prossima riunione

La prossima riunione del Comitato TPL si terrà questo sabato 30 settembre a Udine al Bar Caffè Friuli in via Aquileia alle ore 9.30. Io non potrò esserci. (vedere sopra)

[Al momento, dalle statistiche riguardanti questo sito risulta che ci siano stati otto click sul link sui posti colorati, uno su quello sulle adozioni, e zero sull’altro 🙂 ]

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7 risposte a “prossima riunione

  1. Gaia, vai un mese avanti… siamo ancora ad agosto!

    Quanto alle web stats, adesso sai perché chi fa uso dei banner pubblicitari, riempia le pagine con foto di gatti, animali buffi e quant’altro (la famigerata colonna dx di una delle più grandi testate italiane di gossip: Repubblica).

    Comunque non ti fidare ciecamente delle statistiche, perché è possibile utilizzare i link anche senza lasciare traccia (se copi banalmente l’URI del link senza cliccarci sopra, e poi lo incolli nella barra degli indirizzi di un nuovo tab, sfogli la pagina linkata senza che le statistiche dei link della pagina iniziale vengano modificate). Io lo faccio quando voglio leggere una nuova (lunga) pagina, mantenendo però a video il tab iniziale, soprattutto se su di esso sono presenti altri link.

    Una mia curiosità personale: il grosso delle pagine visitate, è richiesto per caso dalla Cina?

  2. Immaginavo che fosse così, perché ogni tanto capitava che qualcuno commentasse un link senza che mi risultassero clic. Ma come fai a copiare l’URI senza cliccare?
    Non ho capito la domanda sulla Cina :/

  3. …Ma come fai a copiare l’URI senza cliccare?
    Su firefox, ad esempio: click sul link col pulsante destro, appare il menù di scelta rapida sul quale selezioni: ‘copia indirizzo’ (‘copy link’ nella versione ‘en-us’) e dunque ne fai ciò che ti pare. E’ utile nella navigazione ‘stealth’ di un sito. Sempre per firefox, ad esempio, JackieKu ha addirittura sviluppato questo plugin che ti consente di copiare più di un link negli appunti (diciamo che è un… ‘copy link with steroids’).

    Non ho capito la domanda sulla Cina…
    Spesso, quando mi capita di entrare nelle webstat di siti ospitati su server oltreoceano, mi diverte constatare che il maggior numero di hit provenga dalla Cina. Un internauta ingenuo potrebbe domandarsi: come mai 10.000 cinesi sono interessati a questo articolo (peraltro non in inglese) relativo – che so – alla produzione di tappi di sughero nella sardegna meridionale? La verità è che quegli accessi alla pagina sono effettuati da bot (programmi che effettuano operazioni automatiche in rete) che cercano un bug nel sito da sfruttare, per prenderne il controllo, o semplicemente effettuarne il defacement.

    Te lo chiedevo per sapere se WordPress, nella cui sede di San Antonio (Texas) presso ServerBeach sono ospitate le tue pagine, avesse messo in piedi qualche sistema di firewalling per arginare questo problema. E’ un bel grattacapo proteggersi da accessi indesiderati, quando per principio si vuole essere raggiungibili da tutti.

  4. Ah, capito. Dunque: in totale ho avuto due visite dalla Cina sin da quando ho aperto il blog, almeno che mi risultino. La stragrande maggioranza delle visite arriva dall’Italia; dal secondo paese da cui ho avuto più visite, la Germania, me ne sono arrivate un centocinquantesimo di quelle italiane. Quindi no, credo di non avere quel problema 🙂

  5. (Cos’è il defacement? Se ti va di spiegarlo…)

  6. Credo che un’immagine valga più di tante parole: qui c’è il defacement del sito di sviluppo del comune di Sorano (Grosseto), effettuato da hacker azerbaijani il 22 agosto (e mentre sto scrivendo è ancora così… assurdo). Nel caso in cui quando leggerai questo commento, qualcuno nella sezione IT del comune si sia svegliato e abbia rimesso a posto la loro homepage, qui c’è l’immagine su ZONE-H di come appariva la homepage del sito dopo il suo defacing (ZONE-H è un archivio in cui i team di hackers postano i loro defacement per dimostrare alla rete che hanno violato un sito).
    In poche parole: il defacement è un atto ‘spudorato’ di pirateria informatica, volto a sostituire uno o più contenuti del sito attaccato con messaggi o immagini lasciati dall’attaccante. Chi si collega al sito non vede più la pagina originale ufficiale, bensì quella lasciata da chi ha bucato il server. Dico ‘spudorato’ perché in questo caso l’attaccante, invece di celare la compromissione del server (cosa abbastanza frequente perché, se nessuno si accorge che il server è compromesso, gli utenti ci continuano a lavorare sopra e l’attaccante può, in alcuni casi, fare danni maggiori come rubare password, accedere a dati riservati, oppure utilizzare il server per perpretare ulteriori tipi di attacchi in rete ad altri siti), nel caso del defacement fa di tutto per mostrare che il server è stato compromesso, cambiandone l’homepage, e diffondendo le immagini dell’attacco sui social network.
    Insomma, è l’equivalente dei graffiti vandalici del mondo reale, nel cyberspazio.

  7. Uno dei miei defacement preferiti fu quello compiuto da pirati svedesi contro nientemeno che il web server della CIA: ‘Welcome to the Central Stupidity Agency’. Era il lontano 1996, gli americani misero subito offline il server, ma non prima che gli attivisti svedesi facessero in tempo a segnalare l’attacco alla CNN, che svergognò l’agenzia di fronte all’intera nazione. Mamma mia, ne è passata di acqua sotto i ponti…

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