Oggi mi sono accorta che la frecciaargento Udine-Venezia Mestre ci mette cinque minuti di meno del regionale veloce (che è come il regionale normale di una volta) e costa ventiquattro euro. Anche andando da soli costa meno in macchina e ci si mette meno tempo. Piccole cose, per non dimenticare che i trasporti pubblici in Italia sono allo sfacelo però c’è la finta alta velocità!

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7 risposte a “

  1. E’ il prezzo per la privatizzazione, di cui non si parla mai. Purtroppo in Italia vige la (falsa) equazione: privatizzazione = miglioramento dei servizi + miglioramento dei bilanci. Qui in Campania – a quanto pare – sarà privatizzato tutto il trasposto su rotaia, per cui tra qualche anno per andare al lavoro sarò costretto a prendere lo stesso treno di oggi, solo che si chiamerà magari Freccia vesuviana, lo pagherò il doppio e impiegherà lo stesso tempo, se non di più. Purtroppo non ci hanno insegnato niente le privatizzazioni di Trenitalia, Telecomitalia, Alitalia…
    A proposito: nel famoso patto di stabilità (…della tragedia!) è stata confermata la militarizzazione della ValSusa; c’è poi questa chicca davvero carina, diciamola un «cavallo di troia normativo», a favore del partito dei cementificatori: dopo 5 anni dalla vendita, le aree agricole possono modificare la propria destinazione in ‘urbanistica’. Et voilà! Anche in questo caso, i disastri della Lunigiana e delle Cinque Terre (per fermarmi ai più recenti) non ci hanno insegnato nulla…

  2. c’è l’alta velocitaà udime-mestre? sicura?

  3. no, finta alta velocità, è un freccia argento una volta al giorno che va fino a roma, quindi non è alta velocità nella tratta udine-mestre, ma costa comunque quasi il triplo. il punto è che a me pare che i treni per i pendolari e le zone periferiche, che sono quelli che interessano la stragrande maggioranza degli italiani, siano tragicamente trascurati, per investire su tratte veloci che fanno gli interessi di una minoranza, che costano troppo per la maggioranza, e che secondo me si potevano velocizzare significativamente anche solo razionalizzando le fermate, migliorando il servizio e aumentando il numero di treni

  4. Qui al sud anche il trasporto regionale volge al declino: si parla sempre più di privatizzazione della mobilità su rotaia.
    Io non credo all’equazione: privatizzazione = miglioramento dei servizi + risanamento dei bilanci, perché penso a quanto successo a Trenitalia, a Telecomitalia, ad Alitalia…. società di capitali che si arricchiscono, servizi che peggiorano, aumento delle tariffe.
    Ma possibile che la storia non insegni nulla?
    Tra qualche anno sarò costretto, per andare a lavoro, a prendere un’improbabile «Freccia del Vesuvio», che mi costerà il doppio, impiegherà circa lo stesso tempo, e avrà solo un paio di corse al giorno… 😦

  5. Anche qui devo ammettere di non essere un’esperta, ma non capisco le privatizzazioni a metà, con versamenti di denaro pubblico e senza concorrenza che si fanno in Italia: il peggio di entrambe le possibilità. Trenitalia e la Rete Ferroviaria sono dello stesso gruppo, e dopo un po’ di ricerche ancora non mi è chiaro il rapporto pubblico-privato, la Telecom ha il monopolio della rete, e Alitalia quanti soldi pubblici ha preso? Vabbè che ne prende anche Ryanair, dagli enti locali, se no col cavolo che i biglietti costano così poco. Approfondirò. Se qualcuno ne sa di più mi aiuti.

  6. scusa michele uno dei tuoi commenti era per sbaglio finito nello spam, l’ho ripristinato. così in effetti sembra che ti ripeti, non so come sistemare. tra l’altro immagino la tua frustrazione nello scrivere dei commenti diversi sperando che venissero approvati – mi scuso!

  7. Non ti preoccupare Gaia, scrivevo da una macchina di test (confesso che quando sono in attesa di un processo che ci mette un po’ troppo a completare, vengo qui da te a leggere se c’è qualche novità) e poiché dopo il submit del mio post il sito di wordpress non mi rispondeva proprio un bel niente, ho temuto che fosse un problema locale alla macchina e l’ho reinoltrato più di una volta.
    Però se la prossima volta mi avvisi… riscrivo lo stesso post parafrasando gli «Esercizi di stile» di Queneau in 99 modi differenti!
    Un abbraccio e buona domenica (io sdo a gasa duddo raffreddado, etcì)

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