chi votare alle europee? seconda parte

[Prima parte]

Per decidere chi votare bisognerebbe innanzitutto sapere chi si candida. Il sito del ministero dell’interno è stato sorprendentemente inutile a questo proposito, per cui ho cercato altrove e ho trovato questo semplice prospetto fornito dal Messaggero Veneto. Nella circoscrizione Nord Est, quella in cui io voterò (spero), si candidano quindici liste. Per fortuna, non devo prenderle in considerazione tutte quante. Ne posso escludere già, senza pensarci due volte, almeno quattro: Forza Italia, Lega Nord, Udc, e Fratelli d’Italia (con gente tipo La Russa dentro). Quest’ultimo perché l’antifascismo per me è imprescindibile, e gli altri tre perché sono stati al governo con Berlusconi. Anche il Pd, direte voi. Infatti anche il Pd è escluso a priori, ma forse merita due parole in più.

Da dove cominciare? Il Pd sfugge a ogni definizione. È proprio per questo che persiste: un po’ come Dio, significa una cosa diversa per ogni persona. E riporre fiducia nel Pd è principalmente un atto di fede: ormai sono al governo da un anno e non è migliorato niente, e ancora non mi è del tutto chiaro cosa vogliano fare, a parte riforme istituzionali forzate e inutili. A parole il Pd comprende una gran pluralità di posizioni, così che ognuno abbia un motivo per votarlo, ma di fatto obbediscono sempre e al momento seguono un cialtrone arrivista che si ispira a un leader fallito di dieci anni fa smentito da tutto quello che è venuto dopo. Renzi è la sinistra che in realtà è centro destra, affarista, demagogica, crescista, maggioritaria, anti-ambientalista e fondamentalmente anti-democratica. La cosa peggiore del Pd è che si dimostra nei fatti asservito ai potentati economici, come e peggio del Pdl, ma si maschera dietro una retorica di pseudosinistra e c’è ancora chi ci crede. Occupa uno spazio che non gli appartiene e lo fa con un’ipocrisia nauseante, a livello locale come nazionale. Uno dei motivi principali per cui voglio votare a queste elezioni è contribuire a erodere la percentuale del Pd. Quanto vedo che il 32% degli italiani che voteranno sembra intenzionato a votare Pd, mi viene da gridare: trentadue per cento meno uno!! Arrivooo!!

Andando avanti: Scelta Europea, oltre ad avere un nome che non significa niente, non mi va bene. Rappresenta il cosiddetto centro, che è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in un momento difficilissimo in cui sono necessari cambiamenti radicali; dando giusto per scrupolo un’occhiata al suo sito, ci leggo cose come: “gli europei sono uniti o non sono niente al cospetto delle altre potenze”, “l’Europa dove si può vivere e trasferirsi ovunque”, e soprattutto: “crescita”. Non tutte le idee sono cattive, anzi – qualcuno non è d’accordo con ‘meno burocrazia’? – ma la retorica crescista e iper-europeista quando abbiamo bisogno di decrescita e di democrazia locale rappresentano un passo nella direzione sbagliata, quella su cui tra l’altro siamo già incamminati da un bel pezzo e che sta andando sempre peggio. Voglio un cambiamento di rotta e questi qui non lo rappresentano. Non ne sono sicura, ma forse preferisco una destra così a quella che abbiamo dovuto subire per gli ultimi vent’anni. Se non altro sono più seri. Scommetto che in Italia non li voterà nessuno.

Chiedo scusa se sto dando per scontate tante cose: in post dopo post ho già spiegato e documentato la mia visione riguardo ai punti sopra riassunti, e chi avesse voglia e tempo potrebbe andare a rileggere. Non riesco a ripetere tutto 🙂

Continuo a dire chi di sicuro non voterò.

L’SVP non mi interessa: rappresentano una comunità che non corrisponde con la mia, e comunque la loro “concezione del mondo umanista e cristiana” ha una parola di troppo e una che non so cosa significhi. Via.

Ovviamente non voterò il Movimento Bunga Bunga.

Neanche Pensioni & Lavoro: innanzitutto, non riesco a trovare il loro sito. Che si rivolgano veramente a elettori ultraottantenni? In secondo luogo, io sono contraria alla pensione e vorrei un ripensamento del ruolo del lavoro nella nostra società e un welfare universale e sganciato dall’impiego. Il nome di una lista indica le proprie priorità, e queste di sicuro non sono le mie.

Anche il Movimento 5 Stelle fa parte del gruppo di partiti esclusi a priori. Ci sono delle cose che andrebbero bene del Movimento 5 Stelle, e in particolare due: ci tengono davvero alla trasparenza, e non hanno paura di fare proposte fuori dagli schemi. Abbiamo bisogno di entrambe queste cose, in un momento in cui una classe politica predatrice, fossile e fumosa non sembra trovare le soluzioni ai problemi in cui stiamo affogando. Però, quando il M5S ha avuto la possibilità di provare a fare un governo, avanzando delle proprie proposte, l’unica cosa che si è preso è stata la soddisfazione di umiliare Bersani. Inoltre, Grillo mostra un’aggressività e un’intolleranza nei confronti del dissenso che fanno accapponare la pelle. Non posso votarli. Io sono anti-stalinista.

A proposito, passiamo ora al Partito Comunista. Io non sono anti-comunista, e men che meno sono comunista. Secondo me ci sono un sacco di idee importanti nel pensiero marxista e comunista, così come anche l’Illuminismo è stato un gran momento per l’Europa, per dire. Perché non c’è un partito illuminista? Perché certe idee fanno parte del nostro patrimonio comune ma, ora che i tempi sono cambiati, andrebbero integrate nelle nuove analisi e non adottate in blocco come se fossimo ancora nel Settecento o nell’Ottocento. La storia va avanti, mettendoci di fronte a nuove sfide, e chiamarti comunista, non così, per conto tuo, ma sceglierlo proprio come simbolo della tua lista significa che non te ne frega niente di com’è il mondo adesso perché sei affezionato a un’idea romantica che quando viene nominata causa un sacco di problemi che non abbiamo tempo di risolvere perché abbiamo questioni molto più urgenti da affrontare.

Ma diamogli una possibilità, a questo partito comunista. A proposito: quale partito comunista? Non è Rifondazione, che va con Tsipras. Non è neanche il Partito Comunista dei Lavoratori, che ha sempre la falce e il martello rossi come simbolo ma con un mappamondo sullo sfondo. Non sono i comunisti italiani, che hanno la falce e il martello su sfondo rosso ma sotto c’è la bandiera italiana. C’è un partito comunista svizzero, con una semplice falce e martello su sfondo rosso, ma la Svizzera non è nell’Unione Europea e infatti sul loro sito propongono di allearsi con i BRICS (…).

Trovati: sono i Comunisti Sinistra Popolare (falce e martello su sfondo rosso). Questi si distinguono dagli altri tre partiti con lo stesso logo e lo stesso nome perché si dichiarano da subito “contro la UE, contro la Nato, per il socialismo”.

Come avete capito, non sono molto propensa a votarli: il mondo non ha bisogno di un partito comunista, per i motivi che ho detto sopra, e soprattutto non ha bisogno di gente che esce da un partito comunista, a sua volta emerso da due spaccature antecedenti, per andare a fondare l’ennesimo partito comunista. Questo genere di cose è indice di un’ottusità senza fine. Inoltre, la classe operaia vota Lega da anni e adesso… ah no, aspetta. Sul loro sito dicono di essere stati esclusi dalle elezioni europee. Ah.

Vabbè, comunque non li avrei votati. Non trovo il programma, e le loro poche prese di posizione che si trovano sul sito sono anacronistiche e nel complesso irrilevanti. Mi dispiace che non gli sia stato permesso di candidarsi, soprattutto se è per un cavillo: le regole dovrebbero essere chiare e semplici.

Rimangono quindi quattro possibilità, che non sono poche. Nel prossimo post dirò cosa ne penso.

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13 risposte a “chi votare alle europee? seconda parte

  1. Pingback: chi votare alle europee? prima parte | gaia baracetti

  2. Io ho punti “assolutamente no” in tutti le forze poltiche.
    L’avevo già scritto, questo sistema di pseudo democrazia rappresentativa è così rozzo che mi chiedo come sia possibile venga accettato come è.
    Nessuno si beerebbe di poter scegliere tra ristoranti nei quali non solo i menù sono praticamente uguali per il 90% delle portate, ma che devono essere presi in toto (tutto o niente) e nei quali ti vengono serviti piatti non solo non di tuo gusto ma diversi da quanto scritto.

  3. Infatti nessuno si bea, e le percentuali di votanti sono in calo. Bisognerebbe fondare un partito alternativo, e io ci sto pensando (solo che non ho né fondi né aderenti). Intanto, però, resta da scegliere tra le possibilità che si presentano al momento.

  4. Verso la democrazia e questa sua mediocre implementazione c’è una sorte di feticistico, religioso ossequio acritico.

  5. Bel post, mi piace! 🙂

  6. Grazie!

  7. grazie a te,se ti va potremmo seguirci a vicenda 🙂

  8. anch’io sono in forte difficoltà su chi votare, tra il mio comunello dove letti i nomi non ce ne è uno che si salvi, e vorrei essere residente in altri comuni dove conosco persone in gamba da votare, non mi restano che 25 giorni cosa farò del mio voto alle comunali, forse maledetta quella volta che non ho risposto a quella lettera…
    per le europee anche li un grande rebus, escluse le liste di destra, escluse le liste minori, poi bisogna capire cosa vuol dire minore, visto che si potrebbe dividerle in 2, minori che non arriveranno mai al 4%, minori che forse arriveranno al 4% ( forse queste da tenere in considerazione)
    Quindi a questo punto me ne restano più o meno 3 possibili, le meno peggio, in ordine sparso Tsipras, M5S e PD, tutte quante con i loro bei difettucci, concordo con te su M5S e PD e Tsipras invece non so in lista ce un mio ex professore più di 80 anni potrebbe anche andare in pensione un altro professore dell’università del Belgio, pure lui con i suoi bei annetti … e la capolista è un operaia di Eletrolux, che se andrà in Europa si occuoperà soltanto di lavoro e diritti del lavoro, ma credo che dovrebbe fare anche altro, a si i candidati di Tsipras del Friuli sono credo 2 e dispersi …
    A questo punto credo che farò una scelta più ragionata, mi andrò a vedere, se trovo, cosa fa quel candidato per l’ambiente e per le tematiche che mi interessano … a quel punto forse sceglierò … nelle Europee abbiamo una grande possibilità indicare un nome …
    In conclusione vorrei tornare giovane … almeno ero un convinto anarchico … andavo a votare e annullavo la scheda …

  9. gaiabaracetti

    Io non escluderei le liste minori. La soglia al 4% è molto alta: si poteva lasciare una soglia “naturale”, per cui chi non raggiunge un 73esimo dei voti non elegge nessun parlamentare (sono 73, poi ci sono dei sistemi correttivi di calcolo, comunque ci siamo capiti). Metà dei paesi europei ha una soglia di sbarramento, metà non ce l’ha e, tra le soglie, si va dall’1,8% al 5%.
    Scartare i partiti che non possono farcela, se convincono, secondo me è cadere nella trappola creata dalla stessa soglia per escluderli. Comunque, a breve dovrei pubblicare la terza parte delle mie riflessioni 🙂

  10. Segnalo, relativamente all’opportunità di votare la lista Tsipras, le riflessioni di Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky su «Il Manifesto».

  11. Minchia… prospettiva antiausterity….
    Come ecologista mi viene l’allergia solo a pensarci.
    Più consumi(smi) per tutti!

    “Ne consegue, pertanto, che non è più possibile rivitalizzare e perpetuare in Italia e nell’Occidente europeo un tipo di sviluppo basato sull’abnorme e artificiosa crescita delle pratiche assistenziali e dei consumi individuali, fonti di sprechi, di parassitismi, di dissipazione delle risorse, anche perché non è più possibile che la dinamica del benessere delle popolazioni degli Stati capitalistici possa trovare uno dei suoi sostegni nello sfruttamento e nella rapina dei paesi ex coloniali.
    Intervista di Guido Bimbi a Enrivo Berlinguer, “L’Unità”, novembre 1978

    Poi, sti qui sul problema della crescita demografica e delle migrazioni di massa cosa propongono?
    Adesso vado a gugglare un po’

  12. Lista Tsiprasmanifesto
    1 – Porre fine all’austerità

    3 – Riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa”

    – sviluppo di tecnologia e infrastrutture
    – la sospensione del patto di bilancio europeo

    Mah, dalla padella alla brace.

  13. gaiabaracetti

    Ho letto le riflessioni di entrambi. In parte le condivido, ma mi sembrano vertere più sull’aspetto strategico e simbolico che su quello dei contenuti. La domanda principale non è cosa “significa” una vittoria della lista Tsipras, ma se le sue idee sono giuste e le sue proposte condivisibili e attuabili. Invece a me sembra che puntino su tre delle politiche più disastrose possibili per l’Europa: aumento della spesa pubblica, incoraggiamento dell’immigrazione, e accentramento del potere. Il fatto è, però, che le altre liste non sono meglio.

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