non abbastanza, ma qualcosa – aggiornato

Il comune di Trieste decide di applicare una tassazione più pesante agli alloggi sfitti, per far emergere il nero e diminuire il numero di case vuote. Mi ero entusiasmata finchè non ho letto bene l’articolo. Per le prime case si pagherà il 4 per mille di Imu, per quelle affitate a canone agevolato il 6,8, per quelle affitate a prezzi di mercato il 9,5, o forse un po’ meno, e per quelle sfitte il 9,8. Troppa poca differenza! Ce n’è voluto un po’ perchè ci arrivassi, mi stavo facendo ingannare anch’io dal tono dell’articolo, contraddetto dai dati che presenta. La mia preoccupazione inoltre è che i soliti furbi riescano a far passare una casa sfitta per occupata, in qualche modo. Bisognerà controllare.

Aspetto divedere che farà il comune di Udine.

 

Poco dopo pubblicato il post, ho riflettuto, fatto due conti, e concluso che con queste aliquote conviene economicamente affittare a nero e non pagare tasse, piuttosto che dichiarare per un misero 0,3 per mille di tasse in meno. Il giornalista ha sbagliato taglio all’articolo, e il comune di Trieste ha fatto qualcosa che non torna.

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5 risposte a “non abbastanza, ma qualcosa – aggiornato

  1. Infatti per evitare il nero proporrei la deducibilità dell’affitto dalla dichiarazione dei redditi, così sarà la gente a chiedere i contratti agli affittuari. Per eliminare il nero basterebbe trovare un sistema che permetta di detrarre tutto il possibile con la dichiarazione dei redditi, oltre a marchiare come ladro per il resto della vita chi evade le tasse. Per me un evasore totale confermato da una sentenza, non dovrebbe avere accesso ai servizi bancari!

  2. Mi sono dimenticato una cosa. Il provvedimento tenta di abbassare il costo dei canoni d’affitto; infatti tra i canoni agevolati e quelli a prezzo di mercato c’è un 2.7%. Ovvio lo sfitto dovrebbe essere il massimo dell’aliquota prevista!

  3. gaiabaracetti

    Sì ma non tutti gli affitti possono essere a canone agevolato, perché ci sono categorie a cui non serve o interessa. Inoltre, la deducibilità in alcuni casi, che io sappia, c’è (per gli studenti), ma comunque è un provvedimento che non spetta al comune, che può solo decidere le aliquote.
    A questo punto, la differenza tra chi affitta e chi non affitta dovrebbe essere abbastanza significativa da invogliare sia ad affittare che a dichiararlo. Se le aliquote restano così, per un appartamento da trecentomila euro di valore, quindi non poco, la differenza tra sfitto e affittato sono novanta miseri euro all’anno, a meno che io non sappia contare. Un provvedimento inefficace e anche ingiusto.

  4. Io ho qualche dubbio circa l’efficacia di misure quali la deduzione degli affitti: fino a quando permarrà lo stato di illegalità attuale, ci saranno sempre locatori che concederanno l’appartamento (o le singole stanze) solo a fronte di un corrispettivo in nero, e locatari che – per necessità di vario genere – dovranno chinare il capo, perché non sempre si è nelle condizioni di poter scegliere. Scaricare l’onere del controllo (come nel caso di scontrini fiscali o fatture) sulla ‘parte debole’ contraente non ha mai dato grossi risultati. Non tutti hanno la forza (o il lusso) di poter pretendere un contratto regolare.
    Se solo si volesse, basterebbe incrociare i dati catastali con quelli delle utenze domestiche, o dei conti correnti, o delle transazioni finanziarie, e cosi via…

  5. gaiabaracetti

    Io penso che sia più efficace, infatti, incentivare la parte solitamente forte, cioè il proprietario, con appunto una tassazione differenziata. Come dice Michele, non sempre la parte debole ha la possibilità di scegliere e pretendere un affitto regolare. C’è poi il solito ricatto: siccome il prezzo lo fa il proprietario, può alzarlo a chi pretende un contratto regolare. Lo fanno molti professionisti: paghi x in nero, x + x/10 con ricevuta.
    Detto ciò è anche vero che molti non affittano per paura di non potersi più liberare degli affittuari, e purtroppo so di casi in cui questo accade. Bisognerebbe avere in piedi buoni servizi comunali che permettano alle famiglie non più in condizioni di pagare un affitto di avere accesso ad alloggi pubblici o convenzionati, e aiutare chi è proprietario di casa a ottenere lo sfratto. Però non ho dati su quanto frequente sia il problema.

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