ecc

Ultimamente ho visto parecchi documentari sulla pesca. Tutti dicono la stessa cosa: stiamo pescando troppo, stiamo distruggendo il mare, stiamo uccidendo e ributtando in acqua tutto quello che non è abbastanza conveniente vendere. Alcuni chiamano la pesca moderna per quello che è: una guerra contro i pesci, condotta con la ferocia, la tecnologia e la freddezza che gli imperi più avanzati impiegano per eliminare i propri nemici. A parte Sea the truth, nessuno di questi documentari tratta i pesci come essere viventi e soprattutto senzienti, parte di un ecosistema complesso e immenso che ha diritto di esistere indipendentemente dai nostri calcoli su quanto pesce ci va di mangiare – no, i pesci sono risorse da sfruttare, al massimo, con un po’ di attenzione perché non finiscano. Una scena agghiacciante nella recente puntata di Presa Diretta dedicata al tema mostra turisti entusiasti alla festa del tonno a Carloforte (si divertono soprattutto i tonni) che fanno foto estasiati mentre i pescatori massacrano i grossi pesci intrappolati in una rete e il mare si riempie di sangue. Non vedo l’ora che qualcuno si lamenti dei cinesi che mangiano i cani per raccontargli questa cosa.

Per quanto mi riguarda, sono giunta alla decisione di non mangiare più pesce o altri animali acquatici a meno di non poter parlare con la persona che li ha pescati ed essere soddisfatta delle sue risposte.

Spero di aver convinto almeno alcuni di voi a leggere Se niente importa di Jonathan Safran Foer. Spero anche di potervi parlare presto della mia personale reazione a quel libro, al di là di quanto ho già scritto. Si tratta di un progetto lungo ed è cominciato da poco.

Segnalo anche questo articolo secondo cui per la fauna selvatica è meglio un disastro nucleare che dover convivere con l’uomo. La prova è Chernobyl.

Infine, il 13 novembre è il World Vasectomy Day – o Giornata Mondiale della Vasectomia. Sono molto contenta di questa iniziativa, anche perché si basa sulla premessa che la pianificazione familiare e la procreazione responsabile non sono un affare esclusivamente femminile. È giusto che anche gli uomini facciano la loro parte (ovviamente, nessuno dice che l’unica forma di contraccezione debba essere questa, ma che più possibilità di scelta ci sono meglio è). Ultimamente ho avuto delle dimostrazioni da parte di ragazzi molto giovani di questo paese, ragazze comprese, di un maschilismo spaventoso. Volevo scriverne nei dettagli, ma a che serve? Probabilmente se mi leggete siete in gran parte abbastanza della mia idea. Non so che fare. Finora l’unica cosa che mi è venuta in mente è rincorrerli uno per uno in giro e provare a spiegare. Prevedo come risultato un fuggi fuggi generale quando arrivo.

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5 risposte a “ecc

  1. La vasectomia fa parte della mia vita ormai da diciannove anni. Nonostante le complicazioni post-intervento nelle quali sono incorso, potendo tornare indietro rifarei immediatamente e senza remore la stessa cosa. Ritengo che si tratti della scelta che più d’ogni altra fa di me un ecologista vero, al di là delle chiacchiere, altro che chiudere i rubinetti mentre mi lavo i denti o anche farmi vegetariano “integrale”!

    Consiglio a tutti i maschietti, specie se giovanissimi, di non esitare: dateci un taglio.

  2. Complimenti, penso che ci voglia coraggio a fare questa scelta. Ci ho pensato anch’io ma per una donna è più rischioso e in ogni caso voglio prima essere assolutamente sicura (per come la vedo io un figlio a testa va bene, per farne due bisogna pensarci ma comunque se a livello globale tutti coloro che ne volessero ne facessero non più di due sarebbe già un grande risultato).
    Avevo segnalato tempo fa quest’associazione, la No-Scalpel Vasectomy International, che va nei paesi poveri a offrire vasectomie gratuite a uomini che hanno già figli (probabilmente per evitare campagne negative, crisi di coscienza dei medici e accuse di voler castrare i poveri). Sul loro sito raccontano come operano e alcune storie degli uomini che incontrano (la maggior parte dei quali sembra avere già un numero spropositato di pargoli). Nelle Filippine ovviamente devono sfidare direttamente la Chiesa cattolica.
    Mi affascina l’idea che una ong piccola, super-specifica e semi-sconosciuta probabilmente sta facendo di più contro i cambiamenti climatici, la povertà e la distruzione ambientale di tante agenzie dell’ONU, conferenze in pompa magna e associazioni più famose che sbandierano bambini malnutriti.

  3. No, non c’è voluto un coraggio particolare. Più che altro ho dovuto superare diversi “intoppi” messi lì quasi per caso ( = con assoluta e colpevole intenzionalità) dai molti che fanno di tutto per farti desistere, a partire dal personale medico.

    P.S. Dai retta, ci vuole molto più coraggio… fegato… stomaco… fai tu… a imporre la vita a uno/a che ancora non ce l’ha.

  4. Una lista ( parziale ) di Paesi in forte crescita demografica, nei quali una campagna pro-vasectomia sarebbe necessaria : [ http://orlodelboccale.blogspot.it/2014/05/demografia.html ].
    Con la mass-immigrazione voluta e gestita dall’alto in collaborazione con le tante mafie locali, il problema si è diffuso anche nell’Occidente, dove edonismo e poi crisi economica avevano limitato l’abitudine riproduttiva.

    Più bimbi = più consumatori = più produzione = più soldi per il Padrone.

    Saremo uccisi dal vecchio Capitalismo ?

  5. Leggo anche che è più facile per gli animali sopravvivere al cambiamento climatico che all’arrivo degli esseri umani.

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