Romagna

Sono in Romagna, da dove viene metà della mia famiglia. Siamo venute in macchina, d’inverno si vede meglio l’Italia per quello che ne abbiamo fatto, cioè una schifezza, non ci sono più boschi nella Pianura padana (tra l’altro una delle aree più inquinate al mondo). Al massimo qualche albero sull’orlo dei campi, qualche pioppeto che verrà tagliato. Uno spettacolo desolante.

La Romagna, almeno la parte che conosco io, attorno a Rimini e Cesena, è tutta un capannone, un disordine, un centro commerciale, un parcheggio. Leggi Pascoli e pensi che non poteva essere nato qui.

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4 risposte a “Romagna

  1. Oh, allora ‘sta frute ha metà sangue bizantino, oltre che furlano. 🙂
    Lo studio Le foreste della Pianura Padana è fatto benissimo ed estremamente interessante.

    Ho osservato, nei decenni, come il Bosco della Fontana (MN) sia stato inglobato dalla distruzione edilizia del territorio verde in cui la provincia di Mantova (storicamente la provincia rossa, ehm, scusate, rosin-biancastra) della Lombardia bianca-verde-nera ha eccelso (forse risente della vicinanza della vicina Edilizia Romagna).
    Se non c’è una cultura della conservazione delle risorse e dei beni comuni, se c’è una cultura della predazione ingorda, le differenze nelle antipolitiche dei partiti sono del tutto risibili, iil finto dualismo DC-PCI, PD±L sempre più una mistificazione del peggior pseduo bipolarismo per allocchi).

    Insomma, il Bosco della Fontana, è vicino alla statale MN- BS,che in alcuni decenni è diventata, diciamo per il 65%? una via urbana tra capannoni (molti dei quali già in rovina, molti vuoti con nojose sequenze di cartelloni Affitasi o Vendesi). Uno dei “migliori” casi nei quali si può osservare la distruzione biotica, l’ecocidio padano.

    Boschi residuali che vengono inglobati dal tumore cementizio-edile.
    Altro che crescita…
    Sarebbe necessario prendere il 50% almeno di ‘sta roba, abbatterla, rinaturalizzare.
    Crescita, sì, dalle aree boschive e decrescita di quelle antropizzate.
    Bisognerebbe fondare una o più fondazioni di rimboschimento della valle Padana.
    Usare i lasciti per acquisire terreni cementificati, distruggerne l’edilizia, rimboschirli, cercando, nel corso dei decenni di aumentare la superficie di queste isole di biodiversità residuale.
    Mi rendo conto che è una chimera.

  2. Ancor più chimera sarebbe riciclare il cemento dagli abbattimenti, per evitare di cavare ancora. I paesi piatti del Nord Europa lo fanno già: noi quasi niente.

  3. Ecco, invece quale è la realtà?
    Che non solo non si rinaturalizza un tubo, ma che si continua con la cementificazione.
    Del resto la Romagna è paradigmatica. Si pensi a quale paradiso era la costa romagnola, diciamo da Lido di Dante in giù, prima che venisse resa quella orrenda città turismificio litoranea infnita.

    Riuso/riciclo degli inerti.
    Gaia, nel 2014 ci sarebbe solo da copiare le buone pratiche di altri paesi.
    Ma la prima buona pratica è preservare il territorio senza consumarlo/distruggerlo di edilizia. Questa buona pratica poi risolve anche altri problemi.
    Diminuisce la necessità di inerti e quelli che servono possono essere ottenuti dal riciclaggio. Scusa, ma poi i cavatori, poverini, come potrebbero continuare a fare la paccata di milionate di euri?

  4. La cosa triste è che quando parlo con i miei familiari in Romagna, anche di una certa età, e dico che è diventata brutta, che non sembra neanche la terra di Pascoli, ecc, mi guardano come se non sapessero di cosa sto parlando. Questo dice tutto.

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