varie

Siccome il mio prossimo post, o almeno quello che ho pronto, è molto polemico, volevo scrivere qualcosa di bello prima. Per esempio, qualche consiglio per la decrescita conviviale. Un consiglio è di fare una festa del baratto a casa vostra, in cui scambiate gratuitamente con gli amici le cose che non volete più… io l’ho fatta due volte e ci sono stati grandi scambi con soddisfazione reciproca, anche se la maggior parte della roba resta da buttare (e questo dovrebbe far riflettere). Oppure vi consiglio di fare il dado vegetale in casa: è molto più buono e sano, dura a lungo ed è ecologico. Mi si è aperto un mondo quando l’ho scoperto. Altre cose belle… oggi il parco del Cormor era pieno (anche troppo, ma sempre meglio che un centro commerciale pieno) e so che alcuni negozi, anche supermercati (come la Coop o il Pam vicino a Piazza XX Settembre) sono rimasti chiusi per rispetto del Primo Maggio. Penso che voi lettori di questo blog siate già sensibili al tema, ma vi lascio un link sui negozi che erano aperti anche oggi: io li boicotto comunque e per altri motivi, ora a maggior ragione. Un’altra cosa che ho iniziato a fare è usare i vecchi vestiti per fare presine, anziché darli alla Caritas. Sono molto semplici da cucire.

Intanto, sto leggendo un bello speciale del Los Angeles Times sulla crescita della popolazione mondiale e sulle sue conseguenze. Sono solo all’inizio (la parte in cui dice che sono le stesse donne indiane a cercare disperatamente di avere meno figli), ma già ve lo consiglio caldamente. È molto ben fatto, nel pacato e preciso stile del giornalismo americano (vi sorprenderà ma è così). Si tratta di un problema a cui non si può smettere di pensare, finché non è risolto. Mi rendo conto tutt’ora che quando parlo a persone che conosco, anche ambientaliste, di questo problema, non mi prendono sul serio. Mi sento quasi come se dovessi giustificarmi: non è che odio gli altri esseri umani, è che siamo veramente troppi e continuiamo ad aumentare. Un miliardo di persone già soffre la fame, e noi continuiamo a procreare? Per non parlare del clima che cambia o dei danni ambientali già fatti. Scusate, avevo promesso di mantenermi sulle cose belle. Ma con lo stato in cui è il mondo, non è facile.

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6 risposte a “varie

  1. Ma è così che si affonda: è il metodo migliore. Anche l’aver creato tante disparità sociali è funzionale a questo cammino: quello che ci porta dritti nel dirupo, quello di Olduvai….

  2. gaiabaracetti

    Io vorrei evitare un tracollo doloroso, e preferirei una transizione in cui ognuno fa la sua parte e tutti hanno quel che serve. Ho appena finito di leggere l’articolo del LA Times sul Kenya e la Somalia, in cui i genitori di bambini gravemente malnutriti (a causa, tra le altre cose, dell’esplosione di popolazione in zone fragili) si pongono come obiettivo di fare tanti figli maschi, dicendo che in qualche modo avranno da mangiare… e mi viene da arrabbiarmi. Non voglio essere superficiale, ma penso che la mancanza di senso del limite non sia un problema solo ‘occidentale’. Consiglio, credo di averlo già fatto, la lettura di Collasso di Jared Diamond – in cui, tra le altre cose, si parla anche di controllo della popolazione in piccole isole del Pacifico, dove qualche bocca da sfamare in più può portare, appunto, al collasso.

  3. gaiabaracetti

    Ho finito tutto il reportage, video compresi, e lo consiglio davvero. Tocca un sacco di temi: oltre a quello ambientale, i diritti delle donne, la laicità dello stato e il ruolo della religione, i rapporti tra generazioni, l’agricoltura, e anche la responsabilità nei confronti di abitanti di paesi lontani, in un mondo interdipendente… più leggo e studio più mi convinco che la prima emergenza da affrontare sia quella della popolazione. Inizia a farmi paura chi nega il problema. Naturalmente, come la parte sulla Cina spiega, non basta: è inutile fare meno figli se il tenore di vita continua ad alzarsi. È una condizione necessaria ma non sufficiente. Io ho paura che il tracollo sia veramente imminente, e improvviso. Per noi, dico – per molte aree del mondo la fame è una condizione permanente.

  4. Salve Gaia,
    io ero stato ad un mercatino di scabi roba usata a S.Osvaldo mesi fa…..credo fosse la prima volta……non so se lo hanno mai ripetuto. Non era male come iniziativa. Ne sai nulla??

  5. gaiabaracetti

    Sono andata anch’io. Non mi risulta lo abbiano rifatto, se ne so qualcosa scrivo!

  6. gaiabaracetti

    A parziale aggiornamento del link che ho suggerito, aggiungo questo.

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