Non voterò – ma voglio fare qualcosa lo stesso

Ho sempre criticato la scelta di non andare a votare, soprattutto nel momento in cui chi non ha votato poi si mette a criticare gli eletti, i politici, il sistema in generale, ma non ha fatto nulla per cambiarlo. Se i partiti più grandi non convincono, e sono quelli che occupano quasi tutto lo spazio pubblico dei media e delle conversazioni tra cittadini, bisognerebbe sforzarsi di dare una possibilità ai partiti più piccoli, anche per segnalare che è un dovere concedere spazio a tutti quelli che si presentano, non solo ad alcuni. A chi obietta: “non c’è nessuno che mi rappresenti!”, sono solita rispondere: “allora candidati tu!” Troppo facile criticare chi fa, e poi non fare niente (abitudine molto diffusa in vari campi, tra l’altro).Queste elezioni, per me, quindi, sono state particolarmente disperanti. Non volevo rinunciare al mio diritto / dovere di scelta, men che meno con una legge elettorale che, nei peggiori modi (senza preferenze) e per i peggiori motivi (calcoli su misura sul vantaggio per chi l’ha passata), ci permette una rappresentanza quasi veramente democratica attraverso un sistema proporzionale, pur con soglia di sbarramento (se il 3% sembra basso, ricordo che in un paese come l’Italia può significare centinaia di migliaia di voti non rappresentati). Ho dato una possibilità a tutti i partiti, studiandone programmi e candidati, pronta a soprassedere su almeno alcune questioni se sulle altre ero d’accordo, ma non c’è stato niente da fare. Tutti i partiti facevano proposte che si scontravano con le mie battaglie e le mie idee, presentate in questi anni sul blog: aumento della crescita economica e demografica, aumento del debito pubblico, della spesa pensionistica e perfino delle diseguaglianze, nessun progetto serio per ridurre (con meno sofferenze possibili) l’ondata migratoria, quasi nulla sull’ambiente, men che meno sull’ambiente non subordinato agli interessi umani… un disastro. Non trovavo niente a cui aggrapparmi, se non sfilze di promesse insostenibili e continui attacchi ai candidati degli altri per mascherare l’insipienza dei propri. Alla fine, sembra che si tratti di una gara tra gruppi, di cui ognuno rappresenta degli interessi particolari, per vedere chi riuscirà a mettere le mani su una torta da distribuire ai suoi e far pagare agli altri. Dall’estrema destra all’estrema sinistra a qualsiasi altra cosa.

Ci sarebbe stata una lista che si concentrava su qualcosa in cui credo, cioè la democrazia locale. Per un attimo ho pensato di votare il Patto per l’Autonomia, perché credo che una democrazia su scala più ridotta sia più rappresentativa, più partecipata e quindi più democratica, e perché la riduzione di scala del potere e dell’amministrazione è un necessario complemento della decrescita. Amministrazioni più piccole significano, almeno potenzialmente, meno burocrazia e macchine amministrative meno costose, meno accumulo di ricchezze al centro e quindi meno disuguaglianze, maggiore responsabilizzazione sui danni ambientali, le cui conseguenze non si possono scaricare altrove, e più libertà. Per capirci, se la Val Susa avesse avuto potere di autodeterminazione, non si sarebbe nemmeno cominciata la TAV (a proposito, avete sentito che il governo ha ammesso di aver sbagliato le proiezioni, ma vuole andare avanti lo stesso?)

Per votare gli autonomisti, però, avevo bisogno di qualcosa in più, e non l’ho trovato. Il programma è scritto male, sconclusionato, vago nei punti cardine. Il loro blog contiene continui appelli alla crescita economica e demografica, indicazioni di un chiaro europeismo, e persino deliranti segni di nostalgie austroungariche. Finire dalla padella del centralismo italiano alla brace dell’europeismo burocratico, altrettanto corrotto, in cui tutti provano a fare i propri interessi e solo i più forti o i più furbi ci riescono, non mi sembra una gran proposta. Riguardo all’impero austroungarico, che piace come esempio solo a chi davvero non è in grado di immaginare niente di nuovo, ricordo che nell’impero si è sudditi, non cittadini, si strappano concessioni, non si rivendicano diritti, e soprattutto che un impero, qualsiasi impero, esiste per drenare risorse dalle periferie e accumularle al centro, e siccome stiamo parlando non dell’impero friulano ma di quello austro-ungarico, il centro non era di certo qui. Voglio essere chiara su questo punto: io credo in una maggiore autonomia, non solo per il Friuli ma per tutte le regioni che lo desiderino, credo persino in un’Italia federale, in cui non ci siano regioni che sottraggono risorse ad altre e in cui ognuna si auto-amministra il più possibile in base alle proprie risorse e alle proprie priorità; sono legata alla mia identità friulana, alla gente e a questi spazi in cui sono cresciuta e abito, e credo nella necessità di rapporti di amicizia con i paesi confinanti, in questo caso Slovenia e Austria, compresi progetti condivisi e contatti continui; ma non per questo voglio voltare le spalle all’Italia. L’Italia non è un assoluto, come non lo è il Friuli o qualsiasi altro nome dato a una congregazione umana, ma in questo momento esiste e il legami all’interno di essa sono più forti di quelli con i paesi confinanti, con cui tra l’altro abbiamo combattuto due guerre recenti, sbagliate, ma le cicatrici impiegano molto tempo a riemarginarsi. Un autonomismo che vuole costituire improbabili macroregioni con i paesi vicini principalmente perché le regioni italiane sono troppo pezzenti, che si appella a un’Europa che quando si tratta di queste cose se ne fotte altamente (vedere la Catalogna), che rivendica l’autonomia con toni vittimistici e senza proposte autenticamente originali, e che almeno in alcune sue manifestazioni non capisce la differenza tra indipendenza e impero non mi interessa. È probabile che gli stati-nazione abbiano fatto il loro tempo, ma questo non significa che l’alternativa che al momento si presenta sia migliore. Tra Europa e Italia, pur riconoscendomi in entrambe, continuerei a scegliere l’Italia. Se proprio devo citare un esempio della forma di governo che vorrei, comunque, preferirei quella Svizzera, con forte partecipazione popolare e autonomia locale, neutrale il più possibile, ma comunque unita e autodeterminata.

Detto questo, e avendo letto anche i programmi delle altre liste, in cui ho trovato la stessa combinazione di buoni propositi deliberatamente vaghi e proposte sconclusionate, e date le mie idee così diverse da quelle di tutti i candidati, ho deciso che questa volta non voterò. Mi dispiace: volevo ridurre di qualche punto percentuale la vittoria dei grossi partiti, volevo dare un segnale, incoraggiare i piccoli che ci provano. Purtroppo, ai miei occhi almeno, non se lo meritano.

Per coerenza con le mie stesse idee, dovrei allora fondare un partito io. Già dirlo mi sembra un tantino arrogante. Inoltre, mi sto davvero sobbarcando più cose di quelle che riesco a gestire, e non voglio finire per scaricarle sugli altri. Per fortuna, la politica non è l’unica cosa che si può fare per migliorare il mondo per cambiarlo. Anzi: se non emerge un partito con le idee giuste è perché la società non ha le idee giuste e quindi non è in grado di produrlo. Io sto provando a fare la mia piccola parte abbinando idee e pratica. C’è chi dice che le idee vengano dall’alto, chi dal basso, chi dal mutare delle condizioni materiali. Io non credo nell’esistenza di un basso e di un alto: camminiamo tutti sulla stessa terra e le gerarchie esistono nelle nostre teste prima che nella realtà. Io non riconosco superiori e inferiori; questo significa che, ai miei occhi, nessuno è abbastanza impotente da essere innocente.

Se qualcuno, comunque, fosse interessato a un partito davvero ecologico ed ecocentrico, o ne conoscesse uno, parliamone.

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39 risposte a “Non voterò – ma voglio fare qualcosa lo stesso

  1. Cara Gaia, se ti sta a cuore l’ecologia, ma se ti sta a cuore davvero, invece di non votare, recati al seggio e dai un voto deciso contro i partiti immigrazionisti. Spostare milioni di persone dal continene africano, dove non inquinano più di tanto, all’Europa (dove consumano cibi confezionati in plastica, dove usano mezzi a motore, dove abitano in case che necessitano di riscaldamento invernale e quindi di emissioni, dove generano tonnellate di rifiuti che poi non si curano di differenziare, ecc. Senza contare il bisogno di più case, più cemento, più infrastrutture che un afflusso senza fine di gente comporta) non è certo un bene per l’ecologia. Se una persona in Africa inquina “tot”, in Europa la stessa persona inquinerà “tot x 20”. Ami l’ambiente? Allora in queste elezioni puoi fare qualcosa di prezioso: votare contro l’immigrazionismo forzato.

  2. Io faccio due osservazioni:
    1. quando si parla di cambiare le cose, ci sono due opzioni. La prima consiste nella metafisica dello “ideale” che per definizione non deve essere verificata dalla realtà. La seconda consiste nel progettare le cose e per progettare le cose bisogna partire da due requisiti, la conoscenza dello stato dell’arte e lo scopo, ovvero il punto che si vuole raggiungere. Ergo, la faccenda dello “eco-ambientalismo” si può vedere o come una fede mistica oppure come una questione puramente tecnica. La prima non la considero nemmeno. La seconda, ovvero la questione tecnica, ci impone o ci imporrebbe di non affrontare “massimi sistemi” ma migliorare le cose di cui conosciamo lo stato dell’arte e di cui possiamo definire con precisione lo scopo che vogliamo raggiungere.
    2. mi sembra evidente che oltre quanto scritto sopra abbiamo la necessità di consumare meno. Questo non è solo un problema per via degli “economisti” che per campare vendono l’idea della “crescita infinita” ma prima di tutto per via dell’infantilismo indotto di proposito nelle persone da cui deriva l’idea che ogni pulsione (bisogno) debba essere soddisfatto. Nel nostro mondo non esiste, se non come devianza, l’idea che si possa rinunciare a qualcosa, che si possa scegliere di non soddisfare una pulsione, che ci si possa moderare. Viceversa, si impone l’idea del “successo” come sinonimo dell’eccesso. Non soltanto eccesso come superamento di qualsiasi vincolo ma anche eccesso come massima quantità possibile, in dimensione, densità, volume, colore, intensità. Da cui, se vuoi affrontare la faccenda dello “eco-ambientalismo” devi invertire tutto un universo concettuale nel quale sono condizionate le persone, di proposito.

  3. Mirco, mi piacerebbe che tu avessi ragione, ma temo che nel caso di queste elezioni non sia così. Innanzitutto, quali sarebbero questi partiti contro l’immigrazione? Immagino che tu ti riferisca alla destra. Dei partiti di destra, quelli che sono già stati al governo hanno dimostrato di non volere o non potere fare nulla per ridurre l’immigrazione, se non leggi inutili come quella sul reato di clandestinità che hanno solo intasato i tribunali. Inoltre, persino Salvini non mi sembra del tutto coerente, dato che distingue tra profughi e migranti economici, quando comunque il problema è di quantità più che di qualità, dato che le persone che hanno ottimi motivi per non stare bene dove sono superano di gran lunga in numero quelle che possono stare in Italia. Sospetto anche che i partiti come la Lega abbiano interesse che il problema si perpetui, dato che lo scontento per l’immigrazione, come il tuo commento dimostra, è il motivo principale per cui la gente li vota. Se risolvono il problema, non hanno più ragione di esistere. Prima il problema erano Roma e il Sud, poi sono andati a Roma, hanno rubato come gli altri, adesso fanno campagna elettorale al Sud e sono un partito nazionalista italiano. Gente così sarebbe capace di ritrasformarsi fra qualche anno e prendere i voti degli immigrati contro qualche nuovo capro espiatorio. (Tanto più che i loro elettori sono quelli che poi gli stranieri li assumono perché costano meno, che gli affittano le case, che pretendono le pensioni più alte che possono avere, anche a costo di farsele pagare dagli immigrati…)
    Riguardo all’estrema destra, è composta da partiti che propongono in tutti i modi di aumentare la natalità degli “italiani”: da un punto di vista meramente ambientale, aumentare il numero di esseri umani sulla terra anziché semplicemente spostarli non mi sembra un gran miglioramento.
    Inoltre, dal momento che il problema non è solo quello del trasferimento di persone, ma anche quello della crescita economica e dei consumi, qualsiasi partito che non abbia come punto, oltre alla riduzione demografica (di tutti, non solo degli africani) anche quello della riduzione dei consumi non può funzionare.

  4. Lorenzo, questa volta ti dò ragione. Senza un cambiamento di prospettiva, di valori, di visione del mondo, l’ecologia non è possibile. Per fortuna non si tratta solo di rinunce, ma anche di un diverso modo di vivere, che può essere persino migliore.

  5. Anche io, per la prima volta in 20 anni (ovvero da quando ho diritto di voto), questa volta mi asterró. Ma sara una astensione consapevole, per motivi diversi da Gaia e che per brevitá non sto qui a spiegare.

    Ad ogni modo, per venire alle questione posta nelle ultime righe del post, non esistono solo i partiti ma anche i movimenti, le associazioni, i gruppi che, se arrivano ad una certo livello di massa critica, possono fare pressione sulla politica oppure diventare un partito loro stessi.
    Ok, ho appena detto una banalitá ma questo per chiedervi se conoscete Jacque Fresco, il Venus Project ed il movimento Zeitgeist (il quale appunto non é un partito).
    Qualche anno fa mi ero un po’ “invaghito” delle loro idee utopistiche e del concetto di “economia basata sulle risorse” proposto da Jacque Fresco (poi tra una cosa e l’altra non li ho piú seguiti) e a mio avviso avevano l’approccio corretto alla questione ambientale e al mettere al centro l’essere umano ed il suo benessere (e non il PIL e la crescita) grazie ad un uso oculato della scienza e della tecnica.
    Ci dovrebbe essere anche un gruppetto Zeitgeist in Italia, ma non avendoli piú seguiti non sono al corrente delle loro attivitá.

  6. Aggiungo una precisazione riguardo al movimento Zeitgeist, visto che l’espressione “economia basata sulle risorse” che ho utilizzato nel precedente commento potrebbe essere fraintesa in senso capitalistico come “fare soldi sfuttando le risorse naturali”.

    Il nocciolo dell’idea é: “[…] how human civilization could start from a new beginning in relation to resource types, locations, quantities, to satisfy human demands; track the consumption and depletion of resources to regulate human demands and maintain the condition of the environment.” (da Wikipedia, mi scuso per il facile copia-incolla che ho fatto senza traduzione)

  7. Cara Gaia, qui si tratta semplicemente di dare un segno netto ai politici che la retorica dell’accoglienza a tutti i costi ha stufato gli italiani. E votare per i partiti anti-accoglienza è l’unico modo che abbiamo per trasmettere ben chiaro questo messaggio. Guarda la Germania, dove il successo di AFD sta facendo capire (finalmente) alla Merkel che non è il caso di invitare in patria tutti i diseredati del pianeta. Guarda l’Austria, dove il successo dei partiti anti-immigrazione ha dato una sterzata all’ingresso di gente senza arte né parte, gente di cui non si sa nulla perché distruggono i documenti. E pensa a questo: domenica puoi benissimo astenerti. Ma perdi la possibilità di dare un segno netto che è ora di smetterla con l’accoglienza indiscriminata e con i taxi del mare targati ONG. Magari adesso non voterai. Ma tra 2 anni, quando invece di un clandestino fuori da ogni negozio del centro ad accattonare ce ne saranno due, ti verrà il sospetto di aver perso l’occasione di opporti a questo sfacelo. E quando tra 3 anni ce ne saranno tre fuori da ogni negozio, e per strada ti capiterà, ad ogni giro in centro, di essere fermata da 10 persone che ti chiedono soldi invece delle già troppe 5 di oggi, ti verrà il dubbio di aver fatto male a non votare. E quando tra 5 anni ci saranno 10 clandestini fuori da ogni negozio e non si potrà neppure più andare a piedi in centro per non essere fermati ogni 30 secondi da clandestini questuanti, né si potrà più prendere un mezzo pubblico senza essere accompagnati da guardie del corpo, ti verrà il dubbio di aver sbagliato a non votare nel 2018. E quando il governo comincerà a dire che per ragioni di ordine pubblico ed evitare rivolte nelle strade tutte le famiglie italiane sono obbligate ad ospitare in casa un clandestino, ti dirai che forse nel 2018 avresti potuto votare partiti anti-accoglienza. Solo per dare un segno. Un segno che conta qualcosa anche solo come segno. Come “No” deciso a tutto questo. Un “no” da dire adesso, finché siamo ancora in tempo.

  8. Feuerbach, no, non conosco questo movimento. Ogni economia, comunque, è basata sulle risorse, anche se tentiamo di dimenticarcelo. La premessa stessa dello studio dell’economia è che le risorse sono scarse, cioè non infinite: se non lo fossero, non ci sarebbe bisogno di porsi il problema di come distribuirle o cosa farne. Il problema, semmai, è che la natura non è solo “risorsa”.
    Ci sono molti movimenti e pensatori che fanno proposte e pratiche alternative: quello che manca in questo caso però è che queste pratiche e proposte, o visioni del mondo, si traducano anche nei partiti e nelle istituzioni. Piaccia o no, abbiamo un sistema di democrazia rappresentativa: l’alternativa al riformarlo è metterne in piedi un altro, cosa non proprio semplice.

  9. Andrea, ho capito, non serve fare tutti gli esempi del mondo. Come ho già scritto, e ora ripeto, non sono assolutamente convinta che i partiti che promettono di mettere fine a questo scenario lo possano o vogliano fare, dato che finora NON l’hanno fatto pur avendo detenuto il potere. Siccome né io né te possiamo vedere il futuro, a questo punto si tratta di opinioni: tu pensi che i partiti che voterai faranno quello che dici, io non penso che lo faranno – tanto più che si sono alleati con Berlusconi, che sta andando in Europa a fornire rassicurazioni sul fatto che Salvini non farà quello che dice. Se vinceranno qualcosa faranno, ma bisogna vedere se sarà abbastanza, e se non farà danni peggiori del male.
    Inoltre, se io voto detti partiti mando anche altri segnali, tipo che sono a favore delle enormi disuguaglianze economiche, che la repressione non mi turba, che in politica estera mi schiero con i dittatori feroci, che oltre a voler impedire gli arrivi di ulteriori migranti penso sia giusto disprezzarli come persone, che voglio che la gente faccia più figli e i pensionati continuino a far la bella vita alle spese dei giovani, eccetera. Non volendo mandare nessuno di questi segnali su cose importanti per me, non voto Lega o destra.

  10. Se credi davvero nella necessità di un cambiamento dottrinale, cioè dell’abbandono della crescita per la decrescita, capisco che tu non voglia votare. Effettivamente, tutti danno per scontato che l’economia debba crescere; al più quello che cambia è il modo prospettato. Capisco inoltre che ti trovi a disagio nel momento in cui si parla di immigrazione, dato che la tua posizione ti fa accostare ai partiti di destra più o meno fascisti, con i quali, per votarli, dovresti condividere almeno una manciata di altri punti. Quindi immagino che tu sia piuttosto decisa nell’idea di astenerti, dato che immigrazione e crescita sono temi che tu ritieni fondamentali. D’altra parte, anche evitando di parlare di voto utile (retorica usata dal PD), converrai con me che ci sono anche i “meno peggio”. Se +Europa non ti piace (sì all’accoglienza, sì all’austerità a manetta con lo scopo di essere credibili e poi di crescere); se il PD ti sembra compromesso; c’è da dire che in LeU almeno si è accennato ad alcune questioni importanti, come la riduzione dell’orario settimanale, la necessità di investire nella manutenzione del territorio, addirittura hanno nominato il consumo di suolo!, la Bellezza come parola da inserire in Costituzione ecc. Probabilmente non ti sembra sufficiente, o magari ti dà fastidio (comprensibilmente) la presenza di alcuni, in LeU, che avresti voluto non vedere più da anni. Ma valuta la possibilità di votare, prova a ripensarci. I segnali che dai con l’astensione sono efficaci solo se qualcuno ha voglia di interpretarli, possono essere interpretati un po’ a piacimento dal politico di turno. E poi in questo momento li vedo un po’ pericolosi. Insomma, pensaci. Non dico che devi votare LeU (anche perché non ho ancora letto tutti i programmi, per cui non so dirti specificamente degli altri partiti), ma il voto, come sai benissimo anche tu, è sempre importante. Penso che un voto espresso è più chiaro di un voto inespresso e che non sempre i silenzi sono eloquenti.

  11. Capisco il tuo appello ma per Liberi e Uguali vale lo stesso discorso della Lega: cos’hanno fatto quando hanno avuto il potere? Hanno fermato la TAV? Il consumo di suolo? Hanno davvero proposto la riduzione dell’orario di lavoro? Può darsi di sì, ma se è così non sono stati molto efficaci, e stiamo parlando di gente che gira e volta è lì da anni se non decenni. Quanto alla bellezza questa storia mi fa ridere, soprattutto se proposto da una come Serena Pellegrino, che non ha fermato il parcheggio di Piazza Primo Maggio a Udine quando poteva, anzi (se non ricordo male era nel consiglio della SSM quando fu proposto e progettato, ma non riesco a trovare il link esatto). Solo parole.
    Liberi e Uguali avrà anche ragione su alcune cose (tutti hanno ragione su qualcosa a queste elezioni, a parte Berlusconi che farnetica), ma rappresenta la tipica sinistra radical-chic giustamente detestata da quel popolo che ha smesso anche di far finta di rappresentare. Piuttosto voterei Potere al popolo.
    La Bonino almeno mi sembra una persona che crede in quello che dice e si impegna in prima persona, e contrariamente a quanto potresti pensare rispetto il fatto che non sia per l’abolizione della Fornero (mancherebbe solo quello), e che abbia pure il coraggio di dirlo. Ma a parte questo le sue proposte sono il contrario delle mie.

  12. Comunque io non mi astengo per mandare un messaggio. Mi astengo perché non ho trovato nessuno da votare.

  13. Gaia, una delle tante conseguenze della contemporaneità evolutasi sulle premesse degli anni ’70 è che non possiamo dire le cose come stanno, dobbiamo vivere in una perenne e ubiqua finzione.

    Cominciamo dall’argomento che ti sta a cuore, la “ecologia”. Tralasciamo il fatto che anche la “ecologia” viene dal big bang di cavolate e di aberrazioni degli anni ’70, facciamo finta che sia una cosa seria, concreta.

    La verità che non si può dire è che gli “ecologisti” sono generalmente persone mediocri che mancano delle competenze (stato dell’arte) e della razionalità (scopo) per progettare il futuro, ovvero le cose che ci sono adesso e che ci dovrebbero essere un domani. E’ enormemente più facile fare grandi discorsi nell’iperuranio, citando fantomatici professoroni, possibilmente apocalittici e/o massimalisti, cosi da evitare che qualcuno chieda risultati concreti.

    Siccome la “ecologia” è un sottoinsieme della nostra quotidianità, lo stesso problema lo ritroviamo ai livelli superiori, ovvero negli insiemi che contengono la “ecologia” come sottoinsieme. Le persone sono generalmente mediocri e questa è la ragione per cui in Italia ogni cosa diventa un dramma, che ne so, piove e tot persone ci lasciano la pelle, nevica e si blocca tutto, ogni tot anni si verifica un terremoto, questo da quando abbiamo memoria e ogni volta è una “sorpresa”. Non solo, dicevi dei ricorsi degli immigrati che bloccano i tribunali, a parte che i ricorsi sono come le navi che li traghettano, qualcuno li finanzia e li organizza, i tribunali sono già bloccati da milioni di procedimenti che non vengono smaltiti, anche senza immigrazione. E questo succede nello stesso momento in cui il Presidente della ANM dichiara che se il Parlamento non legifera come vogliono i magistrati, ci pensano loro con le sentenze, “suppliscono”. Non so se è chiaro il senso e il peso di questa dichiarazione in un Paese “civile” fondato sulla separazione dei Poteri.

    Veniamo a questioni terra terra, la “decrescita”.
    Prima di potere anche solo pensare a come, dove e perché si può intervenire nei “processi” per passare da una finzione di “crescita infinita” ad una di “controllo” (il concetto di “decrescita” è pericoloso quanto quello di “crescita”), bisogna entrare nella testa dello “uomo qualunque”.

    Le gente oggi vive per lavorare. Lavora per pagare le cose, a qualsiasi costo. A costo di non avere tempo per fare nulla, a costo di non avere figli oppure di averli e non vederli mai, eccetera. Questo altro non è che la prosecuzione del meccanismo della prima “rivoluzione industriale” con cui l’uomo è stato asservito alla macchina. Solo che, mentre all’inizio era una servitù vera e propria e pagava con la mera sopravvivenza, adesso è diventato un comportamento condizionato che premia con un sistema di stimolo-godimento. La gente è condizionata in modo che “gode” nell’acquistare e/o possedere cose, per la maggior parte inutili. Alla base c’è una regressione infantile.

    Nel momento in cui tu pensi di mettere un bastone in questa ruota devi considerare che stai dicendo allo “uomo qualunque”:
    – sei un cretino perché ti hanno fabbricato cosi apposta
    – tutto quello che credi di sapere è una menzogna
    – tutto quello che per te ha valore in realtà non vale niente
    – la tua vita lavoro-guadagno-pago-pretendo non ha senso

    Questo di pone nella condizione di fare la fine di Savonarola.

    Il voto non ha molto senso perché la democrazia non ha senso. La democrazia non ha senso perché, fino dai primi giorni in cui fu inventata, produce un meccanismo di raffinazione dei peggiori e dei mediocri. Ovvero, la democrazia premia i più carogna e i più scemi. I primi diventano la “classe dirigente”, i secondi diventano le “masse” tutelate dalla “classe dirigente”. Le “masse” di scemi votano in funzione dello “scambio”, chi mi garantisce di più.

    Quindi è ovvio che il “politico” non ti dirà mai “sei un cretino” e che non proporrà mai un cambiamento sostanziale, che neghi tutti i discorsi e le azioni precedenti perché, per definizione, sarebbe anti-democratico.

    Da cui, con tutti questi vincoli, possiamo solo fare la scelta meno catastrofica. Premesso che “sinistra” e “destra” sono due concetti FALSI, derivano dall’ennesima mistificazione, è palese come la “sinistra” non sia più demenziale solo perché richiama a teorie metafisiche come il marxismo o l marxismo-leninimo ma anche perché oggi è subordinata alle elite apolidi del “mondialismo” ovvero del Nuovo Ordine Mondiale.

    Queste elite apolidi vogliono realizzare nel prossimo futuro lo smantellamento degli Stati nazionali e la diluizione dei Popoli col famoso “meticciato”. Che, se ci pensi bene, va nella direzione opposta alla tua “ecologia”.

  14. Infine, un motivo per non votare “sinistra” è questo:

    Tutta la propaganda sui “migranti” si fonda sul fatto banale e facilmente osservabile che delle persone che bevono l’acqua delle pozzanghere non importa a nessuno fintanto che questi non si trasformano in “migrante” e allora diventano una “risorsa”.

    Risorsa per fare cosa, visto che non solo la “globalizzazione” ha spostato le produzioni altrove ma che qui siamo già troppi? Per quello che ho detto, il “migrante” è un’arma che serve a svellere gli Stati, le Nazioni e a cancellare i Popoli col “meticciato”.

    Ripeto: gli Africani che vivono in Africa possono tranquillamente morire di dissenteria o di fame, non ci importa. Quello che ci importa è che qualche milione (che poi sono quelli che se lo possono permettere, quindi certo non i “mansueti” e/o i “poveri”) si trasferisca velocemente qui da noi, cosi da avere l’effetto dirompente che le elite apolidi desiderano.

    Quando il personaggio X fa il discorso sul “salvare le vite” ovviamente dice che ci sono vite e vite, le vite di chi rimane in Africa sono ovviamente meno importanti di quelli che vengono portati qui. Quando questo diventa evidente, ecco che scatta “pagheranno le nostre pensioni”, quindi si passa dalla compassione al gretto utilitarismo. Quando diventa ovvio che nessuno paga le pensioni, ecco che torna il refrain delle vite. Eccetera.

    Torno a dire, bisogna scegliere il minore dei mali, non il peggiore.

  15. Invece, tornando alla “ecologia”.
    In Italia ci sono quasi 700 auto per 1000 abitanti.
    Nel 2015 si sono consumanti 38,5 miliardi di litri di benzina e gasolio auto.

    Prenditi il tempo di valutare queste quantità, ricordando che, come ho scritto tempo fa, i 38 milioni di litri di carburanti all’anno non sono un problema perché sono “fossili” o “energia non rinnovabile” ma perché non si volatilizzano, si trasformano in miliardi di chilogrammi di sostanze più o meno tossiche che vengono scaricate nell’ambiente e che noi, gira e rigira, assorbiamo.

    Ora, dovresti sapere che il consumo di carburante dipende, oltre che dalla massa del veicolo, dalla velocità, ovvero cresce in maniera geometrica rispetto alla velocità. Significa che se la velocità raddoppia, il consumo di carburante può essere il quadruplo. Ergo, a noi servirebbe che circolassero meno veicoli e che questi veicoli fossero più piccoli/leggeri e che andassero molto ma molto più piano.

    Rifletti su questo punto: per quale ragione non ti martellano con progetti su come ridurre il numero, le dimensioni/massa e la velocità dei veicoli circolanti e invece incentivano le “rottamazioni – immatricolazioni” di veicoli di cui si promuovono elettronica e “prestazioni”?

    Per quale ragione invece i “media” ti martellano con l’apocalisse incombente a causa di quantità impercettibili di “microplastiche” disciolte nell’acqua?

    Insisto:
    – 38.5 miliardi di litri di benzina e gasolio ogni anno
    contro
    – quantità impercettibili di microplastiche

    Lo stesso analogo ragionamento si può fare per qualsiasi cosa, basta guardarsi attorno. Io vivo in un Comune governato dalla “sinistra” tipo Rifondazione o SeL, si riempono la bocca di “progresso” e poi questo si traduce in quartieri-ghetto, parcheggi e mega-centri commerciali. Ho vissuto tutta la vita nella periferia industriale più infame eppure mi hanno rubato la bicicletta solo l’anno scorso, quando ci dicono che mai come ora i reati sono diminuiti.

    Da cui, vero, ci sono poche ragioni per votare uno invece di un altro. Una ragione però c’è, sarebbe l’ora di smetterla di partecipare alla commedia, che poi è una commedia che ci rimbalza nel didietro.

  16. Intanto io non vado in macchina da anni, mai, neanche se mi offrono un passaggio. E siccome le microplastiche sono effettivamente un enorme problema, anche se non le vedi, cerco di evitare anche quelle. Si comincia con se stessi, complotto o no.

  17. Marghe propone Leu e la bellezza, ovvero il diavolo e l’acqua santa: un partito che ha nel DNA l’ugualismo, l’accoglienza senza se e senza ma imposta alle “classi subalterne” e il meticciato che sono quanto di più contrario all’ecologia, quanti di più razzista anti e di degradante, ciò che ha creato il degrado senza se e senza ma e i nuovi formicai esplosivi di senz’arte ne parte,le nuove banlieu italiane, le nuove enclavi islamiche (io abito vicino ad un paio di queste, in Appennino), di sottoproletariato sradicato che compete brutalmente e fa letteralmente fuori (ora economicamente poi anche fisicamente quando la balcanizzzazione, la sirianizzazione alla Scalfari-Manconi-Soros-Bonino-Boldrini-Bergoglio avrà ottenuto qualche risultato).
    Il tutto viene con la Reductio ad Hitlerum che è l’arma retorica per gli sciocchi.
    Come ho documentato a casa più volte, il nuovo totalitarismo soft (quindi molto più pericoloso) previsto dai vertici mondialisti, per lo sfruttamento brutale delle genti, la loro frantumazione culturale, linguistica, economica, sociale, imposta e disegnata dai nuovi soviet.
    Vedete, quando c’è da resistere a questa barbarie, quando si è già entrati nella guerra civile interetnica, ora a intensità bassa (con le grandi stragi in Spagna, Francia, Regno Unito e Germania) cambiano le prospettive.
    Il sangue e merda tiè stato già buttato addosso nelle tua vita.

    La questione è che sono decenni, dal sessantotto, che è stata costruita una colossale, fitta, soffocante ragnatela sovraordinata di leggi e di magistrature che lavorano meticolosamente nella direzione di reprimere ogni anche minuscolo tentativo di resistere a questa distruzione.
    Ed è esattamente ciò che proclama la signora Soros-Bonino, la sovversione antidemocratica di allontanare il potere dai territori e trasferirlo ad elite autoreferenziali ultracapitalistiche.

    Tutta queste castalie infatti hanno il ritornello della crescita che nei paesi “consumisti” è solo crescita demografica che, data la provvidenziale emancipazione delle donne europee è SOLO la deportazione di centinaia di milioni di africani e asiatici verso l’Europa.
    I vertici, da sempre,verso cui si concentrano potere e risorse, lavorano alacremente all’aumento del volume della piramide da sfruttare.
    Sono poi le castalie e marxiste e anglofone che hanno spostato i popoli in Jugoslavia, i cosacchi in Friuli (leggete le osservazioni di Terzani nel suo giro nell’URSS che collassava), tirato i confini con i righelli in Oriente, in Africa, che hanno assassinato Gheddafi e ora supportano la propaganda anti Assad e contro ogni nucleo di resistenza locale, culturale.
    Ovvio che le aspirazioni nataliste dei partiti identitari, in confronto, sono la pistolina di plastica col pagliaccetto che esce a molla rispetto ai sistemi d’arma strategici, termonucleari progressisti, mondialisti, postcomunisti.
    Quindi: ogni partito che parte dall’ovvia considerazione che le de/importazioni di massa di esseri umani, da zootecnie razziste anti basati su meticciamenti progettati e calati dall’alto, siano grandi problemi, è nello spazio di un qualche tentativo di soluzione, il resto appartiene allo spazio del, agisce pro problema.
    Quando ti danno fuoco alla casa alcuni ottime cosei come finire gli avanzi in frigo o governare la compostiera finiscono in secondo piano o eliminare la plastica dalla propria vita lasciano il passo.
    Puoi anche decidere di non sporcarti con il sangue e la merda. Nessun problema, essi te lo hanno già portato nella tua vita e te lo gettano letteralmente addosso. Vogliono lo scoppio sociale, la società a motore a scoppio sociale, come osservava Terzani, non vogliono neppure la polvere nelle ruote. Astensione o voto a favore dei partiti pro problema sono un buon modo per di diminuire la resistenza al processo.

  18. Scusate refusi ed errori, mi sono rubato del tempo al sonno per intervenire, data l’importanza dell’argomento, scrivendo dal letto.
    Gaia, sei sempre la mia eroina, ti voglio bene.

  19. Non dimentichiamo che fare politica è necessariamente compromesso, anche tra i partiti all’1%. La governabilità è l’obiettivo da raggiungere, di disperdere il mio voto tra coloro che non hanno dimostrato questa prospettiva non ci penso nemmeno.

  20. gaiabaracetti

    Luca: cosa vuol dire “governabilità”? A che pro? Saresti favorevole a una dittatura se garantisse “governabilità”?
    È inutile avere un sistema democratico che però non garantisce rappresentanza. La democrazia di gruppi, interessi e sistemi valoriali diversi richiede per forza di cose che tutti siano in qualche modo rappresentati, altrimenti la democrazia è tale solo di nome.

  21. Concordo con Gaia sulla “governabilità”. Come dire che allora ha senso solo votare sempre i soliti partiti, che hanno già molti voti. E poi in Germania sono senza governo da 5 mesi, in Belgio sono stati senza per oltre un anno…e nessuno tsunami ha distrutto questi paesi.
    Sono d’accordo anche con UUIC sul giudizio di LeU, partito stampella per intercettare voti di delusi del Pd da riportare all’ovile al momento giusto. Ideologia iper-capitalista e liberal condita con qualche bel proposito per anime ingenue.
    infine faccio un appello a Gaia perché no, non fondi un partito, e si dedichi invece con rinnovato studio alla produzione di latticini fatti in casa. Mi pare che le recensioni degli utenti non siano state tutte positive 🙂
    Utile però sarebbe, a chi si interessa di ecologia nella politica, capire cosa hanno fatto i partiti così detti Verdi, anche laddove sono forti come in Germania. e riflettere sui rapporti tra associazioni ecologiste e politica.
    Giusto per fare un po’ di chiarezza a priori….

  22. gaiabaracetti

    Open Polis offre informazioni sui singoli candidati e sui loro interessi economici: https://www.openpolis.it/i-candidati-e-la-trama-dei-loro-interessi/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_term=MailUp&utm_content=MailUp&utm_campaign=Newsletter
    Molto utile, ricordandosi che non è possibile esprimere preferenze e che il voto a una lista è inevitabilmente il voto innanzitutto al nome prescelto.

  23. Buonasera a tutti, ho seguito in radio buona parte delle tribune elettorali RAI e devo dire che in questa tornata elettorale i rappresentanti dei rispettivi partiti politici (o movimenti politici, perché il nome cambia, ma la cialtroneria è la stessa) hanno davvero superato se stessi. Io considero quanto ho ascoltato un vero e proprio insulto all’intelligenza di una persona dotata di QI medio e di cultura media [con amenità del tipo: costruiamo città nuove in Libia dove riportare gli immigrati al tasso di mille persone al giorno, ritorniamo alla lira restituendo alla nazione potestà di stampare moneta (chiamando “Stato”note quelle che ora si chiamano “Banco”note perché sono espressione della volontà finanziaria dello Stato Sovrano, e non delle banche!), assumiamo 8 milioni (sigh!) di persone, riduciamo l’orario di lavoro senza decurtare stipendi, innalziamo le pensioni, reddito di cittadinanza a tutti, abolizione del 41bis, abolizione del Senato, istituzione del Collegio dei Saggi, c’era pure chi invocava l’avvento della “medicina quantistica”, e altre amenità che al confronto il Cetto La Qualunque di albanesiana memoria aveva una statura da statista maggiore di Quintino Sella… il tutto senza spiegare neppure come porre in essere tali fantasie, e quali coperture economiche utilizzare (anche qui altri voli pindarici tra esorbitanti nuovi «sicurissimi» entroiti derivanti dall’introduzione delle nuove tecnologie (?), dalla lotta all’evasione o dalla sconfitta del narcotraffico o delle mafie, dall’emersione del nero, dall’aumento del flusso monetario grazie alla neonata sovranità monetaria, dalla ripresa dell’economia che è già in atto (sigh!), e così via)].

    Inizio a pensare che i nostri cari politicanti credano davvero che una singolare pandemia abbia decerebrato tutta la popolazione – finora non si erano mai spinti a tanto – e, tenuto conto che entro maggio ci attende un’altra manovra correttiva (stangata di 3,5 miliardi di euro di cui tutti badano bene di parlare) perché grazie a Renzi/Gentiloni abbiamo sforato nuovamente le soglie di stabilità europee, non mi è difficile pensare che nessuna forza politica, pur vincendo le elezioni con un buon margine, avrà mai la responsabilità politica e di governo di metterci la faccia e di decretare le nuove misure. Quindi – quale che sia il vincitore – prevedo l’avvento di un ennesimo governo tecnico che, nel nome del “ce lo chiede l’Europa”, porterà avanti lo stesso scellerato «piano di rientro» cominciato dal governo Monti e finora mai interrotto, con tutte le forze politiche neo-elette a continuare la solita cagnara come fatto finora, lacerandosi le vesti sui media e nei talk-show, ma poi votando in parlamento tutte le misure.

    Con queste condizioni al contorno invito, come già fatto precedentemente sulle pagine di questo blog, coloro che amano il proprio paese a non votare, sperando che un’astensione record storica (mi aspetto più del 40% ma sarebbe bellissimo se riuscissimo a superare la metà dell’elettorato) delegittimasse qualsiasi governo risultante dalle urne (sia esso tecnico o meno) e aprisse _finalmente_ una questione seria (anche a livello europeo) sullo stato della politica e della _democrazia_ in Italia ad oggi.
    Altrimenti possiamo continuare con il teatrino e andare penosamente avanti come fatto finora, però poi non lamentiamoci. Vi ringrazio tutti per l’attenzione.

    mk

    “sì, signor primo ministro, io ho detto solo che quattro anni fa siamo stati ciechi e ora dico che probabilmente ciechi continuiamo ad esserlo. […] votare scheda bianca è una manifestazione di cecità altrettanto distruttiva dell’altra, O di lucidità, disse il ministro della giustizia, Che cosa, domandò il ministro dell’interno, ritenendo di avere udito male, Ho detto che votare scheda bianca si potrebbe considerare come una manifestazione di lucidità da parte di chi l’ha fatto.” (Saggio sulla Lucidità – Josè Saramago)

  24. gaiabaracetti

    Mk: già.
    Ma forse ci trattano da scemi perché abbiamo dato l’impressione di esserlo. Per me l’esempio più lampante in questo momento è quanta gente sta pensando seriamente di votare Berlusconi. Questo da solo significherebbe che non abbiamo memoria, attenzione, empatia, capacità di collegare i fatti, insomma quell’insieme di cose che messe assieme potrebbero comporre un’ “intelligenza”.
    Ed è solo un esempio.
    Con l’amarezza nel cuore, mi chiedo se sia meglio annullare la scheda o proprio stare a casa, così da rientrare nelle statistiche sugli astenuti.

    (Leggendo il commento mi sembrava di riconoscere il tuo stile, ma non il nome, per cui ho proprio sorriso quando ho visto, in fondo: mk 🙂 )

  25. Gaia, quando dici “si comincia da se stessi” intendi che ti vuoi suicidare? Perché ti farei notare che questo ridurrebbe la tua “impronta ecologica” a zero e, volendo, ti si potrebbe anche riciclare come “frazione umida”.

    Viceversa, tornando a quello che dicevo, ovvero che l’atteggiamento millenaristico non ci porta da nessuna parte, secondo me dovresti cominciare a CHIEDERE anzi PRETENDERE che le cose cambino.

    Per chiedere un cambiamento preciso, non uno qualsiasi che potrebbe essere in peggio o irrilevante, bisogna che tu ti faccia una lista di PRIORITA’.

    Secondo me la “enormità” del problema delle “microplastiche”, ricordando che la loro stessa esistenza è in dubbio perché si parla di quantità cosi piccole che non si possono rilevare coi normali procedimenti con cui si analizzano le acque potabili, è una “enormità” infinitesima rispetto alla enormità di questo numero 38.000.000.000 litri di benzina e gasolio che ogni hanno vengono bruciati per scaricare quello che resta nell’aria, nel terreno e nell’acqua. E qui parliamo solo della “mobilità”, non consideriamo tutte le altre centomila fonti di inquinamento.

    Lo sai come la vedo io la faccenda?
    Che tu o non sai definire una lista di priorità perché non vedi o non sai soppesare i problemi relativamente uno all’altro e/o in valore assoluto, oppure non lo vuoi fare perché NON VUOI PRENDERE UNA POSIZIONE.

    Prego notare, prendere una posizione da eremita è relativamente facile, ti mette fuori dalla “politica” nel senso proprio e storico della parola. Io non ho l’automobile, quindi non mi devo preoccupare delle automobili. E no, non funziona cosi. Tirarsi fuori non significa saperne più degli altri ma scegliere (o essere capaci solo) di occuparsi solo del proprio privato. Che è la definizione etimologica di “idiota”.

    Ripeto, d’accordo, siamo messi male riguardo le opzioni che abbiamo riguardo il voto. Ma cosi come le “microplastiche” non sono sullo stesso piano dei 38 miliardi di litri di benzina all’anno, allo stesso modo votare X non è uguale a votare Y.

    Ti vorrei anche ricordare che esiste/va un partito che si chiamava Ecologia e Libertà, da cui se non sbaglio arrivò in Parlamento la signora Boldrini. Questo ci dice due cose: storicamente la “sinistra” (e qui intendiamo marxismo e/o marxismo-leninismo) si è attribuito il monopolio dello “eco-ambientalismo”, questo perché lo “eco-ambientalismo” ha la stessa radice del “veganesimo”, ovvero il progetto di Nuovo Ordine Mondiale irradiato urbi et orbi a partire dagli anni ’70. Ci dice anche quanto paradossale sia tutta la faccenda perché la “sinistra” che si attribuisce il “progresso” e la “ecologia”, in realtà pensa, parla ed opera nella direzione diametralmente opposta. E chiunque ci abbia a che fare da vicino lo sa bene.

  26. Mi scuso per forma e ortografia, non ho tempo di rileggere.

  27. @LorenzoC: Penso con ragionevole certezza che siamo tutti abbastanza amareggiati e frustrati dall’attuale situazione politica, per cui posso anche capire la veemenza e la rabbia nei commenti; quello che capisco di meno è il livore con il quale apostrofi l’autrice di questo blog, che impiega le sue risorse (tempo, denaro, privacy, tanto per dirne qualcuna) per esprimere un parere e sollecitare una discussione, e in contropartita riceve risposte non molto rispettose del tipo “non sai”, “intendi che ti vuoi suicidare?”, “Tirarsi fuori non significa saperne più degli altri ma scegliere… di occuparsi solo del proprio privato. Che è la definizione etimologica di idiota”.

    Di quanti conosca, l’autrice di questa pagina è l’unica persona che non celebra bei discorsi accademici sul suo blog vomitando il suo malumore a chi lo legge, ma propone un’ipotesi di stile di vita sostenibile dimostrandone le possibilità e i limiti con il suo stesso vissuto, che non è cosa da poco. Magari, se pur non rispettandone le idee, se ne rispettasse quantomeno la coerenza, forse non sarebbe male. Io – sinceramente – non mi capacito ancora di come lei riesca a non censurare certi tuoi commenti (e questo forse potrebbe essere un altro spunto di pensiero). Se abbassassimo un po’ i toni o magari ci scusassimo?

    @Gaia: scusami, ho messo in piedi un sistema distribuito che usa Gravatar e per provarlo ho usato il mio account per abbreviare i tempi, per cui ora WordPress associa anche qui il mio nickname sul pod tedesco di Diaspora per cui sono visualizzato con quello… Non volevo anonimizzarmi, sono sempre io 🙂

  28. gaiabaracetti

    Sì, forse dovevo bloccare il commento, ma gliene ho già bloccati tanti, forse mi sentivo eccessivamente severa.
    Lorenzo, ho visto cosa scrivi anche su altri blog: perché sei sempre così aggressivo? Tanto più che hai idee a sufficienza da non aver bisogno di insulti per esprimere un pensiero. Forse pensi che siano tutti scemi tranne te, ma allora perché perdi tempo a parlarci? Oppure pensi che siano scemi redimibili (solo da te), ma questo, oltre a essere indice di immaturità, non mi sembra che spieghi tutto, dato che appena uno ti dà ragione tu trovi il modo di attaccarlo ugualmente. Visto che vedo che si crea disagio, d’ora in poi sarò ancora più severa con i commenti.

  29. Lorenzo si sa difendere e non ha bisogno di difensori.
    Tuttavia voglio sottolineare che egli è una persona nobile di animo, generosa e appassionata. Forse all’inizio si può avere l’impressione di attacchi personali ma, mettendo da parte il proprio ego, non si può non notare la dimensione oggettiva di gran parte delle sua affermazioni che, certamente, possono apparire ruvide, scomode.
    Sarebbe un peccato sacrificare i contenuti a favore di un confortevole agio.

  30. Una breve considerazione.
    Ho letto che le “destre” sarebbero per l’incentivazione della natalità interna. Diamo per buono che sia vero (dico così perché è noto che chi aspira a posizioni dirigenziali è solito mentire ogni qualvolta ne ravvisi la convenienza). Un fatto è che, per come sono distribuite le fasce d’età, una ripresa della natalità tale da eguagliare l’attuale incremento di popolazione dovuto all’immigrazione è pressoché impossibile, perché la fascia delle donne in età concretamente fertile è attualmente minoritaria (il che, ai miei occhi, è un bene). Dunque, dovendo scegliere tra chi si propone di sostenere la natalità interna e chi si propone di sostenere l’iniezione di persone provenienti da qualche altrove, ritengo che la scelta più consona sia scegliere i primi.
    Vedi tu se questo ragionamento fa o non fa per te.

  31. gaiabaracetti

    UIC, forse ho usato la parola disagio a sproposito. Comunque, la forma non è completamente separata dal contenuto. Trattare gli altri con rispetto significa anche ritenere gli altri meritevoli di rispetto, il che non è una formalità. Non è una questione di ego, ma di mantere un ambiente (i commenti al blog) in cui le persone hanno voglia di esprimere le proprie idee e confrontarsi anziché urlarsi addosso o darsi a vicenda dei cretini – faccio notare, tra l’altro, che il modo migliore di convincere è trovare dei punti in comune da cui partire, non far capire all’interlocutore che lo consideri un cretino.
    Detto ciò, i contenuti sono ben accetti.

  32. gaiabaracetti

    È sensato, anche se a livello planetario potrebbe essere dannoso – questo dipende se si considera l’accoglienza della popolazione in eccesso dei paesi ad alta natalità un incentivo a mantere alta questa natalità, oppure no.
    Il problema è che chi propone misure per aumentare la natalità, che probabilmente si rivelerebbero di scarsa efficacia per il motivo che dici tu e altri su cui non mi dilungo, comunque è anche favorevole alla crescita economica, alle grandi opere, ai consumi, e a tutta una serie di altre misure non ambientaliste. Inoltre, come ho già detto, la destra ha interesse a mantenere il famoso “esercito di riserva” di lavoratori sottopagati, dato che rappresenta in buona parte imprenditori e in generale gente coi soldi a cui la colf/badante straniera fa comodo, per cui dubito seriamente che agirà in modo efficace per arginare la migrazione.

  33. Gaia & altri.

    Provate a pensare, conformemente a quanto ho scritto sopra, perché io intendo esattamente quello che scrivo (al netto del fatto che scrivo male perché sono di fretta), che molte delle cose che per voi costituiscono la “norma” in realtà sono false e/o sbagliate.

    Una di queste cose è il fatto che non si debba dire “A” ma che bisogna girarci attorno, tipo “Mario, ho fatto questo – mmm, bellissimo, sei proprio pieno di talento. Magari si potrebbe modificare qui e qui” invece di “non funziona qui e qui per questo e quest’altro motivo” o un più sbrigativo “bella cagata”. Magari voi pensate che il primo approccio non solo sia più simpatico e moralmente corretto ma che sia anche più produttivo perché sottointende “armonia” e/o “collaborazione” da cui “sociale”. Invece no o meglio, anche questo fa parte del CONDIZIONAMENTO a cui siamo tutti sottoposti dall’infanzia e che mira a ridurci tutti ad IDIOTI, nel senso etimologico del termine.

    Veniamo quindi al termine “idiota”. La vulgata lo assume come sinonimo di “stupido” ma in realtà risale al tempo in cui le persone si distinguevano tra chi partecipava attivamente alla vita della Polis, da cui “politica” e tutti gli altri, che per una ragione qualsiasi, tipo il censo, il livello di istruzione, il genere, handicap fisici e mentali, non avevano una vita pubblica ma solo una vita privata.

    Vi potrei dire che non solo noi a fatica veniamo chiamati ad esprimere un voto e che chi vota non ha idea di cosa vota, come e perché, della differenza tra Parlamento e Governo, che la maggioranza degli elettori è quasi analfabeta, eccetera. Che la nostra “democrazia” è concepita apposta per gente che non deve partecipare alla vita della Polis.

    Invece ammetto il mio errore in origine: commentare sul blog di Gaia è futile, inutile. Infatti io non ho niente da dire se non che tutto quello di cui si parla o è sbagliato o è falso e tipicamente si tratta di uno stereotipo, tipo:

    ” la destra ha interesse a mantenere il famoso “esercito di riserva” di lavoratori sottopagati”

    Ma non ho il potere di cambiare il fatto che assunti, postulati, come quello di cui sopra costituiscono la “normalità” per Gaia e la stragrandissima parte degli Italiani e degli Europei.

    Che sono gli stessi Italiani che o non leggono e non ascoltano quello che dicono i capoccioni, oppure non lo capiscono. Per esempio, cito due articoli di Scalfari, siete liberi di cercare su Internet gli originali:

    “”… una politica nuova, moderna, positiva, che accomuna i partiti moderati e quelli di una sinistra riformatrice, dando voce all’Europa come noi la vorremmo e la vogliamo. Perciò: bene Renzi se continua così. L’Europa deve saper dire addio agli Stati nazionali e farsi struttura globale, aperta, democratica, moderna. Lo Stato nazionale di oggi ben presto apparirà anacronistico folclore. Oggi servono su tutti i temi e problemi soluzioni europee e valori globali.”

    Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.”

    Questo è un MANIFESTO, una dichiarazione di intenti, non può essere più chiaro di cosi. E mi tocca leggere della “colf/badante” che fa comodo. Altro pianeta.

    Scusate l’incomodo, continuate pure il minuetto.

  34. > si considera l’accoglienza della popolazione in eccesso dei paesi ad alta natalità un incentivo a mantere alta questa natalità, oppure no

    Tempo addietro lessi (forse qui?) un documento che analizzava come, in alcuni paesi, la natalità venisse utilizzata proprio per fare figli da mandare nei paesi più consumisti/ricchi, anche in paesi già con reddito e tenore di vita più che dignitosi.
    Il caso della signora Cecile Kyenge è evidente e smentisce tutte le teorie ideologicamente false de “accogliere senza se e senza ma il povero profugo che scappa da paesi miseri in guerra per sopravvivere agli stenti blablablablablavlavlavla blavla”): viene da una famiglia benestante, il padre ha ingravidato varie donne fino a produrre 38 figli, il Congo è un paese che è in crescita economica esplisiva, con tassi oltre il 7% anno, dati fino al 2014 (https://it.actualitix.com/paese/cod/repubblica-democratica-del-congo-tasso-di-crescita-del-pil.php)

    Potete leggere questa pagina o, se preferite andare direttamente al lavoro che essa commenta, all’articolo Più emigrazione con lo sviluppo, più recente.

    Marghe, qui sopra, cita LeU, il partito delle nuove oligarchie radical chic soft totalitarie, il partito che, ricorrentemente, propone la censura e la vigilanza sulle (presunte) falsità in rete (devono avere parecchi fantasmi a riguardo, considerato il falso ideologico e l’ortodossia che martellano da mane a sera, da Radio Popolare alla signora Boldrini, il nuovo totalitarismo non si vergogna neppure di proporsi come tale).

    > la destra ha interesse a mantenere il famoso “esercito di riserva” di lavoratori sottopagati, dato che rappresenta in buona parte imprenditori e in generale gente coi soldi a cui la colf/badante straniera fa comodo

    Un collega mi dice che un’analisi elettorale commissionata per il capoluogo di regione vede che i settori abbienti della città, la buona borghesia felsinea sono tra i maggiori elettori di LeU.
    Se avete occasione di ascoltare Radio 24, la radio della Confindustria, la maggior parte dei programmi sono condotti da persone in area PD/Leu (da Parenzo, alla Giordano, La Spezie e Telese, etc. .).
    Qui si torna a Terzani e alla società (a motore) a scoppio.

    Infine, ecco uno spezzone che meglio di altri fa la parodia alle sinistranti elite progressiste / mondialiste / (post)comuniste / liberal chic che costituiscono il corpo principale delle politiche razziste anti, crescitiste, economiciste. L’errore dei (post)marxisti è di pensare alle persone come tubi digerenti produci-consuma-krepa , che tutto debba essere sacrificato all’economia (bisogna accoglierli per le pensioni, per la crescita, ci pagano le pensioni blablablabla vlavlavlabla), (post)marxisti per i quali valori, istinti, tradizioni che non assecondano le loro mire sono tutti fascionazileghistoidi.
    Infatti, quando ero nella lista civica “ecologista”, ogni volta che si arrivava alla decrescita e ad una qualche ecologia (che non sia il teatrino verde rosso dei cocomeri) i kompagni che non gradivano mi apostrodfavano subito dandomi del fascista. Poveretti.
    Come nota anche sopra Ugo, qualsiasi cosa che vada in direzione opposta a questa roba è la scelta più consona.

  35. @LorenzoC: Caro Lorenzo, ti faccio notare che se tutti quanti usassimo il tuo paradigma di non mediare l’impulso emotivo di stizza che ci prende leggendo qualcosa che non ci aggrada, passeremmo tutto il tempo qui a darci dell’idiota e del cretino l’un l’altro, e questo blog sarebbe soltanto un florilegio di insulti o di epiteti del tipo «non capisci un c.», «ma dove vivi», etc.

    Sinceramente: ma tu preferisci un posto dove i presenti passano il tempo ad insultarsi, oppure un posto dove ognuno possa esprimere la propria opinione, anche se in disaccordo con gli altri intervenuti nella discussione? Qui non sto chiedendo di essere ipocriti o pieni di bon-ton milanese; però, almeno personalmente, quando le persone urlano la mia attenzione viene distolta dall’argomento e rivolta alle cause (spesso psicologiche) delle urla, per cui mi perdo buona parte del ragionamento e mi costa fatica seguire.

    Un’ultima considerazione: se tutto quello che è scritto su questo blog è “futile” e “inutile” (perché a quanto pare siamo tutti brain-damaged), allora perché continui a postare commenti? Ai tempi di Usenet e delle bbs, una delle regole della netiquette era: prima di postare su di un blog, leggere per almeno un paio di settimane i vari thread per capire il contesto, e quindi intervenire qualora si ritenga il proprio intervento utile agli altri membri della comunità. Tutto il resto – parafrasando Califano – è troll (e anche noia). Se io reputo che gli acquirenti apple non siano proprio così furbi perché spendono vagonate di euro per comperare dispositivi che impediscono loro la maggior parte delle attività che altri dispositivi consentono naturalmente, non è che segua il loro blog e continui a postarvi: come siete idioti, non capite niente di informatica, poveri polli. Se lo facessi, non farei nient’altro che essere un troll.

    Le comunità online (come il blog di Gaia) sono strutture che richiedono tantissime risorse (anche dal punto di vista di ecoimpronta, visto che mi pare siamo tutti sensibili all’ecologia qui): vogliamo cercare allora di tenerle nel modo migliore possibile? E’ solo nel nostro interesse, siamo noi a frequentarle; perché allora renderle delle specie di sentine psicoemotive in cui ognuno scarica le proprie rabbie/frustazioni?

    Io sinceramente leggo questo blog perché vi trovo idee/pensieri utili che non trovano spazio altrove; mi dispiacerebbe molto se finisse per diventare uno di quei blog alla Grillo o radicali (di sinistra o di destra) dove il 90% dei commenti consiste nell’insultare o denigrare qualcuno.

    Scusatemi la lunghezza e la pedanteria, però quando uno ha poco, ci tiene a quel poco.

    Buona settimana a tutti.

    mk

  36. @all: ricordo inoltre che se tutti quanti ci esprimessimo in modo abbastanza conforme alle policy del blog (che comunque Gaia mantiene larghissime, lascia parlare tutti senza se e senza ma), conseguiremmo almeno il risultato di ridurle il lavoro di moderatrice del blog, che porta via un sacco di tempo e immagino sia di una noia mortale.
    Dal momento che non paghiamo qui, almeno questo….
    Non mi sembra di chiedere troppo.

  37. E’ mia opinione credere che nessuno fermera’ questa invasione di genti che vengono in cerca di una vita “migliore”. Nessun partito o governo , a meno che non lo faccia con le armi , non riuscira’ a fermare questo spostamento …. Credo che siamo solo all’inizio !!! Dobbiamo ricordarci che 2/3 del mondo muore di fame e noi , potremmo scavare un solco nel mediterraneo lungo chilometri, profondo chilometri e quando questo sara’ pieno di cadaveri , ci saranno quelli che ci passeranno sopra ….. Nessuno fermera’ nulla , nemmeno le promesse elettorali ……. Prepariamoci a “difenderci” prepariamo i nostri figli a non farsi sottomettere ….. Non lo dico perche’ sono razzista, lo dico solo per una questione di sopravivenza , come nella savana….. 😔….. Paolo

  38. gaiabaracetti

    Paolo, in realtà è abbastanza dimostrato che non è la fame a far muovere le persone così lontano, ma il relativo benessere. Chi davvero fa la fame non ha i mezzi per venire in Europa, ma o sta dov’è e aspetta aiuti o si sposta localmente (o ammazza i vicini). Ci sono dei link proprio nel commento di Un Uomo in Cammino, qui sopra.
    Detto ciò, è possibile fare qualcosa. Porto l’esempio del Giappone non perché penso sia perfetto, anzi – una chiusura simile sarebbe eccessiva per noi, sia come situazione geografica, sia per la nostra identità che è fatta dell’assorbimento di successive ondate, e quindi di una certa apertura, però è una dimostrazione che se non vuoi una certa cosa puoi evitarla. Solo che dopo devi fare come i Giapponesi, che si ammazzano di lavoro per mantenere il loro (eccessivo) livello di benessere, non fanno figli e fanno assistere i vecchi dai robot. Oppure guarda l’Australia: sono crudeli e dissennati, perché impediscono ai profughi di entrare (a certe condizioni), però stanno distruggendo il paese a forza di aumentare la popolazione con tutti i mezzi – però anche qui, decidono loro chi entra e chi no. Due modelli che non mi piacciono, ma che mostrano che ci sono alternative possibili.

  39. gaiabaracetti

    Mk, hai ragione. Ci sono blog in cui i commenti valgono quasi più dei post… con il tempo ho capito che questo era dovuto non solo alla qualità dell’autore o degli autori, ma anche a un lavoro di moderazione piuttosto impietoso – io evidentemente sono stata di manica troppo larga, ma credimi che qualcosa cancello!
    Ho deciso di semi-chiudere il blog anche se come vedete ogni tanto scrivo ancora, e devo dire che mi mancano molto i commenti che ricevevo, spesso veramente intelligenti e informativi.

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