violenza politica

Un articolo molto allarmante sulla violenza politica a Roma, che è quotidiana e di cui si parla davvero troppo poco. Notare: gli articoli seguono sempre il formato ‘secondo gli antifascisti hanno cominciato quelli di Casapound’ ‘secondo quelli di Casapound hanno cominciato gli antifascisti’ – mai una volta che un giornalista faccia il suo mestiere, e cioè cerchi di capire chi ha cominciato per davvero. Non è secondario. Il fascismo è basato sulla prevaricazione e sulla violenza, quindi non mi riesce difficile credere che siano i ‘militanti di destra’ (leggi: fascisti, ma non si può dire) ad attaccare per primi, ma ho sentito storie abbastanza inquietanti anche di violenze interne alla stessa sinistra.

Annunci

13 risposte a “violenza politica

  1. Quando leggo queste notizie, penso che se fossi il ministro della giustizia condonerei un po’ di carcere agli extracomunitari per reati minori, e nelle celle rimaste libere ci sbatterei i violenti di destra e quelli di sinistra.
    Così delle due l’una: o imparerebbero a convivere, o si eliminerebbero a vicenda.
    Come si faccia ancora a menarsi per ideologie che hanno seminato morti da ambo le parti nel secolo scorso, resta per me un mistero (e deprime fatalmente il mio incrollabile ottimismo sulle capacità d’apprendimento del genere umano).

  2. gaiabaracetti

    Già. Una cosa ho capito, però, sentendo le storie che mi vengono raccontate dalla capitale. C’è chi è violento perché vuole esserlo, e chi viene provocato e aggredito, e siccome anche la polizia è il nemico, decide di difendersi da sè. Poi sembra tutto un parapiglia, un po’ come in Val Susa, mutatis mutandis: violenti di qua, violenti di là, che la smettano tutti! Invece sono in atto meccanismi subdoli e alle volte insospettabili, che generano violenza anche dove non ci sarebbe e che un bravo cronista dovrebbe smascherare, ma chissà perché nessuno ha il tempo o la voglia di farlo.
    Sinceramente certi militanti che fanno le vittime, dopo averli saputi responsabili di fatti del genere*, mi fanno tanto venire in mente una favola di Fedro.

    * ho linkato dall’unico sito non di sinistra in cui ho trovato la notizia, che a me sembra allucinante ed è stata data molto poco

  3. Paolo Querini

    Trovo molto più preoccupante di queste scaramucce il tono sempre più autoritario assunto dal governo in carica:
    “Il testo non si tocca!” ???
    “Nessuno si illuda che forze esterne al governo possano in qualche modo intervenire” ???
    “Sul testo della riforma del lavoro non si tratta più” ???
    Più che l’ espressione di un servitore dello Stato sembra il delirio dell’ occulto Super-sovrano con la faccia da granchio

    Riprendiamoci la democrazia prima che sia veramente troppo tardi e i “professori” tornino al loro posto nelle aule… o se ne vadano in pensione!

  4. gaiabaracetti

    Comunque, Michele, penso che questo livello di violenza politica non sia così inspiegabile (piuttosto, non ce lo vogliono spiegare). In primo luogo, la capitale è la città in cui si concentrano tutti i problemi d’Italia, un po’ perché sono presenti, un po’ perché quando si deve manifestare, si va là. Inoltre c’è una violenza generalizzata, a quanto so, un’aggressività nell’aria che mi fa sembrare Udine un paradiso, almeno ad un confronto superficiale.
    Inoltre, io penso che questa violenza derivi anche dalla passione con cui molti fanno le cose. Ovviamente non la difendo, anzi la trovo orrenda. Qui, ogni volta che incontro la mia ‘controparte’, finisco per rimanere sbalordita al limite della delusione per la cordialità e il clima costruttivo in cui si svolgono i confronti. Non dico che sia sempre così, ovviamente, parlo della mia esperienza. Mi pare che a Roma accada il contrario.
    In secondo luogo, c’è chi la violenza la vuole, o perché fa parte del suo dna (il fascismo è violenza), oppure perché gode di una posizione di dominanza e la vuole difendere (mia sorella mia ha sbalordita raccontandomi di aggressioni interne alla stessa ‘sinistra’, nella sua università).

  5. gaiabaracetti

    Paolo, sono d’accordo con te. O si crede nella democrazia (per quanto imperfetta), o non ci si crede. È incredibile l’entusiasmo che ha suscitato un governo tecnico non eletto, che si sta comportando quasi come una dittatura! Non so quante persone di sinistra ho sentito esultare perché Monti aveva mandato via Berlusconi, perché non doveva rendere conto alle lobby, perché era presentabile, perché era per bene… e io a ripetere che Berlusconi dovevano mandarlo via gli italiani, che ‘le lobby’ rappresentano comunque degli interessi legittimi che in una democrazia devono avere il giusto peso, né più né meno, che essere presentabile è il minimo che un politico ci deve, non il massimo…
    E a chi mi diceva che Monti non era un corrotto rispondevo che anche lui risponde a qualcuno, anche se non è direttamente pagato per farlo, e che la fede assoluta in un’ideologia (come quella liberista) acceca e manovra anche più della corruzione… io ancora non ho deciso se Monti e i suoi siano in buona fede. Sono propensa a pensare di sì, che siano convinti di fare cose giuste accecati da convinzioni sbagliate, da una vita passata a studiare economia e a lavorare in torri d’avorio accademiche, istituzionali, finanziarie, seduti in poltrone troppo alte per capire com’è veramente il mondo per tutti gli altri.

  6. Cara Gaia,
    scusa se ti rispondo solo ora, ma qui giù sta spopolando un noioso rootkit (ZeroAccess) per cui sono in giro a bonificare i pc degli amici (che in cambio mi invitano a pranzo: le macchine windows richiedono un sacco di prolissi riavvii per cui mi occorre sempre un po’ di tempo… però che bella cosa la convivialità!)
    Sono assolutamente d’accordo con te sulla mancata analisi che i media fanno del nuovo clima di violenza che si sta generando nel paese e nella capitale (di solito se ne parla in modo molto superficiale, enfatizzando i danni fisici e materiali, ma mai nessuno che si chieda il perché – tranne te, ovviamente! – quasi che essere violenti fosse diventata una realtà plausibile con cui convivere).
    Non riesco molto a masticare quel tuo passo in cui, probabilmente a ragione, affermi che la violenza (politica, in questo caso) derivi in parte anche dalla passione con cui i violenti vivono il loro credo politico, perchè, ‘ellenisticamente’ parlando, per me la passione è un demone che ti possiede e ti fa compiere azioni molto più grandi di te sotto la spinta enorme dell’amore verso qualcosa, sia essa una persona, la natura, l’arte, il lavoro, la fede politica, e via discorrendo.
    Quelli che spaccano le teste – a mio avviso – con la passione non hanno molto a che fare: è il demone dell’ira che li acceca, e fa compiere loro azioni la cui inutilità spesso li rende, anche se vittoriosi negli scontri, ancora più frustati e dunque più violenti (in questo momento sto pensando al Vinz del film La Haine di Kassovitz).
    Quella rabbia che nelle famiglie mussulmane ortodosse i ragazzi non possono esternare (perché prerogativa del capofamiglia) e che in molti casi viene dunque rediretta verso se stessi fino a forme estreme (il martirio), qui nel mondo occidentale viene invece sfogata verso un surrogato di nemico che il sistema ha sapientemente creato per «metabolizzare» il disagio e la violenza che esso stesso mi pare infliggere ai cittadini.
    Il nemico viene allora fornito a seconda dei gusti come: il tifoso avversario, il comunista (per i destrorsi) o il fascio (per i sinistrorsi), l’extracomunitario, il meridionale, il gay, il rom, il tossico, l’ebreo, il mussulmano, il no-tav… e qui mi fermo perché potrei andare avanti all’infinito.
    I giornali – i media in generale – sembrano alimentare questo gioco perverso: invece di analizzare gli scontri e cercare di fornirne un’interpretazione, gettano benzina sul fuoco limitandosi a descrivere con perverso compiacimento i danni che ha subito una delle due parti, creando in questo modo la nuova release 5.0 del vecchio nemico che, diciamocela tutta, con la precedente versione 4.9 ci aveva decisamente un po’ annoiato.
    Se queste persone violente fossero davvero appassionate dalla politica, condurrebbero vite molto più coerenti con il loro credo (fino ad arrivare al ‘monacesimo’ delle vecchie BR): invece spesso mi è capitato di vedere (però devo ammettere molto da lontano) ragazzi violenti che si dicevano di sinistra, per poi essere totalmente succubi del consumismo e delle mode (di sinistra). In ultima analisi, mi pare che menino solo perché sono adirati contro se stessi ed il mondo, oppure semplicemente perché nello scontro precedente quei pezzi di merda hanno sprangato Peppino (o la madre di Peppino, o la sorella di Peppino, o tutti e tre), e dunque bisogna fargliela pagare duro.

    P.S.
    E’ proprio bello quando parli di Udine: anche dalle parole all’apparenza più innocue, traspare tutto il tuo amore per la tua città. Non so come tu faccia, ma hai una scrittura davvero ‘emotiva’.
    Se continui così, finisce che ce la attacchi questa passione: allora prendiamo armi e bagagli, molliamo il lavoro e i parenti lontani, e veniamo tutti a trasferirci ad Udine (così concorriamo anche alla risoluzione del problema delle troppe case sfitte).

    Buona notte,

    mk

  7. Quanto al presunto attacco di Anonymous contro Casapound, mi sembra strano però che non ne sia fatta nessuna menzione sul sito «ufficiale» di Anonymous Italia…

  8. Questo non lo so… può essere un gruppo autonomo, oppure può essere che io non abbia capito bene le dinamiche di Anonymous.
    Riguardo alla passione, purtroppo temo che in certi ambienti, e a Roma in particolare, la violenza faccia parte del gioco, e se vuoi continuare a starci dentro e fare quello che ci tieni a fare, devi sottostare alle sue logiche. In parole povere: se tu stai attaccando manifesti e ti aggrediscono, tu ti difendi. Le alternative sarebbero: non attacchi manifesti / le prendi di più. Non dico che sia sempre così, ovviamente, ma anche che non puoi escluderlo. Per questo a me sta tanto a cuore capire ‘chi comincia’ – non tutti sono capaci di rinunciare a difendersi o porgere l’altra guancia.
    Ti faccio un esempio banale, non del tutto attinente ma che almeno ho provato di persona: quando ero in Val Susa, a manifestare pacificamente, e arrivavano i lacrimogeni, non riuscivo a respirare, mi sembrava di impazzire per il bruciore e il senso di soffocamento, non mi sono messa a tirare pietre, ma di sicuro ho provato una rabbia fortissima, il senso di subire una violenza e di non poter difendermi. E se mi avessero presa in parte e picchiata, come fanno tanto spesso? E se mi avessero spaccato il naso con il manganello, la testa con un lacrimogeno? Se avessi visto il mio sangue scorrere?

  9. gaiabaracetti

    p.s. tu non fai propaganda per il software libero tra gli amici? 🙂

  10. Sicuro! Il nick ‘MicheLinux’ me l’ha appioppato (stremato) proprio uno di loro, nel periodo in cui seguivo le bellissime lezioni libere a Roma del prof. Bovet sull’hacking del kernel di linux (poi ho scoperto che in rete c’è un altro omonimo, spero non si sia sentito defraudato). Difatti, quando preparo i pc agli amici, installo _solo_ distribuzioni *nix e quando posso rimarco sempre la palese superiorità tecnologica del software libero.
    Il problema è che molti di loro si ostinano a comprare macchine con i sistemi microsoft preinstallati (anche in questo caso, il mercato condiziona tantissimo le persone), per cui quando vanno in panne mi tocca prestare comunque soccorso, perché quello non lo si nega a nessuno. E non ti dico come maledico la microsoft internamente, quando vedo sulle loro macchine un sacco di processi assurdi che consumano risorse e cicli di processore, e penso a come quelle macchine potrebbero girare molto più stabilmente e velocemente con una bella distro linux.
    Però non voglio forzare nessuno e rispetto le scelte degli altri, perché sono convinto che prima o poi capiscano da soli la differenza (fosse solo per il fattore economico!) e facciano da sè la scelta giusta.
    La verità prima o poi viene sempre a galla.

    Avvicinarsi al mondo *nix significa avere immensi benefici in cambio di un piccolissimo sforzo: essere pronti ad imparare sempre e costantemente. Altri sistemi operativi partono dal presupposto che l’utente sia stupido o ignorante: effettuano automaticamente delle scelte di configurazione anche importanti, e decidono tutto per te: tu devi solo cliccare sul tasto «Avanti» o su quello «Fatto!», senza capire precisamente cosa stia succedendo. Un sistema *nix invece ti lascia libero arbitrio praticamente su tutto: se non conosci/capisci qualcosa, è necessario documentarsi e poi effettuare una scelta consapevole. E’ un approccio che ritengo assolutamente educativo: basterebbe da solo per giustificare la scelta della filosofia di questi sistemi operativi. E la cosa che mi entusiasma di più è che non sei solo: per qualsiasi dubbio, basta chiedere nei posti giusti e nel giro di un quarto d’ora c’è qualcuno più esperto di te che con grande pazienza cerca di fornirti le informazioni essenziali per risolvere i tuoi problemi. Quando lavoravo nel privato (su piattaforme microsoft) se c’erano problemi strutturali bisognava contattare gli helpdesk microsoft (a pagamento, ticket molto molto profumati) e non sempre le risposte erano soddisfacenti; col software libero puoi parlare gratis direttamente con il mantainer del progetto, e le informazioni sono sempre esaustive.
    Uno dei miei sogni è che tutta la P.A. passi al software opensource, guadagnandone in economia e prestazioni: però, come ben immagini, le scelte dei vertici non sono quasi mai guidate dal buon senso… mi incavolo tantissimo, ad esempio, quando vado sul sito della rai e ci trovo quella fetenzia di Silverlight per lo streaming dei video. Io pago il canone: perché per guardare la rai su web devo installare una tecnologia proprietaria che peraltro funziona male su sistemi non microsoft?
    Non dovrebbero scegliere piattaforme gratuite ed aperte a tutti? Io dovrei essere in grado di seguire in diretta la rai indipendentemente dal sistema operativo che ho installato sulla mia macchina…

    Spero di non aver offeso nessuno dei tuoi lettori con le mie osservazioni da ‘vecchio bilioso’ poco informatico (se lo ritieni cancella pure il post senza problemi): però, come vedi, ritornando lentamente al topic iniziale e alle tue considerazioni, nessuno di noi è immune dalle passioni…

    P.S.
    Ti stimo tantissimo per non aver tirato pietre in ValSusa nonostante i lacrimogeni e tutto quello che ti stava succedendo attorno. In questo tuo comportamento c’è tutto, davvero 10/100/1000 pat-pat-pat sulla spalla.

  11. gaiabaracetti

    Tra l’altro, quanti soldi si è fatto Bill Gates con i suoi software? Adesso fa lo splendido dandoli in beneficienza, dopo che si è tolto tutti gli sfizi per sè (c’è un limite a quante tecnologie futuristiche e collezioni lussuose puoi mettere nella villa dei tuoi sogni). Sarà anche ben intenzionato, ma se la sua immensa fortuna fosse rimasta ai cittadini, anche quelli poveri, e alle istituzioni invece di finire nelle sue tasche, mi chiedo per cosa sarebbe stata impiegata.
    Un mio amico sta cercando un portatile senza windows preinstallato, e non è tanto semplice. Tra l’altro tutte le maggiori case produttrici di pc hanno sul loro sito il banner che ‘consiglia windows’. Ha trovato solo un paio di piccole che lasciano libera scelta o magari raccomandano software libero. Ma esistono!

  12. Hai dato uno sguardo qui:

    http://www.linuxsi.com/stores/search_stores

    per trovare rivenditori locali con cui interfacciarsi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...