una vita senza automobile – parte quarta

L’altro giorno mio padre, dopo che gli avevo spiegato il mio esperimento radicale, si è chiesto tra il rassegnato e il divertito: ma perché dovevo fare una figlia amish?

Però non sono sola! 🙂 Vi segnalo un sito che raccoglie le esperienze di chi sceglie di vivere senza automobile. Oggi è uscita la mia testimonianza, polemica come al solito. Ringrazio Paolo per lo spazio e la bella iniziativa!

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4 risposte a “una vita senza automobile – parte quarta

  1. Ciao, mi è piaciuta molto la tua testimonianza. In particolare mi ha colpito moltissimo la frase “L’automobile collega, ma solo dopo aver contribuito ad isolare.”. E’ da tempo che ci penso e non posso che condividerla, ormai si costruiscono dei non-luoghi come i centri commerciali gli outlet etc raggiungibili solo in auto, dove non c’è valore aggiunto ne socializzazione. Il commercio locale muore e quindi i paesi e le periferie diventano dormitori. C’è anche chi prende l’auto per andare a correre su un tapis-roulant in palestra perché… fuori c’è traffico e smog…
    Grazie!

  2. Grazie a te per il commento. È vero anche che tanti usano l’auto per non respirare aria inquinata, dimenticando due cose: che l’inquinamento lo creano loro, e che l’aria che respirano in auto è inquinata quanto quella fuori, con l’aggravante che rimane in circolazione nell’abitacolo. Come dice un medico udinese che si occupa di malattie respiratorie nei bambini, è “come farsi un areosol di smog”.
    Se non l’hai già letto, ti consiglio il saggio di Ivan Illich ‘Elogio della bicicletta’. Si tratta di una riflessione molto ampia sulle diseguaglianze e le frustrazioni create dal trasporto motorizzato. Lui tra l’altro scriveva dal Messico (credo, in quel periodo), un paese povero. Ora rendersi conto che l’automobile è un lusso richiede una prospettiva non italiana o europea, ma globale. Qua infatti aver l’auto è normale. Ma guardando le statistiche si vede che per la maggior parte dei 7 miliardi di abitanti della Terra, l’auto è ancora un lusso. Quando la vorranno tutti, come faremo?

  3. faremmo volentieri a meno dell’auto ma non si può.
    Es. io lavoro in aeroporto dove trovo un mezzo pubblico che mi consenta di andare da casa al lavoro rientrando come mi capita, all’una di notte?
    http://www.autonostra.it
    Giuseppe Criseo

  4. Il non si può è relativo. Naturalmente se uno ha un lavoro se lo tiene stretto, e quindi è costretto ad accettare anche delle condizioni come dover possedere un’automobile. Si può organizzare un’auto condivisa con i colleghi, chiedere l’estensione dei servizi pubblici, cose del genere. Da qualche parte bisogna cominciare: meglio che cominci chi può più facilmente degli altri vivere senz’auto, ma poi tutti dovranno cambiare il proprio stile di vita. E con l’aumento delle richieste, aumenterà anche l’offerta di alternative.
    Aggiungo anche che a Udine, la situazione è molto spesso ben diversa dalla tua. Altro che lavoro notturno: la gente prende l’auto per non fare cento metri a piedi. Visti e rivisti con i miei occhi.

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