se siete di Udine…

… vi consiglio di andare a vedere la mostra Biodiversitas nella chiesa di San Francesco, in piazza Venerio, entro il 27 (perché poi chiude). È bellissima. Sapevate che il Friuli Venezia Giulia ha circa il 3% della superficie italiana e un terzo delle specie di flora e fauna? (E metà delle felci). Ovviamente non vale essere fieri di cose di cui non si ha alcun merito, però io lo sono: la mia regione ha una biodiversità straordinaria, tra le più alte in Italia, dovuta all’incontro di varie bioregioni: mediterranea, balcanica, insubrica, alpina… e la stessa diversità e le stesse diverse origini e influenze si trovano nelle lingue e tradizioni degli abitanti umani di questa terra. Vedendo la mostra riflettevo sul ruolo della mia specie, quella che sta distruggendo tutto quello che era messo in mostra e che al tempo stesso era in grado di metterlo in mostra, di studiarlo, dargli un nome, capirlo e decidersi a proteggerlo da essa stessa. Pensavo: all’aquila, alla rana, all’esserino cieco e bianco delle grotte che non mi ricordo come si chiama, non importa niente di tutto questo. Gli importa solo di mangiare e riprodursi. Non è in grado di distruggere ma nemmeno di apprezzare. Noi, invece…

Sempre se siete di Udine, spero condividiate la mia indignazione per le cose che seguono.

Il Museo di Storia Naturale, responsabile della mostra, ancora non ha una sede. Credo che tutto il suo materiale sia fermo in qualche magazzino ormai da molti anni, fatta salva l’esibizione occasionale.

La Commissioni Ambiente e Bilancio, riunitesi per parlare del Parcheggio di Piazza Primo Maggio, hanno sbattuto fuori dalla seduta giornalisti e cittadini perché non sentissero quello che dicevano, pretendendo di continuare a porte chiuse. Tra i sostenitori della decisione, a quanto dicono i giornali e il sito del Comitato Zardin Grant: il medico e ricercatore, grande paladino dell’aria pulita, dott. Mario Canciani e uno dei due consiglieri di Sel, l’avvocato Andrea Sandra. A fare opposizione, oltre al Movimento 5 Stelle, il centrodestra che, sarà pure per opportunismo, non dà tregua su questa questione.

Non solo: adesso si pretende che i consiglieri non dicano a nessuno quanto si è discusso durante la commissione. Sentite che scusa hanno trovato per la segretezza: “il diritto all’informazione deve far salvo il diritto di ciascuna persona  al rispetto della reputazione e dei propri valori personali.” Interessante. Si potrebbe usare la prossima volta che un giornale dice qualcosa di brutto su Berlusconi, cosa ne dite?

Comunque, i problemi che avevamo previsto per il parcheggio si stanno verificando, anche se la maggioranza ci tiene a non farlo sapere. Rumori e disagi, ritardi, addirittura lavori fatti diversamente da come si sarebbe dovuto. Quando una cosa parte così male, è difficile che prosegua bene.

Se siete di Udine, mi piacerebbe che rifletteste sullo stato della democrazia nella nostra città, di questa silenziosa rivoluzione dittatoriale in cui non si discutono le opere importanti per la città, si negano i documenti ai cittadini, si spede e si spande, si mente sulle opere pubbliche, si tratta in segreto su aziende importantissime come l’Amga, e si chiedono sedute a porte chiuse. Il sindaco tra l’altro fa lo splendido e si muove così tanto con l’auto di servizio che i sindacati degli autisti arrivano a lamentarsi degli straordinari. I partiti cosiddetti di sinistra servono solo a giustificare servilmente l’operato dell’amministrazione, la destra fa opposizione sulla forma più che sulla sostanza (sono i primi paladini della mobilità insostenibile) e persino i 5 stelle sono spesso molto timidi. Ma al di là di questo, il problema principale è l’atteggiamento della maggioranza e il fatto che siano in pochissimi, in città, non solo a protestare ma anche ad accorgersene.

Mi dispiace di essermi candidata con SEL. Credevo sinceramente di poter portare un contributo, e invece ora vedo sedere su quei seggi persone che vanno nella direzione contraria ai valori professati dal loro partito, e che non hanno mai ascoltato nessuna delle mie obiezioni e proposte.

Ad ogni modo, Buona Pasqua a voi e a tutti i lettori 🙂

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5 risposte a “se siete di Udine…

  1. Buona Pasqua anche a te Gaia!

    P.S.
    “il diritto all’informazione deve far salvo il diritto di ciascuna persona al rispetto della reputazione e dei propri valori personali.”
    Questa frase è davvero fantastica: è l’antitesi della democrazia. Se faccio parte di una commissione, di un consiglio, di un’assemblea, insomma di qualsiasi organo amministrativo o politico, è perché o mi sono candidato e sono stato eletto, oppure mi è stato conferito un incarico, che non ho rifiutato. Quali che siano state le modalità di designazione, una volta che io abbia accettato (verosimilmente non sotto la minaccia delle armi), ho il *DOVERE* di rendere conto all’opinione pubblica della mia attività nell’organo di cui faccio parte, delle mie posizioni, e delle mie intenzioni di voto, a meno che non espressamente previsto dalla legge.
    Se non ci si vuole esporre, non ci si candida e non si accettano incarichi. Questo è l’abc della democrazia, chi ha detto una cosa del genere si dovrebbe dimettere seduta stante. La segretezza d’ufficio è un istituto che serve a tutelare i cittadini e l’operato della P.A. laddove la pubblicità degli atti cagionerebbe danno ad essi o alla cosa pubblica, non a nascondere le determinazioni degli organi politici. Se si chiama ‘cosa pubblica’ un motivo ci sarà pure…

  2. La cosa buffa è che la persona che volevano proteggere è il dirigente cacciato all’improvviso dopo che aveva fatto presente irregolarità nella realizzazione dell’opera, e che secondo i giornali non era stato nemmeno invitato alla seduta in cui si parlava di lui. È evidente che volevano evitare che venissero fuori i problemi del parcheggio, altro che reputazione!

  3. Mi pare che siamo in linea con lo spirito dei tempi: con la scura di tutelare un diritto, di per se legittimo, si coglie l’occasione per commettere atti antidemocratici, antiliberali, quando non adirittura pù gravi della violazione del diritto che si sostiene di difendere. E’ ormai consuetudine anche della politica estera, americana ed europea in primis, di andare a tutelare i diritti umani a suon di bombardamenti. C’ è un dittatore cattivo? radiamo al sulo il paese, magari faremo 500.000 morti, ma portiamo democrazia! Nella vicenda da te descritta siamo, chiaramente in piccolo, nello stesso tipo di perversa manipolazione ipocrita della difesa dei diritti per scopi meschini. Mi spiace che tu sia rimasta delusa dalla sinistra, egregia gaia, ma temo che PD, SEL ecc stiano ormai a Gramsci, Marx, Berlinguer…come io sto a George Clooney. 🙂

  4. @mauro: il problema dei partiti di sinistra, per come la vedo io, è che non hanno più una coerenza ideologica o, se preferisci, un proprio sistema di valori che ne impronti l’azione. Ultimamente mi è capitato di chiacchierare con una persona che faceva delle considerazioni tipicamente ‘di destra’, e che poi ho scoperto avere un ruolo non secondario in un’amministrazione di sinistra. Tra me e me ho pensato: in altri tempi, non gli avrebbero mai consentito di fare parte del partito, perché è in palese antitesi con le idee fondanti di quella parte politica; ma oramai non conta più nulla: basta che tu sia una persona spendibile politicamente, e tutto va bene.
    Ci si ritrova, difatti, con l’attuale segretario di quello che dovrebbe essere il primo partito della sinistra italiana (sic), nonché attuale presidente del consiglio, a distinguersi in passato per essere sempre stato dalla parte dei padroni («sto con Marchionne senza se e senza ma!» all’epoca del vergognoso referendum di Mirafiori), per essere stato contrario all’acqua bene comune pur in presenza di un referendum quasi plebiscitario (a Firenze l’acqua è rimasta in mano ai privati grazie a lui), per aver disertato il referendum contro la legge 40 sulla fecondazione assistita, in accordo con le posizioni di Chiesa e destra berlusconiana. Tutti temi, peraltro, su cui le recenti sentenze della Corte Costituzionale gli hanno dato torto, definendo anticostituzionali i provvedimenti adottati di volta in volta da quella parte politica o da quei potentati economici.
    Come può essere segretario di un partito di sinistra, qualcuno che ancora dichiari a piè sospinto di ispirarsi alla politica economica di Blair e del New Labour, il cui fallimento è oramai storia? La sinistra è dalla parte del popolo, non dei mercati. Come è riportato nell’articolo che ho linkato, «…Come sostenevano con orgoglio i suoi leader, il New Labour era ormai favorevole alle imprese e al mercato. Nel contesto britannico, questo significava essere dalla parte della finanza. Per sostenere la crescita economica il Regno Unito doveva puntare sui settori in cui aveva un margine competitivo globale, in primo luogo i servizi finanziari, specialità della City… …La creazione di condizioni finalizzate a liberare lo spirito d’iniziativa dai vincoli, rafforzando la competitività del settore finanziario britannico, richiedeva un allentamento della cornice normativa tale da permettere a chi si assumeva un rischio di essere adeguatamente compensato da un fisco clemente (ed evitando alcune imposte) e da una risposta tollerante alle spinte speculative. Non ha sorpreso, dunque, che, grazie alla tutela del New Labour, la fascia dell’1% dei più ricchi tra i ricchi abbia toccato vette stratosferiche. I capi del partito, però, ribattevano che ciò non aveva importanza, purché le casse del Tesoro traboccassero grazie agli introiti delle imposte provenienti dalla City…»
    Ti sembrano discorsi di sinistra? Tanto per chiarirsi le idee, una delle prime iniziative di Tony Blair nel 1994, fu la modifica della storica “clausola 4” dello statuto del partito – che indicava fra gli obiettivi della sinistra britannica la «socializzazione dei mezzi di produzione, distribuzione e scambio».

    Noi sinistrorsi, da quelli più moderati a quelli più radicali, da quelli inneggianti ad uno stato centrale a quelli più indipendentisti/separatisti, dovremmo riappropriarci dei nostri spazi nei partiti, e ricominciare a pensare qualcosa di sinistra, come fa Gaia. Il problema è che – come giustamente affermi tu – di sinistra in quei contesti sono rimasti solo i quadri di Gramsci e del Che alle pareti (quando va bene), e si dà oramai per scontato, incontrovertibile e immutabile, che «i mercati si autoregolamentano», che «l’importante è la produzione e la crescita del PIL», e che «se si vuole veramente dare una mano alle masse, bisogna metterle nelle condizioni di comprare». Ma Marx l’hanno letto mai, uno si domanda?

    Che tristezza vedere un secolo di lotte e una guerra di liberazione gettati nell’immondizia, in cambio solo di potersi permettere un televisore al led a 42′ o per 80 euro in più in busta paga. A 40 anni suonati inizio a credere che una società socialista non ce la meritiamo, e preferiamo essere schiavi e vessati dal potente di turno, ma consumatori. L’importante è avere.

  5. Ci si può emancipare dalla sinistra tradizionale, perché sono cambiati i tempi e abbiamo nuovi problemi da affrontare, e poi perché anche l’analisi di Marx aveva i suoi limiti – e per fortuna, manca solo rinunciare a Dio per trovarsi un altro Vangelo.
    Però non così, non con le idee di Renzi e simili. Prendere a modello un leader sconfitto dalla storia e fuori moda da un decennio è proprio da sfigati. Ricordiamo comunque che Tony Blair la sua signora carriera l’ha fatta e ora, anche se sembra incredibile, è inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente. Inoltre sta facendo soldi a palate come consigliere di JPMorgan e conferenziere da 250,000 dollari a lezione.
    Se è questo che vuole Renzi, ha trovato il modello giusto. Deve solo migliorare un po’ l’inglese, e magari partecipare a qualcosa di eclatante tipo una guerra.

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