Una perla (consiglio anche i commenti dei lettori). Spero che abbiate il mio stesso senso dell’umorismo. Rifletto anche su quali doti occorrano per venire scelti come cronisti del Corriere.

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3 risposte a “

  1. E’ una notizia importantissima. Ne hanno scritto, del resto, anche altre importanti e blasonate testate nazionali.
    Così importante da oscurare ad esempio la tragica fine di Alem Dechasa, domestica 33enne che si è impiccata in un manicomio in Libano dopo aver tentato di sfuggire per l’ennesima volta al suo datore di lavoro / aguzzino Ali Mahfouz (qui l’orribile video dove il datore di lavoro ‘riaccompagna’ la sua domestica a casa), morte che riaccende i riflettori sulle spaventose condizioni delle domestiche africane in Libano; oppure così ineludibile da sottrarre spazio a quanto sta accadendo in Siria o in Afghanistan (ho ascoltato oggi in radio la testimonianza di una oppositrice siriana che accusava l’Europa di mobilitarsi per gli eccidi di animali, ma di non muovere un dito per ciò che sta avvenendo in Siria).
    Ma, del resto, il coniglietto Til piace e bendispone per la giornata (è così tenero!), mentre parlare di impiccati o stragi genera quel senso di angoscia che magari poi ti spinge a mangiare uno snack in più (vanificando il prezioso lavoro del tuo nutrizionista), o peggio può indurre qualche ruga dettata dall’apprensione sul tuo viso, sciupando la seduta di ieri dal visagista: tutto terribilmente disdicevole. Decisamente meglio parlare di Til, dai retta a me.

  2. Nooooo, il coniglietto paffutello è morto? Nooo, che tristezza! Certo il telecameraman poteva stare più attento? Che si lavora così? Ecco l’ennesima morte sul lavoro!

  3. La stupidità delle notizie date da Repubblica e Corriere (e solo perchè non leggo le pagine online degli altri) ha ormai oltrepassato i confini dell’incredibile. Tra pettegolezzi senza nemmeno contenuto (x dà un bacio al suo fidanzato y) e storie di animali irrilevanti, ogni tanto non credo ai miei occhi. È colpa anche dei lettori che poi ci cliccano sopra – almeno sui vecchi giornali cartacei si può indugiare sul trash senza che nessuno lo sappia.
    Io dò i miei soldi solo a chi fa informazione seria, come ad esempio il Manifesto (che non a caso tra le sue varie campagne per finanziarsi ne aveva lanciata una con una fittizia copertina con foto da rotocalco, e sotto la scritta: ‘non costringeteci a farlo’).
    Riguardo alla compassione per gli animali, e non per le persone, lascia perplessa anche me. Forse perché gli animali sono visti come innocenti, incapaci di scegliere e capire, come bambini molto piccoli.
    Sinceramente il non saper dare una risposta alla domanda su quale sia il valore di una vita animale un po’ mi tormenta. Ma non ne scrivo qui, è un argomento troppo complesso su cui mi sto ancora interrogando tanto.
    Però all’autore dell’articolo sul coniglietto sono sinceramente grata. Alla fine non riuscivo più neanche a leggere perché avevo gli occhi appannati per le lacrime dal ridere. A letto, ripensando alla foto con didascalia ‘Til, il coniglietto senza orecchie, a destra’ (nel caso non avessimo capito che differenza c’è tra un coniglio con orecchie e uno senza) avevo ancora le convulsioni.

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