Spagna

Qualche commento sul ‘salvataggio’ della Spagna tratto dai quotidiani italiani. Notare ancora una volta la mole delle cifre che si muovono, la complessità dei meccanismi (tra l’altro dati spesso per scontati dai media), il potere dei mercati finanziari, il circolo vizioso che crea nuovo debito per pagare il vecchio debito. E ancora le vecchie idee: crescita, infrastrutture, aumento dei consumi. Non perché servano, ma perché fanno ripartire l’economia…

Io dico solo: l’Europa non è la soluzione. L’Europa è grande e lontana, muove troppi soldi in maniere che i cittadini europei faticano a capire e ancor più a controllare. Va bene la cooperazione europea, non credo in un governo europeo, non credo nell’unione che tutti sembrano proporre per far fronte a queste crisi. Le crisi vanno prevenute con la responsabilizzazione di cittadini e amministrazioni partendo dal basso. Io penso: prima c’è il territorio (il comune, la regione…), poi lo stato, poi il continente. Non viceversa. Rimpiccioliamo la scala della politica e della finanza, è l’unico modo per riprenderci il controllo. E decresciamo.

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2 risposte a “Spagna

  1. Ciò che trovo più deprimente è l’assoluta assenza di riforme nell’ambito della regolamentazione dei mercati finanziari (e dunque degli istituti di credito). Si dice che c’è la crisi, che bisogna salvare le banche… si è anche compreso come ci si è giunti a questa crisi.
    E allora? Quand’è che cominciamo a porre in essere quei contrappesi che impediscano che gli stessi fenomeni si ripresentino?

    Nel 2008 e nel 2010 Obama ha più volte manifestato la sua volontà di riformare i mercati finanziari. Oramai è terminato il suo mandato e non si è visto praticamente nulla. In Europa, poi, neanche a parlarne.

    Io non ci credo più, perché tutto il mondo politico-economico-industriale è in condizioni di forte sudditanza nei confronti dei mercati finanziari, e nessuno osa intervenire «per non perturbarli». Io invece approfitterei della crisi (visto che… i mercati si sono già perturbati autonomamente) per dare una bella correzione al sistema: almeno in questo modo la famigerata crisi avrà avuto un senso, per noi che la subiamo. Ma questa riforma deve partire dal basso (possibilmente in modo pacifico), perché dall’alto non verrà mai. Come dici tu, cominciare localmente a macchie, per estendersi globalmente fino ad abbracciare l’intero sistema.

  2. Sottoscrivo. E fra pochissimo ho intenzione di mettere in pratica l’unica idea che mi è venuta: togliere i miei (pochi) soldi da una grossa banca con progetti malvagi (ulteriori tangenziali e autostrade in Lombardia) e pensare a un uso migliore. Spiegherò meglio.

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