(Non) piove, governo ladro!

Questa espressione è talmente nota e rappresentativa del popolo italico che ha pure una sua pagina su wikipedia. Da quanti secoli gli italiani sono così? Parecchi, sembrerebbe. Fa parte della nostra cultura individualist-cattolico-assistenzialista auto-assolverci sempre da ogni responsabilità (dite che non è vero!), dare la colpa al governo, ai politici corrotti, ai partiti, a quelli che dovrebbero risolvere i problemi ma non li risolvono, ma anche agli immigrati, al capitalismo, al gruppo Bildeberg, all’America, agli ambientalisti, al sindaco, addirittura a chi dovrebbe punirci ma non ci punisce, perché sappiamo che siamo facendo qualcosa di sbagliato, ma finché ce lo lasciano fare non è colpa nostra…

Ora che il più grosso problema in questo momento in Italia è la combinazione di caldo e di siccità, che ci fa male alla salute, distrugge le colture e quindi il futuro approvvigionamento di cibo, impone restrizioni, riduce la produzione di energia elettrica, e ovviamente devasta l’ambiente togliendo ad animali e piante quel poco di acqua che gli avevamo lasciato… e lo sappiamo tutti, perché lo vediamo, perché basta mettere il naso fuori di casa… io ancora in giro per Udine vedo quotidianamente gente che lava con l’idropulitrice, si riempie piscine in giardino, bagna il prato inglese più volte al giorno… uno di questi giorni mi fermerò davanti a una casa e dirò alle persone che colgo in flagrante cosa penso di loro. Mi meraviglio di me stessa per non averlo ancora fatto.

Cosa è peggio, secondo voi? Essere stupidi, o stronzi?

Se c’è una cosa che necessita di una gestione collettiva, questa è l’acqua. Abbiamo saggiamente deciso che l’acqua deve restare pubblica. Poi abbiamo deciso che “pubblica” significa non: preziosa, da gestire in modo condiviso, ma: gratis, infinita, garantita per soddisfare tutti i nostri capricci. Piscine riempite in case a due passi dal mare. Auto lavate con l’acqua potabile. Campi irrigati a pioggia poche ore prima di un temporale (ampiamente previsto). E ovviamente, per stare al fresco, prendiamo aerei e guidiamo per centinaia di chilometri per andare in vacanza, accendiamo i condizionatori… tutte cose che contribuiscono a peggiorare il cambiamento climatico. Che rende più probabili e frequenti i periodi di siccità.

Parlando con la gente, sembra che tutti sappiano che i prezzi del cibo quest’autunno saranno alle stelle. Sono curiosa di vedere a chi daremo la colpa quando succederà.

15 risposte a “(Non) piove, governo ladro!

  1. “Su questo scenario interviene un ulteriore, decisivo fattore: l’elevatissimo consumo di acqua su cui sono basate le nostre società. Utilizziamo ampie porzioni di risorse idriche per garantire igiene e salute pubblica, per sostenere colture intensive ad alta intensità irrigua, per abbeverare il bestiame, per produrre energia, per raffreddare e alimentare i processi produttivi nelle filiere industriali. ”
    https://jacobinitalia.it/bancarotta-idrica/

  2. Ho sempre pensato (e a maggior ragione lo penso ora) che il problema degli italiani sono gli stessi italiani: un popolo dedito a poche “passioni” (calcio, reality show e pizzerie/ristoranti), ma allergico alle responsabilità e per niente lungimirante.
    Tutti si accorgono solo ora della scarsità idrica, come se il problema della poca acqua fosse sorto solamente quest’anno … ne parlano continuamente, ma finché non si trovano immersi nella melda fino al collo non muovono un dito. E lo stesso si potrebbe dire del problema energia: da anni ci sono le tecnologie per rendersi indipendenti dagli idrocarburi, ma una pluridecennale governance miope ci ha portato alla situazione attuale. Per non parlare degli sprechi e degli acquisti inutili.

    Finché il popolo italiano non si deciderà a cambiare, anche attraverso piccoli sacrifici, non riusciremo a risolvere niente (:
    E non parlo di cambiamenti politici, ma proprio di persone, di popolo italico, della mentalità italiana … forse i famosi detti stranieri ci descrivono meglio di come possiamo farlo noi stessi!

    Ecco un bel punto di partenza per iniziare a cambiare stile di vita:
    https://www.decrescitafelice.it/decalogo-per-la-decrescita-felice/

  3. gaiabaracetti

    Ma anche adesso che tutti si sono accorti che c’è la siccità e ne parlano, è tutto un: “ma perché io devo rinunciare all’acqua se ci sono sprechi nell’acquedotto / se ho l’orto / se ho caldo / se devo riempire la piscina / se Israele ha gli impianti di desalinizzazione” e chi più ne ha più ne metta.
    Non siamo gli unici al mondo a fare così, ma in Italia questa autoderesponsabilizzazione collettiva è particolarmente esasperata.

    Non aiuta neanche che una grossa parte del movimento ambientalista continui a dire che in realtà i cambiamenti di vita individuali non servono a niente, perché ci vogliono cambiamenti sistemici, la colpa è delle multinazionali, del capitalismo, dei governi… come i peccatori che aspettano di pentirsi quando muoiono, o i ricchi borghesi che aspettano la rivoluzione comunista e intanto se la godono… scuse, ma molta gente ci crede.

  4. Panem et circenses …
    Valeva duemila anni fa, vale più che mai oggi.

    Sono curioso di vedere cosa succederà quest’autunno quando il “panem” salirà alle stelle dato che questa sembra una tempesta perfetta: guerra, rincari materie prime, siccità.

  5. gaiabaracetti

    Valeva duemila anni fa e vale oggi, ma nei duemila anni in mezzo la gente il “panem” se lo è dovuta sudare. E dovrà ricominciare a farlo (non tutti: c’è sempre qualcuno che riesce a schiavizzare in un modo o nell’altro i suoi simili).
    Nel paese di montagna dove vivevo, la gente è molto consapevole dell’aumento dei prezzi e di cosa succederà questo autunno. Alcuni si preparano, altri no. Alcuni danno la colpa a misteriosi complotti, altri no.

  6. Dove vivevi? Dunque sei tornata a vivere in pianura/città? E i tuoi animali?
    Nell’ultimo anno, per motivi personali, non ti ho seguito molto e mi sono perso un po’ di vicessitudini a quanto pare 😉

    Da parte mia ho iniziato a fare “scorte” di pasta/riso/prodotti a lunga scadenza già ad inizio periodo bellico, in particolare quando trovo questi prodotti in offerta. E quest’anno ho messo in piedi pure una piccola serra per vedere fin dove riesco a tirare avanti nei mesi più freddi con la verdura autoprodotta. Sono dell’idea che ci aspetterà un lungo periodo di vacche magre, dopo quello di vacche grasse degli anni novanta e primi anni duemila.

  7. gaiabaracetti

    Hai ragione, anche se, dovessero le cose andare veramente male, non sarà un orto a salvarci. Ma è comunque bene farlo.
    Ti consiglio anche, se non l’hai già fatto, di costruire piccoli sistemi di raccolta delle acque piovane. A maggior ragione se hai una serra.

    Sì, mi sono trasferita di nuovo a Udine, portando gli animali con me, per una serie di motivi, alcuni personali, altri che ho discusso su questo blog. Ho cercato di convincere qualcuno in paese, o anche fuori paese, a proseguire la mia attività, ormai già impostata e solo da prendere in mano, ma nessuno ne ha voglia. Vediamo se le vacche magre convinceranno qualcuno a mettersi qualche vacca nella stalla.

  8. Le siccita’ portano al collasso intere civilta’.
    Qui la siccita’ e’ veramente cattiva, ormai.
    Queste giornate di caldo torrido sono infernali: ero in montagna con Rosa Canina, al suo cmapo, oggi, ma non siamo riusciti a lavorare, oltre le 11:30: il sole era un martello pneumatico insopportabile!
    Come fara’ la vegetazione, dopo mesi e mesi di piogge scarsi o assenti, di vento e sole!? Che incubo!

    La decrescita felice e’ come il comunismo, basata su principi teorici che, nella pratica, non funzionano perche’ si scontrano con i comportamenti delle masse definiti in migliaia e migliaia di anni e generazioni dall’etologia, una combinazione di socialita’, gregarieta’, competizione, furbismo, ingordigia, deresponsabilizzazione che mandano al diavolo tutti gli approcci teorici, per quanto, apparentemente, ragionevoli.

  9. gaiabaracetti

    Le società che si scontrano con i limiti in maniera catastrofica, ma sopravvivono, spesso adottano e interiorizzano una serie di norme di autoregolamentazione che proteggono le risorse. Ogni società, la nostra compresa, si basa su regole, divieti, obblighi, tabù. Pensa a tutte le cose che potresti fare, che ti converrebbe momentaneamente fare, ma che non fai perché hai interiorizzato le regole sociali. Ad esempio, sarebbe molto facile per tutti rubare regolarmente con poca possibilità di essere presi, eppure non lo facciamo, con qualche eccezione, perché sappiamo che una società in cui tutti rubano impunemente non sopravvive e non conviene neanche a noi.

    Se sopravviveremo alle catastrofi che stanno avvenendo, sarà con un nuovo sistema valoriale.

  10. gaiabaracetti

    Volevo dedicare un post separato alla cosa, non so se lo farò, intanto leggete: https://www.transportenvironment.org/wp-content/uploads/2022/03/202203_Food_not_Fuels-1.pdf
    C’entra sia con la guerra che con la siccità; in poche parole, stiamo sprecando acqua, e un sacco di altra roba, per coltivare cibo e farne bioetanolo e altri biocarburanti.

  11. gaiabaracetti

    “the land used to grow the biofuels consumed in Europe covers 14m hectares (35m acres): an area larger than Greece.”
    https://www.theguardian.com/commentisfree/2022/jun/30/crops-cars-starving-biofuels-climate-sustainable

  12. Nel mio mondo ideale, un’Europa con 70M di abitanti, un’Italia con 6M di abitanti, parte rilevante del territorio agricolo verrebbe coltivata a biomasse per biocarburanti.
    Una sorta di autarchia energetica: si produce l’energia che si consuma.

  13. gaiabaracetti

    Penso che sarebbe molto inefficiente; inoltre non risolverebbe i problemi del consumo idrico, del compattamento dei terreni, eccetera. A meno che tu non faccia una coltivazione manuale o con forza trazione animale, ma allora produrresti molto meno e non ti servirebbe tutto quel carburante.

    Si potrebbe forse usare una parte degli scarti agricoli per produrre biocarburanti, ma non ne abbiamo così tanti. Inoltre servono per concimare.

    Forse in futuro non potremo fare a meno dei biocarburanti, ma io non riesco a vederli come chissà che gran soluzione.

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