buttare via i soldi

Uno non può neanche leggere le notizie locali senza arrabbiarsi ogni giorno. Non parlo di tragedie, ma di cose stupide con conseguenze economiche. O forse anche tragedie, dipende come le guardi e fin dove estendi l’analisi. Un morto in carcere detenuto ingiustamente è una tragedia, uno scempio ambientale è una tragedia.

1. So che è un argomento che andrebbe affrontato più approfonditamente, e spero di avere il tempo di farlo un giorno, ma: perché non si legalizza la marijuana una buona volta? Io non solo non ne faccio uso, mi dà pure fastidio, e ho avuto problemi personali con chi esagerava con il consumo, ma so anche che è una sostanza i cui danni sono paragonabili a quelli dell’alcol, o forse inferiori (l’alcol, oltre ad essere un veleno che danneggia vari organi, è più pericoloso socialmente per i comportamenti a cui induce). Inoltre, e forse soprattutto, i costi della repressione e i guadagni della criminalità organizzata sono talmente alti che converrebbe legalizzare già solo per questo. La gente ne fa un così largo uso, e con conseguenze quasi esclusivamente miti e personali, che questo accanimento ha secondo me motivazioni solo ideologiche. Oggi leggo di due arresti per coltivazione di marijuana, con relative condanne: invece di spendere soldi pubblici per trovare queste persone, arrestarle, processarle, incarcerarle o trovare una pena alternativa (il 36% dei detenuti in Italia è condannato per reati di droga), si potrebbe risparmiare tutto questo, e in più guadagnare in tasse. La differenza economica è enorme, quella di salute pubblica direi nulla: la gente fuma adesso e fumerebbe anche dopo. Senza contare che per via delle leggi restrittivissime sul consumo di droghe leggere abbiamo perso il Sunsplash, evento di portata internazionale (e vedi sotto). Forse non vi ho convinto, ne riparleremo.

2. La Regione spende 10 milioni di euro per l’immagine, per “migliorare il posizionamento del prodotto Friuli Venezia Giulia nella mente del turista.” Questo articolo è talmente nauseabondo* che non riesco neanche a leggerlo fino alla fine. A parte che dieci milioni di euro potrebbero fare miracoli in tanti di quei settori che non li elenco neanche, e sputtanarli in campagne pubblicitare, loghi ridicoli o per rafforzare il “posizionamento organico del portale sui motori di ricerca” mi sembra una bestemmia, soprattutto di questi tempi, ma se proprio vuoi attirare più gente, spendi i soldi per tutelare le bellezze naturali e architettoniche, il territorio (costantemente minacciato, vi spiegherò), o per organizzare eventi che abbiano un senso, piuttosto che per cercare di fare il lavaggio del cervello agli austriaci. A parte che, benvenuti i visitatori, ma dopo aver osservato come sono le città italiane che puntano principalmente sul turismo (ho vissuto due mesi a Firenze e mi ha fatto orrore), avendo visto cos’era Lignano e la mostruosità che è diventata adesso per far fare il bagno comodi a italiani e tedeschi, o cosa rischia la montagna, io dico pubblicamente che spero che la mia regione resti fuori dai flussi turistici per sempre.

* per esempio: “consolidare l’immagine della Regione attraverso la promozione della Udp (unique destination pro position) «LiVe» come Regione viva, ricca di eventi e attrazioni; trasmettere l’idea del relax; di multiculturalità; del valore delle persone.” Ma io devo pagare le tasse per queste cazzate qui???

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14 risposte a “buttare via i soldi

  1. Questi politicanti non hanno capito che la migliore pubblicità sono i servizi che vengono offerti! Perché un turista soddisfatto è il primo agente pubblicitario appena torna a casa. Ma questi 10 milioni di euro sono la solita ruberia per dare soldi a gente che non ha mai lavorato in vita sua e che senza la mammella statale non saprebbe che fare!

  2. Io vorrei entrare nelle facoltà di marketing e scienze del turismo e vedere se insegnano proprio queste cose qui (tipo come succhiare soldi pubblici tramite trovate quale la ‘unique destination proposition’). In questo caso lo spreco di soldi sarebbe duplice.
    So di farmi nemici dicendo questo ma: DIECI MILIONI DI EURO!!!

    (il logo FriuLI VEnezia Giulia da solo è costato 45 mila euro, e non commento sul risultato)

  3. Per me il problema è l’idea stessa di rendere una regione un ‘prodotto’ e venderlo utilizzando le tecniche di marketing, che sono sostanzialmente manipolazione, in alcuni casi posso anche accettarle, ma non quando si tratta di un popolo e della sua terra

  4. Io sono favorevole al turismo, ma ad un turismo sostenibile. Un turismo che si muove su bici o rotaia, che non comporta devastazione del territorio a causa della cementificazione! Il Friuli è una terra meravigliosa, in 150 Km abbiamo montagna, collina, pianura e mare, un patrimonio enogastronomico immenso senza contare quello storico-culturale.
    Punterei a realizzare una rete di piste ciclabili fatte bene che si colleghino con Austria, Slovenia, Veneto-Trentino; sai quanta gente arriverebbe solo dall’Austria? Gente che invece di spendere soldi in benzina li spenderebbe in ristoranti ed agriturismi locali (pedalare costa energie). Ci sarebbe occupazione, tutela del territorio, valorizzazione delle piccole realtà locali. Ma niente! Meglio buttare 10 milioni di euro in marketing! Ma VAFFANCULO!

  5. Purché i numeri restino bassi, e ben distribuiti. C’è poco da fare, coi grandi flussi la presenza dei turisti si vede, i prezzi aumentano, le manifestazioni diventano sovraffollate, le strutture si riempiono… si può accettare per qualche evento all’anno, come il far east film festival, ma non sempre. Per me l’unico turismo accettabile è quello che quasi non si vede. Altrimenti i luoghi diventano una caricatura di loro stessi. Oppure perdono la loro magia: una spiaggia affollata, per quanto da gente discreta, rimane sempre una spiaggia affollata. Idem una pista da sci. Mi si potrebbe dare dell’egoista, ma io cerco di non fare agli altri luoghi quello che non vorrei venisse fatto al mio, quindi non faccio la turista. Ormai ho smesso anche di andare alle manifestazioni famose, per non contribuire alle resse…

    (temo che in pianura non ci sia molto da vedere, se non il disastro totale che consegue al consentire alla gente di costruire quello che le pare dove le pare…)

  6. Bhe se diversifichi l’offerta eviti le bolle di gente. Ovvio ci vuole anche una cultura del turismo totalmente inesistente. Infatti basta vedere in montagna. Ci sono dei sentieri spettacolari e neppure troppo difficili dove incontri (per fortuna aggiungo) una persona ogni due ore; appena arrivi all’impianto di risalita trovi la folla! E che cavolo la montagna è grande provate a sparpagliarvi un po’! Invece per quanto riguarda la pianura abbiamo un sacco di roba da far vedere. Pensa solo alle ville, per non parlare delle cantine, seguire rogge e fiumi. Di roba ce n’è, ma non è valorizzata. Si sta prima a buttare soldi sempre nel solito calderone del turismo di massa, dove puoi permetterti di spennare la gente (che poi giustamente non torna e se ne va in Croazia!)

  7. @Ivan: proprio bella l’idea della rete di piste ciclabili. A giudicare poi dal temperamento del cicloturista medio, accogliereste persone con un minimo riguardo per l’ambiente…

    @Gaia: le tue parole mi hanno riportato alla memoria un vecchio detto autoironico sul carattere chiuso e solitario dei finlandesi, che recita più o meno così: «Se un finlandese sta piantando la sua tenda lungo la costa di un lago, e scorge sulla riva opposta un’unica altra tenda a chilometri di distanza, smonta tutto e va via perché… il lago è ‘affollato’» (più che chiusi o solitari, secondo me sentono la necessità di vivere in intimità il contatto con la natura. Quando sei solo in un contesto naturalistico ti sembra davvero di farne parte)

  8. credo che le piste ciclabili, soprattutto se molto estese e a fini anche turistici, siano una di quelle idee che viene dal nord e piano piano scende fino a noi… pur con molte resistenze, penso siano la direzione in cui si sta andando e da cui non si torna indietro.

    per quanto riguarda il bisogno di stare soli, è il grande dilemma: non è giusto voler impedire agli altri di godere di quello di cui godi tu, ma allo stesso tempo la presenza altrui rischia di snaturarlo. vorrei citare delle parole amarissime e geniali (come al solito) di david foster wallace, ma me le tengo per un eventuale intervento futuro, più approfondito. come ho già detto, quando si parla di sovrappopolazione si parla di cibo, acqua, magari inquinamento, deforestazione, consumo del suolo, ma quasi mai di bisogno di stare soli in spazi naturali, forse perchè non è quantificabile, forse perché qualcuno trova le folle pittoresche o rassicuranti (salvo poi fuggire in montagna quando non ne può più). il bisogno di solitudine e contemplazione non si può misurare, ma è necessario per una vita bella, come lo è l’avere persone che ci vogliono bene, ad esempio. ci sono eccezioni, ma si tratta comunque di bisogni universali. tenerne conto, quando pensiamo al mondo che vorremmo, è già qualcosa, anche se non si può dar loro un numero o una statistica.

  9. Il bello della politica è che i temi più importanti sono quelli per cui ‘non si può dar loro un numero o una statistica‘; ma proprio per questo i politicanti di oggi – col pensiero fisso all’economia, alle statistiche ed ai sondaggi – non ne trattano assolutamente, se non come fatua decorazione ai propri sproloqui. Per poi domandarsi, increduli, come mai la gente li consideri distanti e immeritevoli di fiducia.
    Come sarebbe bello se in qualche manifesto fondativo o piattaforma programmatica si potessero leggere alcune delle tue considerazioni: ma questo presupporrebbe spessore culturale, capacità progettuale e forte idealismo, tutte qualità a mio avviso totalmente aliene ai soggetti politici di oggi.
    Se solo si parlasse meno di PIL e spread e più dei bisogni dell’uomo, forse non sarebbe male.

  10. Scusa Gaia, ma rispondo a Michele, in caso cancella il post.
    Il Movimento 5 Stelle ci sta tentando e promuove il bilancio partecipativo: http://www.youtube.com/watch?v=CzXL9IJYKJ0 assieme a tutte le altre forme di democrazia diretta. Ormai non possiamo più delegare. Comunque devo dire che alcuni amministratori pubblici sono molto disponibili e si danno un gran da fare!

  11. Caro Ivan,
    lungi da me il giudicare l’operato del Movimento 5 Stelle. Mi riferivo – come immagino avrai capito – a tutti quei leader che hanno smesso di sognare un mondo migliore e guardare in faccia la gente. La loro azione politica è principalmente imperniata su variabili economiche di cui si arrogano il diritto di essere gli ultimi insindacabili depositari (un po’ come Saviano con i Casalesi e Scampia).
    Anche qui a San Giorgio a Cremano l’anno scorso è stato sperimentato il bilancio partecipativo, e a mio avviso non è stato un grosso successo: trattando (come al solito) i cittadini da «popolo bue», sono stati inviati dei questionari a risposta chiusa (fulgido esempio di democrazia) a cui si era chiamati a rispondere (del tipo: preferisci che cementifichi la via X, oppure che ristrutturi la piazza Y? Preferisci una diminuzione dell’addizionale comunale? etc.).
    Che democrazia è quella in cui un altro sceglie per me? E se mi si offrono solo ipotesi cementificatorie, a cui sono contrario? Almeno qui, vale ancora il motto del Principe di Salina: «Tutto deve cambiare, per non cambiare nulla».
    I cittadini (sommi delegatori) si tacitano la coscienza perchè simulano di aver preso parte al processo decisionale; i rappresentanti dei partiti locali si fregiano della coccarda di democratizzatori/innovatori e gongolano per non aver scontentato la solita lobby degli affaristi; questi ultimi continuano a fare affari e incensano i politici per la loro lungimiranza democratica.
    Tutti sono felici, come vedi. E’ soltanto il paese che va a rotoli.

    La mia speranza siete voi nuove leve, che non tollerate questo sudiciume pervasivo e cercate di cambiare il sistema (sul serio && nella realtà, e non in televisione o in rete). In questo momento a mio avviso è molto importante la forza dell’esempio (visto che ci siamo dimostrati incapaci di pensare con le nostre teste), per cui avete tutta la mia ammirazione ogniqualvolta dimostrate che si può intendere/fare politica anche in modo diverso.
    E’ esemplare Gaia quando si va a spulciare il piano regolatore e quello della mobilità della sua città o se ne va in ValSusa per capire davvero che cosa succeda lì; sei esemplare tu quando incalzi l’amministrazione della tua città e cerchi di smuovere le coscienze, «…a cominciare da amici e conoscenti». Per me questa è la vera ‘partecipazione’.
    Scusa lo sfogo, ma ho la febbre alta e e per la prossima settimana proprio non me la posso permettere…
    ciao
    mk

  12. Quello che descrivi tu non è il bilancio partecipativo, ma una presa per il culo! Lo chiamano bilancio partecipativo per autorizzare le loro porcate. Un po come se il boia ti chiedesse se preferisci la sedia elettrica o la ghigliottina! Bella roba!

  13. Secondo me lo scopo principale di investire 10 milioni di euro su materie così eteree e difficilmente verificabili nei loro ritorni a medio-lungo termine è principalmente dare qualche cosa da fare a consulenti, amici, parenti, sfaccendati e cazzari, ditte parassite e altrimenti spiantate. Che in questo genere di progetti faraonici e un po fumosi trovano uno stipendio per qualche anno…..

  14. Mi ero proposta di fare una lista di tutte le cose che la Regione avrebbe potuto fare con quei soldi. Era tristemente lunga.

    Mi viene in mente anche il progetto ‘Easy foot’ per la ‘sicurezza stradale’, ma invece di fornire alternative all’automobile l’amministrazione provinciale cosa fece? Mise sagome nere, tra l’altro da centinaia di euro l’una, vicino agli incroci pericolosi, così da distrarre gli automobilisti e far rischiare ancora di più il botto. Oltre a centinaia di migliaia di euro spesi per consulenze e pubblicità, che non c’entravano nulla con la sicurezza stradale.

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