ma-anchismo

Ieri sera ho visto l’ultima puntata di Report, principalmente dedicata alla malagestione dell’Eni, e ho percepito un’implicita impostazione nazionalista che non mi è piaciuta per niente. Riassumendo: nella prima parte si sosteneva che gli italiani devono avere tutto il carburante di cui hanno bisogno, pagandolo poco e ottenendo buoni accordi coi fornitori. Gli automobilisti e le aziende devono consumarne a piacere, perché l’economia deve ripartire. Nella seconda parte, però, si denunciavano l’inquinamento e i danni all’agricoltura di un impianto di estrazione in Basilicata. La potabilità dell’acqua della zona è a rischio e una geologa intervistata diceva: il petrolio non vale quanto l’acqua. Benissimo: ma nella trasmissione non veniva suggerito che gli italiani dovessero cercare strade per ridurre la dipendenza dal petrolio, tanto più che siamo un paese povero di idrocarburi che importiamo dall’estero, e tanto più ancora che il consumo di idrocarburi oltre a costare inquina l’aria e causa tutta una serie di problemi – no, si diceva che non va bene estrarre in Basilicata perché la gente soffre e si arrabbia, però del resto del mondo – vedi Delta del Niger, dove l’estrazione fa danni devastanti e distrugge la vita delle persone, chi se ne frega. Questo genere di implicita incoerenza è il motivo per cui penso che non si possa essere per la tutela dell’ambiente, e non per la decrescita, perchè altrimenti si incappa in ipocrisie e contraddizioni. A meno di non accettare che la tutela del proprio ambiente costi l’ambiente degli altri ed enormi disuguaglianze globali. Decidiamoci.

Dopo Report ho visitato il sito di Umberto Ambrosoli, vincitore delle primarie del centrosinistra in Lombardia. Ho dovuto controllare più volte che avesse effettivamente vinto lui, perché non riuscivo a credere che un uomo con un non-programma simile, che si esprime come le caricature di Crozza dei dirigenti del Pd (che parlano per negazioni e figure retoriche e non dicono nulla) e che sembra non aver nemmeno riletto i punti programmatici per verificare che non ci fossero errori prima di pubblicarli sul suo sito, avesse preso quasi il 60% di voti. Leggete le sue proposte: parole in libertà, senza contenuti chiari e senza proposte comprensibili. Sembra che temporeggi sui temi scottanti prima ancora di venire eletto e di trovarsi nella posizione di doversi giustificare per qualcosa! Uno svarione particolarmente epico è quando dice “quando noi ad esempio parliamo di trasporto su ruota, bè questo per molti è una scelta di comodità; per tanti no, ma per molti è una scelta di comodità, e è una scelta che produce degli effetti. Questo genere di cultura va portato, un genere di cultura di consapevolezza delle conseguenze del proprio operato, va portato però con forza anche nel mercato delle imprese”. Eeeehhh? Cos’ha Ambrosoli contro le ruote? Anche quelle dei treni (forse non si è accorto che ci sono)? Bisogna andare a cavallo? E cos’è il mercato delle imprese?? Dove si vendono e si comprano imprese? E come ci porti ‘questo genere di cultura’?
Per non parlare della saccenza della penna fra le dita, o del tizio che fa il gesto dell’ombrello dietro di lui o di quella specie di Peppone a colori, sempre dietro di lui, che non si capisce se sia una vera persona lì per un motivo, o un’allegoria di qualcosa.
Scusate se infierisco, ma mi chiedo: davvero si può venire scelti a larga maggioranza come candidati del centro sinistra presentandosi con tanta ambiguità e sciatteria? Mi sembrava più chiaro e concreto il programma di Andrea Di Stefano, direttore della rivista Valori, ma il mio livello di approfondimento si ferma qui.
Chiarezza, a me piace la chiarezza: dì cosa vuoi e cosa no. Non c’è niente di male a schierarsi.

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6 risposte a “ma-anchismo

  1. Credo che la politica sia ormai accattivarsi il gruppo predominante del momento, per esempio gli omosessuali. Solo su temi che riguardano qualche minoranza è stato chiaro Ambrosoli, ma il resto non si è capito. Probabilmente portare un cognome così importante l’ha fatto vincere… Dopo 20 anni di predominio di Formigoni, mi aspettavo una politica molto più incentrata sui problemi sociali delle persone, non solo sui gusti sessuali, argomento che mi ha veramente stancato. Omosessuali e femministe occupano il maggiore spazio nelle politiche di sinistra, mi sembra un suicidio annunciato. Come se i veri problemi delle persone fossero questi. Signori, svegliatevi!

  2. Io penso che se non vogliamo più sentire parlare di gusti sessuali, bisognerebbe riconoscere a tutti pari diritti e andare avanti. Ci sono delle situazioni di oggettiva e ingiusta difficoltà per le coppie omosessuali, e il fatto che siano una minoranza non significa che i loro problemi vadano ignorati. Per quanto riguarda le donne, anche qui certe questioni dovrebbero essere superate da un pezzo – e invece non lo sono. Per questo se ne parla ancora – e non dimentichiamo che sul trattamento delle minoranze o dei gruppi ‘deboli’ si misura la qualità di una democrazia. Non penso sia una perdita di tempo, ma indubbiamente ci sono anche molte altre questioni, di più complessa soluzione e di più generale interesse. Queste questioni sono trattate nei programmi di sinistra, consultabili pubblicamente, ma in maniera nebulosa e indecisa. Per me il problema del Pd, e di tanta sinistra, è che ha paura di apparire radicale, estremista, di inimicarsi poteri forti (grandi imprese, Chiesa, potentati economici di vario tipo…), di resuscitare fantasmi del passato, o forse ha addirittura degli interessi propri poco limpidi da difendere, e quindi non trova il coraggio di essere vera sinistra, di proporre soluzioni radicali, decise. Come si direbbe in inglese, ‘sciabatta’ di qua e di là, senza convincere o apparire convinta. Purtroppo, al momento questa strategia sembra premiare, ma io penso sia solo una fase – alla gente piace chi parla chiaro, e agli italiani, purtroppo, ancor di più.

  3. gaiabaracetti

    A proposito di Ambrosoli, stima per questo gesto.

  4. E’ incredibile come tutto il mondo dell’informazione si genufletta al potere. Andreotti sarà stato anche un uomo molto colto, un fine pensatore, uno scaltro politico, ma ha sulle spalle responsabilità politico-istituzionali enormi.

    Come nessuno storico alzi un doveroso momento di riflessione, resta per me un mistero. Il povero Ambrosoli ha tutta la mia solidarietà. Ogni volta che leggo di suo padre, mi ritorna in mente questa telefonata.

  5. gaiabaracetti

    Qualche voce fuori dal coro c’è stata (e per fortuna la satira non è zerbina; Spinoza si è scatenato e questa vignetta del Manifesto mi ha messo di buon umore, per così dire).
    Oggi parlavo con una persona di mezza età e colta che diceva: ‘no, Andreotti è troppo intelligente per aver avuto rapporti con la mafia’. Ma… ma! è dimostrato!!! Per dire l’informazione cos’ha fatto.
    Il gesto di Ambrosoli mi è proprio piaciuto perché di grande dignità e proveniente da un uomo moderato e diciamo così istituzionale.
    Tutti hanno il diritto di dissociarsi da una figura controversa, come hanno fatto in molti in Gran Bretagna dopo la morte della Thatcher e come fa qualcuno in Italia con Andreotti. Per il resto, aspettiamo e speriamo che venga fuori quello che manca.

  6. gaiabaracetti

    Altre due testimonianze contro: 1 e 2. Colpisce l’alone di mistero che circonda le vicende raccontate, gli incontri segreti, i racconti insabbiati…

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