un’altra alternativa

Un’alternativa – un’altra! – all’alleanza Pd-Sel che sta mettendo in difficoltà tanti di noi, e alle braccia spalancate di Grillo in cui rischia di finire chi scappa dal resto. Nonostante il sito brutto, potrebbe promettere bene – la sto scoprendo e leggendo adesso. Non voglio rassegnarmi a non votare alle prossime elezioni nazionali, e cerco disperatamente un’altra proposta. Questo, buttato in mezzo, sembra essere il loro programma (spero che usino il sistema dei punti, si legge molto meglio che un paragrafo indistinto). Inutile dire che a grandi linee lo condivido, e che mi piace perché chiaro e deciso, ma bisogna saperne di più.

  • la rinegoziazione delle normative europee che impongono politiche economiche recessive;
  • un progetto di riconversione di ampi settori dell’economia in grado di rilanciare rapidamente l’occupazione con migliaia di piccole opere di evidente e immediata utilità collettiva;
  • un piano di riassetto del territorio nazionale e dei suoi usi mirante a garantire la sicurezza dei cittadini e la riduzione del consumo di suoli agricoli;
  • un’imposizione fiscale equa ed efficace (estesa ai patrimoni e alle rendite finanziarie nonché alle proprietà ecclesiastiche);
  • il potenziamento degli interventi a sostegno delle fasce più deboli e dei presidi dello stato sociale;
  • il ripristino delle tutele fondamentali del lavoro e dei lavoratori;
  • la sperimentazione di modalità di creazione diretta di occupazione, anche in ambito locale, affiancata dall’introduzione di un reddito di cittadinanza;
  • l’attuazione di forme di sostegno e promozione delle esperienze di economie di cooperazione e solidarietà;
  • l’investimento a favore della scuola e dell’università pubblica, a sostegno della formazione, della cultura, della ricerca e dell’innovazione;
  • il rispetto pieno e immediato dei referendum 2011 sui beni comuni e contro la vendita ai privati dei servizi pubblici locali;
  • un’effettiva riforma del sistema dell’informazione e del conflitto di interessi;
  • il pieno riconoscimento dei diritti civili degli individui e delle coppie a prescindere dal genere e l’accesso alla cittadinanza per tutti i nati in Italia.
  • una reale azione di contrasto dell’evasione fiscale e della corruzione;
  • il ritiro da tutte le operazioni di guerra e l’abbattimento delle spese militari;
  • la definitiva rinuncia alle grandi opere (a cominciare dalla linea Tav Torino-Lione e dal ponte sullo Stretto);
  • l’abrogazione delle leggi ad personam (che sanciscono la disuguaglianza anche formale tra i cittadini);
  • la previsione di un tetto massimo per i compensi pubblici e privati e l’azzeramento delle indennità aggiuntive della retribuzione per ogni titolare di funzioni pubbliche.

Mi dispiace sapere che la base di Sel si sbatte per far votare Vendola, e intanto quest’altra cosa nasce in alternativa a loro, ma il destino della sinistra, critica e indisciplinata secondo me per sua stessa natura, è di essere divisa, di unirsi e disunirsi. Per me il compromesso alle volte va fatto, ma non sulle cose veramente importanti, e la coerenza è più importante del potere: non vogliamo il potere per se stesso, ma per poter cambiare il mondo secondo le nostre idee. Altrimenti a che serve?

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7 risposte a “un’altra alternativa

  1. Dimenticavo: l’elenco dei promotori. I nomi che riconosco sono veramente di tutto rispetto – è chiaro poi che amministrare è un’altra cosa.

  2. Leggo che tra i promotori c’é Aberto Lucarelli, assessore ai beni comuni della giunta De Magistris.
    E’ una delle persone che potrebbe contribuire con le sue proposte all’ uscita dallo stallo attuale. La sua visione della società, dell’ uso delle risorse collettive, la sua idea del rapporto tra Stato e cittadino mi hanno affascinato per il loro essere divergenti rispetto a tutta l’ immondizia data per scontata che ci stanno propinando:

    Mi domando però cosa rischiamo se la dispersione di voti a sinistra poi di fatto dovesse produrre altri cinque anni di Monti…

  3. Già, l’eterno ricatto del ‘voto utile’… Ma penso che questa dispersione si stia creando proprio perché il Pd NON prende le distanze da Monti, e Sel gli va dietro…

  4. Ma io non capisco tutta questa avversione rispetto al governo Monti.
    Mi sembra di vedere il bambino che dopo 2 ore di casino viene messo in castigo dalla mamma per 5 minuti e osa anche protestare contro la punizione. Insomma per 20 (e piu) anni la classe poliltica italiana (votata dagli italiani) ha fatto una quantità di danni enorme. Adesso per quindici mesi arriva uno che ci mette a stecchetto e osiamo anche protestare. Ma per piacere…

  5. Dal mio punto di vista il problema è che la strategia di Monti non è efficace da nessun punto di vista. Se avesse fatto quello per cui è stato messo lì (non eletto: messo lì), si potrebbe discutere se sia più alto il sacrificio o il guadagno, oppure se la democrazia sia un assoluto o debba essere accantonata in casi particolarmente gravi. Invece, il debito pubblico continua a salire, e non è mai stato così alto come sotto Monti. Vedere il link che ho messo più volte, che rimanda a dati ufficiali della Banca d’Italia che chiunque può scaricare e consultare.
    Inoltre Monti:
    – non ha fatto pagare la crisi alle banche e alla grande finanza, che ha avuto un tale peso nel causarla e non ha riparato i danni
    – non ha rinunciato a opere costose e inutili come la Tav o il ponte sullo stretto
    – non ha rinunciato a spendere una decina di miliardi per un progetto di cacciabombardieri che non si capisce a cosa ci servano
    – non ha attuato politiche redistributive
    – non ha tagliato significativamente i costi della politica

    Invece ha fatto pagare alle categorie più deboli, ora persino i malati di Sla, il debito contratto dallo stato italiano. Giustamente queste categorie protestano: il debito non cala, i ricchi non pagano, e la gente sta peggio.
    Perché non dovremmo protestare?? Lo chiedo sinceramente: a parte la fine delle figure di merda di Berlusconi, in cosa è migliorata la situazione dell’Italia? Qualcuno me lo dica.

  6. Sono fondamentalmente daccordo sui punti critici che hai messo in evidenza sull’operato di Monti: la finanza non è stata colpita (a quando una tobin tax fatta come si deve?), la TAV è inutile come pure il ponte, idem per cacciabombardieri etc. Ma la risposta al perchè non dovremmo protestare è presto detta: ce lo siamo meritati, l’abbiamo voluto noi, è colpa anche delle categorie più deboli, è colpa degli italiani. Come è migliorata la situazione dell’Italia? Lotta all’evasione fiscale e soprattutto cultura della lotta all’evasione fiscale. Rispetto al 2011 le chiamate al 117 sono più che raddoppiate. Il cittadino ha capito che chi evade è un furfante, non uno furbo. Questo è poco ma sicuro.

  7. Vero, ma se si fa la lotta all’evasione per gettare i soldi in un in pozzo di spese inutili e dannose, il risultato non è altro che far arrabbiare la gente.
    Che poi gli italiani debbano farsi un esame di coscienza collettivo, poco ma sicuro. Da quando è uscito lo slogan ‘non pagheremo noi la vostra crisi’ io ho scritto che invece la crisi è di tutti, noi compresi. Ma questa presa di coscienza non dovrebbe risultare in un grande grazie a Monti – piuttosto nella ricerca di una strada nuova e giusta, quindi diversa dalla sua, che è la solita ricetta ‘neoliberista’, e non funziona.

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