Trenitalia è il male – sei

[È uscito il nuovo bilancio mensile della popolazione italiana: secondo l’Istat nei soli primi cinque mesi di quest’anno l’immigrazione in Italia ha provocato un aumento netto della popolazione di centoquarantaquattro mila individui. Non c’è lavoro, non si trovano i soldi per niente di quello che serve, non riusciamo a risolvere i problemi che abbiamo, l’ambiente è al collasso: come possiamo accogliere tutte queste persone? Perché nessuno lo dice? Perché la sinistra ambientalista è così maledettamente ottusa e ipocrita?? Fosse anche solo una questione di porre fine allo sfruttamento dei paesi poveri, come possiamo farlo quando un continuo influsso di persone aumenta giorno dopo giorno i nostri bisogni materiali?? Come può un’economia decrescere quando la popolazione continua a crescere??]

Comunque, oggi volevo parlare ancora di Trenitalia.

Quando io scrivo che “Trenitalia è il male”, non è solo un modo di dire. Io sono veramente convinta che Trenitalia sia amministrata in maniera diabolica. Avete presente come viene descritto Satana in secoli di tradizione cristiana? È subdolo, dispettoso, seducente. È bugiardo. Proprio come Trenitalia.

Trenitalia vuole che tu prenda i treni più costosi e veloci, quelli su cui ha puntato tutto, quelli per cui fa pubblicità luccicanti, quelli per cui ha sacrificato tutto il resto. Vuole che tu li usi. Però non può costringerti. Allora cerca di convincerti in altri modi, di blandirti, di mentirti. Te li fa proporre a insistentemente da chi ti vende un biglietto. Nel suo sito, quando cerchi un orario, ti propone solo le Frecce: se vuoi altre scelte devi essere tu a cliccare sull’opzione “tutti i treni”. E anche così non ti dà le opzioni con solo i regionali. Devi chiedere “tutte le soluzioni”, e allora forse i regionali te li mette, ma non ti dice quanto costano (molto ma molto meno) e non ti fa comprare il biglietto. E ti fa pure i dispetti: devi scrivere le stazioni come vuole lei, ogni tanto te le suggerisce pure sbagliate.

Se tu vuoi spendere di meno, se vuoi essere virtuoso, devi aggirare gli ostacoli, scoprire le astuzie, non cadere nelle trappole. Devi avere volontà e virtù. Altrimenti il malefico ti intrappola e ti costringe a spendere uno stipendio per prendere uno di quegli infernali treni ad alta velocità che poi non sono veramente più veloci. Certo, coprono in tempo breve i tragitti tra le città più grandi – a costo di costruire stazioni sotterranee, come quella di Bologna, che scendono veramente nelle viscere della Terra, spaccando le case in superficie e terrorizzando chi ci abita. Ma il fatto è che l’Italia non è fatta di metropoli isolate: è fatta di piccoli comuni, centri medi, paesini a pochi chilometri l’uno dall’altro. Questi sono serviti solo da treni regionali fatiscenti, spesso cancellati, oppure in ritardo, sovraffollati, infernali anche nelle temperature: pare che il riscaldamento e l’aria condizionata abbiano soltanto due opzioni: acceso e spento. Che sia estate o inverno, puoi scegliere tra il gelo e il caldo soffocante, proprio come nei gironi danteschi.

Una volta non era così. Era meglio. Il treno era una cosa per tutti.

La grande bugia dell’alta velocità è che abbia reso gli spostamenti più veloci. Salvo pochi manager che scorrazzano da Roma a Milano più in fretta, tutti gli altri sono condannati a viaggi di fatto più lunghi, spezzettati e frustranti, perché hanno tolto gli economici, tutto sommato comodi Intercity – più rapidi pur se a velocità minori, perché non ti costringevano a scendere e cambiare di continuo. Quando prima potevi salire a Udine e scendere in fondo all’Italia senza neanche un cambio, ora devi cambiare in continuazione, caricare e scaricare, fermarti, aspettare in stazioni sempre più privatizzate e meno accoglienti, senza fontanelle perché gli zingari rubavano l’acqua, senza panchine perché ci si sedevano i barboni, con sale d’aspetto fredde e fetide, coi bagni a pagamento e i tornelli: posti ostili per il viaggiatore e ostentatamente elitari.

E intanto i treni regionali, pigiando le persone in prossimità insostenibili, snervandole con continui imprevisti, riempiendosi di neve e di sporcizia, creano una frustrazione e un malumore che rende tutti più cattivi. Le macchinette non funzionano, le bici non si sa dove metterle, i controllori non ti aiutano… è, per l’appunto, un inferno. E provate a cercare i dirigenti di Trenitalia per protestare, a chiedere un servizio migliore: sfuggono, mentono, non si fanno trovare.

Ma cosa propone Moretti per risolvere i problemi dei pendolari, cornuti e mazziati a causa del massiccio disinvestimento nei treni locali a vantaggio dell’alta velocità, vittime di infiniti disservizi? Far pagare di più i treni nelle ore di punta. L’ho letto sul Gazzettino dell’otto novembre. Così la gente si leva di testa il capriccio di andare a lavorare alla stessa ora degli altri.

Ci sono scritte altre due cose in quell’articolo. Una è che i treni non si possono “regalare” (??), quindi Moretti non vuole sentire proteste contro i tagli degli Intercity. C’è proprio questo, l’equazione Intercity=regalo. Boh. L’altra è che comunque, i conti delle Ferrovie vanno “molto bene”: 278 milioni di utili nel primo semestre del 2013.

Annunci

15 risposte a “Trenitalia è il male – sei

  1. Comunque, questi problemi non ce li abbiamo solo noi. Solo che a Londra il problema non è la malagestione, ma il sovraffollamento: http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-london-24888358

  2. Una immagine vale più di mille parole.
    Ad esempio la quarta immagine in questa serie dimostra come anche i migliori sistemi industriali di trasporto (come quello ferroviario) soccombono, collassano sepolti dalla crescita esponenziale della popolazione.

  3. Stamani alla rassegna stampa su Rai Radio 3 sentivo dal giornalista de Il Fatto Quotidiano (ora mi sfugge il nome, dovrei cercare) che il Moretti interpellato sul sovrraffolamento dei treni pendolari (peraltro tagliati ridotti potati eliminati e con i superstiti aleatoriamente soppressi per mancanza di manutenzione) affermava che sarebbe necessario aumentarne il prezzo per allontanare parte della clientela.
    Hai capito come ti risolvono il problema i dirigentastri societari, politici, etc. del paese?
    A Londra sono più… ecologici 😉 e invitano i troppi utenti a … prendere la bici!

  4. Noi qui al sud abbiamo anche problemi di… corrente elettrica. Non ti dico il panico con i passaggi a livello impresidiati. Oggi arrivare al lavoro è stata un’impresa.

    Comunque è vero quello che dici: l’ultima volta che mi mandarono a Bologna per un convegno, fu molto articolato comprare dei semplici biglietti Bologna/Napoli ai chioschi della Stazione Centrale. I due chioschi al centro della sala (quelli più nuovi) proponevano solo Frecce Rosse (che io non volevo assolutamente prendere, per non gravare ulteriormente sul mio datore di lavoro). Alla fine mi diressi su uno dei chioschi laterali, molto più vecchio, – rifacendo tutta la fila! – e solo dopo molte ‘opzioni’ fui capace di trovare la corsa che avevo precedentemente visto in rete in albergo (quasi pensavo, ad un certo punto, di aver fatto confusione e ricordare male). Alcuni turisti che si accorsero delle mie «operazioni» mi chiesero di fornire loro assistenza, e ricordo che allora – ingenuamente – pensai a quanto fossero poco professionali i dirigenti informatici di TrenItalia nei systems mashups, e in quale ennesima brutta figura si fossero trovate nuovamente le ferrovie di stato.

    Adesso che sono passati gli anni, e che la web application ufficiale di TrenItalia continua pervicacemente in queste… «features», ho la ragionevole certezza che è proprio come dici tu: rendere complessa la navigazione e l’acquisto agli utenti che non si arrendono subito alle soluzioni più costose.
    Davvero sono il male.

  5. Io avevo documentato alcune di queste chicche di Trenitalia (qui e qui).

    > La grande bugia dell’alta velocità è che abbia reso gli spostamenti più veloci.

    Segnalo questo lavoro di Francesco Ciafaloni che dimostra il sistematico peggioramento consistente in
    o – aumento dei cambi
    o – riduzione delle fasce orarie di spostamento
    o – aumento dei tempi di percorrenza
    o – aumento dei costi
    avvenute con l’introduzione dell’ AV TO – MI – BO – FI – RM – NA – SA e la soppressione di gran parte delle relazioni tra capiluogo di prpovincia e di regione.
    Pagare di più per stare peggio in sistemi più insostenibili.
    Questa è la fantasmagoria dei modello accrescitivo-capitalistico-tecnoteista.

  6. Dimenticavo: sempre su quel numero del Gazzettino c’era la notizia di due morti fatti a Bergamo da un treno che era andato addosso a un’ambulanza a causa di un passaggio a livello malfunzionante. Pare che il problema fosse stato già segnalato in precedenza. Queste tragedie sono completamente evitabili: basterebbe investire nella sicurezza.

  7. Grazie a entrambi per gli interessantissimi link.
    Il dramma è che la politica non riesce a imporsi su Trenitalia, o non vuole farlo. Non si vede la luce in fondo al tunnel.

  8. Proprio ieri c’era un interessante speciale del Fatto Quotidiano sulle sofferenze dei pendolari. Un altro articolo ci diceva che è stato inspiegabilmente soppresso un interregionale Veneto – Lombardia, e che si sospetta che i governatori leghisti del nord Italia (proprio loro) abbiano qualche accordo con Moretti per sopprimere i treni interregionali ad alta frequentazione e spingere così i loro viaggiatori sulle redditizie Frecce. Sempre lo stesso giornale ci informava ieri che lo stipendio annuo di Moretti è di oltre ottocento mila euro. Tutti meritati: l’azienda va a gonfie vele. Poco importa che sui treni regionali la gente rimanga incastrata nelle porte o trovi il ghiaccio sotto i sedili.
    Sempre ieri, giornata in cui come vedete ho pensato tantissimo all’argomento, mi sono trovata a dover prendere un biglietto da Roma a Udine. Solitamente vado solo su regionali, ma dalla capitale a qui è un po’ lunga. Allora ho scelto l’opzione “tutti i treni” sul sito di Trenitalia, ma tra i risultati mi comparivano solo Frecce. Sono andata giù giù nella pagina, fino a quella righina timida in cui, in nero su grigio, in minuscolo, è scritto: “tutte le soluzioni”. Ho cliccato. Ecco che magicamente compariva la soluzione nascosta: un Intercity che costava trenta euro di meno.
    Ditemi voi se questo comportamento non è qualcosa di peggio che disonesto: è latrocinio.
    Non prendete le Frecce, vi prego. Qualsiasi cosa accada, fate uno sforzo e cercate almeno un Intercity.

  9. > e che si sospetta che i governatori leghisti del nord Italia (proprio loro)
    Il malgoverno della feccia legaiola.
    Fu sempre la regione Veneto con Trenitalia ad opporsi all’introduzione di alcune corse Eurocity sulla parte veneta della tratta VE – VR – TN – BZ – Brennero che DB e ÖBB stavano reintroducendo dopo che Trenitalia le aveva soppresse da anni.
    Penso che la motivazione ufficiale fosse che “potessero sottrarre passeggeri alle corse regionali finanziate in parte dalla regione”.
    Ma nelle recente vicenda degli interregionali MI – VE soppressi che le proteste notevolmente incazzerecce siano dovute al fatto che quei regionali erano MOLTO frequentati.
    Del resto l’esperimento della rimozione di treni molto frequentati o la loro “rimodulazione” è uno degli stratagemmi noti per potare parti assai vitali del sistema ferroviario o per farle disseccare o per tentare di trasferirne a forza il traffico sui treni costosi. così fu fatto per interregionali sulla tratta AN – BO – MI che erano molto frequentati (anche tropo, a dire il vero) prima soppressi, poi riformulati e limitati alla tratta PC – BO – AN, poi rimessi sulla tratta completa ma con frequenza dimezzata (ogni due ore invece che ogni ora)….

    L’approccio predatorio del sito (e anche delle macchine emettitrici che una volta proponevano la 1a classe come default, dovrei verificare se è ancora così) si basa nel proporti le combinazioni più costose ed omettere quelle più economiche, non solo nel sopprimerti i convogli e le loro corrispondenze (coincidenze).
    E’ un altro esempio dell’economia da rapina per la quale, pur di prelevarti più risorse possibile nel minor tempo possibile, escogitano tutti i peggioramenti possibile e nella qualità del tuo viaggio e nel fatto stesso che tu possa compiere quel viaggio.

    Tutto questo supportato con magna e tronfia avversione italiota non so se dire piccolo borghese o neo cafonal che tanto è feticista e succube del feticcio auto tanto ha disprezzo per il sistema ferroviario.

    A volte sospetto che i legaioli lo facciano apposta, per distruggere il miglior sistema di trasporto pubblico per rendere la vita difficile ai molti immigrati che lo usano (e che sono i primi poi a comprarsi ‘na Mercedes appena hanno due denari in più).

  10. Non sapevo: Napolitano conferì a Moretti il titolo di cavaliere del lavoro. Dopo Viareggio.

  11. Questa la devi leggere, perché è molto indicativa di come funzionino le cose qui nello sprofondo sud. Ionesco ci avrebbe scritto un bel pezzo teatrale.

  12. Ti rispondo con questo.
    Roma potrebbe essere davvero l’unico posto al mondo in cui pagare il biglietto è peggio che non pagarlo.

  13. Noi italici abbiamo una genialità assoluta nell’attacco alla cosa pubblica.

  14. Ce l’abbiamo fatta anche quest’anno: ancora una volta PRIMI!

    E pensare che c’è gente che paga per i corsi di sopravvivenza, mentre noi li abbiamo gratis compresi nell’abbonamento. 😉

  15. Congratulazioni 🙂
    A proposito di Legambiente e tagli ai treni, qui l’associazione ambientalista è praticamente diventata una pro loco e non fa altro che organizzare gite con gli asinelli e mostre fotografiche, non rispondendo mai agli appelli dei comitati. Una volta non era così: deve averle nociuto una certa contiguità con la politica…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...