vi ricordate del parcheggio?

In questi giorni sono in piena fase: io l’avevo detto! Dico tante cose, lo so, ma alcune iniziano a succedere. Ad esempio, l’INPS perde 10 miliardi di euro all’anno, Renzi propone il lavoro part-time per i lavoratori con più di 63 anni, e Tito Boeri fa delle proposte di riforma pensionistica che in parte somigliano a quello che proponevo io. Oppure, esce in pompa magna la notizia che la carne lavorata è cancerogena – non so se sia solo una mia impressione, ma negli ultimi giorni i media nazionali, forse pentiti di aver dato così tanto rilievo alla cosa, si prodigano in rassicurazioni continue: “tranquilli la nostra carne è sana”, “viva la dieta mediterranea”, “no ad allarmismi che sono più pericolosi del salame…” Evidentemente i giornalisti rispondono più all’economia che alla scienza, nel caso non si fosse capito.

Soprattutto, però, vorrei parlare del parcheggio di Piazza Primo Maggio. Vi ricorderete che io passai buona parte dell’estate e dell’autunno di due anni fa in un gazebo di fronte al cantiere con volantini, moduli di raccolta firme, documenti ufficiali ottenuti clandestinamente, cartelloni e molte persone, ma non abbastanza, che cercavano come me di fermare la costruzione del parcheggio. Non ci siamo riusciti. Abbiamo perso la nostra battaglia. Adesso salta fuori che avevamo ragione su tutto.

Innanzitutto, l’opera non è finita. Doveva essere pronta in 18 mesi, cioè a febbraio di quest’anno, ma il cantiere sarà chiuso a fine novembre e il parcheggio consegnato chissà quando. Come avevamo previsto, c’è stato sia un ritardo che un aumento dei costi: almeno mezzo milione di euro in più, conseguenza dell’aver cominciato l’opera, come noi sottolineammo a suo tempo, senza un progetto definitivo, e delle seguenti battaglie legali con la Soprintendenza. Non solo: l’amministrazione non ha ancora deciso cosa fare della viabilità e dei parcheggi a raso in Piazza Primo Maggio. Questo fa ridere, per chi si ricorda il genere di cose che venivano dette con sicurezza due anni fa. Honsell, i suoi sostenitori e i vari ambientalisti della domenica e benpensanti udinesi assicuravano, sfidando la logica e le leggi della fisica, che il parcheggio sarebbe servito per ridurre il traffico, potenziare il trasporto pubblico, togliere gli altri parcheggi… Ora le idee a caso continuano a circolare in libertà, dimostrando la totale mancanza di un progetto sia allora che due anni abbondanti dopo, ma la maggioranza di centro sinistra sembra orientata verso l’ipotesi di lasciare tutto com’è almeno per un anno dalla consegna, cioè fino a più di tre anni dall’apertura del cantiere! Se come me foste stati attaccati da gente che si diceva sicurissima che questa sarebbe stata l’occasione per togliere altri parcheggi e rilanciare la mobilità sostenibile, e spiegava pure come, anche a voi verrebbe voglia di fargli un decoupage dell’articolo sopracitato sulla porta di casa.

Come se non bastasse tutto questo, qualche giorno fa la notizia che Giuliano Vidoni, presidente dell’omonima azienda che sta costruendo il parcheggio, è stato arrestato per tangenti all’ANAS. Noi avevamo detto anche questo, che di una ditta che era già stata coinvolta in scandali ai tempi di Mani Pulite forse non c’era tanto da fidarsi. Anche qui, nessuno ci diede retta . D’altronde, poverino, Vidoni ha pagato solo per avere quello che gli spettava, come spiegano i giornali in articoli che paiono scritti dal suo avvocato. A leggerli sembra quasi un santo: “un capitano d’impresa, figlio d’arte, vicino agli ambienti Dc, perennemente impegnato nel lavoro e sullo sviluppo dell’azienda di famiglia.” Addirittura: “Un friulano di vecchia tempra, di quelli che non esistono più”…

Oltre a tutto questo, l’opera è orribile. Non ho più scritto del parcheggio, ma non me ne sono mai dimenticata e ogni volta che tornavo a Udine ci passavo davanti e guardavo. Uno schifo. Aldevis Tibaldi lo descrive così: “i fabbricati fuori terra sono tornati a fare mostra di sé, insieme a un corredo di orrendi muri che per essere quelli che nelle autostrade servono ad impedire il salto di carreggiata degli autotreni, presuppongono una destinazione d’uso che allude non certo al Palladio, bensì alla presenza di un autodromo.” Tibaldi lancia anche una frecciata senza fare nomi a un certo parlamentare friulano, e allora il nome lo faccio io. Serena Pellegrino, di SEL, che era nel consiglio di amministrazione della Sistema Sosta e Mobilità di Udine tra il 2009 e il 2012, “ricevendo l’incarico per la verifica del corso progettuale del parcheggio sotterraneo da realizzarsi in p.zza Primo maggio a Udine”, sta promuovendo una proposta di modifica al primo emendamento della nostra Costituzione che aggiunga “la bellezza quale elemento costitutivo” della Repubblica Italiana.

Questo ammetto che non l’avevo previsto.

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10 risposte a “vi ricordate del parcheggio?

  1. Fabiano Miceli

    Gaia, come sai ero e sono tuttora d’accordo con te sulla valutazione dell’assurdità della realizzazione del Parcheggio I° Maggio. Anch’io ho subito collegato le difficoltà dell’Impresa Vidoni con la decisione a livello comunale nella realizzazione del parcheggio.
    Viceversa, non sono per nulla d’accordo, e non solo per questioni di scuderia, nel gettare la croce addosso a Serena, che non può certo essere vista come principale responsabile del via libera allo stesso.

  2. No, non penso sia la principale responsabile del parcheggio, spero non emerga questo da quello che ho scritto. Solo che mi sembra che in questo caso lei si stia macchiando di una delle più comuni colpe dei politici italiani, soprattutto a sinistra: dichiararsi, in termini vaghi ed emotivi, mediatici, a favore di qualche nobile ideale, salvo poi contraddirlo in pratica quando hanno l’occasione di fare qualcosa di piccolo ma buono – come in questo caso denunciare il parcheggio subito e rifiutare di collaborare, cioè l’esatto contrario di quanto lei ha fatto. L’ironia della campagna per la bellezza in questo caso era troppo lampante per non sottolinearla. È in parte anche una sua responsabilità, per quanto limitata, se uno degli angoli più belli di Udine è stato deturpato da un’opera orrenda. Quindi mi dispiace, ma non mi sembra la persona adatta a parlare di bellezza e costituzione.
    La sinistra è piena di politici che si dichiarano per l’uguaglianza e non fanno nulla né per decurtarsi seriamente lo stipendio né per rinunciarne a una parte (cosa che, piaccia o no, i 5 stelle stanno facendo); che si dichiarano per la bellezza, il paesaggio, il territorio, e poi o sostengono attivamente opere devastanti o abbandonano i comitati che vi si oppongono, e così via. Vorrei un po’ più di concretezza, e non credo di essere l’unica.

  3. Gaia, sai che a me alla fine del tuo articolo compare un banner pubblicitario della Lego?

  4. Haha, chissà quali meccanismi usano per decidere cosa mettere… forse che la Lego offra adesso anche scatole per costruire parcheggi multipiano?
    Vorrei togliere la pubblicità da questo sito, ma l’unico modo che ho trovato per farlo è acquistare un pacchetto supercostoso pieno di cose che non mi servono. WordPress sembra aver ritirato la semplice opzione di togliere la pubblicità, pagando, non so perché. Mi dispiace per voi lettori, sto pensando a cosa fare.

  5. Gaia, l’aneddoto che racconti dà implicitamente ragione al nutrito fronte del “no!” ad ogni costo: qualsiasi variazione all’esistente venga proposta, non importa in quale forma o con quali motivazioni e garanzie dichiarate, è, in potenza, SEMPRE un cavallo di Troia da rispedire al mittente. Cambiamento non è sinonimo di miglioramento, come ben esprime un detto vecchio quanto il mondo: “Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova”. Se certi motti sedimentano fino a farsi proverbio ci sarà ben un perché.
    Tutto ciò mi porta a rivalutare alquanto un altro concetto, quello di pregiudizio, inteso come giudizio già articolato: MAI stare ad ascoltare le affabulazioni di chi ha qualcosa da “proporti”, perché molte volte c’è sotto una fregatura — partire dal pregiudizio nei confronti della proposta e attenersi ad esso aiuta a difendersi.

  6. In definitiva, il Park adesso è quasi completato. Anche se eravamo tutti convinti (almeno qui) che fosse una scelta molto discutibile se non sbagliata tout court.
    Quello che si deve ottenere adesso è una drastica riduzione dei posti auto in superficie, assieme a una estensione e connessione dell’area verde tra il colle del Castello e l’ellisse.

  7. Sulla riduzione dei posti auto non posso che essere d’accordo. Sulla connessione dell’area verde mi sembra più complicato: è un’ottima idea, ma se poi in mezzo passano gli autobus prevedo o un grande imbottigliamento o un massacro di pedoni… forse però non ho ben capito la proposta.
    Il mio post, comunque, voleva anche dire: la prossima volta che succede qualcosa del genere, ricordatevi del parcheggio, perché oggigiorno va sempre a finire così!

  8. Questo post si dovrebbe intitolare “la scoperta dell’acqua calda”.
    Se non ci fosse la propaganda sarebbe a tutti evidente che l’Italia, oltre a scontare in partenza i difetti secolari già descritti da Dante e prima ancora nella rivolta di Catilina, paga la presenza del Vaticano ma sopratutto le conseguenze catastrofiche del maggiore partito comunista dell’Europa occidentale. E’ come avere in casa i Sith.

  9. Le opere NON si fanno per risolvere un problema ma per far girare dei soldi, prelevati ai servi del fiscoglebainps e trasferirli, concentrarli nelle tasche di pochi (citrocapitalismo) e per il sistema corruttivo (Perotti, Incalza, etc.).
    Inoltre queste opere inutili se non nefaste PEGGIORANO sempre lo stato del sistema. In ambito stradale/catramitico questo e’ noto da tempo con la regola di Lewis – Mogrdige.
    Solo che i politicastri espressi da il_bobbbolo danno a questo ciò che questo vuole (si arriva quindi all’autossicodipendenza italiana e mondiale, etc.).
    La democrazia demagogica o la demagogia democratica hanno questo limite: non si fanno le cose giuste ma le cose che vanno ai piu’, anche se queste peggiorano le cose.

  10. Non è un granché dire “ve l’avevamo detto”, ma continuano ad arrivare conferme che il parcheggio di piazza Primo Maggio non funziona. Inoltre, mentre SEL e altri ambientalisti spaventati giustificavano la loro non-opposizione promettendo o garantendo che sarebbero state tolte le auto in superficie, non solo questo non è stato fatto e le auto sono ancora lì, ma quando l’amministrazione ha tentato di togliere la gratuità del parcheggio in superficie nella pausa pranzo è quasi scoppiata una rivolta.
    Il problema, in ogni caso, rimane l’adeguatezza dei mezzi pubblici a Udine come in tutto il Friuli.

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