Imu

Alle volte le proposte migliori arrivano da chi non ti aspetteresti mai, mentre chi dovrebbe e potrebbe proporle sembra non riuscire a decidersi. Venerdì scorso ho scoperto che il presidente provinciale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) denuncia la presenza di più di tremila case sfitte a Udine, e chiede al comune di incentivare l’affitto. Evviva! Sono anni che lo dico, sarebbe bello se qualcuno lo facesse. Anche se poi, dall’articolo, non si capisce come, anche se si sottintende un qualche sconto sull’Imu.
I dati forniti dall’associazione, di cui non si cita altra fonte ma che mi sembrano coerenti con i dati ufficiali che si trovano, frammentati, qua e là, dicono che in provincia di Udine ci sono 50 mila case vuote. Di queste 23mila sono a Lignano (e non per questo sono scusate: perché tutti devono avere un appartamento a Lignano?? era così bello là una volta…), le altre in giro per la provincia. Quindi quasi trentamila case non utilizzate. A Udine mille case sono affittate, tremila vuote. Questa è un’enorme ingiustizia, uno spreco, e un danno per i cittadini e la bellezza del territorio. Senza suggerire l’esproprio, mi pare che una tassazione disincentivante potrebbe contribuire a rimetterle sul mercato, a disposizione di chi ne ha bisogno, e scoraggiare la speculazione, cioè in questo caso il tenere case inutilizzate attendendo che i prezzi si alzino, per venderle. Per quanto riguarda le seconde case di vacanza, ci sono talmente tanti alberghi, bed and breakfast, alberghi diffusi e case in affitto che non c’è motivo per cui una persona ne abbia una tutta per sè. Tassando le case sfitte, inoltre, si potrebbero raccogliere fondi per il comune in un momento di crisi.
Il comune lo farà? Non sembrano averci pensato molto. Non ci pensa mai nessuno.

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2 risposte a “Imu

  1. un discorso a parte va fatto sugli alberghi, visti come portatori di ricchezza nel territorio su cui insistono, in quanto chi va in albergo, poi utilizza anche le altre attività economiche presenti nelle vicinanze, quello che non fa chi ha la seconda casa, che molte volte si porta la spesa fatta al centro commerciale di turno, e non utilizza le attività economiche del posto, sta di fatto che costruire più seconde case significa anche indebolire l’economia locale…. ma c’è un altro problema, c’è albergo e albergo, per fare l’albergatore bisogna saperlo fare, perché in molti casi possiamo parlare di affitta camere, quindi il servizio dato è minimo e non all’altezza, c’è quindi il rischio che il cliente non soddisfatto preferisca cambiare prendendosi una casa….

  2. gaiabaracetti

    Bè è giusto che ci siano varie possibilità. L’albergo diffuso permette di stare in una casa, senza possederla. Io personalmente lo preferisco, gli alberghi non mi piacciono molto. Se poi qualcuno vuole stare in un albergo vero e proprio, queste strutture non mancano, e vanno tassate come attività economiche normali. Quello che deve essere tassato proibitivamente è il possesso di una casa che non si usa, e non si affitta.

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