l’Italia, evidentemente, non è un paese democratico

Come cittadina italiana sono disgustata: il popolo si è espresso e ha eletto i suoi rappresentanti, questi dopo una lunga trattativa hanno trovato un accordo sulla base dei propri programmi e stavano per formare un governo, ma il presidente della Repubblica si è opposto perché non ne condivide la sostanza e ha bloccato la formazione di un governo che era la logica conseguenza del voto degli italiani. Questo è anticostituzionale, antidemocratico, e al limite del colpo di Stato (il parlamento è ancora lì, almeno). E non è la prima volta che agli italiani viene imposto un governo che non hanno scelto e che salta fuori da chissà dove.

Io non ho nemmeno votato la Lega o i 5 Stelle. Non condivido la gran parte delle loro proposte e non mi piace la figura di Savona – a quanto ho letto, ad esempio, fu uno dei principali promotori del Mose a Venezia. Ma non è questo il punto. Il punto è: chi decide veramente? La democrazia non è dittatura della maggioranza senza contrappesi, è vero, ma i contrappesi servono per tutelare dei principi fondamentali e irrinunciabili, e invece qui vediamo che il principio fondamentale e irrinunciabile non è la sovranità popolare o nazionale, ma l’euro. Sembra che entrando in Europa gli italiani abbiano addirittura rinunciato alla possibilità di scegliere il proprio governo. Questo ha dell’incredibile.

Gli antieuropeisti hanno ragione. Chi ha deciso di far saltare il governo che i rappresentanti eletti dal popolo avevano preparato? Perché l’euro è un dogma più importante addirittura della rappresentanza? Perché un paese deve fare quello che vogliono “i mercati” o le altre nazioni europee? Un paese deve poter fare di se stesso quello che vuole; il prezzo da pagare può essere l’espulsione da un’organizzazione internazionale, le sanzioni o la perdità di credibilità, ma non l’impossibilità stessa di autogovernarsi!!

Recentemente, su questo blog era stata sollevata la questione del debito. Avevo pensato di fare un post in proposito, ma mi avrebbe preso troppo tempo. Dirò solo questo: il pasticcio in cui ci troviamo è un risultato non solo dell’aver devoluto la propria sovranità (e quindi la propria autodeterminazione) alle istituzioni europee, ma anche del finanziarsi con il debito, per cui coloro che prestano allo Stato italiano hanno poi voce in capitolo su quello che questo Stato e le sue istituzioni fanno. Altrimenti, non prestano più e la spesa pubblica si blocca, rischiando il collasso (vedi Grecia). Il debito va ridotto anche per questo: toglie una enorme fetta di sovranità e rende ricattabili. Pare che il “nervosismo” dei mercati abbia spaventato Mattarella. Ma a chi deve rendere conto, ai mercati, o a noi?

Incredibilmente, durante queste estenunanti trattative mi ero trovata ad approvare Di Maio e Salvini, sia per la disponibilità a trattare e scendere a compromessi, ma relativamente trasparenti, sia per la lealtà che quest’ultimo, fino alla fine, ha cercato di dimostrare ai propri alleati. Tutto quello che hanno fatto – trattative, proposte, annunci – fa parte di un vero sistema democratico, uno in cui non c’è una squadra che vince e una che perde neanche fosse una coppa, ma una serie di rappresentanti dei vari gruppi di interesse del paese che trattano per ottenere un compromesso che sia il più fedele possibile alla volontà degli elettori. Mi sembrava un buon esempio. Pensavo: finalmente si fa come si dovrebbe fare. Peccato che le istituzioni e le vecchie guardie non abbiano retto a questo momento di genuina democrazia rappresentativa.

 

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39 risposte a “l’Italia, evidentemente, non è un paese democratico

  1. Buongiorno Gaia,

    io (nonostante sia favorevole ad una profonda ridiscussione dei limiti della sovranità europea nei termini già espressi da Varoufakis), non sono tanto d’accordo con la tua lettura degli ultimi avvenimenti politici.
    A me questa storia sembra molto pretestuosa: vuoi vedere che tutto il problema fosse solo Savona? Se ci tenevano tanto a governare, i leghisti non potevano presentare anche un altro nome, foss’anche quello di una testa di legno? Ricordo che quando Berlusconi pretese il nome del suo avvocato Previti al dicastero della Giustizia e Scalfaro gli rispose picche nel 1994, lo stesso Scalfaro fu costretto ad accettare Biondi, e Berlusconi le leggi ad personam se le fece comunque, anche senza Previti.
    Perchè Salvini non ha fatto la stessa cosa? Soprattutto dopo i proclami dei 2 leader che qualche giorno fa esclamavano: «il nostro vero leader è il contratto, i nomi dei ministri non sono importanti!»

    A mio avviso (e lo sto sostenendo da settembre 2017) la verità è che sia Salvini che Di Maio non possono NON dare vita ad un governo che, per non fare partire le clausole di salvaguardia, decreti una manovrina di correzione dello sforamento che ci portiamo dietro dall’esercizio finanziario precedente. Come giustificare all’elettorato una manovra straordinaria, dopo aver promesso loro mari e monti (reddito di cittadinanza, cancellazione della Fornero, etc.)?

    Inoltre nell’art. 11 della nostra Costituzione (che forse i più ignorano) è scritto abbastanza chiaramente che la sovranità popolare e nazionale è limitata dalle leggi e dagli accordi sovranazionali che il paese ha ratificato (in cui rientrano quelli Europei). Cito: «…Il costituente introdusse tale periodo avendo come specifico riferimento l’Organizzazione delle Nazioni Unite, per aderire alla quale era necessario che lo stato si dichiarasse “amante della pace”. Successivamente, stante l’assenza di una disposizione ad hoc, quella in commento è stata ritenuta il fondamento anche dell’adesione italiana all’Unione Europea (in origine, 1951 e 1957, Comunità Europee), secondo una lettura avallata dalla stessa Corte Costituzionale (Corte Cost., 18 dicembre 1973, n. 183, Corte Cost., 5 giugno 1984, n. 170, Corte Cost., 19 aprile 1985, n. 113). Con questa adesione l’ordinamento italiano è giunto a stabilire che, in caso di conflitto tra diritto interno e diritto comunitario immediatamente applicabile, è quest’ultimo a prevalere, con immediata disapplicazione del primo. Ciò all’esito di un percorso giurisprudenziale travagliato, che ha visto come punto fermo l’elaborazione, da parte della Corte Costituzionale, della c.d. teoria dei controlimiti, in base alla quale l’accennata prevalenza deve comunque garantire il rispetto dei diritti della persona e dei principi fondamentali dell’ordinamento (Corte Cost., 18 dicembre 1973, n. 183). Il principio di primazia del diritto comunitario ha trovato esplicita affermazione nell’art. 117 comma 1 Cost. così come riformato nel 2001. »

    Non è che uno firma un trattato internazionale, ha il terzo (dico terzo) debito pubblico mondiale dopo USA e Giappone, peraltro attualmente finanziato dalla BCE, e da un giorno all’altro dice: signori miei, sapete che c’è di nuovo? Me ne strasbatto delle vostre leggi (e del vostro finanziamento) e mi indebito come cavolo mi pare! Queste uscite vanno bene al bar dello sport o ad un comizio per persone quanto meno poco istruite in educazione civica; in altri contesti sono assolutamente risibili.

    La questione della sovranità europea e degli stati nazionali è faccenda seria e complessa; a mio avviso (sottolineo è un’opinione molto personale) bisognerebbe inviare in Europa personalità con altre carature rispetto a quelle di Salvini e Di Maio (fosse solo per il fatto che in piazza urlano: usciamo dall’Euro! e poi nella city di Londra rassicurano: lo diciamo per dire, mica lo facciamo sul serio).

    Tutta questa manfrina, che ci stanno tirando avanti oramai da mesi, ha un unico obiettivo: la nascita di un governo tecnico che faccia partire la manovra correttiva, e qualcuno a cui dare la colpa agli occhi dell’elettorato: noi volevamo fare tanto, ma i plutocrati dell’eurozona ce l’hanno impedito. Cattivi!
    A quanto pare ci sono riusciti.

    Se avessero voluto, avrebbero potuto cambiare candidato al Tesoro e provare a tentare la mano in corso di legislatura: ma questo avrebbe significato che sarebbe stato il loro governo a dover far partire la manovra correttiva (o ad essere colpevole dell’aumento dell’IVA e dello scattare delle clausole di salvaguardia), e questo è un po’ difficile da far ingoiare, anche alle persone più ignoranti.

    Cambiare i rapporti con l’Europa sì, ma sul serio e – soprattutto – responsabilmente e senza prendere in giro (eufemismo) gli elettori.

    Ciao e grazie sempre per lo spazio!

    mk

  2. Il vero guaio è che milioni di Italiani sono convinti che cedere sovranità sia una cosa buona e giusta. Milioni di Italiani che sono dispostissimi a rinunciare ad eleggere il Parlamento se questo significa la fine degli Stati e delle Nazioni. Milioni di Italiani che non aspettano altro che il “governo mondiale” e che sono convinti che Soros sia un grande filantropo.

    E sopra tutto aleggia l’imperituro “Franza o Spagna basta che se magna”.

  3. Ciao Michele,
    poco fa ero al bar e sullo schermo ho visto Di Maio che, da Barbara D’Urso (…) diceva che loro avevano già garantito di non voler uscire dall’euro, e che quello di Savona era solo un pretesto per tirare fuori Cottarelli, già pronto da un pezzo, come sta apparendo abbastanza evidente.
    Ora, io non posso credere che ci siano delle persone così pazze da sbattersi per candidarsi, vincere, e poi fare di tutto per non governare mai. Vabbè che abbiamo dei politici discutibili, ma qui stiamo parlando di un atteggiamento completamente insensato.
    Ma se anche le cose fossero come dici tu, rimane comunque il fatto che Mattarella ha davvero bloccato un ministro che ufficialmente non ha dichiarato (da candidato ministro) di voler fare quello che Mattarella è sicuro che farebbe: si tratta di un processo alle intenzioni all’ennesimo grado.
    Riguardo alla subordinazione delle leggi italiani a quelle europee, io non sono una giurista ma:
    – qui non stiamo parlando di un provvedimento in violazione alle leggi europee, ma di un governo che forse potrebbe contravvenire ad esse: c’è una differenza sostanziale tra bloccare un provvedimento e bloccare un governo! Inoltre, l’Unione Europea ha i suoi meccanismi per regolare chi viola le regole, e il presidente dello stato italiano non mi risulta faccia parte di questi meccanismi. Se ognuno si mette a fare cose che non gli competono, addio patti e addio democrazia
    – questa è la prima volta che l’Italia contravviene a leggi europee? A me sembra che prendiamo continuamente multe a destra e a manca; perché si blocca un governo che potrebbe violare delle regole, ma finora nessuna carica è mai stata revocata per questo?
    Siamo in trappola, questa è la verità. Non possiamo violare le regole, ma non possiamo nemmeno cambiarle, perché nel momento in cui gli italiani (a torto o a ragione) scelgono un governo che queste regole potrebbe volerle cambiare, questo governo non può governare e quindi non può arrivare al punto di cercare di cambiare le regole.
    Ogni legge si basa sul consenso delle persone a cui si applica, attraverso meccanismi di democrazia rappresentativa. Io rispetto le leggi perché faccio parte di una comunità che si è data queste leggi. Il presupposto è che questa legge si possa anche cambiare, se abbastanza elettori-cittadini lo vogliono. Ti rendi conto che in Europa ci siamo dati delle leggi che, di fatto, non possiamo cambiare?
    (Sì, si elegge il Parlamento Europeo, ma il vincolo di bilancio è stato approvato dagli stati, non dal parlamento)

  4. Cioè, in meno parole: gli italiani dovrebbero essere liberi di votare un governo che fa promesse dalle gravi conseguenze se mantenute, e poi subire quelle conseguenze. Se no, se ogni volta che un popolo sceglie dei rappresentanti le cui promesse non sono mantenibili venisse commissariato l’intero paese, come potremmo MAI avere una democrazia?

  5. Gaia, non ti sei ancora stufata di vedere e sentire ripetere sempre le stesse cose? Sarà che io sono più vecchio e li rivedo e risento da lunga pezza.

    Come ho scritto sopra, in Italia c’è una guerra civile in corso de cent’anni, che non si è mai interrotta. La cosa bella, che a pensarci fa sganasciare dalle risate, è che la stessa guerra civile una volta si combatteva in nome dalla “classe operaia”, la quale classe era come gli Italiani oggi, in generale, stupida, incapace di intendere e volere, quindi necessitava della filantropica tutela dei compagni intellettuali e dell’eroica impresa dei compagni militanti.

    Oggi la guerra civile si combatte in nome dell’intera umanità, che come la vecchia classe operaia è stupida e incapace di intendere e volere, quindi necessita della filantropica tutela ed eroica militanza altrui. Qui i tra i compagni intellettuali e filantropi si trovano la Trilateral, ill Gruppo Bilderberg, Soros, banche, fondi di investimento, eccetera e poi a scendere fino al circolino ARCI sotto casa mia.

    Nel 2015 il signor Scalfari scriveva a proposito di quelli che chiamava “i sogni di Renzi, ovvero Renzi non sogna abbastanza”:
    ” in un certo senso il nostro presidente del Consiglio ha preceduto la Merkel ed ora l’Italia è il Paese più vicino alla Germania e ovviamente il più lontano dai populismi antieuropei alla Salvini nonché alla “politica dei muri” dei quattro Paesi dell’Est europeo, della Danimarca e dei conservatori inglesi. Sono segnali – quelli di Renzi nella lettera a noi diretta – che finalmente, almeno sul tema dell’immigrazione, mettono in atto concretamente una politica nuova, moderna, positiva, che accomuna i partiti moderati e quelli di una sinistra riformatrice, dando voce all’Europa come noi la vorremmo e la vogliamo. Perciò: bene Renzi se continua così.

    L’Europa deve saper dire addio agli Stati nazionali e farsi struttura globale, aperta, democratica, moderna. Lo Stato nazionale di oggi ben presto apparirà anacronistico folclore. Oggi servono su tutti i temi e problemi soluzioni europee e valori globali. Il passo finale di questa politica deve essere la Costituzione, la carta fondamentale che ancora manca all’Europa. L’America fece questo, oltre ad aprirsi ai migranti di tutte le provenienze ed oggi, non a caso, è il Paese numero uno del mondo intero”.

    […] così dice anche la nostra presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha mobilitato su questo stesso tema i presidenti delle Camere di Francia, Germania e Lussemburgo che comunicheranno lunedì prossimo al presidente Mattarella questa loro risoluzione.”

    Il signor Scalfari faceva da contraltare alla signora Boldrini, prego leggere questa intervista. Si può riassumere in questo brano significativo:
    “La bandiera europea deve venire per prima; quella nazionale è importante ma viene dopo. E gli inni. Mameli va benissimo, nella nostra storia come la Marsigliese è la storia della Francia, ma l’Inno alla Gioia è l’Europa e deve essere suonato per primo in tutte le pubbliche circostanze”.

    Ora, a parte che la storia dei due inni è del tutto differente, cosi come differente è la storia dei due Paesi, il punto è che l’Italia e la Francia in quanto Nazioni DEVONO CESSARE DI ESISTERE.
    Questo non è una questione formale, di diritti confliggenti o complementari, di studio del Diritto, è il proseguimento della guerra civile che negli anni Settanta vedeva sparatorie per le strade e bombe nelle piazze. Non ha funzionato allora, coi mezzi e gli slogan di allora, riprovano adesso con mezzi più sofisticati e slogan “inclusivi”, sul tipo dei “diritti umani” che prevalgono sul diritto nazionale.

    Ovviamente c’è la faccenda che nessuno fa niente per niente, tranne i manovali che di solito sono psicopatici. Quindi se unisci i puntini andando a vedere chi sono gli “azionisti di riferimento”, ti fai una ragione del meccanismo e del suo funzionamento.

    Ti chiedi come potremmo avere una democrazia. Semplice, dipende dal senso che dai alla parola “democratico”. Fino al 1989 metà dell’Europa era chiusa nel filo spinato da regimi “democratici” che avevano come presupposto la necessità di salvare il proletariato da se stesso imponendogli la tutela del Partito Comunista. Oggi in Italia e in Europa siamo allo stesso punto, siamo al “mal comune, mezzo gaudio” di essere tutti compagni di cella dentro questa enorme prigione che ci toglie l’auto-determinazione e il POSSESSO DELLA TERRA (l’Italia non è la patria degli Italiani, l’Italia è di tutti) in cambio della promessa di un consumismo ridicolmente effimero, basta sentire i discorsi degli impiegati alla macchinetta del caffè. Quindi la risposta è che possiamo avere la stessa “democrazia” che avevano nella Repubblica Democratica di Germania dietro il Muro. O peggio.

  6. Adesso ci tocca pure sentire che Mattarella ha agito per tutelare “i risparmiatori” (che suona meglio de “i mercati finanziari”). Ne deduco che i “risparmiatori” sono esclusi dal normale procedimento democratico, non devono cercare partiti portavoce dei loro interessi o partecipare al dibattito come tutti gli altri, ma sono automaticamente tutelati dal Presidente della Repubblica in persona a discapito di tutto il resto. Fortunati, questi risparmiatori.
    (E io non sono nemmeno d’accordo con l’idea di aumentare il debito! Per me uno stato non dovrebbe nemmeno finanziarsi con il debito! Eppure questa cosa non mi va giù)

  7. La menzogna più grave è che Mattarella fa intendere che se avesse approvato la lista dei Ministri avrebbe portato la responsabilità del tracollo dell’Italia, meccanicamente inevitabile.

    Non solo è falso perché l’unico modo per evitare questo ipotetico tracollo è impedire che Lega e M5S si presentino alle prossime elezioni e che abbiano la possibilità di formare un governo. Quindi qui Mattarella dice che qualsiasi movimento/partito che non piace ai “mercati” deve essere bandito dalla vita politica PER SEMPRE, sulla falsariga della “apologia del Fascismo” (nota che alla fine si torna a menare lo stesso torrone).

    E’ anche falso perché Mattarella poteva operare la censura sull’operato dei Ministri e del Governo in un qualsiasi momento successivo e di più, a me risulta che l’Italia sia una Repubblica parlamentare quindi l’ultima parola in tutti i casi dovrebbe essere del Parlamento, non al Presidente. Torniamo a bomba, per impedire a Lega e M5S di legiferare con la maggioranza in Parlamento occorre o togliere al Parlamento il potere legislativo oppure impedire che Lega e M5S abbiano mai la maggioranza.

    Ha ragione Salvini a non lanciarsi come Di Maio sulla proposta di mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica. Ha ragione perché, togliendo di mezzo tutti i tecnicismi legali e i sofismi, il problema non è la persona di Mattarella ma la opposizione che viene dalla “sinistra” che a sua volta è esecutrice delle direttive che vengono alle Elite Apolidi e Mondialiste.

    Tempo fa leggevo una intervista a D’Alema, di cui in questi giorni è stato diffuso il video in cui ci percula con “prenderanno l’80%” ridendo sotto i baffetti perché non farebbe differenza. In questa intervista in sostanza auspicava un crollo del cosiddetto “occidente” che secondo lui è necessario come la caduta dell’impero romano per fare strada al prossimo Rinascimento. Questo per dire che, convenienza personale a parte nell’avere certi sponsor, l’idea che il Mondo Nuovo delle Elite Apolidi sia un passaggio necessario verso il Radioso Avvenire del Proletariato è quello che ha rimpiazzato il vecchio marxismo-leninismo.

    Nei prossimi giorni si presenterà al Parlamento l’ennesimo “governo tecnico” a gestire l’ennesima “emergenza finanziaria”. Il Parlamento ha due opzioni, negare la fiducia e quindi sciogliersi entro qualche mese oppure dare la fiducia e con questo legittimare non solo la prassi attuale ma l’ideologia che sta dietro, ovvero che qualsiasi maggioranza avrà in futuro il Parlamento, l’Italia non è uno Stato sovrano ma eterodiretto e la funzione del Parlamento, al più, sarà quella di ratificare decreti governativi.

  8. Ah, ovviamente oltre a escludere per sempre dal Parlamento le “forze populiste” e/o togliere funzione e senso al Parlamento, nel prossimo futuro i nostri amici delle Elite dovranno trovare un modo sia per incaricare i Presidenti che i Governi a dispetto degli Italiani. La cosa più semplice e in linea con l’ideologia della anti-sovranità sarebbe che Presidente e Governo fossero incaricati dalla “Europa” invece che da noi, tipo dei “vicerè di Maracaibo” delle storie dei pirati e delle colonie spagnole.

  9. Eccoci, sono stato profetico, ripetizione ennesima:

    “Appenderò oggi una bandiera italiana fuori dalla finestra del mio ufficio a Montecitorio – ha annunciato – affinché tutti possano vederla. Invito tutti a fare altrettanto. Prendete la bandiera, compratela e appendetela. Tiriamo fuori il nostro orgoglio di essere cittadini italiani”.

    “Contro la chiamata alle armi di Di Maio, si è subito schierato il Partito democratico rievocando la Marcia su Roma fatta da Benito Mussolini nel 1922. “Il 2 Giugno è la nostra festa, la festa dell’Italia – ha tuonato Andrea Marcucci – chi vuole fare rievocazioni della marcia su Roma, con mobilitazioni ridicole contro l’Europa, contro il Presidente della Repubblica, contro la tutte le istituzioni, si fermi prima del precipizio. Faremo vedere a Di Maio e a Salvini che la democrazia in Italia è forte”. Il capogruppo piddì a Palazzo Madama accusa la Lega e il Movimento 5 Stelle di voler “alzare la tensione” con la richiesta di impeachment e portando i cittadini in piazza il giorno della Festa della Repubblica. “Pagheranno per questa tracotanza – ha tuonato il senatore dem – pagheranno per queste manifesta volontà di impoverire gli italiani per assecondare i loro folli disegni”. A partire da domani i dem faranno partire “una mobilitazione in difesa delle istituzioni democratiche e della Costituzione” che culminerà, poi, venerdì in una manifestazione a Roma.”

    Andremo avanti cosi all’infinito perché l’unico partito che ha piena cittadinanza in Italia è il PD. La cosiddetta “sinistra” controlla tutto, dai grandi quotidiani alle televisioni, tutta la Pubblica Amministrazione, nomina i giudici della Corte Costituzionale, i Presidenti della Repubblica, qualsiasi cosa. Gli altri sono sempre e comunque “fascisti” e non hanno diritto di esistere.

    Normale che le elezioni abbiano senso solo se celebrano la “sinistra”, altrimenti si annullano, si sciolgono le camere e si rifà tutto da capo.

    Intanto, abbiamo rimosso tutte le tappe del percorso con cui siamo arrivati qui e i nomi e le facce.

  10. Ecco, confermata altra profezia grazie al Corriere:
    Bando allo sterile pessimismo – Il nuovo Rinascimento è già qui.

    Che è la riedizione della famosa “avanguardia del nostro futuro stile di vita”.

    Saltiamo a piè pari quei mille anni di Medioevo ma tanto la gente che va in piazza a cercare i Fascisti niente sa e niente capisce.

  11. Dare la colpa di tutto ciò che è successo a Mattarella è veramente disonesto intellettualmente. E’ prassi consolidata che il candidato premier che salga al Colle presenti per ogni ministero una lista di candidati. Numerose volte, nell’arco della vita repubblicana, per questioni di opportunità o merito il presidente ha deciso di non accettare la candidatura:

    – Previti, non accettato da Oscar Luigi Scalfaro quale Guardasigilli;
    – Maroni, non accettato da Ciampi sempre come ministro della Giustizia;
    – Nicola Gratteri, non accettato da Giorgio Napolitano ancora al ministero della Giustizia;
    – Clelio Darida, non accettato da Francesco Cossiga come ministro della Difesa.

    E questi sono solo quelli celebri, trapelati all’esterno delle consultazioni.

    In ognuno di questi casi, il candidato premier ha supplito con un nome gradito anche alla presidenza e il governo è nato. Nel caso di Berlusconi, lo ribadisco, l’assenza di Previti alla Giustizia non impedì al premier di farsi tutte le leggi salva-processi che gli servivano.

    Dire: «Non possiamo governare perché non c’è Savona!» è nascondersi davvero dietro ad un dito. Non riesco a capire come le persone riescano a bersi una scusa così puerile. Però se il 28 febbraio scorso a Matrix Salvini diceva: non si può/conviene uscire dall’euro e ora dice che non può governare perché non gli nominano il ministro che deve condurre l’uscita dall’Euro, e tutti lì a dire: poveretto, ma guarda, non lo fanno governare, beh penso davvero non ci sia nulla da argomentare. I pesci rossi hanno più memoria degli italiani.

    Alcuni paesi che hanno deciso di nazionalizzare il debito rifiutandosi di onorare le obbligazioni sui mercati? Venezuela (cosa successe quando dovettero fare ricorso al FMI? Do you remember El Caracazo?), l’Argentina, la Grecia. Quando non hai una banca nazionale che ti finanzia il debito e devi ricorrere ai mercati per finanziarti la spesa pubblica, e hai il terzo debito pubblico del mondo, e entro un anno devi rifinanziarne la metà proprio sui mercati, forse non è così intelligente fare certe dichiarazioni o mettere in campo certe strategie. Con quanto l’Italia paga solo di interessi sul debito, potrebbe finanziarci circa il costo derivante dall’abolizione della Fornero, giusto per dare qualche ordine di grandezza. Quanto costerà al paese l’aumento dello spread di questi giorni, grazie al pasticcio che hanno combinato?

    Uno spunto di riflessione interessante sulla fisiologia del debito è il seguente: Il debito pubblico italiano: la truffa è servita. Non condivido in tutto e per tutto l’analisi, ma quello che credo sia un dato incontestabile è che a pagarne gli effetti siano sempre i cittadini.

    Per me personaggi che guardano unicamente al proprio tornaconto politico (Renzi, Salvini, Di Maio) e non agli interessi del paese mancano della statura (e della dirittura morale) dello statista. Il vero problema dell’Italia oggi – a mio avviso – è proprio questo: non abbiamo statisti, ma solo commedianti che vanno a stracciarsi le vesti da Barbara D’Urso (sigh).
    Buona giornata a tutti,
    mk

  12. Lorenzo, il fascismo è intrinsecamene antidemocratico, per cui è logico che un paese democratico non lo possa ammettere. Il problema, semmai, è chiamare fascismo quello che non lo è.

  13. Michele, il fatto è che cosa sia opportuno o meno fare per governare l’Italia NON è di competenza del presidente della Repubblica, punto e basta. Nè è sua competenza decidere se i politici eletti hanno o non hanno la statura per governare. Queste sono scelte che spettano agli italiani, non a lui.
    Altrimenti cosa abbiamo le elezioni a fare??
    Il presidente della Repubblica deve garantire la costituzione, ma non ha i poteri che si sta arrogando adesso. Non ha nemmeno il potere di mettere il veto a dei ministri, a meno che non siano persone veramente e indiscutibilmente incompatibili con la costituzione, e Savona non lo era. Tra l’altro, se Savona dichiara di non voler fare quello per cui viene rifiutato, a che titolo il presidente può presentare tale rifiuto? Va bene la memoria, ma mi sembra eccessivo impedire a una persona di ricoprire una carica solo perché ad un certo punto nella sua carriera ha espresso una posizione con cui il presidente non è d’accordo, persino se poi garantisce di non voler agire secondo tale posizione. Questo rasenta veramente l’assurdo. Qui non stiamo parlando di impedire a un mafioso di diventare ministro, ma di censurare una posizione politica impedendo a chiunque l’abbia mai espressa di ricoprire una carica. Terrificante.
    Se poi i politici rispetteranno o meno gli impegni, di nuovo questo spetta agli italiani giudicarlo. Per questo abbiamo delle elezioni regolari: per mandare via, se vogliamo, chi non mantiene le promesse.
    Tu citi dei precedenti, che io non conosco nei dettagli, ma che non sono sufficienti a giustificare la situazione attuale, tanto più che il nostro ordinamento non si basa sui precedenti, come quello anglosassone, ma sulle leggi stesse. La costituzione non prevede che il presidente scelga i ministri, e i costituenti non l’hanno scritta con questa intenzione.
    Tu dici che gli italiani non sono liberi di farsi truffare. Innanzitutto, che questa sia la prima e l’unica truffa a cui si sottopone il popolo italiano non mi sembra tanto vero: siamo governati male da decenni, eppure è la prima volta che succede quello che sta succedendo adesso. E poi la truffa è relativa. Quello che pensi tu (e anch’io) sull’opportunità o meno di fare certe cose non ha niente a che vedere con il fatto che queste cose sono compatibili con la costituzione, legali (il debito pubblico aumenta da decenni), e scelte attraverso la rappresentanza dagli elettori.
    La libertà presuppone la libertà di fare errori, altrimenti che libertà è? È come se si dicesse alle donne che hanno conquistato la libertà sessuale, ma non la libertà di andare a letto con un uomo sposato, con un’altra donna, se non sono innamorate… però sono “libere”!
    Siamo liberi di eleggerci dei rappresentanti? Sì. Siamo stati liberi fino adesso di eleggere corrotti, mafiosi, ignoranti, disonesti, razzisti, maschilisti…. e all’improvviso non possiamo eleggere cialtroni?

    Aggiungo, comunque, che non c’è solo l’euro o il non euro. Lega e 5 Stelle avevano programmi che andavano ben al di là di questo, e come postilla aggiungo che secondo Varoufakis qualsiasi ministro delle finanze dovrebbe aver pronto, se necessario, un piano di uscita dall’euro, e che ce l’ha anche il ministro delle finanze tedesco.
    Ripeto: c’è dell’altro sotto, ci sono questioni molto grosse in ballo.

  14. “Lorenzo, il fascismo è intrinsecamene antidemocratico, per cui è logico che un paese democratico non lo possa ammettere. Il problema, semmai, è chiamare fascismo quello che non lo è.”

    Ma va?

    Guarda che NESSUNO di quelli che usano la parola “fascismo” per indicare qualsiasi cosa non gli piaccia o non gli torni comoda, CONOSCE LA GENESI, LA PARABOLA E LA CADUTA DEL FASCISMO STORICO.
    Con la parola “fascismo” non si fa riferimento alla Storia, si intende una figura retorica, come dire il “babau”, lo “uomo nero”, il “male”.

    Aggiungerei un’altra cosa.
    Per dire che una idea, cosa, persona è “antidemocratica” devi prima definire cosa sia “democratico”.

    Ti ho fatto prima l’esempio della Repubblica Democratica di Germania dove la gente viveva chiusa nel filo spinato e dove la Stasi arrestava, torturava e eliminava con una pistolettata in testa chiunque esprimesse idee o comportamenti non graditi al Partito. All’atto della unificazione si preoccuparono di distruggere tutti i meticolosi archivi. Viceversa, ancora oggi la Cina, che pare tanto simpatica ed economicamente rampante, affida ai tribunali locali la amministrazione della giustizia sommaria per cui portano i condannati in un campo e gli sparano in testa, senza nemmeno preoccuparsi di tenere un archivio centrale delle esecuzioni. Ci sono Paesi come gli USA che sono considerati esempi di democrazia dove per votare ti devi iscrivere nella lista degli elettori e dove vota meno della metà degli aventi diritto, per altro con modalità intricate che ogni volta danno adito a recriminazioni e sospetti di brogli.

    Infine, qui stiamo dicendo che la “democrazia” italiana consiste nella supremazia dei funzionari e delle elite a cui riferiscono sul “popolo”, ovvero sui cittadini-votanti-elettori. Non solo per quello che abbiamo visto adesso, cioè che si annullano le elezioni perché l’esito non piace alla gente che conta ma per quello che è stato scritto sopra sulla prevalenza dei “trattati internazionali” sulla Costituzione e i “trattati” vengono sottoscritti da funzionari incaricati, non da rappresentanti eletti e non sono soggetti a consultazione popolare, ne per la approvazione ne per l’eventuale modifica o abolizione. Guarda caso.

    Te dimmi se era “antidemocratico” Mussolini con i suoi “manipoli” oppure chi ci impone una fantomatica “Costituzione Europea” senza dirci niente, senza chiederci niente.

    Torno a dire, se guardi l’intervista a Prodi, dice chiaramente che l’adozione dell’Euro non aveva ragioni di opportunità economica, era il passo necessario ad OBBLIGARE gli Europei a disfarsi degli Stati nazionali.

    Uguale lo “spread” sopra 300 di oggi e il crollo della Borsa. Non ha ragioni economiche, è uno strumento di pressione politica e di propaganda. Che funzionerà perché siamo qui a parlare di “democrazia” ma gli Italiani non pensano ad altro che alla macchina nuova, alle vacanze, alle rate da pagare, eccetera

  15. Condivido in gran parte ciò che dice Gaia. Il PdR italiano non ha pieni poteri come quello francese, non siamo in una repubblica presidenziale. Comunque ci sono persone che io reputo oneste e raziocinanti, come Gianni Pardo che nel suo blog difende Mattarella con buoni argomenti e altre persone sicuramente non meno competenti che invece criticano il presidente. Tra i critici troviamo anche Saint-Just d’Arcais, vicino ai grillini a corrente alternata (ha giudicato severamente Di Maio per essersi accompagnato al fascista lepenista Salvini e profetato la fine dei Cinque Stelle).
    Qui il pezzo interessante di Flores d’Arcais:
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-poteri-del-presidente/

  16. I costituenti hanno stabilito che gli elettori non possono esprimersi in merito ai trattati internazionali (ma chi sottoscrive questi trattati?). Io vivo in un paese, la Svizzera, in cui i cittadini possono modificare la costituzione con un’iniziativa popolare (= referendum propositivo), possibilità a cui fanno continuamente ricorso, anche su questioni controverse e ridicole, come la proibizione di costruire minareti (questa proibizione è ancorata ora nella costituzione). È la famosa democrazia diretta che i Foglianti (Ferrara e soci) aborrono e probabilmente non praticabile in un grande paese come l’Italia o la Germania.
    E tuttavia anche in questo paese profondamente democratico (che non ha un presidente della repubblica e una corte costituzionale) recentemente i giudici del Tribunale Federale, massima autorità, ha stabilito che i trattati internazionali hanno la precedenza sulla costituzione. L’iniziativa contro l’immigrazione di massa, approvata dal popole e ora articolo costituzionale, è stata così sterilizzata perché confligge con la libera circolazione delle persone che la Svizzera ha stipulato con l’UE nei trattati biliaterali (cioè internazionali). In realtà la libera circolazione, tanto cara all’UE, addirittura uno dei suoi cardini, non doveva essere sottoscritta dalla Svizzera perché in contrasto con la costituzione secondo la quale le autorità federali hanno il dovere di difendere, fra le altre cose, l’autonomia e l’indipendenza del paese.
    Che c’entra questo con il caso italiano? Be’, per dire che persino in un paese profondamente democratico come la Svizzera, le élite fregano il popolo. La libera circolazione non è nell’interesse della Svizzera, bensì dell’UE alla quale le élite vorrebbero aderire – e che l’UE esige assolutamente, persino da un paese che non fa parte dell’Unione. Non mi risulta che l’UE abbia dichiarato o voglia dichiarare (almeno per il momento) la libera circolazione con l’Africa, l’Asia e il Sudamerica.

  17. Non ho capito la parte sullo spread: credo sia deciso sulle piazze finanziarie, non da qualche autorità a sua discrezione. Intendi dire che il fatto stesso di avere questo metro è uno strumento di propaganda?

  18. Grazie Sergio per il link, che consiglio. Riguardo ai precedenti sottolineati da Michele, leggo: “I precedenti cui si attinge, quelli delle mancate nomine a Ministri della Giustizia dell’avv. Cesare Previti da parte del Presidente Scalfaro e del procuratore Nicola Gratteri da parte del Presidente Napolitano, erano state ricostruite dalla stampa per ragioni oggettive: il primo era avvocato difensore, in processi in corso, del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; il secondo ricopriva un incarico di Magistrato inquirente: nell’un caso e nell’altro, c’erano cause di incompatibilità funzionale.”

  19. Sono totalmente d’accordo con Gaia. Non si può rifiutare un candidato su basi ideologiche, quando invece hai nominato una Boschi con un bel conflitto di interessi in famiglia. Altrimenti comanda il presidente e non il popolo. Salvini e di Maio hanno voluto impuntarsi per fini elettorali? beh penso sia loro diritto, vedremo cosa ne pensano gli elettori. Non è invece diritto del Presidente fare quello che ha fatto, anche perché non ne risponde a nessuno.
    Da quello che so io lo spread è determinato da acquisti e vendite di titoli di stato: Li svendono e nessuno li compra? Lo spread sale. E viceversa. E’ quindi in mano a grandi banche e BCE, che sono gli enti che pilotano questo ricatto. Perchè tale è. E’ noto che a monte dell’impennata di spread che portò alla caduta del Berlusca nel 2011 vi furono maxi vendite di titoli italiani da parte di Deutsch bank (istituto ora al collasso, per cui magari gli amici teutonici di Mattarella vorrebbero farci pagare un contributo “salvabanche” come fece subito Monti per la Grecia una volta insediato da Napolitano. Soldi che ovviamente finirono alle banche tedesche e francesi!).
    La cosa più triste è però che, in nome dell’avversione di parte alla coalizione vincente, si possa giustificare un abuso democratico che possa capovolgere le carte e fare vincere la propria fazione. Certo si può pensare che questo torni a nostro vantaggio……finché non verranno inevitabilmente a mettere le mani nelle nostre tasche! perché a quello prima o poi dovranno arrivare. Basta guardare le misure prese in Grecia.
    Trovo questo tipo di atteggiamento particolarmente folle in alcune categorie di dipendenti pubblici, che non hanno evidentemente realizzato che l’idea di questi signori è quella dello “stato minimo”, e a chi lavora per lo stato l’idea dovrebbe allarmare. Anche perché, se come ha detto il capogruppo Eu Djesselbloem, noi del sud Europa siamo popoli di fancazzisti che spendono tutto in donne e alcool (magari!)…beh, la stampa ha già da molto tempo scovato e messo alla berlina i più fancazzisti dei fancazzisti, che quindi prima o poi pagheranno un bel dazio. Vedi ferrovieri in francia e caso Grecia, appunto.

  20. Ringrazio tutti per i contributi, che hanno molto ampliato il mio intervento iniziale e aggiunto cose che neanche sapevo 🙂
    Vorrei far notare che qui ci sono due questioni diverse, ma che stiamo discutendo insieme:
    – se Mattarella avesse diritto di mettere il veto su un ministro per motivi politici e non personali (come l’inadeguatezza al ruolo istituzionale)
    – se le politiche economiche del governo che si stava formando fossero giuste o meno
    Sono due questioni distinte, e questo è importante perché se no va a finire che i principi valgono solo quando ci fa comodo farli valere.

  21. Ad esempio, io sono d’accordo con Michele sul fatto che le politiche economiche di Lega+5S fossero irrealistiche (non per l’euro in sè; più per il debito e la spesa pubblica), ma non sull’opportunità dell’intervento di Mattarella.

  22. Il giudizio sulla statura di Renzi, Salvini, Di Maio è mio e non di Mattarella (non confondiamo, restiamo sereni).

    Il Presidente della Repubblica nomina i ministri su proposta del premier (art. 92 Costituzione Italiana). Se non fosse stata una prerogativa dei suoi poteri, l’avrebbero già crocefisso, figurati.

    Quanto ai ministri non nominati da altri presidenti, se non mi credi, puoi leggere qui.

    A me non interessa alzare i toni, né convincere nessuno. Il mio giudizio sulla situazione attuale è che, essendo il nostro paese esposto sui mercati finanziari molto pesantemente (anche questo un dato di fatto facilmente verificabile), fare finta che ciò non esista e proporre improbabili scorciatoie agli elettori non mi sembra da grande statista. In Grecia qualche anno fa fecero addirittura un referendum per non accettare gli (osceni) vincoli europei e vinse il no (io gioii per quello e Varoufakis resta per me un riferimento politico); eravamo tutti contenti: la sovranità nazionale di un popolo dice la sua alla Troika! Alla fine com’è andata? Hanno cacciato Varoufakis e Tsipras si è di fatto piegato al diktat (in Grecia c’è ancora l’euro), perché altrimenti avrebbe distrutto la nazione che governava.

    Poi, per carità, possiamo anche fare i kamikaze in nome della sovranità e fare la fine di Grecia, Argentina e Venezuela; io sono dell’avviso che si potrebbe gestire la cosa in modo differente, non con le sparate demagogiche dei Salvini e dei Di Maio. Quelle – sempre a mio avviso – servono solo a tirare consensi, basta guardare a come si comportano quando vanno a parlare a Strasburgo o alla City di Londra.

    Nel frattempo lo spread è ritornato ai livelli del 2013 (grazie Salvini/Di Maio): non sarebbe stato meglio per loro e per il paese se avessero proposto un nuovo nome? E’ così facile… e se Savona (a cui auguro altri cent’anni di vita) avesse per l’emozione tirato le cuoia, cosa sarebbe successo? Sarebbe caduto il governo? Non ho parole. Ridurre tutto al teatrino della nomina dei ministri e al povero Savona mi pare davvero riduttivo. Lo spread a 320 punti, invece, mi sembra terribilmente reale e – anche se non condivido la scelta di Mattarella per le motivazioni addotte da Varoufakis oggi sul Guardian -, le ragioni del presidente della repubblica mi paiono molto più solide e cogenti di quelle del duo Salvini/DiMaio. Fosse solo perché sono basate su fatti, e non su rappresentazioni della realtà, per quanto romantiche e nazional-idealiste.

  23. Guarda Gaia che i due punti che hai elencato si sono tradotti, previa totale inutilità del Parlamento, nella cancellazione delle ultime elezioni.

    Secondo me sono queste le due cose gravi, non se Mattarella abbia operato secondo il suo mandato o se le politiche fossero giuste. Infatti andremo avanti con l’ennesimo “governo tecnico” fino data da destinarsi.

    Le cose gravi sono che il Parlamento non ha più nessuna funzione e che si possono annullare le elezioni se (o ogni volta che) il risultato non piace ai “mercati”. Dato che il Parlamento è l’unica entità che ci rappresenta e dato che noi possiamo esprimerci solo eleggendo i Parlamentari, le due cose che ho scritto sopra significano che non abbiamo più voce in capitolo.

  24. Michele, non è che non ti credo, è che mi sembra che in quei casi i motivi fossero altri, i quali rientravano nelle prerogative del presidente, mentre in questo caso no.
    La costituzione dice che i ministri sono nominati dal presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio, quindi è quest’ultimo che decide. Per questo si parla di impeachment, anche se non lo faranno.
    Secondo me non puoi mettere sullo stesso piano le ragioni di Mattarella e quelle di Salvini e Di Maio, perché i loro ruoli sono diversi. Anche se lui avesse “ragione” e gli altri torto, comunque questi sono stati eletti e rappresentano la volontà popolare. Mattarella può avere tutta la ragione che vuole, ma ciò non lo autorizza a bloccare un ministro.
    Ripeto: i principi devono valere sempre, non solo quando ce ne piace l’esito. Se il principio è la democrazia, che gli eletti siano dei demagoghi non può essere un motivo sufficiente per far saltare il sistema.
    Riguardo all’irresponsabilità di certe politiche, forse il modo migliore di farlo capire agli italiani sarebbe stato lasciar lavorare chi le propone, e valutare i risultati. La persecuzione rafforza anche le convinzioni più assurde, in certi casi.

  25. Cara Gaia,
    se puoi guarda l’intervento di Sabino Cassese a ‘Di Martedì’: non solo ribadisce le prerogative del presidente della Repubblica, ma ricorda anche che questa prassi è stata seguita da sempre, almeno da Einaudi in avanti. Non sono opinioni, è storia; e per gli anni recenti ci sono anche le testimonianze dei segretari generali del Quirinale che a quei fatti assistettero di persona. Niente di speciale o di eversivo.
    Io penso che dovremmo smettere di parlare di questo tema, sia perché distoglie l’attenzione dai problemi reali (riforme, programmi e mercati) e sia perché per me è un finto problema: non si è mai vista in nessuna parte del mondo che una compagine governativa si annulli perché venga meno un solo ministro su 25. Oggi Renzi dalla Gruber ha ricordato che al suo governo ne sostituirono al volo 2 non graditi (il famoso tweet “arrivo, arrivo”), e stasera Bersani ha raccontato a ‘Di Martedi’ che ha fatto parte di un governo in cui ne cambiarono 3. L’idea che me ne sono fatto è che mentre negli altri casi si forniva un altro nome e si andava avanti, in questo caso Salvini l’abbia scelto come pretesto per non fare partire il governo. Poteva metterci un qualsiasi altro professore, e farlo pilotare da remoto da Savona (come per i ministri occulti nei governi DC della prima repubblica), e non sarebbe cambiato nulla. L’idea che io personalmente mi sono fatto è che Mattarella, tenuto conto delle pressioni che Draghi oppone ai falchi tedeschi per mantenere il quantitative easing, peraltro finanziando il nostro debito, avrà immaginato la nomina di Savona come uno schiaffo in piena faccia per i falchi del board della BCE, e come un serio problema per Draghi (come faccio a chiedere al board di continuare a immettere liquidità se poi il governo italiano si vanta di spendere senza freni e forse uscire dopo senza dire grazie?). Per cui avrà chiesto: per piacere, rimuovete Savona che al momento non è favorevole agli occhi dei mercati e della BCE e sceglietene un altro, anche sempre della Lega, come Giorgetti. Non mi sembra una cosa così terribile, anzi mi pare molto prudente. Quello che invece mi risulta incomprensibile è un leader politico che dica di avere un programma bellissimo che darà una svolta alla vita politica del paese, e non lo metta in opera solo perché riceve un no su di un solo ministro. E’ molto poco credibile, a mio avviso. Se hai la tattica e la squadra vincente, giochi anche se l’arbitro ti espelle ingiustamente Ronaldo.
    Comunque, speriamo che la situazione non si avviti, perché altrimenti altro che Savona sì/Savona no. Alla fine qui in Italia si finisce sempre per parlare di gossip della politica, e quasi mai di politica. Un vero peccato.

  26. Ho trovato su Radio Radicale l’opinione di Sabino Cassese che, in quanto giudice emerito della Corte Costituzionale, avrebbe fatto parte del collegio giudicante Mattarella in caso di impeachment. 😉

  27. E, giusto per stemperare e farci 4 risate, il buon Di Maio, che prima ha detto che aveva piena fiducia in Mattarella perché per lui erano importanti i programmi e non i ministri, poi il giorno dopo ha chiesto l’imputazione del presidente per alto tradimento, poi oggi ha detto che era pronto a collaborare in pieno accordo con Mattarella per superare l’impasse, cosa ti dichiara stasera in piazza a Napoli? «Savona non è il problema!»

    Se non avessimo discusso fin qui sul tuo blog, sarebbe parso tutto un sogno stralunato. E se non fosse per lo spread, come gioco di ruolo potrebbe anche essere divertente…

    Queste sono le persone che si candidano a governare il paese e a difenderci in Europa, giusto per intenderci 🙂

    Buona notte a tutti,
    mk

  28. Io mi sono trattenuta infatti dal commentare questo infinito teatrino del governo fino adesso, proprio perché ci sono cose ben più importanti, e perché mi sembra che ne sentiamo già tutti parlare abbastanza. Sono intervenuta solo perché credo, nonostante tutto, nella democrazia, e mi sembra che sia minacciata non solo dai populismi, come si suol dire, ma anche da chi chiama populismo tutto ciò che non gli piace, e per colpire quella che considera una cattiva scelta del popolo colpisce anche la democrazia.
    Non aggiungo altro, e adesso staremo a vedere se avevi ragione tu, o io, o tutti e due, e se davvero siamo in balia di persone che per calcoli elettorali o per pressioni internazionali mandano all’aria un accordo con un pretesto.

  29. Ecco un’analisi sulle famose cose più importanti che stanno dietro a questa crisi/sceneggiata: https://aspoitalia.wordpress.com/2018/05/29/dal-picco-a-cottarelli-perche-succede-quel-che-succede/

  30. Uao che bell’articolo. Grazie della segnalazione!

    A me sai anche cosa dispiace? Quando ci inviano queste persone (Monti dalla Commissione Trilaterale, Cotticelli dal FMI) del mondo neoliberista a normalizzarci (come fecero appunto in Venezuela e in Grecia) e già si sa come si va a finire: guardano solo i conti, per loro le persone e l’ambiente non esistono, la priorità è non far fallire le banche centrali e i mercati. E’ un film già visto: tanta gente finisce nell’indigenza, le nazioni ne escono fiaccate con le ossa rotte, le banche si salvano perché socializzano il debito scaricandolo sugli Stati, e loro si appuntano sul blazer l’ennesima medaglietta luccicante di «eroe salvatore del sistema» dicendo: è stato un lavoro sporco e duro, John, ma non potevamo fare diversamente.

    Se non c’è scelta non c’è democrazia. Almeno cambiate il film, è cinquant’anni che vedo sempre le stesse cose.

    Un abbraccio,
    mk

  31. A me dispiace anche che le parole “diseguaglianze” e “redistribuzione” siano sparite dal dibattito pubblico. Mi dispiace davvero tanto e non so come si può fare a farle rientrare.

  32. Siamo ridotti al Fondo Monetario Internazionale che dice di tassare la proprietà… il Fondo Monetario…

  33. In risposta a @MK
    Ma non comprendete che servono persone competenti al posto giusto con esperienza e profonda conoscenza dei meccanismi da modificare? Sono qualità che non basta mettere nei curriculum e non intercambiabili. Savona credo abbia anche le conoscenze per aprire alcune “porte”…

    @Gaia
    Come al solito ottima analisi. Grazie di esistere!

  34. https://giannip.myblog.it

    Invito a leggere il parere di Gianni Pardo, “La Costituzione e la “nomina” dei ministri”:
    https://giannip.myblog.it
    Per Pardo il rifiuto della nomina di Savona è “giuridicamente” corretto e il PdR non è nemmeno tenuto a spiegare i motivi del rifiuto. Motivi che comunque sappiamo tutti: difesa dell’euro e quindi dell’UE. L’uscita dell’Italia dall’euro sarebbe in pratica la fine dell’UE. Lo disse la Merkel stessa in occasione della crisi con la Grecia: “Se fallisce l’euro fallisce anche l’UE.” Perciò si fece di tutto per “salvare” la Grecia, cioè mantenerla nella zona euro (a cui stranamente non aderiscono tutti i paesi dell’UE, per es. Svezia e Polonia che hanno un peso ben diverso dalla Grecia). La futura Costituzione dell’UE – se mai si farà – prevede però l’adesione all’euro di tutti i paesi che faranno parte dell’UE. L’euro è stato introdotto anzitempo per accelerare la fusione degli Stati europei in un’unica entità: si è insomma cominciato a costruire la casa dal tetto. La cosa non funziona, ma ammetterlo significa di nuovo mettere in discussione il grande “progetto di pace e prosperità” dell’UE. Perciò Draghi e soci, tra cui Mattarella, ci ricordano regolarmente che “la scelta dell’euro è irreversibile”. L’hanno deciso loro per noi che siamo dei poveretti: possiamo sì ancora votare, ma per gioco, per mantenere per il momento in vita la parodia della democrazia che come si sa non è proprio il massimo (votano persino gli analfabeti). Difatti c’è chi apertamente mette in discussione la democrazia (e con buone ragioni!).

  35. Molto raccomandabile (e divertente – fino a un certo punto) il commento odierno di Gianni Pardo: L’oclocrazia italiana.
    https://giannip.myblog.it

  36. Leggo sopra:
    “Ma non comprendete che servono persone competenti al posto giusto con esperienza e profonda conoscenza dei meccanismi da modificare?”

    Io lo comprendo e da giovane avrei detto “bene, prendiamo i migliori accademici d’Italia, gli affidiamo i Ministeri, magari a rotazione come facevano gli antichi, e siamo a posto”.

    Poi ho visto alcune interviste di Prodi.
    Non so dire quanto sia competente il prof. Prodi e su cosa esattamente sia competente. Perché io sono incompetente. Però quando mi spiega LE RAGIONI e GLI SCOPI per cui ha costruito, modificato, avviato e spento certi “meccanismi”, prima rabbrividisco e poi mi incavolo di brutto.

    Per due ragioni:
    1. vengo messo davanti all’evidenza che ci sono “professori” che decidono della mia vita senza chiedere la mia opinione.
    2. le decisioni che prendono sono funzione di una loro “visione del mondo” e quindi della vita di tutti, tranne la loro e quella dei loro amici, che sono sempre e comunque delle eccezioni, che mi ributta.

    La stessa cosa vale per la Comunità Europea.
    Da giovane mi sembrava una ottima idea, mettere insieme Popoli che si sono combattuti per millenni, come una grande tavolozza di colori per fare un dipinto.

    Poi ho visto e ascoltato il prof. Prodi e ho guardato dietro di lui e ai lati. Quello che ho visto mi ha fatto paura, ovvero la “comunità” non è affatto una unione di Popoli, è una entità burocratica e amministrativa estranea, popolata da funzionari stipendiati dalle Elite Apolidi per fare da aguzzini della gente che si trova chiusa dentro e sulla quale vengono applicati i “meccanismi” di cui sopra. La Comunità Europea è una entità ostile ai Popoli europei e non vuole il “superamento” degli Stati perché nel frattempo si è creata una organizzazione MIGLIORE ma per annientare la coesione e la capacità di reazione degli Europei rispetto alla tirannia delle Elite Apolidi. Infatti, mentre si costruiscono i “meccanismi”, si provvede alla banale sostituzione etnica tramite il dogma del “no borders”, ovvero OBBLIGANDO l’umanità a spostarsi continuamente, sradicando gli individui dal loro contesto (familiare, amicale, cittadino, culturale, linguistico, eccetera) e riducendoli a MONADE ISOLATA.

    La “democrazia”.
    Dai, andiamo diretti al punto. La “democrazia diretta” dipende dalla “qualità media” di chi è chiamato a partecipare. Dopo decenni in cui si è lavorato per ridurre l’Italiano ad idiota (nel senso etimologico) adesso è irrazionale aspettarsi che la “democrazia diretta” possa funzionare.
    La “democrazia rappresentativa” soffre delle conseguenze del fenomeno dei “gruppi di interesse”, ovvero un pirletta come me è solo un numero che deve affiliarsi a qualche “parrocchia” che provvede una qualche elargizione in cambio della clientela. Il discorso dei “mercati”, della “finanza” e dello “spread” ci mette davanti al fatto che la “democrazia rappresentativa” oggi non rappresenta l’Italiano elettore ma rappresenta, come sopra, le Elite Apolidi.

    Secondo me siamo davanti ad un bivio: o decidiamo, più o meno consapevolmente, di farci macinare dai “meccanismi” e di abbandonarci all’annullamento nella “umanità meticcia” che vaga di qua e di la senza riferimenti, ne ideali ne materiali, oppure torniamo alla fase in cui si costituiscono Popoli e Nazioni, processo che non può essere indolore.

    La Comunità Europea cosi come è concepita oggi ha senso di esistere solo nel primo caso. Nel secondo caso va azzerata e ricreata da zero su tutte altre premesse.

  37. @Cose da mondo
    Come vedi è possibile creare governi anche senza impuntarsi su singoli ministri, non s’è visto da nessuna parte del mondo. Come faceva notare Cassese, è buona prassi che l’incaricato premier (e non i segretari di partito che gli stanno dietro, a meno che questi non sia un semplice fantoccio) si presenti al Presidente della Repubblica con una rosa di candidati per ogni ministero, in modo tale da avere maggior margine nel caso in cui uno dei nominativi sia sgradito al Presidente per ragioni formali o di realpolitik.
    L’epilogo della vicenda, con la fantastica performance teatrale di Di Maio, dimostra quanto siano state pretestuose tutte le condanne e le ire di Di Maio e Salvini sulla bocciatura della nomina di Savona: se avessero fatto da subito quanto richiesto, avrebbero risparmiato alle borse tanti bei soldini bruciati in quei 3 giorni (l’onda lunga è arrivata fino negli USA), e si sarebbero dimostrati anche più credibili e politicamente solidi nei confronti della comunità internazionale e dei mercati (ma la cialtronaggine pare sia assurta a sport nazionale).

    Io resto dell’idea che il loro agire politico non sia nell’interesse del paese, ma solo del proprio tornaconto personale (vedi Salvini che continua a fare campagna elettorale pur essendo ora al governo) e inoltre siano tuttora costretti dalla difficoltà di mettere in pratica promesse elettorali inverosimili a fronte di una situazione di bilancio ai limiti e con la scadenza delle clausole di salvaguardia alle porte. Quanto a quest’ultime, per quanto ne ho capito, pare che esse non siano una delle priorità del governo, e le faranno scattare; per cui, se tra 6 mesi ci ritroveremo noi classi popolari con l’iva al 25%, tutti i prezzi aumentati, la maggior parte delle detrazioni fiscali cancellate per far partire la flat tax (bella questa idea di fare risparmiare chi ha di più, la trovo geniale) e i negher ancora per strada, perché è impossibile rimpatriarli tutti, mi sa tanto che i primi a mangiarseli vivi saranno proprio coloro che li hanno votati. Purtroppo, come hanno insegnato Mussolini, Craxi, Berlusconi e Renzi, gli italiani li devono prima provare sulla propria pelle, e poi mandarli a quel paese: di farlo prima che facciano guai e pretendere qualcosa di migliore, proprio non siamo capaci.
    Io nel mio piccolo auguro loro le migliori fortune politiche – fosse solo perché sono legate a filo doppio a quelle del paese -, e spero che non ci lascino pesanti eredità, perché credo che la nostra resilienza come popolo sia prossima all’esaurimento (il mio mutuo invece non lo è). Spero anche che non si torni nuovamente al teatrino “Savona-alike” perché loro comincino col decretare misure fantastiche senza coperture, e o le bocci preventivamente Mattarella richiamandosi all’art 81 della Costituzione (ha i poteri per farlo, mettiamocelo in testa da subito), oppure saltino successivamente i mercati a causa dell’aumento del debito. Draghi non può essere a capo della BCE a vita, e forse nel 2019 termina anche il quantitative easing, per cui per noi le cose potrebbero anche non mettersi bene. Quando uno ha il terzo debito nazionale al mondo, non è che sia libero di fare un po’ come gli pare, ma a quanto pare non tutti la pensano così. Più pilu per tutti!

  38. A mio modo di vedere, quando le cose si fanno difficili e confuse, la soluzione non è unire ed ampliare, è dividere e ridurre. Il gigantismo provoca inerzia e difficoltà di manovra, causa di incidenti. Provate a guidare un bilico per i vicoli del centro storico di Napoli, quindi provate a girare per gli stessi vicoli con un Ciao… quale dei due mezzi è più gestibile, e quindi efficiente?

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