europarlamentari

Ovviamente nessuno mi ha risposto. Allora ho pensato che avrei potuto scrivere ai nostri europarlamentari, e ho compilato un modulo sul sito del Parlamento Europeo chiedendo i contatti, che non riuscivo a trovare. Non ho avuto risposta. (La risposta mi è arrivata oggi 23 marzo, con informazioni anche su quello che la UE sta facendo – vedete sotto) Alché mi sono detta: hai una laurea, forse puoi arrivarci da sola. Evidentemente la mia idea che bisognerebbe rispondere alle domande altrui, anche a quelle cretine, non è molto condivisa nel mondo.

È stato piuttosto complicato (devono avere un grosso problema con lo spam questi nostri rappresentanti eletti), ma sono arrivata alla pagina di ciascuno di loro e ho scritto manualmente l’indirizzo email di tutti (tranne quello di Berlusconi, che mi ero pure dimenticata fosse un europarlamentare). Se dovesse servirvi questa lista di contatti, per risparmiarvi un’ora di tedio posso spediverla io. A un certo punto, spinta dalla noia, ho iniziato a giocare a indovinare dalla pettinatura e dall’abbigliamento chi era di destra e chi di sinistra. Ci ho preso parecchio. Ammetto di aver confuso spesso 5 Stelle e Leghisti.

Mi ha anche stupito trovare certi nomi nella lista – sono più di settanta – ma non ve lo spoilero, potete scoprirlo da soli. Mi chiedo quanto quelli che sono palesemente impegnati in altre cose riescano davvero a seguire i loro compiti, per cui oltretutto ricevono un lauto stipendio. Comunque, qui sotto trovate quello che ho scritto a ciascuno di loro. Effettivamente sembra una letterina a Babbo Natale, ma io per quanto ingenuamente a queste cose ci credo davvero. Quando, leggendo i pochi messaggi che arrivano da quelle zone da cui le comunicazioni sono sempre più bloccate dagli oscuramenti e dagli arresti dell’esercito, sento dire cose tipo: e l’Occidente dov’è?, un po’ mi vergogno. Siamo lontani, ma non ci dispiace fare affari con i peggiori regimi del mondo. E allora abbiamo delle responsabilità.

Preciso che lunedì la UE dovrebbe decidere cosa fare e come e chi sanzionare, anche per questo ho scritto.

Gentili Europarlamentari italiani,

scrivo a tutti voi per sollecitare la vostra azione su un problema geograficamente lontano, ma urgente e importante: la repressione in Myanmar. Per quanto poco presente sui nostri media, la situazione è tremenda: l’esercito golpista, giorno e notte, massacra civili inermi che chiedono un ritorno alla democrazia, tortura, arresta, umilia e minaccia i cittadini che dovrebbe proteggere, rendendosi responsabile persino di furti e saccheggi nei confronti di una popolazione che rischia la fame; arresta giornalisti e oscura internet nel tentativo di agire con ancora più impunità. Questo non è accettabile. La tenace e generosa resistenza del popolo birmano deve essere sostenuta. Sono loro stessi a chiedere aiuto.

L’Unione Europea potrebbe agire con sanzioni efficaci e mirate nei confronti dei membri dell’esercito e delle loro aziende, e con pressioni diplomatiche – non vaghi appelli alla moderazione, che su questo regime sanguinoso non hanno nessuna presa.

Dal momento che l’Unione Europea sta negoziando accordi di tutela degli investimenti con la Cina, vi chiedo anche di subordinare la protezione degli interessi economici delle grandi aziende europee ai diritti umani, e non viceversa! L’intervento cinese in Myanmar finora è apparso volto a difendere solo i propri interessi, e a sollecitare addirittura maggiore repressione. L’Europa cos’ha da dire su questo? E sulle tante altre situazioni analoghe?

È anche una questione di civiltà. Sarebbe bello se i paesi occidentali, a cui così tanto viene più o meno giustamente rimproverato, riuscissero a diventare un esempio positivo nel mondo sviluppando strumenti non violenti di pressione e collaborazione per aiutare i popoli che lottano per la propria libertà, almeno nei casi più gravi ed eclatanti. La nostra credibilità è seriamente compromessa; appariamo capaci solo di chiacchere senza conseguenze, mentre la difesa dei diritti umani e l’amicizia tra i popoli vengono costantemente subordinate agli affari. Come cittadina italiana ed europea, vorrei che questo cambiasse.

Cordiali saluti

Gaia Baracetti

12 risposte a “europarlamentari

  1. gaiabaracetti

    Sanguinario, non sanguinoso… che asina!

  2. gaiabaracetti

    Queste cose destano sia speranza (perché è una forma di azione potenzialmente efficace) che preoccupazione (perché prima o poi succederanno): https://www.irrawaddy.com/news/burma/french-energy-giant-halts-myanmar-hydropower-project-human-rights-concerns.html
    Io non sono una che ragiona nello stile “peccato non averlo visto prima che venga distrutto”, perché lo ritengo egoista e poco produttivo, però sicuramente la Birmania sarebbe uno di quei posti. Ancora povero, ancora abbastanza selvaggio, in questi giorni in cui ho cercato di documentarmi ho capito che ci stanno cercando di mettere le mani tutti, e questa potrà essere al massimo un’interruzione temporanea. Meglio cercare di invertire un po’ del “progresso” qui che provare a fermarlo altrove, ma povere foreste e poveri elefanti…

  3. = Mi chiedo quanto quelli che sono palesemente impegnati in altre cose riescano davvero a seguire i loro compiti, per cui oltretutto ricevono un lauto stipendio.

    Cara Gaia, credo che siano tutti impegnati in altre faccende.
    L’Europarlamento non è un parlamento vero e proprio, è la sua parodia (non decidono nulla di veramente importante) e rappresenta una sorta di poltrona di consolazione per i politici in disgrazia.
    Sarei davvero molto sorpreso se qualcuno ti rispondesse (se non per una generica forma di cortesia).
    La democrazia in occidente, purtroppo, è in crisi, ma non è certo la UE (con la sua struttura volutamente contorta) che può farla ritornare in auge.
    Scusa il cinismo.

  4. gaiabaracetti

    Ti ringrazio per quel “purtroppo”. Come stiamo vedendo, esiste gente disposta a rischiare di farsi sparare in testa pur di difendere la propria democrazia. Noi che ce l’abbiamo dovremmo disprezzarla meno e cercare di farla funzionare.

  5. Hai cento volte ragione.
    Diamo tutto troppo per scontato.
    Speriamo di non doverci pentire.

  6. gaiabaracetti

    Ho usato questo modulo per scrivere al Ministero degli Affari Esteri italiano. Non so come l’hanno organizzato, perché ho ricevuto risposte automatiche da varie ambasciate europee… male non farà.

  7. Finora ho ricevuto una sola risposta, dall’ufficio di Giuliano Pisapia. Si stanno (e ovviamente si stavano già) interessando della situazione.

  8. gaiabaracetti

    Non ho idea se sia giusto, ma c’è chi se la prende con la Germania: https://twitter.com/AllianceMilkTea/status/1374069338202865668

  9. gaiabaracetti

    Mi è giunta risposta anche dall’ufficio di Carlo Calenda.

  10. gaiabaracetti

    … con armi comprate dalla Germania con soldi dati da un’azienda francese… https://burmacampaign.org.uk/eu-must-act-in-response-to-bombing-in-karen-state-and-killing-of-protesters/
    Ecco perché l’Europa non sta facendo quasi niente.

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