estremismi

Io dico sempre che l’estremismo è un concetto relativo. La società e i tempi stabiliscono cos’è accettabile e cosa no, fissano una via di mezzo in cui si collocano i moderati, e chi si allontana troppo da questo mezzo è etichettato come estremista, anche se ha tutte le ragioni del mondo. Con il tempo, l’assicella si sposta, così che un’idea “estremista” diventa normale e viceversa. Una volta, le estremiste erano le suffragette: provate ora a dire che una donna non dovrebbe votare. Era accettabile, invece, discriminare gli ebrei o arrestare gli omosessuali.

Da quando ho iniziato il mio esperimento di non uso dell’automobile, ne ho sentite di tutti i colori: estremista, amish, talebana (ricorrente). Ho offeso parenti e visto vacillare amicizie – facendo una cosa, ironia della sorte, buona e utile per tutti. Eppure io, la talebana, non solo non costringo nessuno a seguirmi, ma ritengo di avere delle motivazioni perfettamente razionali per oppormi come posso alla civiltà dell’automobile. L’automobile è un mezzo di spostamento energeticamente irrazionale, costa sia ai privati che alla collettività, occupa spazio, consuma preziosa energia e materie prime, inquina, altera radicalmente gli spazi e gli stili di vita, isola, è rumorosa, innervosisce ed è pericolosissima. Chi legge le notizie locali si sarà accorto che ormai quasi ogni giorno in Friuli Venezia Giulia muore una persona in incidenti stradali. Le ultime tre vittime avevano tra i 18 e i 25 anni. La media degli ultimi anni è di un morto quasi ogni tre giorni, più tutte le migliaia di feriti (e per feriti si intende anche gente costretta alla carrozzina per tutta la vita).

Secondo me, l’estremismo è quello della normalità dell’automobile, mentre la mia è ragionevolezza. Pensare che ogni abitante della terra possa disporre di un’automobile sfida tutto quello che la scienza e la tecnologia ci dicono; pensare che dobbiamo continuare a utilizzarla solo noi sfida il senso di giustizia e i desideri degli altri abitanti del pianeta (vedere cosa succede in Cina). Si può poi discutere se sia più sensato un utilizzo dell’automobile residuale, oppure addirittura, come io preferirei ma come ora è sicuramente quasi impossibile, una sua abolizione volontaria ma totale, mantenendo altri tipi di trasporto motorizzato quali mezzi pubblici e ambulanze.

Come avrete visto ho scritto un articolo per Salviamo il paesaggio in cui esponevo le mie idee “estremiste” sull’automobile. Con sorpresa mia e probabilmente degli stessi gestori del sito, il mio articolo ha ricevuto tantissimo sostegno e quasi nessuna critica. Uno degli ultimi commentatori ha addirittura scritto “hai ancora più ragione di quello che hai scritto”. Mi fa davvero piacere. Credo che siano sempre di più le persone che si stanno rendendo conto che una civiltà basata sull’automobile è una follia, e che bisogna trovare altre risposte alle nostre esigenze di spostamento.

Per festeggiare la mia lenta uscita dall’angolino degli estremisti, una mini rassegna stampa dedicata a uno che la pensa un po’ come me (uno, due e tre).

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7 risposte a “estremismi

  1. Le eccellenze sono agli estremi.

  2. io credo che sia estremista la stupidità; ogni idea maturata da un ragionamento solido e da un concetto morale fondato è buona; secondo me è estremista ciò che è stupido, perfino un conformismo cieco e iperpedante è estremista, anche se vorrebbe rifuggire da ogni estremismo; e poi, la vita è estremista in sè, essendo un evento del tutto eccezionale nella nostra galassia

  3. A proposito di estremismi, questo documentario ha catturato la mia attenzione oggi. Spero di vederlo
    http://www.godlovesuganda.com/

  4. Cosa è un concetto morale?
    Cos’è un concetto morale fondato?
    La morale in sé in quanto derivante dal rispetto di idee che nel corso del tempo si tramutano e si fossilizzano in una base di credenze e assenza di critica, una base anacronistica fino che diventa poi una vera e propria religione spegne il concetto di osservazione e critica contestuali.
    Parte rilevante della morale è spesso assai stupida proprio perché anacronistica e, infine, contribuisce ad aumentare i problemi invece che a risolverli.
    Poiché il termine di male è tipico della morale e della sua tensione distopica verso una lotta imperiosa e vincitrice del bene sul male, la morale è molto spesso concausa dei problemi che essa pretenderebbe di voler sconfiggere.
    Non vorrei rinfocolare qui il conflitto tra morale ed etica che mi vede ovviamente tra i sostenitori di quest’ultima.
    Però io noto molta stupidità e nella morale e nel comune, quadraticamente medio e, spesso, mediocre senso della morale.

  5. Cara Gaia,
    credo che il tuo estremismo non stia nella scelta razionale di non usare la macchina, se puoi evitarlo, decisione che trovo assolutamente lodevole. L’estremismo esiste quando un’idea viene portata alle estreme conseguenze, senza permettere il compromesso e senza considerare che ci sono dei momenti in cui è necessario sacrificare, magari anche solo minimamente, la propria idea per qualcun altro. E’ molto bello che tu cerchi di salvare il pianeta, ma trovo che le persone siano altrettanto importanti. Un’abbraccio.

  6. Le persone sono importanti, ma anch’io sono una persona. Le mie idee fanno parte di me tanto quanto i desideri e le idee degli altri fanno parte di loro. Io non chiederei a un amico religioso di saltare una messa per me, o a un vegetariano di mangiare carne.
    Io penso che nel mio caso il problema principale sia che la mia idea è insolita, e quindi non la si accetta. Se io aderissi a una fede conosciuta o a una pratica diffusa, se io facessi il ramadan, o rifiutassi gli alcolici, magari qualcuno mi prenderebbe in giro, ma non incontrerei l’ostilità che sto incontrando con questa storia della macchina.
    Faccio un altro esempio. Mettiamo che io abbia un familiare con grossi problemi di salute: sarei scusata da qualsiasi impegno, compreso in alcuni casi il lavoro. Ma se invece io voglio prendermi cura non di una singola persona, ma della salute della collettività, questo non è accettato.
    È una questione di codificazione, non di razionalità. La mia decisione di non usare l’auto, in questo caso, è perfettamente razionale, ma siccome lo faccio solo io e la società non riconosce questa pratica, incontra tantissima ostilità.

  7. Non c’è nulla di più estremista della moderazione.
    Cosa caratterista un moderato? Nel fatto che utilizzi in maniera estrema il compromesso:ogni motivo è lecito per derogare o per negare un principio e scienza e conoscenza.
    Per una persona radicale, più coerente, integra è del tutto evidente l’estremismo (e spesso la violenza sorda) dei moderati e delle loro incoerenze.
    Ovviamente siamo tutti più o meno incoerenti, ma i moderati lo sono in maniera estrema.

    > salvare il pianeta, ma trovo che le persone siano altrettanto importanti
    In realtà questo pensiero non si distingue molto dall’antropocentrismo e dalla hybris di questo che ha sempre avvocato che tutto dovesse essere soggiogato (e distrutto) da homo.
    Siamo arrivati ad un punto tale di ecocidio e di biocidio in grandissima scala (come risultato in primis della crescita demografica esponenziale così violenta e così cara ai moderati. specie se religiosi) che homo è riuscito a portare il sistema Gaia alla fine dell’antropocene, ovvero al momento in cui il gioco “ambiente – specie homo” è diventato un gioco a somma zero, ad una fase win-lose.
    Apparentemente, win-lose in quanto la parte di loser non potrà che essere in carico alla specie umana, in quanto la Terra è esistita per il 99.5% del suo tempo senza homo e potrà continuare anche dopo che esso si sarà autoestinto.
    E’ homo che necessita vitalmente di Gaia e quindi vulnerabile, nel confronto, non il viveversa.
    La frase dunque dovrebbe razionalmente essere riscritta come
    -> salvare il pianeta affinché sia possibile salvare le persone (o più persone possibile).

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