premessa

Eccomi, scusate. Non ho scritto 1. perché sto finendo il romanzo (spero!), 2. perché sto leggendo un altro libro sulla disuguaglianza in Italia e vorrei fare un post-recensione. Siccome non ho ancora finito, e sto già annegando nel mare mentale delle mie obiezioni a quello che leggo, ho pensato di raccogliere i post pertinenti che ho già scritto, per evitare di ripetermi in continuazione o di dover dire tutto dopo facendo un post chilometrico. Se a qualcuno interessa, e non ha ancora letto, e ha voglia e tempo, li trova qui sotto (ah, internet e le meraviglie dell’ipertesto!). Intanto vi lascio anche un link nuovo: sul fosforo. Consiglio di guardare anche il resto del sito (che parla della nostra cacca e pipì e di quanto sono preziose). Mi emoziono sempre quando vedo che a un apparente dettaglio materiale, una cosa, un pezzo di Terra che non abbiamo mai sentito nominare, sta appeso il futuro dell’umanità. Il mio materialismo, il mio razionalismo, ne escono gratificati. Noi stiamo a parlare di crescita economica, di Berlusconi o del papa, e intanto si scioglie il permafrost, si svuotano le falde, si esauriscono i fosfati, e noi siamo fottuti perché rischiamo la fame, e con la fame tutto il resto diventa irrilevante (n.b. la fame c’è già, ma altrove e non la vediamo quindi non c’è). Se i giornali ci parlano di tutt’altro chi mai va a pensare al permafrost, al fosforo o alle falde? Già non facciamo due più due con il petrolio, il cibo e la benzina… Per chiarezza: non mi esalta questa parte, quella della fame, ma la possibilità che abbiamo finalmente di tornare a vivere nell’unico mondo che abbiamo e di cui siamo sicuri, con le sue regole che se ne fregano delle nostre. Di misurarci con tutto ciò che è biologicamente e fisicamente umano, ma anche con ciò che non è umano, senza il quale però l’umanità stessa è non solo perduta, ma anche terribilmente sola.

Ah, un altro link: questo si occupa di trovare il pregiudizio a favore della crescita, di qualsiasi crescita a qualsiasi costo, nelle notizie date dai media (in lingua inglese, mi dispiace). Io lo trovo divertente e interessante.

I miei post, invece, come anticipavo.

Attacco ai ricchi: 1, 2, 3, 4, 5
I giovani frustrati e l’impero
Invidia e ingiustizia
I miei pensieri sul lavoro
Pensioni

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