un altro pugno in un occhio

È un po’ pomposo come annuncio, ma premetto che mi sto preparando per scrivere su un argomento nuovo (la decrescita acustica). Prima però vi devo segnalare, perché non voglio essere sola nel dolore, un abominio che i due ‘grandi’ Messner e Zaha Hadid stanno per perpetrare ai danni della montagna tirolese. Andate a vedere. Sostanzialmente un buco nella roccia con un cappello di cemento (per produrre il quale si devasterà qualche altra montagna da qualche altra parte).
Mi si spezza il cuore: non solo perché le cime sono già splendide così e non c’è bisogno dell’ennesimo scatolone di discutibile gusto solo per sventagliare la vanità di qualcuno, ma anche e soprattutto perché il danno fatto alla roccia, con gli scavi, sarà permanente e per i tempi umani praticamente eterno. Ci vogliono milioni di anni perché si formi una montagna. Io non capisco perché tutti – architetti, committenti, amministratori – hanno sempre voglia di mettere mano a quello che è già bello: centri storici, spazi naturali, capolavori architettonici, e nessuno mai che dica: sistemiamo le periferie. Se avessi soldi una delle prime cose che farei sarebbe comprare l’edificio più orrendo della mia città, ovviamente scelto tra quelli in cui non abita nessuno, recuperare i materiali, buttarlo giù e al suo posto fare un’area verde con magari una piccola costruzione in armonia con il contesto.
Un’altra cosa da fare: investire sulla sicurezza. Non sono un ingegnere, quindi prendete il mio parere per quello che vale, ma si sono appena verificati tre disastri di fila sui mezzi pubblici o collettivi, di cui sapete sono una grande sostenitrice, e a quanto ho letto in Francia era perché uno scambio era guasto; in Spagna i sistemi di sicurezza non hanno frenato e non si capisce perché; e in Italia il guardrail del viadotto non ha retto. La vita umana è preziosa. Per proteggerla alle volte basterebbe costruire meglio e imporre controlli regolari. Io rifiuto le alte velocità a prescindere (tranne quelle degli aerei che se vanno piano cadono), però ci si può fare molto male anche a velocità ridotte se non vengono effettuati controlli o se i sistemi di sicurezza non sono all’altezza. Stesso discorso per i rischi sismici. Controlliamo tutto e mettiamoci a posto: sarei felice di pagare le tasse per questo.

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9 risposte a “un altro pugno in un occhio

  1. I sud tirolesi forse non sono ancora i peggiori in termini di sfruttamento della montagna. Gli svizzeri fanno cose decisamente peggiori, i cugini trentini hanno ricoperto le loro valli di una crosta cementizia di seconde case vuote 48 settimane all’anno.

    Semplicemente non c’è nella stragrande maggioranza degli homo la percezione, la convinzione che la Natura possa esistere in sé.
    Come scrivevo a casa, è quella parte di homo per cui un bosco è un insieme di centinaia di tonnellate di biomassa, un prato un luogo comodo per uno svincolo, il mare una cava di pesci, molluschi da sfruttare fino a che non ci viva alcunché, una montagna un posto che sottrae spazio ad un orrendo museo modernista, un campo o un bosco di gioia inutili spazi vuoti che sottraggono spazi a lottizzazioni e centri commerciali.

    Datemi una bacchetta magica e chiederò che queste centinaia di milionate di homo spariscano all’istante.
    Uh che bello che sarebbe! (;<<

  2. Ieri sono stata a Sappada e sono rimasta sconvolta. Come si può dire di amare la montagna e andare in un posto simile? Eppure amare la montagna ormai significa amare divertirsi in montagna. Non è la stessa cosa. Non ho scritto un post solo per non offendere la generosità ospitalità ricevuta, ma madonna mia che posto. Una Lignano delle Alpi con case più belle (molto belle, ma troppe).

  3. Qui nelle mie zone pensa che hanno ancora gli occhi che $favillano, che dard€ggiano quando pensano a come infrastrutturizzare in ogni peggior modo possibile l’ambiente per arrivare a quell’orribile, mediocre, scadente modello che è il divertimentificio di massa conurbato costipato palazzinaro della riviera romagnola.
    Sapada, la valle di Fassa, Sestriere, … il business in grande scala che deturpa e distrugge tutto nei posti in cui si sviluppa.
    Divertimentifici di costa, di montagna, di collina.
    Già.

  4. Carnia felix.

  5. Già. La misantropia ha i suoi vantaggi 🙂
    Mia nonna è di San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) e a confrontare com’è adesso quella campagna con le poesie che scriveva Pascoli non si crede ai propri occhi. I romagnoli sono generalmente molto simpatici e hanno saputo vendere bene quel mare brutto che hanno, ma il mare non si vende! Tra l’altro credo che sarebbe molto meno brutto se l’avessero lasciato in pace. Idem Lignano: chi la frequentava cinquant’anni fa dice che era bellissima…
    Eppure guai a toccare Lignano che è una fabbrica di soldi perfetta, e anche in Romagna credo che almeno nella mia famiglia, ma probabilmente più in generale, siano fieri di cosa è diventata la riviera romagnola e del successo che ha avuto. A me un po’ dispiace che adesso sia esplosa la Croazia, perché parlavo con una donna croata e dice che tutti quei turisti hanno rovinato il mare, però egoisticamente confesso di aver sperato che gli austriaci, i tedeschi e noi polentoni togliessero tutti il disturbo e andassero lì… purtroppo di turismo di massa ce n’è per tutti, e qui non cala. Già se tutti i friulani vanno al mare, e solo loro, si affolla per benino.
    Se poi sei davvero splendido, come la Sardegna, devi passare la vita a difenderti dall’assalto.

  6. Perché come osservavi in altra pagina, le persone che vivono e crescono (di numero, purtroppo) in ambienti brutti, artificiali, squalli, degradati poi hanno un immaginario, una formazione (imprinting) antiestetico che li condizionia in tutte le espressioni del loro vivere.
    Stanno costipiati e in periferie urende e in vacanza vanno in luioghi dove amano essere costipati, in coda, in palazzine scadenti orribili, mangiando lo stesso cibo che mangiavano a casa.

    Il turismo di massa è una delle manifestazioni del modernismo e del post modernismo liquido. e ha tutte le peggiori connotazioni dei due.
    Croazia, Turchia, mar Rosso, Romagna… la lista di luoghi una volta splendidi resi orribile, scempi-in-grande, da homo è lunghissima.

    Le coste della Romagna erano meravigliose fino agli anni 30 del secolo scorso. Grandi dune, pinete estese, abbazie e cattedrali romaniche e bizantine nella natura, boschi, paludi.
    Poi è arrivato il boom ed è diventata ciò che è diventata.

    Il problema è proprio che questa artificializzazione che non si riesce ad arginare porta soldi a delle persone e queste hanno interessi diretti e buoni profitti nell’implementazione e nella crescita ulteriore del tumore.

  7. Il problema è che poi non si torna indietro. Prova a dire: abbattiamo Lignano salvo per le case di chi ci vive e qualche piccolo albergo o bed and breakfast. O: smettiamola di costruire navi da crociera a Monfalcone perché la gente possa riavere il mare invece di lavorare perché se lo goda qualcun altro. Come dire: chiudiamo l’Ilva. Però poi troppa gente non avrebbe di che vivere. La riduzione ci può essere, secondo me ci deve essere, bisogna puntare a tornare a più bellezza possibile e piccoli insediamenti, ma gradualmente, così da permettere alla popolazione di calare e a nuove attività economiche su piccola scala di sostituire, in parte, quelle vecchie (se le sostituissero del tutto saremmo al punto di prima).

  8. Interessante quando parla del fatto che i biglietti non riescono a coprire i costi della Tav.

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