Afghanistan

Di solito non scrivo nulla sulle guerre in corso e quasi nulla di politica estera: non posso parlare di cose di cui non ho né esperienza diretta, né il tempo, molto più abbondante di quanto la gente vorrebbe credere, per documentarmi in maniera seria ed approfondita, visto che si tratta sempre di situazioni complesse su cui veniamo informati in maniera superficiale.
Detto ciò, l’altro ieri ho visto delle foto scattate da soldati americani, poi in gran parte processati e condannati, di violenze sadiche su civili afghani. Le foto le hanno fatte loro stessi, che evidentemente ne vanno fieri. Raccoglievano anche pezzi di corpi come trofei. Non commento le immagini, si commentano da sè, e i testi che le accompagnano dicono comunque molto. Mi stupisco che non abbiano creato lo stesso scalpore di Abu Ghraib. Sono qui, se non le avete già viste e se vi interessa, e non sono adatte ai deboli di stomaco.
Ho anche trovato il rapporto di un colonnello americano che, sulla base della propria esperienza personale sul campo e delle informazioni raccolte, ha accusato i vertici militari di aver mentito sistematicamente alla popolazione americana per far credere che la guerra stesse andando bene, quando in realtà chiunque la stesse combattendo sapeva che era un disastro. Qui l’articolo del New York Times (notare la sobrietà e precisione, così diversa dagli articoli della nostra stampa), qui il rapporto del colonnello (è una bozza, qualche frase manca).
Tutto questo mi sembra molto importante, anche perché in Afghanistan ci siamo anche noi, anche se ormai si prevede il ritiro entro il 2014.
Infine, e non c’entra molto, vorrei dire che lo scontro calcistico Italia – Germania è servito da scusa per tirare fuori rancori e tensioni che con lo sport non avevano a che fare. Non faccio i nomi di due grossi quotidiani italiani e delle loro prime pagine ripugnanti, o di altre frecciate fuori luogo. Persino ieri, a una festa, ho sentito fare delle battute contro i tedeschi piuttosto inquietanti. È un momento difficile, ma ne siamo tutti responsabili. Angela Merkel non è Hitler. Stiamo calmi.

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4 risposte a “Afghanistan

  1. Condivido il senso di profondo imbarazzo che ho provato ascoltando la rassegna stampa a proposito delle testate cui facevi riferimento. Trasformare un banale incontro di calcio in un momento di sfogo di rancori repressi lo trovo molto diseducativo… Del resto noi italiani abbiamo il nemico in casa ma lo cerchiamo sempre fuori. Una speciale menzione la dedicherei al capo ufficio stampa del PDL, che e’ stato davvero un grande, sia per caduta di stile, che per le successive giustificazioni che ne dimostrano tutta l’inettitudine.

  2. Temo purtroppo che il rancore sia reciproco, i tedeschi non saranno caduti in basso quanto noi, ma ci sono stati anche lì episodi imbarazzanti (es ‘cani randagi’…) Per questo dico che per fare l’Europa non ci vuole la UE: ci vuole rispetto reciproco. Noi invece oscilliamo tra la xenofilia e il disprezzo, incredibile…

  3. Tra l’altro, oltre al razzismo contro Balotelli, è emerso anche il solito maschilismo contro la Merkel. E ricordiamo le brillanti battute di Berlusconi contro la premier finlandese? Non mi pare che i leader europei maschi siano esattamente degli adoni, ma nessuno si preoccupa di sottolinearlo (salvo, nella perfida Italia, casi di menomazioni evidenti: tra tutte le cose che si potevano rimproverare a Brunetta, non avrei messo la statura). Questo perchè le donne hanno obblighi estetici che agli uomini sono risparmiati. Io vorrei che le forme di una donna al governo o il colore di un calciatore fossero semplicemente irrilevanti. E invece…

  4. Purtroppo dove c’è il calcio gira troppo testosterone, che notoriamente non va tanto d’accordo con le sinapsi: da qui le cadute di stile da ambo le parti. In Germania pero’ ne e’ nato un caso, e forse i due radiocronisti avranno qualche problema.
    Quanto agli “obblighi estetici” – che purtroppo si stanno estendendo anche agli uomini – e’ il modello culturale corrente che li impone, oltre ad una diffusa stupidita’ borghese. Nessuna cellulite, chilo di troppo o piattezza di seno potranno sminuire mai la femminilità o il fascino dell’esser donna, quando lo si e’ naturalmente.
    I più begli occhi che io ricordi – e i più femminili – li ho incrociati parlando con una contadina molisana ultrasessantenne con il viso arso dal sole. Per me e’ più il modo di rapportarsi al mondo che hanno le donne, ad esprimerne la femminilità; il loro corpo non ne e’ che uno dei mezzi, non l’unico.
    Se pero’ riduciamo tutto a immagine fugace, resta solo quello, e ci si perde tutto il resto, che e’ poi l’essenza sfuggevole della femminilità.
    Anche in questo caso, che spreco…

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