nel frattempo

Ringrazio tutti per la comprensione riguardo al mio non-aggiornamento del blog, che permane nonostante l’aggiornamento di oggi. Ho pensato di condividere alcune delle cose che sto facendo invece di scrivere qui, che magari possono essere di interesse e farmi sentire meno in colpa.

Una è il Comitato TPL FVG, creato da una ragazza di Fagagna, residente a Udine, inizialmente per protestare contro i tagli al servizio di trasporto pubblico locale. Abbiamo già incontrato istituzioni, esercenti, sindacati, l’assessore Santoro e utenti vari. Ci stiamo dando molto da fare, anche se il blog non è aggiornato frequentemente (siamo alle solite: è impegnativo). È chiaro che bisogna assolutamente migliorare e potenziare il servizio: la gente lo chiede. La cosa interessante è anche come lo chiede: alla friulana, lamentandosi e non facendo nulla. Abbiamo lanciato un sondaggio che ha avuto oltre seicento risposte principalmente dalla provincia di Udine, in gran parte da studenti universitari, quelli che per età e disponibilità si immaginerebbe più propensi all’azione. Lo spazio dei commenti liberi è stato subissato di lamentele, suggerimenti, proteste, rabbia. Alla domanda: “siete disponibili ad aiutare il comitato”, solo uno su dieci ha risposto di sì. Idem alla domanda: “siete disponibili a manifestare per il trasporto pubblico”. Inoltre anche i pochi che si sono detti disponibili finora non si sono visti. Poi ci si lamenta se le cose non funzionano, se i politici sono corrotti o incapaci, se il servizio non è buono. Friulani: sveglia*!

[*antipatico lo so, ma è così in ogni campo e dopo anni di esperienza posso dirlo]

L’altra cosa in cui vorrei impegnarmi è dare una mano a un giovane artista inglese con il suo progetto The New Wild, un documentario sull’inselvatichimento di alcune zone della montagna friulana, legato al parziale spopolamento, e sul ritorno di alcune persone a vivere in questi posti. L’intenzione è affrontare il tema da più angolature ed estendere il discorso anche ad altri esempi europei.

In entrambi i casi, grazie ai giornali locali ho appreso delle iniziative di qualche giovane intraprendente (Elena per il Comitato, Christopher per il documentario) e mi sono precipitata a contattarli: “sono anni che mi preparo per questo momento, per piacere posso aiutarti?” Mi sono accorta che personalmente sono negata per le cose che loro invece hanno saputo fare: la promozione, il farsi conoscere, il bussare a ogni porta. Io ho questo atteggiamento, che razionalmente ho capito essere sbagliato ma che non riesco a sradicare, secondo cui basterebbe che la gente fosse più attenta e curiosa, anche nel proprio interesse di risolvere i problemi o di imparare e conoscere, e non ci sarebbe mai bisogno di promozione, che richiede tempo e lavoro che si potrebbero impiegare più utilmente. Con più attenzione a quello che ci circonda e passaparola, nonché indipendenza di giudizio, la qualità circolerebbe da sola. Quindi io mi comporto secondo il mio modello ideale e non la realtà, anche perché i modelli ideali un po’ esistono già nel mondo reale. Non è una strategia tanto furba, questo l’ho imparato. Però questo blog è stato la parziale dimostrazione che alle volte basta esistere fisicamente e qualcuno ti incontrerà e si fermerà, che non bisogna sempre inseguire le persone e stanarle per avere la loro attenzione, che non è sempre necessario che qualche autorità (universitaria, mediatica) ti dia il permesso di essere utile e dire la tua, che si possono fare delle cose anche senza fama e senza soldi e senza l’autorizzazione.

Sono contenta di aver trovato progetti in cui mettere a disposizione le cose che so e, anche se non so fio a che punto, una certa personale tendenza alla meticolosità; sono contenta che ci sia gente più brava di me a prendere iniziative e contatti e raccogliere fondi.

Poi ovviamente continuo a scrivere il romanzo, che è un lavoro immenso.

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9 risposte a “nel frattempo

  1. Mi emozionano non poco le immagini di Christopher Thomson.
    Alla viglia della mia partenza per la Val Grande, tornando a trovare Gianfranco.

    Tu rimani ideale e nobile, come sei, Gaia. Non sarai mai come gli altri.
    Tu hai un grande spirito che ti anima e cio’ e’ dote rara.
    Dote, grazia e condanna alla solitudine o alla pochitudine.

  2. Ti ringrazio. Non vorrei aver dato l’impressione di rammaricarmi di non essere brava con la promozione: le mie erano solo riflessioni sul fatto che si possono avere idee buone ma può essere difficile raccogliere persone attorno ad esse perché l’idea buona da sola non basta. Con il Comitato Zardin Grant è successa una cosa simile: erano anni che io, come altre persone, protestavo contro il parcheggio, ma non avevo trovato la forma giusta. Un giorno sono arrivati Gianmarco e Ilaria con un gazebo, e lì attorno si sono raccolte centinaia di persone. Tante aspettavano proprio questa occasione, come abbiamo scoperto man mano, per venire fuori e fare la battaglia.
    Con questo nuovo comitato è stata l’iniziativa di Elena a far partire il tutto, anche se erano anni che con Mobicittà cercavo di battermi sugli stessi temi. Ma il mondo dell’associazionismo è stantio, è più vivo quello della base, dei comitati.

  3. Mi ricordo ancora della Val Grande. Avevo visto alcune vette solitarie dal lago Maggiore e un amico di Domodossola mi aveva parlato di questa zona remota e impervia….Purtroppo, quando vivevo a Milano, non ho avuto occasione di andarci. Incredibile sto personaggio, Gianfri.

  4. Il lavoro di Christopher mi è piaciuto perché documenta un rinascimento ecologico della Natura anche in Carnia.
    Per quattro giorni ho avuto modo, nelle asprezze orride e affascinanti della Val Grande, di immergermi nel rinascimento di bellezza e vita del quale è capace Natura Gaia quando gli homo le cedono e restituiscono spazio.
    E’ strabiliante, quasi sconcertante.

  5. gaiabaracetti

    Purtroppo, la propaganda prevalente vede lo spopolamento come una cosa puramente negativa. Io ho saputo di Christopher leggendo un reportage del giornale locale La Vita Cattolica (per l’appunto) che dava proprio quell’angolazione lì: per fortuna i giovani tornano, la montagna forse si ripopola, si trovano nuovi modi di sfruttarla economicamente…Christopher non è assolutamente così, ma tutti gli articoli avevano questo tono, come se i boschi, l’acqua, la bellezza, non fossero valori in sé ma “risorse” che i locali non sono in grado di spremere abbastanza. Poveri noi.

  6. Antropocentrismo idiota.
    Appunto, quello che crede che la Natura in sé non abbia alcun valore se non quello di essere sfruttabile dagli homo.

  7. Anche se in ritardo, quoto!

    …come sta andando il libro? Non nego di essere un po’ curioso in merito:P io è da un po’ che non riesco più a mettermi lì a scrivere: ti è mia capitato di perdere la voglia di, perché hai la sensazione che non serva a nulla? Nel caso, qual è la ricetta per sbloccare la situazione?

  8. Il libro sta andando avanti, grazie. È un lavoro molto lungo, e questo ogni tanto mi pesa, se può essere una parziale risposta alla tua domanda. Un’altra risposta è questa: cosa vuol dire che non serve a nulla scrivere? A chi e a cosa deve servire? Ognuno ha le proprie motivazioni per scrivere, e non voglio dire che solo le mie siano giuste, ma la mia filosofia è che non si possa scrivere solo per se stessi, altrimenti tieni un diario. Hai qualcosa da dire? Pensi che scrivere sia il modo migliore per farlo? Allora fallo. Altrimenti non ha senso.
    Una volta mandato il messaggio, non hai molto controllo su come e quanto sarà recepito. Ma non è neanche qualcosa di cui ti dovresti preoccupare eccessivamente, almeno secondo me.

  9. Mi è stato segnalato un altro documentario sulla montagna che sta facendo crowdfunding: https://www.indiegogo.com/projects/i-custodi-dell-acqua

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