Non credo aggiornerò molto nei prossimi giorni, essendo sempre al presidio. È bello vedere quanta gente passa, ci incoraggia, spesso si ferma a parlare o a contribuire. Si sta creando una comunità attorno al presidio, un via vai continuo. Per me questo è uno scatto d’orgoglio della mia città, che finalmente invece di borbottare lamentele e basta viene in piazza e fa qualcosa. A Udine è una rarità.

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8 risposte a “

  1. Tutto quello che vuoi, ma ormai è tardi!
    Ormai è tardi ed è per questo che adesso sto dalla parte di Honsell. Insomma, se si voleva, si poteva intervenire prima e con più forza. Bloccare il tutto adesso sarebbe un incredibile spreco di tempo energia e soldi. Tutte queste energie per il presidio convertitele per le bici, la pedonalizzazione, l’utilizzo dei trasporti pubblici, etc…
    Ripeto: adesso queste energie per il parcheggio sono del tutto sprecate.
    In ogni caso, buon presidio.

  2. In molti, me e Mobicittà compresi, associazioni e cittadini, hanno protestato per anni contro il parcheggio, che è stato approvato dal consiglio comunale senza chiedere niente a nessuno. Non si è mai aperto un dibattito. Non si può pensare di fare una cosa del genere senza chiedere il parere dei cittadini, e farla franca. Honsell sbagliava ora e sbaglia adesso.
    Non avremmo potuto aprire un presidio prima: cosa dovevamo presidiare, se non c’era niente? Attorno a cosa ci radunavamo? Questo era l’unico momento per fare quello che stiamo facendo adesso.
    Lo spreco di energia e soldi è continuare, non bloccare. E come facciamo a batterci per bici e trasporti pubblici (come tra l’altro io e altri facciamo da anni) quando tutti i soldi sono convogliati verso quest’opera e la risposta a ogni richiesta di autobus è sempre: costano troppo?
    Io sono dell’idea che perseverare nell’errore solo perché ormai si è cominciato sia l’atteggiamento più stupido che c’è.

  3. Sappiamo benissimo che i lavori non verranno mai bloccati. E quando sarà finito che dovremmo fare? Perseverare ancora e chiedere di buttarlo giù? Non è forse questo un atteggiamento stupido? Cosa diranno gli udinesi dopo infinite proteste? Il cittadino ‘medio’ udinese dirà: ‘ecco, i soliti verdi del c… , se fosse per loro saremo ancora all’età della pietra’.
    Anch’io sono contro il parcheggio, ma di questo parcheggio se ne parla da decenni ormai. C’è stato tutto il tempo per fare massa critica e dire la propria. Non si può agire sempre così, bisogna essere concreti. Chiediamo qualcosa in cambio. Chiediamo tolleranza zero verso gli automobilisti indisciplinati. Chiediamo più zone pedonali. Chiediamo cicloposteggi di udinebike anche alla periferia della città e costi gratuiti per un’ora intera.
    Chiediamo che vengano fatti interventi di sensibilizzazione all’uso del trasporto pubblico o di mezzi non inquinanti nelle scuole. Chiediamo l’istituzione di giornate intere di stop alle auto.
    Tu dirai che tutte queste cose sono state già chieste mille volte. Va bene, ma addesso si possono far pesare. Si deve controbilanciare il parcheggio. La voce del no al parcheggio deve essere ascoltata in qualche maniera. Certo è che se chiediamo testardamente di fermare l’opera non andiamo da nessuna parte.

  4. Come facciamo a sapere per certo che i lavori non verranno mai bloccati? Chi l’ha detto? Nessuno di noi vede il futuro.
    Al momento, il cittadino medio udinese, lo dico perché l’ho visto coi miei occhi, viene al presidio e dice: posso mettere dieci firme? posso firmare anche per mia moglie che è in vacanza?*
    Riguardo a tutte le altre richieste, hanno senso come alternativa al parcheggio, non accompagnate ad esso. Il trasporto pubblico nell’intera provincia è stato tagliato di cinque milioni, lasciando zone come Lusevera quasi del tutto scoperte. Il parcheggio solo per Udine costerà più del doppio.

    * Ovviamente noi diciamo di no. Una firma per persona, niente assenti e niente minorenni.

  5. Aggiungo un’altra cosa. Il nostro obiettivo primario e condiviso è sicuramente fermare il cantiere. Ma il presidio non serve solo a questo. Se il cantiere dovesse partire, lo terremo d’occhio. Per tutto il tempo in cui saremo lì serviremo come punto d’incontro e di scambio, come testimonianza del fatto che i cittadini di Udine non sono paurosi e passivi ma vogliono farsi sentire. Serviremo da monito per scelte future, raccoglieremo idee e informazioni, diffonderemo conoscenze. Siamo anche serviti come momento di socialità per molti, motivando anche persone più anziane o addirittura con difficoltà motorie a venire da noi per esprimerci sostegno e parlare un po’. Forse queste persone sarebbero rimaste a casa se non ci fossimo stati.
    Tutto questo non è uno spreco di energie.

  6. Non mollate!

    Per me vale lo stesso discorso ripetuto e straripetuto per i NoTav: opporsi in modo visibile e _pacifico_ (sottolineo pacifico anche per i lettori d’ufficio del blog in stellette e divisa) ad iniziative calate dall’alto, e contrarie alla volontà della maggioranza delle persone che quelle iniziative le subiscono inopinatamente.

    E’ una questione politica, nel senso più stretto del termine: ci sono dei poteri, che sono stati eletti dal popolo e di cui dunque dovrebbero rappresentare le istanze e sostenere i bisogni, che attuano delle scelte i cui effetti si ritorcono contro la maggioranza della popolazione che vive nei luoghi oggetto dell’azione di governo. Date le lungaggini della burocrazia nostrana, spesso accade addirittura che un’amministrazione di un dato colore politico si ritrovi a dover applicare deliberazioni di precedenti amministrazioni, anche di colore opposto. Cosa fare, quando chi governa decide – anche legittimamente – di portare avanti i propri propositi, anche se a danno di una minuta collettività?

    Per me è necessario scendere in piazza. Presidiare. Ostacolare (in ogni modo legale) i lavori. Fare sentire, in modo forte, chiaro e limpido la propria contrarietà a chi continua pervicacemente a persistere nelle proprie visioni politico-economiche, nei propri palazzi, senza mai aprire la finestra, affacciarsi, e guardare/ascoltare chi è sotto da tempo e ancora urla ‘basta!’.

    Soltanto in questo modo si inchiodano i soggetti alle loro scelte politiche; e quando in un futuro (che spero non verrà mai) si paleserà nitidamente la follia delle loro decisioni (pensiamo agli F35, alla Tav, al parcheggio, etc.), si spera che il popolo, sensibilizzato dalle proteste, diventi consapevole del proprio errore nello scegliere i rappresentanti che hanno messo la firma su tali scempi, e voti altro. Questo nell’ipotesi più pessimistica.

    In quella più ottimistica, i governanti riconoscono i loro errori e fanno marcia indietro. I lavori si bloccano, lo Stato risparmia (le penali non superano mai il costo dell’opera finita), il territorio è fatto salvo.

    Perciò, nell’uno o nell’altro scenario, la protesta paga. Fosse solo per il sentimento di tutela che nasce dall’amore per i propri luoghi…

  7. Mandi gaia, ma si può almeno ancora firmare?? Io sono cialtronamente in ferie fino a domenica…..
    Su questo parcheggio, di cui so ben poco, ho avuto modo di parlare brevemente con un candidato di allora, oggi assessore del nostro chiarissimo comune, che laconicamente mi disse: i soldi li mette in buona perte la regione, vuoi non consumarli?
    E io: ma serve? la manutenzione futura?
    E lui: certo certo, tutte cose da tenere presente…. ma se ti danno una cosa gratis tu non la prendi??
    Queste dovrebbero essere le nuove leve della nostra politica.

  8. Sarei curiosa di sapere chi è questo assessore dato che, come tanti altri, ha mentito: la Regione mette 3,5 milioni di euro su 11 milioni di opera (cifra quasi sicuramente destinata ad aumentare). E comunque anche i soldi della Regione sono pubblici e in parte nostri. Senza contare il fatto che il gratis non esiste, men che meno in questo caso, e questa mentalità dello spendere a tutti i costi ci ha portati ad avere un debito pubblico alle stelle, a tutti i livelli, Udine compresa (decimo comune in Italia per debiti pro capite).
    Davvero, mi piacerebbe sapere quale assessore si esprime in questo modo.
    Comunque sì, si può ancora firmare.

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