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La continua perdita di terreno agricolo porta l’Italia a dipendere sempre più dall’estero per l’approvvigionamento di risorse alimentari. L’indice di auto-approvvigionamento, inteso come rapporto tra produzione e consumo, risulta infatti allarmante per diverse produzioni che compongono il paniere dei consumi nazionali.

Secondo una stima effettuata dal Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, l’Italia attualmente produce circa l’80-85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno dei propri abitanti. In altre parole, la produzione nazionale copre poco più dei consumi di tre italiani su quattro.
L’auto approvvigionamento, escluse le oscillazioni dettate dall’andamento
delle annate agrarie, sta subendo una progressiva diminuzione.

L’Italia è il terzo Paese nell’Unione Europea per deficit di suolo agricolo e il quinto su scala mondiale.
L’Italia ha un deficit di suolo agricolo di quasi 49 milioni di ettari, ovvero per coprire i consumi della propria popolazione in termini di cibo, fibre tessili e biocarburanti l’Italia avrebbe bisogno di 61 milioni di ettari di SAU mentre quella attuale supera appena i 12 milioni di ettari. Ciò significa che,
per soddisfare il fabbisogno della propria popolazione, l’Italia attinge dalla produzione dei terreni agricoli di altri Paesi ponendosi in una condizione di profonda dipendenza dalle dinamiche economiche, demografiche, sociali e geopolitiche dei Paesi di approvvigionamento. Una dipendenza che nel breve periodo influenza i prezzi dei prodotti agricoli e nel medio-lungo periodo
accresce il rischio di scarsità.

La fonte è il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il rapporto lo trovate qui.

Ancora voglia di fare ‘infrastrutture’? Ancora voglia di dire alla gente di fare più figli? Ancora voglia di comprare una seconda casa?

Dovrei essere più pacata, ma il divario tra la gravità della situazione e delle sue probabili conseguenze, e la percezione della realtà della maggior parte delle persone che incontro, è qualcosa di quasi intollerabile. È pericoloso per tutti.

Il governo prova a intervenire per limitare il consumo di suolo, con un disegno di legge che speriamo passi.

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