Breve epilogo

Ringrazio tutti coloro che si sono interessati alla mia salute e guarigione. Chiedo scusa per non aver risposto individualmente ai commenti ma mi sento temporaneamente giustificata. Ringrazio anche il mio braccio sinistro che è stato all’altezza della situazione e molto disponibile. Ha anche imparato a scrivere! L’altro ieri sono finalmente riuscita ad attaccare un bottone e mi faceva quasi tenerezza la collaborazione tra le due braccia: “infila tu che sei più preciso!”, “tira tu che sei più forte!”…

In poche parole, sto migliorando ma il mio braccio ancora non si raddrizza né piega completamente (è più o meno così), e nessun medico mi ha dato grandi speranze sul fatto che lo farà. Ogni giorno mi faccio aiutare a spingerlo e tirarlo, aspettando – a tre settimane dall’operazione – di cominciare la fisioterapia: mi hanno detto che c’è un mese di attesa. Questa cosa delle liste d’attesa mi fa davvero arrabbiare, perché è un modo subdolo di smantellare la sanità pubblica: tu in teoria hai diritto all’assistenza medica, ma non quando ti serve. Tantissime persone, che giustamente hanno fretta perché stai male adesso, non fra un anno, e se non intervieni subito peggiori o muori, vanno “nel privato”, alle volte addirittura all’interno degli ospedali pubblici (ulteriore beffa), ma io mi rifiuto. C’è la sanità pubblica in Italia? Sì. E allora voglio essere curata dalla sanità pubblica.

Ci sarebbero tanti modi per ridurre le liste d’attesa, in particolare assumendo personale e disincentivando il ricorso al privato, e magari tagliando sprechi o stipendi molto alti per finanziare i servizi, ma questo richiederebbe volontà politica e come prerequisito che alla gente freghi qualcosa, mentre tutti, con il tipico individualismo del nostro tempo, pensano solo per sè e dicono: vabbè, io vado nel privato, o peggio ancora faccio un’assicurazione, e così piano piano perdiamo un servizio pubblico e quando ce ne accorgeremo saremo già come in America, dove, ho letto l’altro giorno ma non ricordo dove, il ricco vive mediamente quindici anni più del povero.

(E non parliamo dei ticket sempre più proibitivi…)

Intanto che tiro e aspetto cerco anche di vedere il lato postivo della cosa – ad esempio, l’aver allenato una parte meno utilizzata del corpo. Certo, è facile quando si tratta di un danno parzialmente rimediabile. Ho pensato molto in questo periodo a chi ha subito danni ben più gravi ed è riuscito a farsene una ragione e anche darsi dei nuovi obiettivi. Come sapete ci sono esempi di persone a vario titolo famose ma anche non – e sono davvero tante, soprattutto quando si inizia a farci caso – così come sono tanti, e alcuni davvero assurdi, i modi di farsi male. Credo sia onesto ammirare la forza altrui senza essere sicuri di averne altrettanta – e sperando di non doverlo mai scoprire. Ognuno dovrebbe poi essere libero di stabilire da sè la soglia personale del tollerabile.

Leggendo Murray Bookchin ho capito questa cosa: noi diciamo che la natura è “crudele”, ma in realtà nella sua apparente crudeltà c’è misericordia, perchè i meccanismi naturali fanno sì che ogni sofferenza sia breve. L’animale debole o malato viene predato per primo; se è un predatore la morte per fame, per quanto più lenta, arriva presto. Noi umani, invece, con il peggio (la tortura o la prigionia) e il meglio (la medicina o l’amore) di noi, riusciamo a prolungare anche per lunghissimo tempo la sofferenza. Forse anche per questo siamo sempre alla ricerca di un senso.

9 risposte a “Breve epilogo

  1. andrea zanobini

    “Noi umani, invece, con il peggio (la tortura o la prigionia) e il meglio (la medicina o l’amore) di noi, riusciamo a prolungare anche per lunghissimo tempo la sofferenza. Forse anche per questo siamo sempre alla ricerca di un senso.” verità assoluta, grande.

  2. Ti auguro una rapida fisioterapia!

  3. Grazie a entrambi.

  4. Ciao Gaia,
    mi preoccupa un po’ questo tuo ritardo nell’inizio della fisioterapia. Non sono un medico, ma credo che più tardi si cominci, peggio sia. Al policlinico di Modena cominciavano la mobilizzazione già a qualche giorno dall’intervento (forse il tuo però non lo consentiva). Appena rientro a casa ti invio una mail con qualche dettaglio/foto in più.

    Comunque sono arrabbiatissimo, parlano tanto di cambiare la Costituzione e invece bisognerebbe solo applicarla: avere una lista lunga N-mesi significa Sanità negata. Punto. Speravo che da voi la situazione fosse migliore, e invece a quanto pare siamo alle solite.

    Un abbraccio,

    µĸ

  5. Certo, bisognerebbe cominciare subito (nel mio caso appena tolto il tutore), ma, per l’appunto, se non si spende per la sanità questo è il risultato.
    (Mi piacerebbe che si recuperassero da Blasoni i soldi che ha truffato per prestazioni inesistenti, per spenderli in prestazioni reali…)
    Io sto facendo a casa quello che posso, ma quello che mi preme è essere, nel mio piccolo, una testimonianza di quello che ho osservato della sanità, e offrire qualche spunto.

  6. Un caro saluto e tanti auguri anche da parte mia.
    Voi donne avete di solito più coraggio di noi maschietti con le disgrazie: sono sicuro che terrai botta.

  7. Grazie 🙂

  8. Buongiorno Gaia. Come va col braccio ?
    Gianni Tiziano

  9. Sto facendo fisioterapia, è migliorato parecchio ma ancora non del tutto operativo…

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