la trappola delle primarie

Io, alla fine, ho dato la mia adesione a questo progetto, il che mi impedirebbe per correttezza di votare alle primarie del Pd, a meno che io non voglia pubblicamente mostrare l’incoerenza di questo sistema inventato all’ultimo minuto, e tenere il piede in due staffe. Però mi viene in mente che le regole per le primarie del Pd siano una diabolica trovata dell’apparato per mantenere se stesso, e che ci stiamo tutti cascando.

Mi spiego. Il Pd è, per quanto sembri incredibile, il maggiore partito d’Italia. Chi vincerà le primarie avrà buone possibilità di essere il prossimo premier del nostro paese. Al momento ci sono cinque candidati, che rappresentano la sinistra italiana dalla più moderata (per me nemmeno sinistra, ma non conosco bene Tabacci) a quella più ‘estrema’ che poi ovviamente è moderatissima, ma in Italia viene considerata estrema. Stando ai sondaggi, i candidati ‘alternativi’ non hanno molte possibilità di vincere. Al tempo stesso, però, parlando con la gente mi accorgo di questo: 1. il Pd piace a pochi, e molti dei suoi sostenitori iniziali sono ora delusi e se ne sono allontanati 2. per questo motivo, tanti italiani non vogliono legittimare il Pd votando alle primarie, il che tra l’altro significa sottoscrivere una carta, dargli almeno 2 euro, e fare un sacco di fatica 3. a molti piacerebbe veder vincere qualcuno di più alternativo e probabilmente considerato più limpido/onesto, nella maggior parte dei casi Vendola ma potrebbe essere anche la Puppato, ma per i motivi dei punti 1 e 2 non lo voteranno, e lasceranno quindi vincere Bersani (o forse Renzi). Lo dico perché ho sentito molto dire ultimamente: se votassi voterei Vendola, ma non voto.

Ora, la mia idea è che Bersani sia un genio del male, perché ha messo quelle regole apposta per vincere lui, sapendo che sono regole che possono andare bene solo a chi vuole il Pd grosso modo così come è adesso, e non a chi lo vuole rovesciare. Chi invece vorrebbe manifestare il proprio dissenso, è scoraggiato dalle regole per le primarie. Siccome però le regole non impediscono a nessuno di partecipare, se poi vincerà Bersani si vanterà di avere un grande sostegno democratico. A quel punto gli altri non potranno fare altro che seguirlo, avendo firmato la Carta d’Intenti. Forse mi sbaglio, non sono una raffinata osservatrice di queste cose. Però la prospettiva di una sinistra che casca in una trappola perfetta, me compresa, mi inquieta.

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16 risposte a “la trappola delle primarie

  1. Sono perfettamente d’accordo. Per come si sono messe le cose, io voterei alle primarie Vendola, indipendentemente dal voto che partorirò o meno alle politiche.

    Però sono ancora indeciso se farlo o meno: se tutti i non-inscritti al PD disertassero le primarie, sarebbe un bel segnale contro questa ennesima pagliacciata all’italiana. Ma perché non possiamo avere situazioni meno contorte?

  2. Perché siamo italiani 🙂 qui si che valgono gli stereotipi: siamo un groviglio di paese, dominato da passioni che sembrano non trovare mai pace. Inoltre penso che la sinistra, dato il suo idealismo intrinseco e lo scarso valore attribuito alla disciplina, almeno in questo momento, tenda sempre a frammentarsi e ad aspirare a purezze forse irraggiungibili, mal sopportando i compromessi.
    Una soluzione potrebbe essere votare solo al primo turno (a meno che il proprio candidato non arrivi anche al secondo), delegittimando il secondo se finisce in un Renzi vs Bersani, e considerarsi liberi, come siamo, di scegliere qualche altro schieramento alle elezioni nazionali.
    Aggiungo che la contortezza è il prezzo della democrazia… se dai voce a tutti, stai a sentire tutti, rappresenti tutti, data la complessità del mondo e la diversità di vedute non sarà mai semplice prendere una decisione. Meglio comunque questo, dico io, che il bipolarismo o addirittura bipartitismo d’importazione che volevano infilarci giù per il gozzo, e che in Italia non potrebbe mai attecchire (e funziona male anche in America).

  3. Dai, consolati con questo 🙂

  4. Aggiungo un’ultima cosa: mi sembra il famoso ‘dilemma del prigioniero’, in cui si potrebbe prendere una decisione migliore per entrambe le parti solo se ci si potesse parlare prima, ma questo non è possibile. Forse l’esempio non è calzantissimo, ma il voto di uno rischia di invalidare il non-voto di un altro, e viceversa. L’ideale sarebbe o votare tutti e rendere la gara per le primarie una cosa un po’ più seria, oppure non votare nessuno ed esporla per quello che è, cioè un pastrocchio. Ma non potendo sapere cosa faranno gli altri, ognuno deve decidere di coscienza.

  5. io voterei anche, alle primarie “piolotate” per non dire di peggio… ma la cosa che mi da fastidio è una sola, i 2 euro, che sembrano una sciocchezza, ma se poi li moltiplichiamo per il numero di potenziali voti, non sono soldini… sono soldoni, mettiamo il caso che voti alle primarie un milione di italiani, su 56 milioni potrebbe pure essere…. e questi con il nostro avvallo si intascano altri 2 milioni di euro… a gratis? di soldi ne hanno già abbastanza, e non vogliono far vedere come li spendono…. io mi indignerei solo per i 2 euro… che sono quasi 5 mila lire del vecchio conio….

  6. È vero, anch’io facendo due conti ci ho pensato. Dubito che servano solo a coprire i costi… Ma l’idea di arricchire ulteriormente il Pd mi fa meno paura di quella di veder vincere Renzi…

  7. «Pensa che una volta, alla sinistra, il manifesto glielo facevano Marx ed Engels… ora se lo fanno fare dalla Marvel, il famoso Karl Marvel… com’è possibile?!»

    Per non parlare poi delle ‘new entry’ nella coalizione di destra…

    Sono molto preoccupato per l’esplosione di violenza che sta avvenendo in questi giorni. Questo è uno dei video sugli scontri che ci sono stati alla stazione di Napoli della Circumvesuviana (trasporto pubblico locale attorno al Vesuvio) tra i pendolari e i gestori del traffico ferroviario. Siamo tutti esasperati, perché iniziano a fallire le aziende di trasporto pubblico e spostarsi qui in Campania sta iniziando a diventare impossibile. Temo molto per la manifestazione di sabato a Roma.

    Airaudo (FIOM) ricordava che tutte le aziende che adesso stanno chiudendo (Alcoa, Carbosulcis, Euroallumina) sono solo uno strascico della crisi pre-2008: i veri effetti di quanto sta accadendo adesso li vedremo solo tra qualche anno…

  8. Oddio ma è una scena del film di Cetto Laqualunque! Gli hanno copiato l’idea di dirottare gli anziani per farli votare… dio mio.

  9. Ieri, nell’ultima puntata di servizio pubblico, sono emerse tutte le problematiche di un governo di coalizione PD/SEL, con Bersani che vorrebbe assegnare a Monti qualche dicastero e proseguire in parte la sua agenda, e Vendola che invece di Monti non vuole proprio sentire parlare (da 1:27:00 a 1:36:20). Mi domando allora che senso abbia fare le primarie: non credo che con la vittoria dell’uno o dell’altro segretario, la base del partito che perde alle primarie vada poi a votare alle politiche la coalizione progressista basata su di un programma antitetico ai propri interessi…

    Dobbiamo votare un programma di governo, non un leader! Ma è così difficile da capire? Per questo a mio avviso le primarie non sono che un vuoto esercizio di pseudo-democrazia.

  10. Che la confusione regni sovrana, mi pare chiaro. Anch’io mi chiedo, ormai tutti i giorni, più volte al giorno, come diamine pensa Vendola innanzitutto di vincere, e poi di tirarsi dietro quella metà di Pd che non la pensa come lui. In Italia non potranno mai esserci democratici vs repubblicani: servono più forze politiche che rappresentino l’intera gamma di visioni del mondo che ci sono nel paese – non serve che siano tanti, questi partiti, ma adesso a una parte di sinistra manca una rappresentazione, che spero fornirà la nuova lista che sta nascendo.
    Detto ciò, se Vendola arrivasse al ballottaggio sarebbe un bel segnale sia per i vertici che per la base del Pd che c’è bisogno di lasciarsi alle spalle Monti, e che il paese lo vuole. Per me ci sono buoni motivi per votarlo, e buoni motivi per lasciar perdere – è molto difficile prevedere il futuro, e io mi chiedo addirittura cosa sarà rimasto ancora da governare, se le cose continuano così.

  11. Aggiungo che, anche se si fossero votati i programmi e non i candidati, il problema di una parte che si sente esclusa si sarebbe presentato ugualmente. Infatti per me l’importante è che ci sia una effettiva rappresentanza dei vari modi di pensare, interessi, eccetera. Il problema non è che si votano candidati e non programmi, ma che chi perderà rischia di non riuscire nemmeno a portare alle elezioni la propria parte di paese. E questo perché il Pd è un blob informe in cui ognuno tira da una parte. Un blob che potrebbe inghiottire Sel, tra l’altro.

  12. Assolutamente d’accordo. Il mio problema è appunto questo: visto che il partito che è più prossimo alle mie convinzioni è SEL, come faccio a sostenerlo o fare in modo che sia rappresentato in parlamento senza dare invece man forte o sostegno al PD ?
    Enfatizzo la problematica dei programmi perché – essendo a mio avviso tanti punti programmatici di SEL e del PD totalmente incompatibili -, se si ponesse più attenzione sul «da farsi» e non sui candidati e sulle loro dispute sui tempi di permanenza in tv, l’abbraccio mortale col blob informe del PD forse non ci sarebbe.
    Chi mi dà la certezza di poter votare SEL senza poi ritrovarmi Monti superministro di Tesoro/Finanze/Bilancio? Buona parte del problema è tutta qui… hanno stravolto l’ordinamento costituzionale: un tempo il mio voto andava ad un partito che – per quanto piccolo – se riusciva a raccogliere il consenso necessario, aveva la possibilità di rappresentare le mie istanze in parlamento, con tutto quello che ne consegue. Adesso invece voti una coalizione per sostenere un partito, e ti ritrovi a mandare in parlamento persone come D’Alema, Veltroni o Renzi.
    Come vogliamo chiamarli: «effetti collaterali del voto» ? Ti invito a leggere un attimo questo confronto, a mio avviso un ottimo termometro per capire a quale livello di follia siamo oramai giunti.

  13. Cara Gaia,
    scopro con *enorme* dispiacere che il movimento «Cambiare si può!» è fortemente sostenuto dal sindaco di Napoli (De Magistris), il quale ne vorrebbe la fusione col suo «Movimento arancione», mentre continua a pressare per la candidatura a premier di Ingroia (che a sua volta presedierà la prima riunione del costituendo partito a Roma).

    Le mie sono sempre considerazioni molto personali e soggettive, ma reputo in larga parte fallimentare l’azione di governo di De Magistris al comune di Napoli: molta pubblicità sui media e soprattutto in rete, e pochissime azioni concrete. Tutti i problemi storici di Napoli sono rimasti irrisolti, se non addirittura aggravati. Mi pare di vedere in De Magistris la stessa valutazione di opportunità politica di Renzi: sfruttare il proprio mandato a sindaco come trampolino di lancio per qualche incarico a livello nazionale, lasciando sostanzialmente irrisolti i problemi dei rispettivi comuni, e non onorando gli impegni assunti nelle ultime amministrative con la candidatura a sindaco.

    Verificare se il movimento «Cambiare si può» respinga le avances di un personaggio infantile che male amministra e sfrutta gli incarichi istituzionali solo come ‘vetrina’ per battaglie politiche unicamente mediatiche e autocelebrative, rappresenterà un’ottima cartina tornasole per valutare la lucidità e le vere ambizioni di «Cambiare si può!».
    Certo è che se cominciano ad appoggiarsi a soggetti di questo calibro, sono già sulla cattiva strada… 😦

  14. Ciao Michele,
    per quanto riguarda Pd+Sel, ormai non resta che vedere cosa succederà, e poi discuterne. Per quanto riguarda De Magistris, io ti credo e mi dispiace molto che non stia amministrando bene. Mi sembra di sentire parlare del nostro sindaco, più bravo a fare discorsi strappa-applausi che a prendere decisioni su una pista ciclabile. L’Italia è grande, e complessa, per cui è sempre difficile informarsi davvero e sapere com’è colui che si sta sostenendo. Come in Sel, e anche nel Pd, mi pare che anche questo movimento (Cambiare si può) raggruppi persone di qualità rappresentate da vertici criticabili – forse perché sono i più ambiziosi e non i migliori ad arrivare in ‘cima’ o alla notorietà, forse perché più si sale di livello, più difficile diventa amministrare – e più difficile per chi controlla sapere tutto quel che c’è da sapere.
    Nel complesso, con tutta la stima per Ingroia, di magistrati-politici ne ho abbastanza, e preferirei Vendola come candidato – personalmente ritengo che bisogni smetterla con la retorica del ‘a casa questi, largo a gente nuova’, perché Berlusconi, Di Pietro, Bossi, erano o portavano gente nuova, ma a fare danni vecchi, dovremmo aver imparato la lezione. La politica può anche essere un mestiere, se lo si fa bene, e se si è disposti a farsi da parte e darsi ad altro quando non si serve più. Ora gli italiani odiano talmente tanto i ‘politici’, che preferirebbero avere degli incompetenti che delle vecchie guardie.
    Mi consola solo una cosa, cioè la mia animuccia anarchica che inizia a dominare sulle altre, e mi dice questo: il paese non lo fa chi vince le primarie, anche se sembra così, il paese lo fa ognuno di noi, nel suo piccolo, con il suo rispetto per gli altri e per il bene comune, il suo impegno, la sua attenzione, la sua auto-educazione. Quando chiudo il computer e devo pensare a convincere i miei concittadini a prendere la bicicletta, a consumare meno, quando curo le piantine del mio terrazzo, baratto vestiti vecchi o compro cibo chilometro zero, quando preparo la mia trasmissione in radio per informare la gente su quello che succede – più di una crocetta su un foglio, questo è il mio modo di creare il paese del futuro.

  15. Ah: riguardo all’articolo che mi hai linkato, Flores d’Arcais dovrebbe vergognarsi. La sua mi sembra una strategia contorta, non del tutto logica, e di tipo terroristico – ‘mettiamo una bomba qui che in teoria dovrebbe portare a questo tipo di reazione una volta che saranno morte x persone, forse’. Senza offesa, capisco molte cose quando scrivo il suo nome su google e scopro che è un filosofo. La mia personale opinione, validata da tante letture, non è molto favorevole alla categoria dei filosofi. Più spesso che no, producono contortezze inutili che fanno solo perdere tempo. Poi quelli che non sono così svettano davvero, ma sono pochi.

  16. Il pensiero della tua animuccia anarchica è molto bello (e profondo) e consola anche me. Grazie per la condivisione.

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