Pil

Da un lato, la critica al Pil come misura dell’economia, del successo delle scelte politiche e del benessere di un paese è talmente avanzata, ovvia e ripetuta che io la do per scontata da un pezzo. Certe cose non serve ripeterle miliardi di volte: ci siamo arrivati, andiamo avanti. Tendo anche a ritenere che la maggior parte della gente abbia capito che non si può crescere all’infinito e che il Pil non è l’unico dato che dobbiamo tenere presente per capire come stiamo – anzi, può essere parecchio fuorviante.

D’altro canto, basta accendere la radio, internet (meno) o la tv, o aprire un giornale, per sentire sempre la solita solfa: sostantivi e aggettivi positivi se l’economia cresce, negativi se non cresce; “bene” se i consumi aumentano, “male” se non lo fanno, e variazioni infinite su questo tema, su questa ossessione collettiva. Si aspetta che cresca il Pil per risolvere il problema dei più poveri, per pagare i debiti, per sostenere la spesa pubblica per valutare l’operato di un governo, la felicità di un paese… quando sono altre le cose che andrebbero fatte, e subito! È come se tutti sapessimo che la terra è tonda, ma sentissimo sempre dire come niente fosse che è piatta e ascoltassimo sindacalisti, politici e editorialisti cronicamente preoccupati perché chi si spinge troppo a est potrebbe precipitare nello spazio.

In omaggio a questa mia esperienza quotidiana di dissonanza cognitiva vi invito a leggere, se ne avete voglia, un articolo scritto da un economista (esistono anche quelli sensati) che spiega perché alcuni credono davvero che il Pil possa crescere all’infinito, e dove sbagliano. È molto tecnico ma anche scorrevole. Se avete pazienza ne vale la pena, per rinfrescare argomentazioni che dovrebbero essere scontate.

Per chi c’è, ci vediamo domani a Firenze (se Trenitalia non si vendica per tutti i post in cui l’ho definita “il male”. A proposito: non sono l’unica.)

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3 risposte a “Pil

  1. Grazie per il link! Mi restituisce un po’ di fiducia nella categoria degli economisti, che nella mia personale scala di non-eticità delle professioni stava quasi per scalzare il primato detenuto da decenni dagli avvocati.

    Auguri per domani (non per la presentazione, che sei bravissima, ma per Trenitalia)!

    Un abbraccio,

    mk

  2. vincenzo troise

    Ciao Gaia siamo a un passo dal default e ci illudiamo che l’illuminatissimo Pil possa dettagliare i bilanci di un paese, sfiduciato dal potere della casta e simboleggiato da convintissimi movimenti..Le aziende chiudono per le troppe tasse e la gente pensa di scappare via dall’Italia detta Malincònia come descritta da Caparezza..Un abbraccio dal tuo fresco amico di viaggio di avventura pro casting I borgia. P.s sei in gamba e questo te l’ho detto,e farai tanta strada. Enzo il fiammiferaio 🙂

  3. Grazie! Auguri per le navi 🙂

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