aborto e obiettori

Questa è una cosa che sta succedendo in Italia, e se ne parla troppo poco: l’aborto in teoria è legale, in pratica è sempre più difficile da ottenere, e allora si ricorre al fai da te o agli aborti clandestini. L’obiezione di coscienza dilaga, per calcolo economico, per convinzione, per convenienza di carriera. Era una pratica, quella dell’aborto legale, che andava bene, ma ora peggiora nell’indifferenza generale e con enormi rischi per le donne di questo paese, soprattutto le più giovani, le più povere e le straniere. E anche se siete contrari all’aborto, c’è poco da rallegrarsi: significa semplicemente che le donne lo faranno privatamente, quelle che possono, e clandestinamente, quelle che non hanno soldi – e magari qualcuna muore. Da che mondo è mondo è così: l’unica alternativa all’aborto legale è l’aborto clandestino. Il ‘non aborto’ non esiste. Se una donna davvero non vuole un figlio trova il modo di non averlo, nella legge o fuori dalla legge. Piacerebbe anche a me che ci fossero zero aborti: ma nemmeno la contraccezione, che contribuisce enormemente a ridurli prevenendo gravidanze indesiderate, funziona sempre.

Vi consiglio caldamente la lettura dell’articolo, che descrive come stanno le cose – sono agghiaccianti. Almeno ventimila aborti illegali all’anno. Vi dirò cosa penso dell’aborto, se vi interessa. Io sono per la possibilità di scelta. Rispetto chi è contrario, ma quello che sta succedendo in Italia è una maniera molto subdola di impedire alle donne di abortire: permettere di farlo per legge, impedirglielo nella pratica. Così non vale.

La mia idea è che innanzitutto bisognerebbe applicare le leggi che già ci sono, secondo le quali dev’essere garantito un minimo di medici non obiettori in modo tale da poter offrire l’interruzione di gravidanza in ogni ospedale. Se non basta, bisognerebbe che non fosse più permesso ai nuovi ginecologi di essere obiettori. Questo non può valere per quelli che già lavorano e hanno iniziato a lavorare sapendo che potevano essere obiettori, ma si potrebbe decidere che d’ora in poi se vuoi fare il ginecologo devi anche accettare di eseguire alcuni aborti. Altrimenti ti specializzi in un’altra cosa. Ho un’amica che aveva preso in considerazione la ginecologia, ma non se la sentiva di fare aborti. Ha scelto un’altra specializzazione. Più onesto così, che fare l’obiettore e lasciare che gli aborti li faccia tutti l’unico tuo collega che non si oppone – e magari tu fai pure più carriera.

Vorrei dire: il governo intervenga. Ma questo governo non lo farà mai. Tanto, per le donne ricche il problema non si porrà mai: un medico che ti fa a pagamento quello che non puoi avere gratis lo trovi sempre.

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3 risposte a “aborto e obiettori

  1. Ipocrisia e fondamentalismo religioso a braccetto.
    In questa situazione di attacco alla legge 194 e ai diritti di autodeterminazione della donna sarebbe indispensabile introdurre una soglia di presenza massima di medici obiettori antiabortisti (se a loro non va bene possono cattolicamente esercitare nelle strutture ospedaliere cattoliche) e la pena di revoca dell’assunzione nel caso in cui la “presa di coscienza” avvenga successivamente all’assunzione nella struttura sanitaria pubblica (evitare i furbastri di cui abbonda lo Stivale).

  2. La soglia c’è già per legge, ma evidentemente non basta… inizio a pensare che l’unico sistema sia che ai nuovi ginecologi non sia concesso di rifiutare un aborto. Se non se la sentono, scelgano un’altra specializzazione.

  3. E siamo sempre lì.
    Passano settimane, mesi, anni e la condizione femminile, a partire dal diritto all’aborto, fa un passo indietro dopo l’altro.
    Ne ho scritto qualcosa oggi, a proposito di un caso paradigmatico dei giorni scorsi.

    Direi che oltre a quanto ho proposto ci potrebbe essere anche una forma intermedia di obiezioni. I medici cattolici possono fare obiezioni di coscienza contro l’aborto solo se chi lo richiede si dichiara cattolico (oltre, ovviamente, che nelle sole strutture sanitarie e ospedaliere cattoliche).

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