segnalazioni

Segnalo questa petizione per mettere un tetto agli stipendi dei manager pubblici. Non è fatta tanto bene, nel senso che non indica l’importo del tetto, però ogni iniziativa di questo tipo ha il mio appoggio.

La mia solidarietà alle donne spagnole che scendono in piazza per difendere il loro diritto ad abortire che il partito di maggioranza, non si sa bene per quale motivo con tutti i problemi che ci sono, ha deciso di abolire. In Italia, più subdolamente, rischiamo anche noi di perdere questo diritto.

Segnalo anche questo articolo per chi pensa che si possa fare politica senza una lira.

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3 risposte a “segnalazioni

  1. La petizione ha raggiunto l’obiettivo in meno di 4 giorni. Magari se qualche onorevole si sforza, riesce pure a scorgervi qualche significato politico, aldilà del solito discorso sull’«anticasta».

    Quanto alla protesta delle donne ispaniche, mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensi in merito il Papa. Magari anche un tweet, visto che pare ultimamente abbiano tweettato anche il graffito del pontefice in versione ‘superman’. Questa deriva mediatica del Vaticano, dopo quelle di Berlusconi, Grillo e Renzi, è decisamente un segno dei tempi.

    Sull’ultimo punto, è uno dei motivi per cui ero/sono/sarò sempre a favore del finanziamento pubblico (ma pubblico seriamente!) ai partiti: altrimenti la politica la fanno solo i paperoni e/o i maneggioni. Ma noi siamo in Italia, per cui poiché il politico ruba sul finanziamento, allora noi lo eliminiamo, invece di incarcerare il politico (che di converso resta a piede libero). Meno male che non c’è una legge sul sesso o sul cibo, altrimenti con tutto lo squasso delle escort o delle cene elettorali, avrebbero messo fuori legge pure le fidanzate o le pizze con gli amici.

    Che paese infausto abbiamo creato (sigh).

  2. Il fatto è che per dare un finanziamento pubblico ai partiti e farlo accettare, soprattutto adesso, all’opinione pubblica, bisognerebbe tagliare decisamente gli stipendi dei politici, parte dei quali va a finanziare il proprio partito o le spese legate all’esercizio della funzione. Non si possono avere sia gli stipendi altissimi che i finanziamenti. Io personalmente sono per un finanziamento pubblico non eccessivo e non proporzionato al numero dei voti, oltre una certa soglia. Il resto dovrebbe essere coperto con l’autofinanziamento, cioè le tessere e le donazioni regolamentate. È vero che i ricchi così possono sostenere i propri canditati, però i non ricchi sono di più e sarebbe anche ora che si svegliassero e votassero secondo i propri interessi (ammesso e non concesso che ci sia un partito che li rappresenta).
    I 5 stelle hanno fatto passare l’idea che non servono soldi pubblici per fare politica; si sono però appoggiati alla fama immensa di un comico milionario diventato famoso grazie alla televisione, e del suo blog, tra l’altro pieno di pubblicità. Pensate se il sito del Pd o di Sel avesse pubblicità di quei livelli.

  3. In questo mondo l’aborto è… un atto ecologico.
    In realtà non ecologico quanto la contraccezione, ma comunque, sempre ecologico.
    Questa la dice lunga sulla morale anacronistica e fallimentare che lavora al collasso per crescita demografica.
    E’ peraltro la stessa la morale liberticida di origine religiosa, quella di mullah, preti e rabbini e altra merdaglia del genere.

    Quella di costi e risorse per la politica è una questione che ha la stessa complessità del modello attuale.
    Ogni scelta ha pro e contro.
    Essere radicali e rifondare ex-novo o riformare?
    Insomma, il solito problema del fatto che la mancanza di un controllo e di un conflitto sistematico e virtuoso di interessi favorisce dissipazioni, corruzione e sfruttamento delle classi inferiori.
    D’altra parte essere politici è una professione che deve essere remunerata dignitosamente. Con dei limiti draconiani, sul numero di mandati, sulle cariche, controlli sulla presenza etc. Questo a sua volta è in contraddizione con l’autodichia che, da strumento di libertà è diventato strumento di stato nello stato.
    Io penso con piacere a De Gasperi che, alla cena di Statisti europei, chiedeva se qualcun’altro voleva metà mela, a fine pasto.
    Ecco, questo è paradigmatico, direi.
    Infine, ogni popolo ha il governo che si merita.
    Se non c’è coscienza civica, ecologia (nel senso più ampio del termine), senso della res pubblica, etica pubblica, senso dei limiti è del tutto assurdo pensare che le possano avere le classi dirigenti.

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