bella questa città

Mentre vago tra carte e uffici e importuno dipendenti pubblici cercando ancora di venire a capo dell’ineffabile nuovo Piano Regolatore della città di Udine, interpello o consulto chi come me lo trova una porcheria, una porta spalancata all’ennesima inutile colata di cemento, scoprendo che siamo in tanti, rispolvero e aggiorno i dati che dimostrano che a Udine come nel resto della regione (e d’Italia) di case ce n’è già troppe e bisogna semmai utilizzare e sistemare l’esistente, auspico un’adesione al movimento per lo stop al consumo di suolo, ardo di desiderio di ristrutturare e faccio sogni ad occhi aperti di bellezza futura davanti a ogni finestra sbarrata, muro cadente, porta scrostata di vecchia casa friulana, mi affliggo al pensiero di quanto altro cemento e marmo verranno estratti mozzando e distruggendo per sempre le nostre bellissime montagne, mi tocca leggere l’untuosissimo articolo del Messaggero Veneto “La crisi non ‘frena’ le case di lusso”, e, come se non bastasse sentir parlare di lusso in un momento storico come questo, scopro che con “architettura ricercata” e altri lusinghieri epiteti l’autore del pezzo sembra indicare gioiellini come questo e questo. Non voglio offendere la professionalità di nessuno, ma cosa c’entrano questi obbrobri con la città esistente, il suo bel centro da cartolina, le sue case liberty, le sue potenzialità di evoluzione armonica, sempre più contrastate dal sorgere di queste becere palazzine di Lego? Perchè nessuno li ferma? Vi prego! Comune di Udine!

Annunci

13 risposte a “bella questa città

  1. non ci avevo pensato… sembrano proprio case fatte con i Lego, ma molto peggio, le mie case fatte con i Lego erano molto meglio, più fantasiose se mai… ma la mia domanda è ci sono ancora soldi, in questa epoca di crisi nera, per comprare case? o è solo un modo per far andare avanti l’economia senza un perché? e si, si deve costruire perché se no devo licenziare gli operai… ma se poi pensiamo che sono appartamenti di lusso fatti con tecnologie Casa clima, il non plus ultra del meglio del meglio che si può realizzare… ma alla fine chi ha queste vagonate di denari per comprale… e la povera gente non trova casa… e non la trova neppure quelli della media borghesia… ma forse, ma dico forse, c’è un problema?

    ciao io….

  2. ad eccezione di città come roma (ma anche quelle hanno palazzine vuote e gente che occupa gli edifici abbandonati), che io sappia di case in italia ce n’è per tutti e oltre, tant’è che il paese è pieno di gente con due o tre o quattro case, quello che manca agli altri sono i soldi per comprarle

  3. Infatti mi pare di aver sentito qualcuno che pronosticava lo scoppio di della “bolla” immobiliare anche da noi, con il crollo dei prezzi per un eccesso di (potenziale) offerta. Non sono esperto di immobili, ma mi sembra che per il momento siamo ancora lontani. Eppure i cartelli “vendesi” o “affittasi” mi pare diventino sempre più numerosi, sia in città che sui capannoni delle periferie….

  4. udine è piena zeppa di case sfitte. evidentemente i grandi gruppi immobiliari possono ancora permettersi di rischiare nuove costruzioni pur vendendole lentamente, mentre chi tiene una casa sfitta in attesa del momento propizio può permetterselo (motivo per cui sono favorevole a una tassazione pesantissima degli alloggi vuoti)… chi fa lusso, a credere all’articolo, ha la garanzia di vendita assicurata a quanto pare, fatto che mi disgusta

  5. aggiungiamo anche le case del Settecento fronte teatrone a Udine distrutte con nonchalance per costruire altre obbrobriose palazzine!! che tristezza….

  6. anche quelle vengono descritte come “residence esclusivo” nell’articolo… non si potevano ristrutturare e isolare energeticamente le case già esistenti?
    anche dietro alla sede di radio onde furlane, in viale duodo, stanno tirando su una palazzina attaccata a una bella casa antica che mi sa farà una brutta fine… ogni volta che la vedo mi incazzo

  7. Cara Gaia, non so se possa interessarti, ma il numero di novembre di Le Scienze è un numero speciale sulle città: si fa il punto sullo stato attuale delle metropoli, sul rapporto tra individui e città, sulle frontiere della tecnologia relativamente ai progetti di città ecosostenibili, e sulle nuove idee che stanno guidando le ultime linee di ricerca. Se non ti va di comprarlo ma ti interesserebbe comunque darci uno sguardo, fammi sapere che te lo spedisco in qualche modo.
    Ciao

    mk

  8. grazie andrò a leggere!

  9. Relativamente al ‘partito trasversale della cementificazione’, ieri sera l’ottimo Riccardo Iacona ha pubblicato un bellissimo servizio su Rai3 relativamente all’alluvione della Lunigiana e delle Cinque Terre. In particolare, c’è un contadino di Vernazza che dimostra – additando i propri terrazzamenti, gli unici sopravvissuti alla frana – come sia indispensabile ripensare l’economia di quei luoghi ritornando alla cura del territorio e all’agricoltura (meno vantaggiosa dal punto di vista del mero profitto), abbandonando invece la vocazione esclusivamente turistica (che produce un immediato ritorno economico, ma comporta l’incuria del territorio, visto che i turisti vedono, comprano e vanno via, senza curarsi della terra). Conclude con una bel parallelo generazionale, tra ciò che i loro nonni fecero negli ultimi 3 secoli per quelle valli, e quello che invece i suoi coetanei sono riusciti a distruggere/dilapidare in soli 50 anni di ininterrotta costruzione di alberghi, B&B, parcheggi, svincoli e autostrade, senza curarsi affatto della montagna e dei fiumi…

  10. 40 mila mq di area commerciale in più. Ex cocacola, ex safau ed es deposito autobus… per fortuna che devono valorizzare le attività commerciali del centro…

  11. Ma tu non hai capito lo spirito del Piano Regolatore! Loro vogliono valorizzare il centro storico E i negozi fuori città, preservare gli spazi verdi E densificare, che ci siano abbastanza parcheggi E spazi per le biciclette… loro vogliono e possono tutto questo!

  12. Ancora un’altra bella puntata di PresaDiretta sul «Cemento». Ho trovato molto ‘istruttiva’ la parte dedicata al sud, in special modo quella sull’isola d’Ischia, che mostra chiaramente cosa succede quando ad andare contro le regole e la legge siano *tutti* (ad esempio la guardia forestale che abbatte mezza pineta per costruire la propria base in una zona soggetta a vincolo paesaggistico, oppure i carabinieri che costruiscono una caserma non autorizzata). Dopo la visione della puntata, forse complice anche l’antibiotico, mi sono chiesto se abbiamo il livello culturale necessario per comprendere anche solo lontanamente il concetto di «regola». Secondo Piaget i bambini riconoscono l’importanza delle regole a partire dai 7 anni, noi probabilmente abbiamo avuto un blocco psicologico collettivo in età prescolare, non ci può essere altra spiegazione…

  13. Si parla molto della differenza nord-sud Italia, di come la gente al nord, forse perché più vicina al nord europa (ormai classico emblema di civiltà) o chissà perché, sia più ligia alle regole, più rispettosa del bene comune, eccetera. Michele forse possiamo confrontarci su questo, io penso che ci sia del vero ma anche no, mi spiego.
    Le violazioni ambientali, per esempio: quando ero in Sicilia ho visto la gente lasciare i rifiuti in strada e per le spiagge, qui non succede mai, anche se sei in un posto sperduto e nessuno ti vede lasci pulito. Eppure la criminalità ambientale c’è al nord quanto al sud, solo che non è così evidente (finché non inizi ad ammalarti di cose strane, suppongo). La mia esperienza è che l’abusivismo edilizio sia meno prevalente qui (mi baso su quello che leggo e il poco che ho visto, ad esempio in Calabria), eppure il territorio è devastato anche al nord (la pianura padana è di gran lunga il posto più brutto che io abbia mai visto, e ho viaggiato tanto). Solo che è devastato in gran parte legalmente.
    Ricordo la scena quasi fumettistica di un ragazzo napoletano che ho incontrato a Rovereto, provincia di Trento. Era sbigottito, non era mai stato al ‘nord’. ‘Ma la gente qui mette il casco in motorino!’, esclamava. Quando gli ho detto che c’era anche chi lo metteva in bici, non ci credeva.
    Eppure, come testimonia benissimo Udine, ci sono violazioni su larga scala anche qui, quando nessuno le punisce e la società le trova accettabili. Per un esempio perfetto, leggete il comunicato stampa che ho pubblicato sui parcheggi ‘selvaggi’ (orrendo termine giornalistico). I vigili stanno dalla parte degli automobilisti: la nostra è una società che considera questo tipo di violazioni un diritto, e chi le contesta un rompicoglioni. Persino le persone più ambientaliste che conosco, quando ho proposto di opporsi alle migliaia di parcheggi in divieto fuori dallo stadio durante la partita, mi hanno risposto: l’Udinese non si tocca.
    E questa non è illegalità?
    La questione della componente culturale, a questo volevo arrivare, è l’eterno enigma di chi studia queste cose. La mafia, si è sempre pensato, è del sud, eppure quando arriva al nord attecchisce benissimo: gli imprenditori lombardi la cercano e quando ne restano vittime non la denunciano, i politici piemontesi chiedono voti agli ‘ndranghetisti calabresi (e chissà chi farà la tav), i giornalisti emiliani iniziano a ricevere minacce…
    Al tempo stesso, in zone a tradizionale presenza mafiosa o ad illegalità diffusa ci sono esempi virtuosissimi non solo di resistenza, ma anche di tutela ambientale, del territorio (mi viene in mente per dirne una Angelo Vassallo).
    Quello che voglio dire è che, all’interno dell’Italia come confrontandoci con gli altri paesi, la questione dell’abitudine all’illegalità forse è più elastica di quanto sembri. Nessuno è immune e nessuno impossibilitato a redimersi. Bisogna fare battaglie culturali, instancabilmente, legali e politiche, ma le cose possono cambiare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...