San Stino di Livenza

Ringrazio tutti quelli che continuano a frequentare questo blog, apposta o per caso, anche adesso che è così poco attivo (non trovate anche voi angosciante quando vi imbattete in un vecchio blog, aggiornato spesso, e poi improvvisamente silenzioso? Cos’è successo all’autore? È morto? Stanco di vivere? Sparito all’improvviso? Per non parlare dei forum, che ormai iniziano ad essere tanti, di dieci e anche venti anni fa. Mi sembra di sentir parlare i morti). Magari qualcuno di voi vive dalle parti di Venezia; in questo caso, vi comunico che domenica 23 settembre sarò alla sagra di San Stino di Livenza a filare la lana con un gruppo folkloristico di Paularo (Ud). Porterò un po’ di lana da vendere; anche libri ma solo su richiesta. L’ultima volta, a Rho, avevo esposto dei miei libri di poesie ma li hanno portati via senza pagarli, probabilmente pensando che fosse materiale promozionale. Per dire in che mondo viviamo.

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6 risposte a “San Stino di Livenza

  1. Si, “materiale rimozionale”, nel senso che l’hanno rimosso mettendoselo in tasca. Riguardo i blog e i forum, io penso che l’autore è passato ad usare i “social” ed è meglio cosi, selezione.

  2. Peccato non essere nei paraggi… quanto ai blog, ogni volta che qualche voce fuori dal coro o autorevole cessa di pubblicare, per me è una grande perdita… diminuiscono i buoni contenuti in rete e aumentano (esponenzialmente) l’immondizia, le fake e gli sfoghi psicologici di esasperate solitudini esistenziali. Per questo sono a favore della contribuzione per i blog e in generale i contenuti in rete; chiunque non abbia mai pubblicato non ha proprio idea di quanto tempo/risorse porti via (a meno di non fare come i nostri attuali politici; ma quella – per l’appunto – è solo spazzatura).

    In bocca al lupo per l’evento! 🙂
    Un abbraccio,

    mk

  3. “Crepi” 🙂
    Alle volte tacere se non si ha niente da dire è comunque un contributo alla qualità dell’informazione, in quanto lascia parlare chi qualcosa da dire ce l’ha. In fondo non mancano cose buone da leggere, anzi, ce n’è troppe, e io penso che anche la miglior mente potrebbe aver bisogno di prendersi qualche pausa, anche a costo di perdere l’attenzione che ha faticosamente attirato fino a quel momento. Se poi proprio vuole fare un servizio, può sempre dirigere questa attenzione verso qualcun altro che considera valido.
    Se poi altri approfittano dello spazio che si libera, temporaneamente o definitivamente, per riempirlo di stupidaggini, allora la colpa è loro e di chi li sta a sentire… ogni tanto mi sento in colpa a cliccare link frivoli perché so che c’è qualcuno che se ne accorge, e si sente motivato a metterne sempre più su quel tenore.
    Comunque, io in realtà io avevo in mente tra i blog scomparsi anche quelli con meno pretese, che forse non sentono neanche il bisogno di giustificare la propria interruzione: quelli dedicati ad hobby, vecchi forum agricoli, resoconti di progetti che rappresentavano il sogno di qualcuno… è una malinconia strana, come sentir parlare di una persona che non hai fatto in tempo a conoscere, che già non c’è più…

  4. I big dei big-data, FAGA, metto solo le iniziali di alcuni di loro,che chi vuole intendere intende, si ostinano fino all’ossessione per illuderci che possiamo
    superare il numero di Dunbar (Robin) semplicemente adoperando meglio la loro mercanzia.
    Ma la dozzina di dozzine di relazioni significative che possiamo coltivare, arrotondata da Dunbar a 150, resta un limite invalicabile.
    Per nostra fortuna quanto il vaso è colmo, trabocca e quando il peso e troppo, la corda si spezza.
    E questo ci costringe ad attuare la sobrietà terapeutica.

    Qualche verso recente…………

    Ho chiesto alla carovana di formiche
    se sapessero qualcosa di recente
    sulla lunghezza della vita dei protoni
    una s’è inerpicata sul mio pollice
    ma solo per suggere una goccia di sciroppo
    al branco d’elefanti ho letto versi medievali
    cercando nei barriti entusiasmo e approvazione
    non vi era noia ma l’interesse era rivolto
    al cestino di mele sbucciate e più odorose
    allora ho guardato negli occhi sconfortato
    dalla calura il cane affranto e complice
    gli ho chiesto se l’involucro suo avesse
    mai pensato di scambiare con il mio
    mi è parso rapito da un abisso d’attenzione
    presto dalla sua impotenza abbandonato
    a comprendere rovello troppo astratto
    pronto però a captare quesito più concreto
    il vicino poteva esserci per dialoghi alla pari
    spazianti dalla chiacchera al mistero
    se solo l’azzardo non l’avesse imbambolato
    reso simile al lombrico invertebrato
    da questo differente solo perché attratto
    da esponenziale crescita del gruzzolo
    di monete avanzate come resto della spesa.

    Un caro Saluto, Marco.

  5. Grazie Marco. Ho esitato nell’approvare il tuo commento ma poi mi sono resa conto che non posso pretendere commenti “pertinenti” a post sconclusionati 🙂

  6. Internet ci ha mostrato inequivocabilmente che tutto è collegato con tutto,
    e quindi tutto è pertinente con tutto, ma attraverso vie, labirinti, cunicoli
    e sentieri, o detto in altro modo, gradi di separazione che possono essere
    tanto numeromi da non riuscire ad elencarli..
    Un diario reziario (messo in rete) come il blog non sfugge a queste implicazioni dell’esistenza, che sia di una particella elementare o di un ammasso di galassie.

    Questo tuo post potrebbe apparire senza conclusione, ma l’appropriazione indebita dei tuoi libri di poesie, di cui parli, per concludere che ciò è un
    esempio del mondo in cui viviamo, è comunque conclusivo, certamente
    non in modo assoluto, per fortuna.
    Io, comunque ho regalato più di un centinaio dei miei libretti “Mai ci parlerà l’aragosta”, così ho stroncato alla radice il problema mercantile al riguardo.

    Se li avessi venduti, avrei avuto il denaro per ristamparne altri, almeno questo, ma trattandosi di cifra tutto sommato modesta, va bene così.
    E dopo dieci anni ed un secondo libretto, ormai datato, da tre anni quasi,
    sono indeciso se stampare il terzo, o lasciare in eredità i fogli sparsi
    con i versi che forse potrebbero interessare quella dozzina di dozzine di lettori.
    Ti saluto con una poesia che potrebbe far parte di questo prossimo libretto.

    Com’è che siamo qui
    in quest’angolo del braccio
    d’una galattica spirale
    a roteare alcune volte
    intorno ad un ordinario Sole
    per poi andarcene nel buio
    come meteore simili a candele
    o riceveremo illimitata cera
    perchè sappiamo quanto spazio gelido
    esiste e attende della calda luce
    com’è che osiamo sempre domandare
    anche se in anticipo si parte
    e nemmeno lì su di una lapide
    verrà scolpita una risposta
    che sia questa strana giostra
    per l’eternità una fionda.

    Marco Sclarandis.

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