incidenti

Io non voglio tenere contabilità macabre o fare quella che strilla: “ecco! ve l’avevo detto” ogni volta che questo succede, ma solo oggi nella mia regione sono morte due persone, di cui una più giovane di me, in incidenti stradali. I commentatori danno la colpa alla strada, all’imprudenza, alla velocità… tutto vero, ma io penso che se una cosa è intrinsecamente pericolosa e al tempo stesso evitabile è meglio evitarla piuttosto che spendere quantità incredibili di denaro ed energia per renderla meno rischiosa, con risultati insoddisfacenti. Dato che con tutta l’attenzione e l’educazione stradale e gli airbag e le multe e gli autovelox e chi più ne ha più ne metta lo stillicidio continua, forse sarebbe il caso di pensare davvero a forme di mobilità più sicure a prescindere dalle differenze individuali di guida. Chi va a piedi difficilmente si fa male da solo, idem per la bici; i treni hanno sistemi di sicurezza automatizzati e occupano spazi riservati corriere e bus se non altro hanno autisti professionisti e non possono superare certe velocità. Inoltre, concentrando e riducendo il numero di guidatori, forse diventa anche più facile controllarli pubblicamente. Niente è completamente sicuro, ma ci sono mezzi statisticamente più sicuri di altri, indipendentemente dalle altre variabili. Un pedone distratto è pericoloso solo nel momento in cui ci sono mezzi pesanti sulla strada, altrimenti il rischio più grande è di prendersi una spallata e finire per terra, ma a voler proprio esagerare.

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3 risposte a “incidenti

  1. Ho fatto una breve ricerca su quali sono i mezzi più sicuri e ho trovato due pagine (1, 2). In sostanza, i mezzi più sicuri sono aereo, treno e autobus urbano. La moto è la peggiore, mentre muoversi a piedi o in bici è in proporzione più pericoloso per sé, secondo questi dati internazionali, che muoversi in auto.
    Bisogna però ricordare che i dati sono enormemente falsati, salvo direi che per il treno o l’aereo, dalla presenza di altri mezzi per le strade. Camminare e pedalare sono pericolosi quasi esclusivamente perché ci sono le auto.
    Questo è il paradosso della mobilità: chi va in auto rappresenta un pericolo maggiore per gli altri, se vulnerabili, che per sé.
    Nel 2011 in Italia sono morti in incidenti stradali 561 pedoni e 282 ciclisti (meno dei morti in motorino ma molto più dei morti conducenti di moto o auto).
    Il numero di morti è in calo costante ma arriva comunque a 3860 nel 2011.
    Insomma, siamo in una situazione per cui chi va in bici o a piedi rischia di più perché gli altri non fanno altrettanto.

  2. Nella sezione relativa ai ciclisti del sito sulla Road Safety dell’ECTD (European Commission’s Transport Department), ho trovato una pagina di promozione della mobilità in bici.
    Siamo davvero furbi: dall’Europa mutuiamo il fiscal compact, e non gli stili (virtuosi) di mobilità.
    Nel frattempo, qui nello (s)profondo sud tantissimi disertano il trasporto pubblico, o (molto civilmente!) si autoassolvono dal dovere di pagare il biglietto perché… ‘il servizio è scadente’. Questo è il risultato. Se fossi in loro, come prossimo passo smetterei di respirare, visto che l’aria è irrespirabile.

  3. Ci sono comitati di pendolari? Qui ce n’è e sono molto agguerriti (ogni tanto pure troppo agguerriti).

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