FIBA

Parentesi: l’altro giorno ho visto una bella pubblicità della futura lottizzazione a Orgnano, a mezza pagina sul Messaggero Veneto. Viene da chiedersi quanto si senta libero il giornale a dare spazio a chi contesta il progetto di un suo facoltoso inserzionista… Comunque, a parte questo, stamattina mi è venuto in mente che una forma di protesta legale e forse efficace, se gli orgnanesi davvero non vogliono che si costruisca lì, sarebbe far sapere a mezzo stampa e con cartelloni e striscioni che i nuovi abitanti non sarebbero i benvenuti nella comunità. Non suggerisco rappresaglie fisiche, ma la semplice minaccia di ostilità potrebbe scoraggiare eventuali acquirenti che non vogliono abitare tra gente che li guarderà in cagnesco e gli farà pesare il danno inflitto al paese.
Questo se i friulani fossero gente incline alle forme creative di protesta. Già è tanto se protestano.
(Brontolare e protestare non sono la stessa cosa)

Comunque vi segnalo un’iniziativa della FIBA – CISL, sindacato di bancari e assicurativi, per imporre per legge un tetto allo stipendio di presidenti, amministratori delegati e più in generale ‘top manager’ del settore. Hanno tutta la mia solidarietà e ho intenzione di firmare per la proposta di legge appena so dove andare. È bello anche che queste iniziative partano dall’interno del settore, da gente che ci lavora e che ogni giorno deve fare i conti con queste storture e ingiustizie. Però tenetevi forte: sapete a quanto ammonta il tetto proposto? 294 000 euro di retribuzione fissa più al massimo altrettanto di bonus e incentivi. Totale: 588 000 euro all’anno. Bruscolini. Però adesso i manager del settore arrivano a guadagnare anche il decuplo di questo; i loro stipendi possono superare di oltre cento volte la retribuzione contrattuale media di un bancario, che già di suo non credo sia proprio da fame. Sostengo l’iniziativa pur sottolineandone il paradosso.

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Una risposta a “FIBA

  1. Nel ‘lontano’ 2010, un emendamento alla Legge Comunitaria 2010 proposto dal senatore Elio Lannuti (IDV) fu recepito dal relatore Giacomo Santini (PDL), e passò incredibilmente al Senato: prevedeva l’abolizione delle stock options e un tetto massimo per le retribuizioni dei top manager pari all’indennità di un parlamentare, circa 350,000 € lordi annui.

    Fu subito scandalo.

    Il governo derubricò il caso a «mero errore materiale» durante le votazioni al senato, l’emendamento fu bocciato in seconda seduta e non se ne fece più nulla.

    (Qui la trascrizione della discussione al senato – pagg. 51-56)

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