AMGA ed Hera

Ieri sono andata al Bocciodromo di Cussignacco per un incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle di Udine sulla questione Amga-Hera. Appena entrata ho pensato: bè, ce n’è di gente. Invece erano i pensionati che guardavano la partita di bocce. L’incontro dei 5 stelle era in una saletta laterale, semivuota.

L’intervento più ricco di dati e pratico è stato quello di Giovanni Martingano, portavoce del M5S di Padova. Io riporterò i punti salienti di quello che ha detto. Va specificato che l’AcegasAsp, che serviva Trieste e Padova a seguito di una fusione, è entrata da un anno nel gruppo Hera: ha cioè vissuto un anno fa quello che a Udine potrebbe succedere a breve. Secondo loro l’esperienza è stata negativa.

L’AcegasAsp si occupa di rifiuti, gas, acqua, ed elettricità. Notare questo dato interessante: “261.800 tonnellate di rifiuti raccolti; 346.004 tonnellate di rifiuti termovalorizzati.” Cioè Padova e Trieste bruciano più di quello che Padova e Trieste producono. Martigano diceva che da quando c’è l’Hera tutte le tariffe sono aumentate, e se si va a lamentarsi dal sindaco ora la risposta è: scrivi una PEC a Bologna. E nessuno risponde.

Inoltre diceva che nonostante i progressi fatti nella raccolta differenziata la società si rifiuta di ridurre l’incenerimento e brucia rifiuti che arrivano da fuori regione. Mi è parso di capire che la stessa cosa succeda a Trieste.

Martingano ha analizzato nel dettaglio i conti dell’AMGA e ha notato che diversi parametri (rapporto debito netto/patrimonio netto, current ratio, ROE, ROI) sono peggiorati negli ultimi anni. Questo può sembrare un motivo per liberarsene, e invece significa che vendere l’AMGA in questo stato equivarrebbe a svenderla. Sarebbe meglio prima sistemarla. Pare che gli stessi parametri siano peggiorati anche nell’AcegasAsp nei tre anni prima dell’aggregazione con Hera – un caso? Forse sì, però fa insospettire il fatto che i manager responsabili del peggioramento dello stato della società abbiano comunque ricevuto un bonus complessivo di un milione e mezzo di euro.

L’interpretazione dei relatori era che Hera voglia AMGA non perché valga chissà che, ma perché le permetterebbe di continuare la sua conquista del nord Italia. AMGA infatti, operando già sul territorio, sarebbe molto avvantaggiata nella gara del prossimo anno per la fornitura del gas a Udine. Se Hera se la prende, è praticamente sicura di vincere e di mettere un’altra bandierina con i suoi colori.

AMGA tra l’altro sostiene di avere un piano finanziario e di essere in grado di affrontare la gara da sola – ma Honsell non glielo vuole permettere. Non aveva parlato della questione in campagna elettorale, non ha un mandato per trattare con Hera, l’accordo per la trattativa riservata è stato preso di nascosto… la vicenda puzza.

L’interpretazione dei 5 stelle è che si tratti di una questione politica: Hera è controllata a maggioranza dai comuni dove opera, guarda caso tutti governati dal centro sinistra. Honsell vuole dargli anche l’AMGA per un qualche suo tornaconto. Ecco cos’è diventata la sinistra italiana: un comitato d’affari. Ma lo sapevamo.

Altre due note. Uno: l’AMGA, diceva Paolo Menis, consigliere a Trieste, ha operato investimenti in Croazia e Bulgaria. Perché? Perché non pensa piuttosto a mettere a posto i conti qui?

Due: perché i comuni non possono gestire in proprio i servizi affidandoli senza gara? La gara però è obbligatoria, e vince il migliore offerente – fosse anche un’enorme società che la gente non vuole. Qui sarebbero da cambiare le norme – non ho capito se le leggi sono italiane ed europee.

A Udine rischiamo di perdere un altro pezzetto di democrazia per far piacere ad un gigante che è pubblico formalmente ma opera in base a interessi puramente economici e di potere. Se succede, comunque, ci sta bene. Gli udinesi tanto se ne fregano. Trovano più interessanti persino le bocce.

 

[Forse non lo sapete, ma è stato bruciato un presidio no tav in Val Susa. Guarda caso nessun giornale a parte il Fatto, per lo meno online, dà rilevanza alla notizia]

Annunci

14 risposte a “AMGA ed Hera

  1. Nel 2010 balzò all’onore delle cronache la vicenda del sindaco di Camigliano (CE), un giovane ingegnere che non volle cedere alle pressioni da parte dell’amministrazione provinciale per gestire lo smaltimento dei rifiuti utilizzando quelle stesse società che stavano compiendo sfaceli nel resto della Campania.
    All’epoca Camigliano, grazie ad un’accorta amministrazione locale, era riuscita a conseguire il 65% della raccolta differenziata utilizzando unicamente operatori comunali e incentivando i cittadini per mezzo dell’«ecoeuro» (buoni fino a 30 € spendibili all’interno del comune, assegnati ai cittadini particolarmente efficaci nella differenziazione dei rifiuti).

    A causa del decreto-legge 30 dicembre 2009 n. 195 del governo Berlusconi, «…le amministrazioni provinciali, anche per il tramite delle relative società da intendere costituite, in via d’urgenza, nelle forme di assoluti ed integrali partecipazione e controllo da parte delle amministrazioni provinciali…» subentravano «…nei contratti in corso relativamente alle attività di raccolta, di trasporto, di trattamento, di smaltimento ovvero di recupero dei rifiuti», esautorando di fatto le singole amministrazioni comunali campane nella gestione dei rifiuti.

    Il sindaco si oppose, perché con l’ingresso delle società che avevano vinto l’appalto col consorzio provinciale (ASIA & Co.) i cittadini del suo comune non solo avrebbero pagato molto di più (come nel resto della Campania), ma soprattutto avrebbero avuto un servizio peggiore, e la raccolta differenziata sarebbe ritornata ai tristi standard napoletani. Il risultato: il sindaco fu rimosso, il comune commissariato, e la gestione dei rifiuti passò alla provincia, con tutto quello che ne conseguì.

    Quando lo Stato fa gli interessi delle aziende e non delle comunità locali, siamo di fatto nella «post-democrazia» teorizzata da Colin Crouch già nel 2003. Però c’è la Carta Costituzionale, che ricorda come: «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali…»

    Sono di ‘utilità sociale’ le aziende private che massimizzano i profitti peggiorando i servizi ed aumentando i costi all’utenza? Io qualche dubbio ce l’avrei…

  2. La cosa triste è che la sinistra, a Udine, tace. E nel nord-est, sono i comuni di sinistra che stanno facendo questa cosa. Magari anche quelli di destra, non lo so, ma da loro te lo aspetti…

  3. Comunque pare ci sia un lieto fine: il sindaco è stato rieletto con larghissima percentuale.

  4. La sinistra oramai da decenni ha perso ogni prospettiva economico-sociale: dalla caduta del muro di Berlino, pur di andare al governo, si è impegnata a dimostrarsi più filo-aziendale delle destre, più fiduciosa di mercati e impresa.

    Dalla sinistra sono partite le privatizzazioni, la trasformazione delle USL in aziende, quella delle università in fondazioni private, il precariato introdotto dal lavoro interinale e dai co.co.co di Treu, etc. Fu un governo D’Alema ad approvare un disegno di legge che privatizzava definitivamente i servizi pubblici locali. Tutte le aziende municipalizzate (ossia le aziende speciali e i consorzi gestiti direttamente dai comuni) che erogavano in regime di monopolio acqua, gas, elettricità, trasporti urbani, rifiuti urbani vennero trasformate in “imprese”.

    Lo Stato è ‘male’, perché spreca ed è incompetente; l’azienda privata è ‘bene’, perché evita gli sprechi per massimizzare i profitti ed è depositaria del know-how. Secondo questi nuovi sinistrorsi, un’amministrazione che cede quote di servizio pubblico alle aziende crea un vantaggio ai cittadini, perché grazie all’impresa privata appaltante fornisce ai cittadini servizi migliori, e al contempo alleggerisce il bilancio dell’amministrazione dagli oneri connessi ai servizi esternalizzati, diminuendo la pressione fiscale. Di cosa dovremmo lamentarci, allora?

    Eppure, nella mia storia di cittadino, ogniqualvolta mi sono imbattuto in un servizio pubblico privatizzato od esternalizzato, ho sempre pagato molto più di prima, a fronte di servizi marcatamente peggiori. Un cittadino non ha potere nei confronti di un’impresa privata, soprattutto quando essa risulta unica erogataria di un servizio, risultando in regime di monopolio di fatto. Se la gestione delle reti di distribuzione dell’acqua o del gas sono lasciate ai privati, così come lo smaltimento dei rifiuti, come faccio se ho un problema con l’impresa erogante il servizio? Dal momento che i tubi o i cavi che arrivano a casa mia sono gestiti da loro, e non possono essere dati in concessione a terzi, non posso che perdere ogni contenzioso, a meno che non sia in qualche modo tutelato dall’amministrazione locale. Ma quest’ultima non si accollerà mai l’onere di inimicarsi il contraente del servizio, dopo averci flirtato assieme. E’ il cittadino, allora, che diventa un “rompicoglioni”.

    Guarda caso, proprio il tema di uno dei tuoi ultimi post…

    L’unico modo di riformare la sinistra – a mio avviso – è ripartire dal basso. Attivismo, fare rete, portare avanti lotte locali – o anche nazionali come fatto con i referendum per i beni comuni o con le battaglie per i diritti della Fiom. Smettere i panni di “consumatori” ed “individui”, per indossare quelli di “cittadini” e “sodali nella lotta” (non uso “compagni” altrimenti mi tacciano di essere marxista-leninista ;)).

  5. Gaia,
    ovvio che la sinistra tace, ovvio che queste cose devi aspettartele anche da loro, come e forse peggio che della destra. A mio parere vale un delle osservazioni fatte da Grillo, quando è venuto qui a udine in occasione della campagna elettorlae. La sinistra, almeno il PD, è in fin dei conti identico al PDL, solo più ipocrita, perchè finge di essere diverso, di avere tanti begli ideali e propositi, salvo poi scoprire chi c’è dietro i disastri del Montepaschi, chi sperpera al consiglio regionale in Emilia (esattamente come in lazio…), chi vuole vendere l’AMGA e costruire un parcheggio inutile al centro di udine…..Certo, qualche anima un po più bella ci sarà, un tocco di cipria se lo danno, per sembrare più accettabili, ma non ci si può aspettare nessuna vera riforma da questa gente. La sinistra più estrema è invece troppo presa a gridare “Fascisti!” “razzisti!”, ad avvitarsi sui suoi cavalli di battaglia, per dare spunti veramente concreti d’azione.

  6. La destra è inquinata dal culto del profitto.
    La sinistra è inquinata dal culto del gigantismo industrialista e progressista.

    In Italia destra e sinistra si sono scambiati molti connotati e ciò ha provocato una potente bipolare, duale, sinergia al peggio.
    Così ne è risultato il peggior lemon capitalism ovvero un’eccellente coazione a saccheggiare le casse pubbliche, a sfasciare l’ambiente e a peggiorare le condizioni di vita della popolazione (quasi sempre corresponsabile, è sufficiente osservare la gestione consumista dei rifiuti da parte delle masse).

    Queste multiutility che travalicano il locale sono un cancro che procede nel parassitaggio in grande del paese e nel perseguire in grande la concentrazione di potere e denaro .
    Osservare ad esempio A2A tra BS e MI e la pessima politica inceneritorista spargi diossina e nanopolveri.

    Da combattere senza se e senza ma.

    Potrei raccontare un po’ di chicche nella gestione Hera qui in Emilia.
    Ma dovrei aprire un blog solo per quello.

  7. Se ne hai voglia, racconta pure di Hera. Mi interesserebbe molto e penso interesserebbe anche a qualcuno dei lettori, per esempio chi vive qui o in un comune dove il gigante si appresta a sbarcare.

  8. Ad esempio la catena dei subappalti nell’illuminazione pubblica.
    Hera stipula un contratto a prezzi medio alti con i comuni emiliani e poi subappalta a prezzi stracciati, con qualità finale bassa, sfruttamento di paesani e cittadini da una parte, delle lavoratrici/lavoratori dall’altra.

    Ad esempio ostracismo nella raccolta dei rifiuti porta-a-porta.
    Ho un amico dei verdi impegnato in un comune che è passato a questa modalità, ha dovuto masticare e continua a masticare i sorci verdi con Hera sulla questione rifiuti.

    Ad esempio aumento spropositato delle rertribuzioni e benefit per i diirigenti.

    Ad esempio nella sottrazione sistematica delle piccole fonti alle comunità localli (acquedotti comunali e di frazione).
    Esattamente agli antipodi di gestione oculata, sostenibile e locale dell’acqua (vedere il bel documentario Picc e Pala sull’autogestione locale dell’acqua a Villa Minozzo RE).

    Vorrei fornirti anche dei collegamenti, ma dovrei fare attività piuttosto certosina di ricerca, Inoltre in alcune discussioni in rete nelle quali si dibatte di alcune di queste “chicche” ho commentato con il mio nome in chiaro, romperei il mio anonimato.

  9. Ho appena letto che il 18, sempre al bocciodromo, ci sarà un’altra conferenza dei 5 stelle, con un ingegnere che illustrerà il caso Hera in Emilia. Sta volta verrò anch’io.

  10. Anche il settore primario è caratterizzato da questo “tumore” di cooperative (?) sempre più grande che “assorbono” le piccole realtà.

    http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/economia/2014/8-gennaio-2014/colpo-granarolo-presi-latterie-friuliane-formaggio-montasio-2223889942774.shtml

  11. Io non comprerò più Latterie Friulane (già lo facevo poco prima). Ci sono tanti rivenditori diretti a Udine di latticini prodotti localmente (Cospalat, Latterie di Coderno o Basiliano, la signora che vende formaggi di Udine sud al mercato il lunedì mattina, malgari di tanto in tanto che portano formaggio di malga…) che di sicuro non c’è bisogno di dare soldi alla Granarolo – assurda poi l’idea di puntare principalmente sul Montasio per l’esportazione: ognuno potrebbe anche mangiarsi i propri formaggi.

  12. Gaia, credi che anche dietro questa vicenda ci sia qualche “inciucio” o favore politico?

  13. Nota: pensavo ti riferissi alla vicenda di Hera e ho risposto di conseguenza… solo adesso mi è venuto in mente che magari parlavi di Latterie Friulane!! In questo caso non ne ho idea, se saprò qualcosa lo scriverò. Sotto lascio la risposta di prima, ormai che l’ho scritta 🙂

    In molti pensano di sì. Hera, a quanto ho letto, è controllata da comuni di centro sinistra, e molti fanno notare che Zanonato, ex sindaco di Padova che passò con Hera, è stato fatto ministro. Però non conosco la vicenda nei dettagli. Ho anche sentito dire che Ascopiave, proposta invece dal centro destra udinese, si colloca invece nell’area leghista. Però anche questa è solo una voce. Devo approfondire di più.
    Ormai centrodestra e centrosinistra in questo paese sono diventati comitati d’affari che spartiscono cariche, lavori pubblici e appalti secondo logiche di potere e di arricchimento personale. Per come sta gestendo la città, con il parcheggio e ora con la storia di Hera, Honsell non mi sembra estraneo a queste logiche. È interessante notare che anche SEL si accoda completamente, senza distinguersi e anzi facilitando il lavoro del sindaco. Se poi questo avrà un tornaconto personale, con qualche poltrona, è presto per dirlo.
    Oggi in consiglio comunale si dovrebbe discutere sia del caso Amga-Hera sia della sfiducia a Honsell. Penso di andare.

  14. Un aggiornamento sulla vicenda. Adesso arrivano anche i colossi finanziari americani. La cosa si commenta da sé.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...