“Alessio”

Forse qualcuno si ricorda che, mesi fa, i miei post dalla Val Susa furono duramente attaccati da tale Alessio che si presentava come membro del movimento. A suo tempo ci rimasi molto male. Ora uno dei siti del movimento No Tav denuncia l’attività di ignoti che utilizzano sotto pseudonimo alcuni IP de La Stampa per introdurre notizie false in rete ed indurre gli interlocutori a fare dichiarazioni avventate” – uno di questi ignoti si firma Alessio e scrive proprio come l’Alessio che attaccò me. Questo mi consola ma soprattutto mi preoccupa.

Intanto vi consiglio di controllare ogni tanto siti come la valle che resiste, per seguire il movimento più tenace, creativo e democratico che io abbia mai visto.

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3 risposte a ““Alessio”

  1. Indipendentemente da chi fosse l’autore, i suoi toni erano davvero intollerabili: minacce non esplicitate in perfetto stile mafioso, del tipo «stai attenta a te, che potrebbe succederti qualcosa». La tua reazione composta, e quella dei commenti successivi in tua difesa, sono stati un ottimo strumento per disinnescarle.
    Certo la vicenda è inquietante…

  2. Non so se il giornale per cui questa persona lavorava, se fossero confermate tutte le cose scritte sul sito che ho linkato (nel quale ripongo totale fiducia), ne fosse al corrente, ma certo è che i grandi media italiani stanno perdendo sempre più credibilità, e il trattamento del movimento no tav è stato uno dei banchi di prova su cui hanno fallito più clamorosamente. Persino testate considerate di sinistra si sono ridotte a riportare pedissequamente comunicati della questura, e a pubblicare notizie che gli appartenenti ai movimenti riconoscevano immediatamente come false… ma dimostrare tutto questo è difficile per chi non dispone di mezzi.

  3. Infatti ciò che più avvertivo nei tuoi post, rispetto alla vulgata ufficiale dei media italiani, era che tu raccontavi effettivamente ciò che stava succedendo lì al presidio, mentre il resto della stampa ripeteva (spesso acriticamente) scarne notizie che non solo non aggiungevano alcuna informazione, ma neppure sollevavano interrogativi su quanto stesse accadendo. Sono d’accordo: la ValSusa – e il silenzio che sta continuando – sono la cartina di tornasole dello stato di salute della stampa italiana… è un altro grande diritto che resta incompiuto e ci viene negato.

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