Rai1 Mattina in famiglia

Ero indecisa se scriverlo perché la cosa mi mette un po’ di agitazione, ma sono stata invitata a partecipare alla trasmissione di Rai1 “Mattina in famiglia”, questo sabato, per un dibattito sul tema del veganesimo, ispirato da un episodio di cronaca*. Su questo tema mi sono espressa in un post tempo fa. Rileggendolo, mi sono accorta che la mia posizione è rimasta la stessa ma su alcuni aspetti si è un po’ evoluta, incorporando mie esperienze nel frattempo e cose che ho letto, in particolare sulla sensibilità delle piante cui accennava Michele nei commenti, e che sta venendo fuori con le nuove ricerche.

Spero di riuscire ad esprimermi bene perché riassumere posizioni complesse nei tempi, necessariamente brevi, della televisione è un talento che alcuni possiedono e altri per niente. Inoltre, bisogna essere molto rispettosi degli altri ospiti anche quando non si è d’accordo, il che diventa difficile per chi tende a infervorarsi.

Ad ogni modo, ringrazio gli autori per l’invito; se vi interessa, ci saranno altri ospiti e penso che sarà interessante. Dovrei partecipare dalle otto e mezza di mattina, se ho capito bene.

 

* Che mi ha fatto venire in mente che anche alcuni dei primi abolizionisti anti-schiavisti erano “terroristi”.

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17 risposte a “Rai1 Mattina in famiglia

  1. Gaia, la faccenda è molto più grande, complessa e pericolosa del “veganesimo”.

    Il “veganesimo” è solo una delle derivate dello “anti-umanesimo” che è una dottrina sviluppata a partire dagli anni Settanta dai laboratori delle Elite Apolidi Mondialiste come arma “filosofica” per scardinare le cosiddette “società occidentali”.

    Ti mostro due esempi contemporanei anche se sono cose che si ripetono da cinquant’anni:

    https://ugobardi.blogspot.com/2018/09/per-una-ecologia-integrale_16.html

    http://sovrappopolazione.blogspot.com/2018/09/in-ricordo-di-un-illuminato.html

    Mi permetto anche una auto-citazione, ne ho scritto a più riprese ma metto solo l’ultimo post:

    https://eldalie.blogspot.com/2018/09/disney.html

    Il “veganesimo” in se è una manifestazione evidente di infantilismo e, come tale, rimane tra parentesi. Molto peggiori sono altre derivante dello “anti-umanesimo” come la riscrittura della Storia o il famoso “pensiero debole”, quelle si che sono faccende che si prestano al lavaggio del cervello.

    Ora, mi rendo conto che non puoi andare alla RAI e dire le cose che bisognerebbe dire. E’ una tautologia, la RAI non esisterebbe se la sua funzione fosse di fare “informazione” invece di “formazione”. Il Popolo va educato, dicono i funzionari e gli scagnozzi delle Elite Apolidi.

    Ho buttato la TV diversi anni fa e oggi sto pensando di buttare anche la radio. Perché è tutta e solo propaganda.

    In bocca al lupo.

  2. Al posto tuo, in video terrei presente come stella polare questo concetto:
    Se il veganesimo diventa una religione, ogni discussione diventa pericolosamente inutile.
    Se poi trascende nel fanatismo, allora diventa anche dannosa per tutti,
    uomini e animali.
    Sovente i vegani ,quelli dogmatici, accecati dalla loro fede non si accorgono più che di un mezzo, il veganesimo,ne hanno fatto un fine,
    e sprofondano nell’ignoranza pura e semplice di come agisca l’intera vita terrestre.
    Infervorati pure, ma come farebbe un rettile, animale a sangue freddo.

    Marco Sclarandis

  3. Gaia

    Tu porta la tua Saggezza della Terra.

    Poiche’ avrai a che fare con dei fondamentalisti, non potrai che suscitare le loro piccate reazioni.
    Il discernimento e il raziociniio, l’osservazione della realta’ sono incopatibile con i fondamentalismi e vengono detestati dai loro adepti.

  4. Scritto di fretta, scusate per gli errori di digitazione.

  5. Una domanda da fare al vegano ultraortodosso, chiamiamolo così per distinguerlo da quello simpatizzante e quello ragionevole, e’:

    E l’appropriarsi violento di ogni habitat, è un comportamento vegano? Edward Osborne Wilson, emerito biologo ed entomologo, invita tuti a lasciare almeno metà della Terra a tutti gli altri esseri viventi.
    (intendendo certamente questo come metà ecosistemica)

    Ogni volo aereo divora migiaia d’insetti che altrimenti sarebbero il cibo di altri animali.
    Qualsiasi coltivazione che non sia strettamente necessaria alla sopravvivenza è rapina del mondo animato, o no?
    E ancora, è la sofferenza e la sua riduzione e mitigazione la fondamentale ragione per darsi al veganesimo?
    A me sembra che il veganesimo sia alimentato,negli individui fanatici, dal senso di colpa dovuto alla nostra prepotenza sulla totalità della biosfera.
    Siamo riusciti addirittura ad infestare di rottami lo spazio orbitale, ed in questo caso è inammissibile scusarci con l’ignoranza circa le conseguenze
    dell’astronautica.

    Il mondo preumano era perfetto, in un certo senso, solo caso e necessità,
    senza consapevolezza della consapevolezza di avere alternativa a quello che si fa per vivere.Almeno così sembrerebbe.
    Ma noi umani siamo consapevoli della nostra consapevolezza, e questa sta diventando una condanna infernale.Invece che paradisiaca libertà.
    Forse è per questo che stiamo cercando di creare le intelligenze artificiali
    per trovare il modo di giungere alla saggezza sintetica.
    Un colpo di tosse del Sole e tutti noi, praticanti di culti d’ogni genere dobbiamo scendere nella fossa.
    E nessun altro verrà a portarci un fiore.
    E seanche qualche cane si accovaccerà per qualche tempo sulla tomba,
    l’animo suo resterà una cosa misteriosa a noi per sempre.

    Un saluto, Marco Sclarandis

  6. Ciao Gaia,
    le mie congratulazioni! Anche se secondo me, più che come influencer/testimonial, dovrebbero invitarti per la tua letteratura… Diamine, tra prosa e poesia… che paese triste stiamo diventando, un paese che non sa riconoscere le gemme tra i propri figli.

    Comunque, rileggendo il mio piccolo contributo, devo rettificarmi: il biochimico di cui parlavo non era italiano bensì portoghese – Antonio R. Damasio – e non era propriamente un biochimico, bensì un neurologo, oggi molto famoso per via della sua teoria sui marcatori somatici. A parte queste sviste (scrivo quasi sempre di notte e le mie funzioni cognitive decrescono più di quanto non facciano di giorno), il resto della citazione era corretto 🙂

    Felice comunque che un po’ di Baracetti pensiero si diffonda per le imprevedibili vie del nazionalpopolare… il mio sogno nel cassetto è quello di sentirti intervistata dalla Lipperini o da Marino Sinibaldi a Radio3. Non so come, ma prima o poi ci riuscirò!

    Stay gold 😉

    mk

  7. Grazie a tutti. Il tempo a disposizione è stato poco, ma sono stati espressi dei punti di vista diversi che sperino siano potuti servire un po’ da stimolo per gli spettatori. E il rappresentante dei vegani ha parlato in modo pacato e secondo me sensato, nessun fanatismo; il “dagli al vegano” è un po’ uno sport di questi tempi, forse stimolato dall’atteggiamento di alcuni di loro, ma forse anche da una sfida che lanciano e che sotto sotto mette a disagio perché per molti versi giusta, e quindi si reagisce così.
    Aggiungo che mi ha colpito la buona organizzazione della Rai, e l’ottimo trattamento ricevuto. Non ci si pensa, ma dietro anche solo a pochi minuti di una singola trasmissione lavorano tantissime persone, ognuna delle quali deve fare la sua parte velocemente e bene perché tutto scorra. Non è un’osservazione particolarmente originale, però è stato interessante farne esperienza.

  8. Michele: ti ringrazio per il sostegno a tutto tondo, ma ho visto che la vicinanza alla natura, la sobrietà, la vita con gli animali toccano corde che, nel mio caso, poesia e letteratura non toccano.

  9. Ho immaginato di chiedere alla vongola
    di darmi la sua vita in cambio di qualcosa
    e lei mi ha detto vai a chiedere a quel gambero
    ed il gambero mi ha indicato il calamaro
    e quello ancora il polipo affamato
    e questo un tonno passeggero
    che cosa si sian detti tra di loro
    mi è più cifrato d’un codice in armeno
    alla fine trovo una gallina all’apparenza scaltra
    che infatti mi ha portato a domandare a un toro
    molto cortese questo mi ha risposto subito
    dammi un mese d’erba fresca e quella mucca
    convincila a farsi sedurre dai miei scalpiti
    così ho fatto e la quinta settimana
    il banchetto ha sfamato tutti del paese
    ma il dubbio resta profondo ed indigesto
    fu un martire quel potente essere cornuto
    o un santo o solo consapevole o neanche
    che di qui si passa per divenire pranzi
    a volte cene senza ragioni conoscibili
    ma una ragione ultima dev’esserci
    forse la conosce il verme masticando la carcassa
    e la confessa al merlo solo in fin di vita.

    Un saluto!
    Marco.

  10. Gaia al tuo commento sulle “corde” io aggiungo una constatazione: non importa quanto vicina tu stia alla pecora, ci stai nel 2018. Ovvero, ci stai nella consapevolezza che se ti giri dall’altra parte rispetto alla pecora c’è qualsiasi cosa tu possa volere, anzi, c’è molto di più, c’è l’ennemila volte eccessivo e superfluo.

    E’ una condizione molto diversa dallo “stato di natura”, ovvero di vivere nudo come preda e predatore, una condizione che i nostri avi hanno abbandonato decine di migliaia di anni fa e molto diversa anche dallo stato dell’essere umano in un qualsiasi momento degli ultimi diecimila anni, da quando gli avi sono diventati stanziali e hanno cominciato a vivere di allevamento e agricoltura.

    Essere a contatto con la pecora e AVERE SOLO QUELLO, come poteva succedere ad un nostro avo di qualche secolo fa, secondo me tocca tutte altre corde rispetto a quelle che può toccare nel nostro caso, nel nostro tempo.

    Lo stavo dicendo stamattina, ti viene una carie, la pecora che “saggezza” ti trasmette? Se ti va bene puoi andare dal fabbro che con la pinza ti strappa il dente. Se sei da sola con la pecora e la carie si muta in ascesso, muori. Nel recente passato la vita di tutti, pecore e persone, era appesa ad un filo. Non solo, se tu fossi andata in un villaggio di una certa dimensione, attorno alla chiesa o alla cattedrale avresti visto una umanità sofferente, composta da storpi, guerci, nani, giganti, gente con infezioni e invalidità di ogni tipo, eccetera. Un qualunque incidente o malattia, quando non risultava fatale, diventava una menomazione permanente.

    Vivere in un contesto simile, ogni giorno della vita, mette le cose in una prospettiva radicalmente diversa dalla nostra. Una prospettiva, come dire, radicale, estrema. Se tu sei abituata a vedere amputare arti con una sega, senza anestesia, magari a tuoi congiunti, poi non ti fa tanto effetto quando sgozzano il maiale.

    Ora, voglio dire, il concetto di “natura” che fa parte della vulgata contemporanea, NON comprende le cose che ho detto e non comprende nemmeno le cose antecedenti, come dovere scappare dai predatori e invece della amputazione con la sega vedere un congiunto sbranato dalle fiere. Paradossalmente la dottrina anti-umanista dei vegani postula che noi martirizziamo gli animali previo un distacco emotivo che ci rende psicopatici. E’ esattamente IL CONTRARIO, sono i vegani che sono distaccati dalla “natura” al punto che ne hanno una visione del tutto artefatta, immaginaria, in cui loro vivono di semi senza domandarsi come appaiono i semi sul desco e quando hanno bisogno vanno all’ospedale dove c’è una TAC e non si domandano come si produca la TAC in “natura”.

    Per me, trovo un po’ fastidioso quello che io descrivo come il gioco della Regina di Francia che si atteggia a “mite pastorella” nella reggia di Versailles.

  11. Aggiungo: tra i tanti argomenti stereotipati c’è quello della “disumanità” (sic) degli allevamenti e dei macelli.

    Cosa dire? Chi “si indigna” parte dal presupposto che il maiale dovrebbe vivere libero in un prato. Non considera che se non ci fosse l’allevamento e il macello non esisterebbe il maiale. Non solo perché non ci sono prati dove mettere i maiali ma anche perché il maiale è una invenzione dell’uomo, in natura non esiste. Non solo. L’alternativa all’allevamento e al macello non è il prato idilliaco, è la caccia. Che è incredibilmente più dispendiosa, meno redditizia, questa è la ragione per cui esistono gli allevamenti. Dal punto di vista del singolo maiale, che nel nostro caso sarebbe un cinghiale, essere ammazzato a colpi di lancia mentre viene azzannato dai cani, non credo sia tanto meglio degli strumenti usati nei macelli. Si potrebbe dire che nascere e vivere dentro gli allevamenti non è vita per i maiali. D’accordo ma il punto è sempre lo stesso, mors tua, vita mea. Gli allevamenti che “tormentano” i maiali consentono alle persone una vita molto piu comoda di quella che avrebbero se tornassimo al tempo della caccia al cinghiale con la lancia.

    Allora, qualcuno immagina un mondo in cui il lupo mangia il cinghiale, perché quello è “natura” e nel mentre le persone si aggirino per il mondo come spiriti, distaccate dalle cose terrene, liberi dalla necessità di uccidere o essere uccisi. Cosa che si realizzerebbe facendo sparire nove decimi dell’umanità (senza dire come) e obbligando tutti ad una dieta strettamente vegetale (senza dire come). Più tutti gli stati intermedi, come quelli che sono d’accordo a ridurre l’umanità di nove decimi ma gli piace ancora il coniglio arrosto.

    Vabè, abbiamo troppo tempo da perdere, tra l’altro.

  12. @Gaia: credo che tutti e tre abbiate dato una dimostrazione esemplare di come sia possibile esprimere le proprie opinioni – anche su questioni che urtano parecchie suscettibilità – in modo sereno e pacato. Peccato il tempo brevissimo, tutta la mia ammirazione per la vostra capacità di sintesi.

  13. Lorenzo, la tua visione è un po’ semplicistica. Ci sono infinite vie di mezzo; i maiali, ad esempio, possono essere allevati in modo semi-brado, in recinti ampi, in gruppi in cui possano socializzare, avendo una vita più lunga, eccetera. Il prezzo è mangiare meno carne di maiale e pagarla un po’ di più. Questo non ci riporta necessariamente ai tempi in cui ti amputavano l’arto con una sega e torturavano la gente sulla pubblica piazza.
    (Inoltre, il cinghiale lo puoi ammazzare con un solo colpo di pistola, adesso, così soffre meno che con le lance. La controindicazione è che magari sbagli, com’è successo oggi, e al suo posto prendi un cristiano che passava di lì).
    Nel dire cose sensate, le assolutizzi.

  14. Gaia, il tuo ragionare è tipico della contemporaneità,

    Primo, il maiale è un prodotto industriale che viene fabbricato alle condizioni economicamente più vantaggiose. Un allevatore che si preoccupasse del benessere del maiale sarebbe automaticamente fuori mercato, quindi il suo “maiale felice” non esiste.

    Secondo, preoccuparsi del benessere del maiale è una cosa che può fare uno che ha troppo di tutto, troppo anche di maiale. Chi invece non ha da mangiare, del benessere del maiale se ne frega. Adesso tu dimmi se ha più senso, allo stato attuale, preoccuparsi del maiale e fabbricarne il meno possibile oppure preoccuparsi della gente che non mangia e quindi fabbricare quanti più maiali possibile.

    Apro una parentesi didascalica: la pistola è stata inventata come arma secondaria di chi portava come arma primaria una spada, considerato che per secoli le armi da fuoco sparavano un colpo solo. Era un’arma per il combattimento corpo-a-corpo, quindi non è mai stata usata ne per la caccia ne per la guerra, fuori dal suo scopo originario.

    Il cinghiale non è mai stato cacciato con l’arco o la balestra perché una freccia non lo uccide, lo ferisce e quindi il cinghiale fugge e lo devi inseguire oppure ti si rivolta contro e tu non hai niente per difenderti, considerato che arco da caccia e balestra hanno una gittata utile relativamente limitata. Invece si usava la lancia perché permetteva di inchiodare il cinghiale dove si trovava. Non a caso era un tipo di caccia che si praticava come addestramento militare.

    A quanto pare non mi sono spiegato riguardo il concetto del contesto. Il punto è che la tua “percezione” o i tuoi “sentimenti” riguardo gli “animali” sono condizionati dal fatto che per te TUTTO è un dipiù, tu SCEGLI come vivere, cosa mangiare, eccetera, perché hai tutte le opzioni immaginabili a tua disposizione.

    Sto parlando del concetto di “normale”.

    Non è normale vivere pensando di non essere soggetti ad alcun limite, di essere onnipotenti e immortali come gli Dei. E quindi guardare il mondo con occhio amorevole ma fondamentalmente distaccato.

    La normalità degli esseri umani, che ha dato forma al mondo, è quella che ho descritto, ovvero che la vita era difficile, appesa ad un filo e che bisognava sfruttare al massimo ogni possibile risorsa, dato che le risorse erano poche in numero e quantità. Ecco il detto “del maiale non si butta via niente”. Non era una posa, una moda, una preferenza, era una necessità di sopravvivenza.

    Adesso arriva Gaia e mi dice che basta mangiare meno e pagare di più. Ma va? Come ho fatto a non pensarci. E’ esattamente il ragionamento per cui il vegano mi dice che posso mangiare tofu invece del maiale. Perché nel mondo del vegano c’è il supermercato con il tofu sullo scaffale, il vegano non deve dissodare il campo, seminare, raccogliere e produrre il suo tofu. Vive come dipendente pubblico o come designer o sa il cavolo.

  15. Azz…ero via e mi sono perso sta performance mediatica di Gaia….ti cerco su youtube? 🙂

  16. Non si può mai sapere da dove scaturiscano le ispirazioni…….

    Dev’esserci eccesso di qualcosa
    o di mancante anche nel troppo
    in questo cosmo che finge perfezione
    pregi che decadono in difetti
    senza comprensibile ragione
    errori che diventano rimedi
    giusto che gli si dia tempo
    oggi sei fauce e stomaco saziato
    domani cibo elargito fino a spreco
    noi che siamo gli ultimi arrivati
    cerchiamo furiosi ordine
    misurando vertici lati e diagonali
    ascoltiamo gemiti di bruchi
    grida di masse collassanti
    moltiplicando dubbi divisori
    o il difetto sia che manchi niente
    che tutto sia nel posto giusto
    ma nel fare ossessivo censimento
    d’ogni pena d’ogni estasi
    siamo indecisi se metterci nel conto
    o starne fuori per goderci l’illusione
    con precisione d’essere imparziali.

    Un saluto, Marco.

  17. Mauro, non credo si trovi su youtube, prova a vedere il sito della Rai.

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