondiale ci sarà abbastanza elettricità? Forse con le centrali nucleari di x-generazione.

  13. Non è solo una questione di elettricità, ma anche dei materiali necessari per costruire conduttori, batterie, microchip… avendo finito di distruggere la terra, si parla di andare a grattare il fondo dell’oceano. Laggiù vivono creature sconosciute e meravigliose che stiamo appena cominciando a scoprire. Ma senza quei metalli non possiamo garantire a tutti un’automobile, vuoi mettere?
    https://www.npr.org/2021/09/03/1031434711/your-next-car-may-be-built-with-ocean-rocks-scientists-cant-agree-if-thats-good

  14. Odiare le auto per ora è poco fattibile. Sarebbe già molto non adorarle. Per l’auto si spendono troppe risorse con sprechi assurdi e poi lo stato ti da gli incentivi per cambiarla anche se è quasi nuova.
    Sai che fine fanno le auto restitute con l’incentivo rottamazione? Io credevo finissero in qualche mercato parallelo, anche all’estero, e invece no! Vengono davvero rottamate. Ho visto questo video (https://www.youtube.com/watch?v=dtSHc26S0Yc&ab_channel=Automoto.it ) e non riuscivo a crederci. Auto molto piu nuove della mia distrutte con i soldi pubblici! Ma ci rendiamo conto che paghiamo le tasse perchè si distruggano dei beni?
    Gli incentivi al consumo sono una bestemmia.

  15. Lo sono. Uno dei motivi (tanti) per cui non voto è questo. In particolare il Movimento 5 Stelle ha fatto degli incentivi al consumo (soprattutto all’edilizia) una sorta di bandiera. In realtà si è trattato di regali ai ricchi e di un enorme sperpero di denaro pubblico a discapito di sanità e servizi essenziali.

  16. Una sola cosa?
    In tutti i paesi a crescita demografica incapacità di aver figli dopo il primo. Una sorta di pandemia antiriproduttiva selezionatrice: hai già fatto un figlio? gli spermatozoi spariscono, le ovaie si chiudono.
    Quando il pianeta torna a 1.5G persone, la pandemia si risolve.
    🙂

  17. Purtroppo, credo che questa tra tutte le argomentazioni contro la sovrappopolazione sia la meno convincente. Epidemie devastanti ce ne sono dall’antichità e probabilmente anche prima, e le popolazioni più remote, minuscole e in armonia con il proprio ambiente sono tra le più vulnerabili alle epidemie, al punto che il solo contatto con uno di noi potrebbe sterminarle.

  18. > argomentazioni contro la sovrappopolazione

    Non si trattava di argomentazione contro la sovrappopolazione ma di un possibile, metafisico, onirico rimedio.

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